Questa sera mia mamma mi ha inoltrato questa mail:
Cari Amici, Leggete questa lettera ed agite velocemente. Io vi invio questa lettera, in quanto tale informazione mi è stata inviata da un professionista e caro amico.
La Microsoft e AOL al giorno d'oggi le più grandi compagnie della rete, per assicurare ad Internet Explorer il posto di programma più usato, hanno testato la versione beta di questo programma.
Quando invierete questa lettera ai vostri amici, Microsoft la controllerà (sempre che essi usino Microsoft Windows)x 2 settimane.
Microsoft vi pagherà €245 per ogni persona a cui manderete questa comunicazione. Microsoft pagherà €243 per ogni vostra lettera forwardata e per ogni terza persona che riceverà la vostra comunicazione, Microsoft pagherà €241.
Tra due settimane, Microsoft si metterà in contatto con voi via e-mail e vi spedirà l'assegno. Io all'inizio ho dubitato fino a quando, due settimane dopo che ho mandato tale comunicazione, non ho ricevuto per posta elettronica la comunicazione e alcuni giorni dopo l'assegno di € 24800.00.
Dovete assolutamente mandare tale comunicazione prima che termini il test della versione beta di Internet Explorer. Colui che si può permettere tutto questo è il signor Bill Gates. Tutte le spese di marketing sono da lui sostenute.
Dott.ssa Rosanna Grauso
Ufficio di Roma 2
Area Controllo - Team 2 Assistenza Legale – Contenzioso Tributario
e-mail: rosanna.grauso@agenziaentrate.it
tel. 06/660383706
Te pozzino.....è dal 2005 che è stata inserita nell'archivio delle bufale informatiche
......leggi qua sul blog attivissimo o fai una ricerca su google di "Dott.ssa Rosanna Grauso agenzia entrate"
Dimenticavo....la dottoressa Grauso esiste veramente, lavora veramente all'agenzia delle entrate ma...ha smentito categoricamente di aver mai inoltrato una mail simile.....
Magari fosse stato vero!!!!
Finalmente, dopo molti rinvii e smentite di vario genere, il ministro dei trasporti Bianchi ha preso una decisione ed ha ufficializzato la notizia che Viterbo sarà il terzo scalo aeroportuale del Lazio.
Io, da buon "etrusco" viterbese accolgo la notizia e penso al futuro, mio e di tutti i Viterbesi.
Visto dalla parte del comitato promotore http://www.aeroportoviterbo.it/ la notizia è a dir poco grandiosa, l'aeroporto porterà nella tuscia ingenti somme di denaro per realizzare non solo lo scalo ma anche le infrastrutture necessarie a collegare adeguatamente la tuscia con Roma e Civitavecchia.
Sono un pendolare, faccio tutti i giorni VIterbo Roma in macchina o in treno e le attuali infrastrutture le conosco assai bene...stendiamo un velo pietoso sul tratto ferroviario Viterbo-Orte, meglio la macchina, soprattutto ora che i lavori sul raccordo sono terminati. Dal mio punto di vista, quindi, la soluzione "migliori infrastrutture" non può che essere una buona notizia.
Ci sono tuttavia alcuni aspetti che dovranno, a prescindere, essere analizzati ed affrontati con serietà quali:
> Viterbo fino ad oggi è rimasta una sorta di "isola felice", lontana dalla metropoli Roma, dal traffico e dallo smog, una piccola oasi di serenità, sarà così anche dopo?
> L'inquinamento acustico ed ambientale della struttura che impatti avrà sulla verde Tuscia?
> Si assisterà ad una "colonizzazione" da parte della grande madre Roma alla piccola figlia Viterbo? Se realmente Roma sarà raggiungibile in breve tempo moltissime persone potrebbero "traslocare" definitivamente nella Tuscia! (immagino all'impennata dei prezzi delle case)
Con questo non voglio fare il solito "signor no" anzi, vedo nello scalo una reale opportunità di sviluppo per la Tuscia, da troppo tempo rimasta isolata, abbandonata a se stessa ed esclusa dalla "stanza dei bottoni".
Nonostante ciò credo che una sera riflessione, non solo sulle opportunità che uno scalo aereoportuale offre ma anche su quelli che potrebbero essere disagi e problemi, vada fatta.
Non mi resta che fare gli auguri a chi ha creduto in questo progetto e soprattutto a chi si appresta a gestirlo, speriando che per una volta in Italia le cose vengano fatte a dovere, con serietà, professionalità e soprattutto amore per il territorio.
Da quando ho scoperto mixBook ho iniziato a dilettarmi nella creazione di fotoalbum digitali, questa la mia seconda fantastica creazione 
Un bellisimo fotoalbum con tutte le più belle foto del nostro matrimonio, foto di amici, parenti e conoscenti....Mago, ci sono anche le tue!
Questa la preview.....per vederlo completo clicca qui.
Finalmente è arrivato a casa, inviato direttamente dal notaio, l'atto di rinegoziazione del mio mutuo ventennale da variabile a fisso...Meritava una foto "artistica"

Rinegoziato il 9 Novembre... arrivato a casa due mesi dopo! Come si dice? Meglio tardi che mai.
Immaginate di trovarvi in mezzo ad una giungla fittissima, alzando lo sguardo in alto vedrete solo ed esclusivamente foglie ed alberi e verde....di certo non vedreste l'azzurro del cielo!
Perchè allora di notte vediamo così tanto spazio "nero" (azzurro del cielo) rispetto alle stelle (foglie)? Se è vero, come è vero, che nell'universo ci sono infinite stelle e galassie che emettono luce allora perchè di notte il cielo non ci appare come una immensa ed indefinita miriade di stelle bianche? Perchè il cielo di notte non è bianco?
E' ormai dai tempi di Keplero che cosmologi, scienziati, pensatori e gente comune si interroga su questo dilemma "cosmolgico". Una risposta semplice e chiara ci viene data dal Prof. De Bernardis con uno splendido articolo dal titolo "BOOMERanG E LA NUOVA COSMOLOGIA" figlio del decennale esperimento appunto denominato BOOMERanG.
L'articolo è stato pubblicato sulla rivista scientifica "ANALYSYS Rivista di cultura e politica scientifica N. 4/2003"
Riporto, per brevità, un estratto dell'articolo dal titolo "Archeologia dell'universo" che spiega proprio le cause che determinano la presenza di cosi tanto spazio "nero" nel cielo stellato.
Buona lettura
ANALYSIS Rivista di cultura e politica scientifica N. 4/2003
BOOMERanG
E LA NUOVA COSMOLOGIA
di Paolo de Bernardis e Silvia Masi
Dieci anni fa iniziava il progetto BOOMERanG, destinato a realizzare la prima immagine
dettagliata dell’universo primordiale. In questo articolo vogliamo ripercorrere le tappe che
hanno portato alla realizzazione del telescopio e della navicella, ai suoi voli nella stratosferica
Antartica, alla prima misura delle tenui fluttuazioni di densità, velocità e temperatura
generate dalle oscillazioni acustiche del gas incandescente che formava l’universo primordiale.
Descriveremo l’impatto di queste misure sulla cosmologia, le prospettive che queste hanno
aperto e le nuove domande, passando per la recente, plateale conferma di tutti i risultati di
BOOMERanG da parte del satellite WMAP della NASA, per finire con il secondo volo
antartico di BOOMERanG, dedicato alla misura della debole polarizzazione della radiazione
primordiale, e con ipotesi di sviluppi futuri, in cosmologia e fisica fondamentale, ambiziose e
intriganti.
ARCHEOLOGIA DELL’UNIVERSO
È possibile osservare il passato
dell’Universo sfruttando semplicemente il
fatto che la luce si propaga a velocità
finita, ed impiega quindi tempi
estremamente lunghi per attraversare le
enormi distanze cosmiche. Ad esempio,
l’immagine della galassia di Andromeda
che ci arriva oggi è partita da Andromeda
più di due milioni di anni fa. Le immagini
delle più lontane Galassie che riusciamo a
visualizzare sono partite diversi miliardi
di anni fa.
Possiamo sperare di portare
all’estremo questa “archeologia
dell’Universo” osservando l’origine stessa
dell’Universo?
Possiamo cercare di
raccogliere luce proveniente da regioni
tanto lontane che quando la luce è partita
l’universo era appena nato?
La cosmologia moderna risponde
affermativamente a questa domanda,
sebbene con alcune limitazioni, dovute
alla lenta evoluzione della geometria e
dello stato fisico dell’universo. Sappiamo
infatti che non si osservano galassie più
vecchie di una decina di miliardi di anni
[Blackeslee, 2003]. Cercando di osservare
Galassie più lontane, anche con i più
potenti telescopi ottici, si trova solo il buio.
Una evidenza, questa, ben nota ai
cosmologi di tutti i tempi, già enunciata da
Keplero, e denominata nell’800 “paradosso di Olbers”.
Tra una sorgente e
l’altra il cielo è buio. La notte, il cielo è
buio. Questa affermazione,
apparentemente banale, ha in realtà un
profondo e paradossale significato
cosmologico. Il paradosso nasce dal fatto
che se il cosmo fosse una distesa infinita di
stelle (come voleva già Newton, per
evitare il collasso gravitazionale di un
universo statico e soggetto alla forza di
gravitazione universale), allora
osservando abbastanza lontano in una
qualunque direzione dovremmo prima o
poi incontrare una stella. Il cielo dovrebbe
quindi essere uniformemente luminoso, a
causa della luce proveniente da tutte le
stelle vicine e lontane. Ma evidentemente
non è così.
Solo con l’avvento della nuova
teoria della gravitazione, la relatività
generale di Einstein, e con le osservazioni
dell’espansione dell’Universo, fu possibile
superare il cosmo statico di Newton,
spiegare il paradosso di Olbers, formulare
la cosmologia relativistica (anni 30), e
introdurre poi la Fisica delle interazioni
fondamentali (anni 50) per completare il
quadro cosmologico di base valido ancora
oggi. Le equazioni del campo di Einstein
applicate ad un mezzo isotropo ed
omogeneo autogravitante (Equazione di
Friedmann) prevedono che esso evolva,
addensandosi o rarefacendosi, e
prevedono comunque una signolarità di
densità (nel passato o nel futuro
dell’evoluzione del mezzo). Se l’universo è
un mezzo omogeneo (e la distribuzione a
grande scala delle galassie ce lo conferma,
almeno in prima approssimazione), allora
la densità delle galassie deve variare nel
tempo, proveniendo da o evolvendo in
uno stato a densità infinita.
Le osservazioni di Wirtz prima [Wirtz 1922,
1924] e di Hubble poi [Hubble 1929]
dell’espansione dell’Universo erano
quindi perfettamente compatibili con un
universo isotropo ed omogeneo,
infinitamente esteso, i cui mattoni
costitutivi fossero la galassie. Si può allora
ipotizzare una prima soluzione al
paradosso di Olbers. Se la metrica di base
dell’universo si sta espandendo, cioè tutte
le lunghezze si stanno allungando, allora
anche le lunghezze d’onda dei fotoni lo
devono fare: i fotoni emessi molto tempo
fa arrivano all’osservatore oggi con una
lunghezza d’onda più lunga di quella che
avevano alla sorgente. Da blu possono
diventare rossi (per una espansione
dell’universo di un fattore due tra
emissione e ricezione) da visibili possono
diventare infrarossi o addirittura
microonde.
Questo fenomeno viene
denominato redshift, per sottolineare lo
spostamento verso il rosso della luce delle
sorgenti lontane. Ecco perché i più potenti
telescopi ottici non riescono ad osservare
galassie lontanissime: i fotoni prodotti
dalle galassie più lontane sono diventati
infrarossi e quindi non vengono più
ricevuti. In realtà, questa è una
spiegazione solo parziale del paradosso.
Anche conducendo osservazioni con
telescopi infrarossi non si riescono ad
osservare galassie più lontane di redshift 5
o 6. Si osserva inoltre che le galassie più
lontane (e quindi osservate in epoche più
antiche) sono anche morfologicamente e
spettralmente molto diverse da quelle
vicine. Se ne conclude che anche le
galassie hanno una loro evoluzione,
nascono addensando materia circostante,
vivono producendo diverse popolazioni di
stelle, modificando la loro composizione
chimica e fisica e interagendo con il mezzo
circostante.
Osservare a redshift maggiori
di 5 o 6 significa scandagliare regioni di
spazio così lontane e remote nel tempo che
le galassie non si erano ancora formate.
Ma la materia che costituisce le galassie
doveva essere presente anche allora !
Come potremmo osservarla ? Dobbiamo
usare telescopi infrarossi o addirittura a
microonde, per essere sensibili a
lunghezze d’onda abbastanza lunghe.
Dobbiamo inoltre aspettarci radiazione
diffusa, prodotta da materia non ancora
strutturata, e quindi approssimativamente
isotropa. La fisica di base ci permette di
formulare previsioni ancora più precise su
ciò che dovremmo osservare. Sappiamo
che un gas in espansione adiabatica
(isolata) si raffredda. Anche l’Universo in
espansione si deve raffreddare. Ci
aspettiamo quindi una densità ed una
temperatura dell’universo tanto più
elevate quanto più indietro andiamo nel
tempo.
Ci deve quindi essere stata una
fase in cui l’universo era caldo quanto il
sole: un gas incandescente ad alcune
migliaia di gradi di temperatura. Prima di
allora l’universo non era trasparente alla
luce. In un gas incandescente (un plasma),
i fotoni vengono continuamente diffusi
dagli elettroni liberi, procedendo lungo
direzioni casuali da un elettrone al
successivo (random-walk). Impedendo la
propagazione in linea retta della luce si
impedisce la propagazione delle immagini
luminose. Solo raffreddandosi sotto alcune
migliaia di gradi l’universo permetterà la
formazione di atomi neutri
(ricombinazione) che interagiscono molto
meno con la luce. L’Universo diventa così
trasparente alla luce, e permette le
osservazioni astronomiche.
Abbiamo quindi un limite invalicabile di tipo fisico
per le nostre osservazioni dirette
dell’Universo primordiale. Non possiamo
osservare com’era l’universo prima del
momento della ricombinazione, perché
l’universo era opaco prima di tale epoca.
Si può calcolare quanto tempo un gas
incandescente in espansione, composto
principalmente di idrogeno ionizzato e
luce, impiega a raffreddarsi, fino a
permettere, ad una temperatura di 3000
gradi, la combinazione degli ioni in atomi
neutri di idrogeno. Ci vogliono circa
400000 anni. Sembra un tempo lungo, ma è
solo un cinquantamillesimo dell’età
attuale dell’universo, pari a circa 14
miliardi di anni. Ci è precluso ricevere
immagini da epoche ancora più remote,
almeno usando i fotoni. Possiamo
investigare solo indirettamente le epoche
primordiali, e ne parleremo più avanti.
La possibilità di ricevere la luce
presente nell’universo quando era 50000
volte più giovane è comunque
entusiasmante. Secondo l’equazione di
Friedmann l’universo si espande circa
1000 volte tra allora e oggi. La radiazione
allora in equilibrio termico con la materia
(radiazione di corpo nero a circa 3000
gradi) aveva una lunghezza d’onda di
massima emissione di circa 1 micron. Oggi
tutti questi fotoni devono avere una
lunghezza d’onda 1000 volte più lunga,
quindi di circa 1 millimetro. Ci aspettiamo
quindi oggi un fondo di radiazione nelle
microonde (CMB, Cosmic Microwave
Background), con una distribuzione
ancora di corpo nero, ma a temperatura
circa 1000 volte inferiore: circa 3 gradi
Kelvin.
Questa è la luce mancante nel
paradosso di Olbers ! Questo fondo di
radiazione è stato effettivamente misurato
per la prima volta nel 1965 da Arno
Penzias e Robert Wilson, e subito
interpretato come il residuo fossile
dell’universo primordiale. Da allora,
misure sempre più raffinate ne hanno
confermato la natura di corpo nero fino ad
una precisione di una parte su 10000,
grazie all’esperimento FIRAS sul satellite
COBE della NASA, nel 1992 [Mather at al.
1990]. È quindi determinato
sperimentalmente che nel nostro universo
per ogni barione ci sono circa un miliardo
di fotoni: i 400 fotoni per centimetro cubo
del corpo nero che costituisce la
radiazione di fondo a microonde. Questo
fatto ha una grande importanza nei primi
minuti di evoluzione dell’universo,
quando, a temperature dell’ordine del
MeV, avvengono le reazioni nucleari che
producono i nuclei più semplici (He, Li, D)
a partire dalle particelle elementari. La
velocità di queste reazioni dipende
fortemente da quanti fotoni sono presenti,
perché a queste temperature i fotoni
possono fotodisgregare i nuclei appena
formati: con un miliardo di fotoni per ogni
barione ci aspettiamo una produzione di
elio di circa il 25% rispetto all’idrogeno, e
tracce di Deuterio e Litio. Nelle nubi in cui
non si sono ancora formate stelle, queste
abbondanze primordiali devono essere
rimaste inalterate: la loro osservazione
rappresenta quindi una conferma
indipendente dello scenario del Big Bang
Caldo, introdotto da George Gamow negli
anni 50 e fin qui descritto.
Oggi la teoria del Big Bang Caldo
rappresenta il modello standard di
riferimento per la Cosmologia. Basandosi
su un’ipotesi (l’omogeneità e l’isotropia
dell’universo a grande scala) e su tre
osservazioni fondamentali (espansione
dell’Universo, fondo a microonde e
abbondanze primordiali), permette di
spiegare un grande numero di evidenze
sperimentali indipendenti con una teoria
relativamente semplice.
Per quanti come me fanno dello sviluppo una professione o per quanti ne fanno semplicemente una passione, consiglio il software BlogEngine.NET V1.1
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Questi alcuni link per iniziare a "studiare":
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Finalmente mi son deciso ed ho acquistato un router per il mio pc di casa, giorni fa ero nel mio negozietto di fiducia e dopo molto penare ho scelto il "3Com OfficeConnect ADSL Wireless 108Mbps 11g Firewall Router".
La prima impressione è stata subito buona, router stile 3Com le cui funzionalità principali sono visibili sul sito ufficiale della 3Com Italia.
Poi però la brutta notizia, ho iniziato a vedere in rete quale fossero le opinioni su questo prodotto e....qualche dubbio mi è sorto 
Leggendo tra i vari forum ho subito capito che le versioni del firmware precedenti alla 3.0 hanno dato parecchi problemi agli utenti, soprattutto in passato (2006), ora però semberrebbe che l'ultima versione del firmware 3.0.1 abbia raggiunto un buon grado di stabilità e nuove versioni di test sono arrivate fino alla 3.6.
Cosi anzichè correre a sostituirlo mi son detto....prima di piangermi addosso, proviamolo! E cosi ho fatto.
La versione di firmware di defalt era la 3.0, son subito passato alla 3.0.1, ho poi configurato con pochi passi l'ADSL per connettermi al mio provider alice, la LAN interna compresa la disabilitazione del DHCP, il firewall per far funzionare al meglio il muletto ed altri settaggi vari per farlo andare alla grande.
Ora è già una settimana che è acceso e non si è mai bloccato, funziona alla grande e sia l'adsl che emule vanno come un treno, mi resta da testare solo il WiFii ma per il momento non ho dispositivi da connettere, vedremo in seguito.
Per il momento ancora non mi sento di cantar vittoria, spero di non dover fare qualche post tipo quelli letti su HardwareUpdgrade....
Ormai è certo, la data di uscita del settimo libro del maghetto più famoso del mondo è stata fissata per il 21 Luglio 2007. Il titolo del libro inglese sarà "Harry Potter and the Deathly Hallows" e conterà 608 pagine per la versione inglese e 784 per quella Americana. E in Italia?
Purtroppo in Italia è buio pesto, la Salani non ha comunicato nè la data di pubblicazione, nè la copertina, nè la traduzione in italiano del titolo. A dire il vero sembrerebbe che anche in Inghilterra stiano cercando di interpretare il significato del titolo del settimo ed ultimo libro ma che, purtroppo, ancora non ci siano riusciti.
In relazione al titolo su Wikipedia hanno scritto:
"Sul significato e sulla sua traduzione in italiano è possibile fare solo ipotesi, anche perché deathly e hallows sono due parole di raro utilizzo:
Deathly in alcuni casi è utilizzato come sinonimo di deadly, ma di solito non ha il significato di "letale", bensì sta ad indicare qualcosa di "mortale", inteso come qualcosa soggetto alla morte, che può morire. Può, inoltre, stare ad indicare qualcosa che sembra morto o appartenente ad un morto, ad esempio le dita di Voldemort nell'Ordine della Fenice sono "deathly white".
Hallows è un termine arcaico che può significare "santi" (come saint) o "reliquie di santi". Nel ciclo arturiano, l'espressione Grail hallows indica le quattro reliquie conservate dal Re Pescatore, tra cui il sacro Graal, una lancia a volte identificata con la lancia di Longino, una spada (rotta o meno) ed un vassoio d'argento (a volte un tavolo o una pietra, una sedia di pietra o una scacchiera). Alcuni studiosi credono che questi oggetti derivano da cerimonie della tradizione celtica antecedente.
Il significato del titolo è oggetto di discussione anche in Paesi madrelingua inglese."
Dunque anche il significato del titolo è un altro mistero.
La cosa terribile per noi italiani è che non solo non sappiamo nulla sulla copertina, sulla data di uscita, sul titolo... la cosa terribile è che ci attendono dai quattro ai sei mesi di "RISCHIO FUGA NOTIZIE"!
Per chi come me ha amato visceralmente i sei libri precedenti, il solo pensiero che potrò sapere qualcosa prima di leggere il libro mi indurrà a prendere delle drastiche precauzioni tipo: isolamento, disdetta ADSL, rapimento giornalaio, TV spenta, blindata anzi meglio se distrutta e per sicurezza fuori il terrazzo.
Ma ci riusciremo per 6 lunghissimi mesi?
Ricordo quando, poco prima dell'uscita del sesto libro (a mio avviso il migliore), navigando in Internet mi ritrovai nel bel mezzo di un sito che aveva come titolo "Il funerale di Silente".... Era uno di quesi siti che proliferavano nel periodo di "RISCHIO FUGA NOTIZIE" e che fornivano traduzioni a dir poco maccheroniche del libro. La prima sensazione fu di sgomento, poi di confusione mentale, per arrivare all'incredulità, finendo con la risata...mi son detto "ma dai...ti pare che muore Silente! Il più grande mago di tutti i tempi, l'unico che Voldemort teme, non può morire!".
Detto fatto, Silente è morto nel sesto libro e mi sono rovinato la sorpresa per colpa di pseudo traduttori senza scrupoli che hanno come unico scopo l'incremento delle visite al proprio sito.
Ovviamente solo chi come me ha letto dal primo all'ultimo libro di HP, snobbando o comunque non amando i film, può capirmi e sottoscrivere in pieno ciò che sto dicendo.
Per cui vi prego, fantomatici traduttori, pseudo scrittori, nel periodo di "RISCHIO FUGA NOTIZIE" "state buoni se potete" e lasciateci l'ultimo sogno, l'ultimo libro, l'ultima emozione legata a delle parole, a delle idee, a un pensiero; lasciateci sognare per 600 o più pagine, lasciateci ridere, piangere, gioire ed urlare, lasciateci la speranza che ciò che sembra non sia, che ciò che potrebbe e dovrebbe accadere non accada, che l'ultima magia riesca ancora a coglierci di sorpresa, facendoci sobbalzare come una cioccorana e pensando ... "Grazie J.K.R.!, la fantasia e la gioia di esser bimbi esiste ancora."
Spesso il termine etica e morale vengolo utilizzati come sinonimi; chi almeno una volta non ha detto "quel comportamento è moralmente ed eticamente scorretto".
In realtà etica e morale non sono sinonimi, in quanto per morale si intende un principio secondo il quale l'uomo agisce, una condotta, una linea guida, una sorta di valore intrinseco nell'uomo o in una comunità; mentre il termine etica è riferibile a quella branca della filosofia che ha come oggetto di studio e di analisi la morale stessa.
E' un pò se utilizzassimo come sinonimi i termini elettromagnetismo e fenomeno elettromagnetico o psicologia e problematiche psicologiche.
Detto ciò la spinta che mi ha portato a fare questa riflessione non si limita alla pure e semplice analisi dei termini etico e morale visto che qualunque enciclopedia riporta le definizioni e i significati delle parole...
Il motore di questo mio post è più una ricerca del significato intrinseco dei termini, ricerca che da sempre ha spinto l'uomo a postulare nuove ipotesi, nuovi assiomi, nuove teorie, perchè dietro i termini morale ed etica si nasconde la conoscenza stessa dell'individuo, la sua capacità di riflettere, di porsi domande, di cercare di migliorarsi e comprendere il perchè della sua natura, di comprendere le cause di un comportamento, di una paura, di una gioia.
Non esiste filoso, pensatore, fisico o matematico che non si sia posto domande del tipo "esiste una legge universale dell'uomo?", "i valori morali sono acquisiti dalla nascita o vengono appresi con la conoscenza" e "qual'è la differenza tra conoscenza e opinione?".
Platone da questo punto di vista cercò di dare delle risposte chiare, semplici, asserendo che la conoscenza dell'essere, del sè, la conoscenza reale delle cose e quindi la conoscenza della legge morale che governa l'umanità è tale solo per il vero filosofo; questi non si limita alle apparenze, all'opinione, ma scava più in profondità e riesce, solo lui, a percepire il reale significato, la vera conoscenza, la vera legge morale, nascosta ed invisibile per i più.
C'è anche chi, come Kant, la pensava in maniera non molto dissimile da Platone ed asserì che una legge morale è insita nell'uomo e il filosofo ha il diritto dovere di ascoltarne la voce "Due cose riempono l'animo con sempre nuovo e crescente stupore e venerazione, quanto più spesso e accuratamente la riflessione se ne occupa: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me".
Diversamente Nietzsche era convinto che l'idea di Platone avesse portato l'uomo alla deriva, al Cattolicesimo, convinto che sostenere l'esistenza di qualcosa di predefinito e prestabilito e che a ciò non si potesse in alcun modo sfuggire fosse un grossisimo errore; che l'esistenza di due diversi mondi paralleli, uno ideale, perfetto e sublime, il mondo delle idee accessibile solo ai filosofi, e uno imperfetto, specchio dell'altro, impuro ed accessibile a tutti fosse quanto di peggiore fosse capitato all'umanità.
Con questa critica arrivò ad affermare che esiste una realtà "al di là del bene e del male", una legge morale non più fissa, statica, predefinita ma coniata, creata, modellata ad immagine e somiglianza dell'uomo stesso o meglio dettata dall'individuo e quindi mobile, indefinibile e legata al cambiamento stesso della coscienza individuale.
Detto ciò la riflessione iniziale su etica e morale non può non ricondursi ad un unico concetto e nonostante i manuali ci dicano che non sono sinonimi, la riflessione porta inevitabilmente ad un punto di convergenza.
Se la morale è la legge che l'indivuo sente sua, lo spirito che guida le sue azioni ed etica è la riflessione che l'individuo fa su tali leggi, su tali valori morali, allora è l'etica stessa a formare e plasmare la morale e la morale l'oggeto che consente all'etica ovvero alla filosofia di riflettere su tali principi.
Potremmo quindi, a mio personalissimo avviso, asserire che la morale è determinata dall'azione etica, dalla riflessione dell'indivio e l'etica esiste in quanto esiste una legge morale.
Non possiamo in alcun modo scindere i due termini, non possiamo parlare di morale fine a se stessa perchè dal momento stesso che la definiamo stiamo entrando nel campo dell'etica e l'etica stessa non ha senso se non applicata alla morale.
Per cui il paragone iniziale su elettromagnetismo e fenomeno elettromagnetico è applicabile a etica e morale solo in apparenza perchè un fenomeno magnetico esiste a prescindere dallo studio che del fenomeno si fa, la luce, il magnetismo e gli elettroni esistono a prescindere da ciò che disse Maxwell, la morale non può prescindere dall'opera filosofica perchè è l'opera filosofica stessa ad aver formato una morale.
Le idee di Platone, Socrate, Aristotele, Kant, Locke, Hume, Nietzsche come i pensieri di qualunque altro individuo hanno costituito i pilastri sui quali si è fondata la nostra coscienza, i nostri ideali, le nostre passioni, il nostro stile di vita.
Chi o cosa ci abbia dato questa facoltà, questa capacità cognitiva, perchè l'individuo abbia sviluppato una così evoluta percezione del sè e dei comportamenti ad esso legati... credo sia argomento sul quale riflettere in futuro.
Oggi si parla di fotografia digitale, in particolare di resize delle immagini con il prodotto Nikon Capture NX. Perchè parlare di questo software?
Perchè ho scoperto in esso una funzionalità a dir poco eccezionale ovvero il resize automatico delle immagini, siano esse JPEG o RAW/NEF, utilizzando dei template predefiniti da noi.
Quanti, una volta fatte moltissime foto in qualità altissima con una reflex digitale, si trovano poi a doverle ridimensionare a mano, una per una, per pubblicarle su internet?
Magari sul proprio blog per condividerle con gli amici?
Utilizzando il resize di altri prodotti di mercato siamo costretti a farlo foto per foto, procedura lunghissima e molto molto noiosa.
Bene, con Capture NX questo lavoro può essere svolto in modalità batch con pochi click e una volta salvato il template diventa ancora più semplice.
Prima di analizzare il procedimento vediamo cosa significa formato jpeg e formato RAW/NEF.
Il formato RAW è un formato non compresso della nostra foto digitale, è l'equivalente della pellicola.
Detto molto semplicemente si ottiene con il processo di salvataggio che si verifica quando la luce (fotoni) raggiunge il sensore della reflex e viene convertita in elettroni, tali elettroni "portano" l'informazione che viene salvata sulla schedina di memoria senza alcun tipo di successiva elaborazione in formato, appunto, NEF.
Il formato JPEG invece prevede un ulteriore step prima del salvataggio dell'informazione digitale, tale step è la compressione mediante un algoritmo molto complesso che ci consente di salvare l'immagine con notevole risparmio del "peso" (byte) della foto stessa.
In pratica una foto salvata in formato RAW/NEF pesa dai 9 agli 11 Mega Byte mentre una foto salvata in formato JPEG ad alta definizione pesa dai 3 ai 5 Mega Byte.
Con le moderne reflex digitali è possibile scegliere il formato della foto, tenendo conto del fatto che il formato RAW oltre a pesare molto viene letto e convertito in JPEG solo con prodotti professionali (PhotoShop, Nikon Capture NX, Nikon Picture Project), per cui spesso si sceglie di salvare le nostre foto già compresse in formato JPEG.
Con Nikon Capture NX oltre a poter effettuare il resize automatico della foto possiamo, sempre in modalità batch, convertirne anche il formato da RAW/NEF a JPEG.
Per cui quanti preferiscono scattare in formato RAW troveranno un ulteriore motivo per utilizzare capture NX.
Vediamo a grandi linee come procedere per creare prima il template di conversione poi eseguire il batch.
Supponiamo di aver scattato e trasferito su pc n foto in formato RAW, delle quali la metà orizzontali e l'atra metà verticali.
In questo caso la prima cosa da fare è separare in due diverse cartelle quelle originali orizzontali da quelle originali verticali.
Poi creiamo due cartelle di destinazione per le foto che verranno convertite in jpeg e ridotte di dimensione (orizzontali e verticali).
Esempio
Cartelle originali
C:\Foto_Ori_Verticale .........qua mettiamo le foto originali vericali
C:\Foto_Ori_Orizzontale .........qua mettiamo le foto originali orizzontali
Cartelle destinazione
C:\Foto_Resize_400_Verticale .......qua verrranno create le copie ridotte vericali
C:\Foto_Resize_400_Orizzontale .........qua verrranno create le copie ridotte orizzontali
Supponiamo di voler ridurre la dimensione del lato maggiore a 400 pixel, procediamo come segue:
CREAZIONE DEI TEMPLATE
1) Lanciamo Nikon Capture NX
2) Apriamo una delle foto Verticali
3) Dal menu "modifica"-"Dimensione/Risoluzione" ridimensioniamo a 400 px la dimensione maggiore, per esempio quella verticale, selezionando "Cambia dimensioni del file" e digitando 400 nella text box "Altezza", diamo "OK".
4) A questo punto l'immagine verrà automaticamente ridimensionata nelle proporzioni.
IMPORTANTE: Non salvare l'immagine ridotta, questa operazione ci serve solo per creare il template predefinito.
5) A questo punto creiamo il template selezionando "Batch"-"Salva impostazioni"
6) Selezioniamo la casella di spunta "Dimensione/Risoluzione" e definiamo un nuovo nome per il template, ad esempio "web_verticale_400" diamo "OK".
Di default il file verrà salvato nella cartella : C:\Documents and Settings\[utente]\Documenti\Capture NX\File di impostazione\ con il nome web_verticale_400.set
7) A questo punto chiudiamo l'immagine originale senza salvarla e ripetiamo l'operazione per quanti template vogliamo creare.
Io per esempio ho creato altri 3 template, web_verticale_800, web_orizzontale_400 e web_orizzontale_800 per ridimensionare a 400 o 800 pixel le immagini orizzontali e verticali.
Queste operazioni vanno fatte solo la PRIMA VOLTA, dalla seconda in poi potremmo tranquillamente riusare i template salvati per eseguire il batch di resize.
RESIZE AUTOMATICO DELLE IMMAGINI
Per ridurre automaticamente le immagini procedere come segue:
1) Selezionare, senza aver aperta alcuna foto, "Batch"-"Avvia elaborazione batch"
2) Selezioanre la cartella di Origine (ES: C:\Foto_Ori_Verticale)
3) Selezionare uno dei template appena salvato
4) Selezionare la cartella di destinazione (ES: C:\Foto_Resize_400_Verticale)
5) Lasciare selezionato "usa nome file origine"
6) Selezionare il formato di destinazione, consiglio il JPEG cosi oltre a ridurre l'immagine andremo ad agire anche sulla compressione.
7) Lasciare invariati gli altri valori e premere "Avvia"
A questo punto comparirà una barra di scorrimento per tutta la durata del processo finchè, al termine dell'operazione, avremo tutte le foto convertite in JPEG e ridotte nelle dimensioni nella cartella di destinazione scelta.
Per maggior dettagli tecnici vi rimando al sito ufficiale nikon oppure al manuale uffiacele nikon in inglese, formato pdf, scaricabile al seguente link.
Buon resize!
Anno 1971, studi televisivi della RAI, conduttore Enzo Biagi, ospite (tra i tanti) Pier Paolo Pasolini, il video è questo ed è di una forza e di una attualità dirompente.
Pasolini con ben 30 anni di anticipo aveva già predetto quello che sarebbe stato il futuro della televisione di massa o come ama chiamarla lui dei "medium di massa".
La sua è una critica forte, lucida, profetica di quella che era e soprattutto sarà la televisione, il tubo catodico contemporaneo atto a mercificare il pensiero e la cultura.
Le considerazioni che a mio avviso non è possibile non fare vedendo l'intervista sono sostanzialmente due, la prima riguarda quanto già detto ossia l'eccezionale visione profetica di una delle più interessanti (a mio avviso) menti del novecento, la seconda è relativa al dibattito che nel 1971 fu fatto negli studi della RAI, un dibattito il cui spessore culturale oggi può essere solo un miraggio, un'utopia.
Parlare in TV della TV in sè e della mercificazione culturale che la TV porta nelle case, farlo con tale franchezza e chiarezza di idee, senza battibecchi, urla, insulti è decisamente un fatto irripetibile visto il livello culturale medio dei dibattiti odierni.
Un filmato da osservare e sul quale riflettere...in silenzio.
Quattro anni fa ho stipulato un mutuo a tasso variabile con la mia banca ed ora mi ritrovo, come molte persone in Italia, con una rata cresciuta a dismisura.
All'atto della stipula del mutuo mi sono fidato di quanto mi fu detto dagli operatori della banca che credevo non solo professionisti ma anche persone che avessero a cuore i propri clienti.
Per cui stipulai un mutuo a tasso variabile alle seguenti condizioni:
Durata 20 anni
Importo 45.000 euro
Rata iniziale 262 euro
tasso 3,50%
spread 1,60%
Il tasso e lo spread mi sembravano alti ma comunque stipulai il mutuo in quanto avevo già il conto con la banca e non volevo chiuderlo.
A distanza di quasi quattro anni mi ritrovo con le seguenti condizioni:
Rata 350 euro
tasso 6%
Ho provato più volte a chiedere delucidazioni alla banca ed ogni volta mi è stato risposto che la colpa è della banca centrale europea che ha alzato i tassi per cui loro non possono farci nulla.
E' verissimo che la BCE ha alzato i tassi in questi ultimi anni ma è falso che loro non possono far nulla per un loro cliente (da 10 anni).
Speravo che fossero loro, a seguito delle mie lamentele, a propormi un rinegoziazione del mutuo ed invece nulla, sempre le stesse parole: non è colpa nostra, assolutamente non le conviene rinegoziare il mutuo.
Cerchiamo allora di capire cosa è la rinegoziazione, ora lo so perchè mi son dovuto informare da solo, non perchè mi è stato detto dalla banca anzi... guai a pronunciare questa parola!!!!
La rinegoziazione altro non è che la modifica di alcuni parametri del proprio contratto di mutuo, è quindi possibile rinegoziare:
> spread applicato dalla banca
> tasso di interesse
> tipologia di tasso (da variabile a fisso)
> durata
L'importante è non modificare il capitale residuo, la rinegoziazione non implica modifica all'ipoteca ne al contratto di mutuo.
Una interessantissima trasmissione andata in onda su Radio 24 mercoledi 12 Settembre parlava proprio di come rinegozioare un mutuo.
Eminenti ospiti hanno chiaramente detto che per rinegoziare un mutuo non serve un atto notarile ne si paga alcuna penale, è semplicemente una scrittura privata tra cliente e banca.
Ma perchè allora ogni volta che sono andato in banca mi hanno sconsigliato di rinegoziare? Perchè mi hanno sempre detto che avrei dovuto sostenere le spese notarili? Perchè mi hanno detto che avrei dovuto pagare una penale?
Perchè alle banche, ovviamente, non conviene rinegoziare il mutuo!
Nel mio caso, ad esempio, se io rinegoziassi a tasso fisso senza variare alcunchè delle altre voci andrei a pagare una rata di 323 euro e a fine ammortamento avrei restituito ben 5.000 euro in meno alla mia banca di interessi.
Ecco perchè, da ottimi professionisti, ci sconsigliano di rinegoziare.
Spesso, anzi sempre, nonostante il notaio non serva le banche ci obbligano a passare per esso (anche in questo caso....ci vedo del marcio), comunque una scrittura notarile per la rinegoziazione non potrà mai essere superiore al guadagno che la rinegoziazione stessa ci produrrebbe.
Nel mio caso il notaio mi ha chiesto circa 600 euro...nulla rispetto ai 5.000 euro di risparmio, considerando anche la tranquillità del tasso fisso.
Ultima cosa, spesso le banche, sempre per disorientarci e scoraggiarci chiedono una lettera con la quale effettuare una proposta noi...NOI!!!
Operai, impiegati, disoccupati,Co.Co.Co...che dobbiamo dire quale è il tasso che ci aggraderebbe! Sono loro i professionisti, loro dovrebbero dirci quale è il miglior tasso applicabile, come rinegoziare, noi paghiamo e loro dovrebbero indirizzarci...invece ci chiedono questa lettera e poi non rispondono.
Per concludere...cosa dire...credo che il post parli da solo, per cui...RINEGOZIATE GENTE, RINEGOZIATE. E se non ve lo permettono allora andatevene in qualche altra Banca, Bersani ci ha dato questa possibilità, una volta tanto sfruttiamola.
Ho allegato in podcast la trasmissione "Salvadanaio" trasmessa da Radio24
Platone, nella sua opera "La Repubblica", aveva teorizzato una città-stato ideale nella quale tre diverse classi sociali potessero, in armonia e con consapevolezza, convivere e prosperare. Tali classi erano rappresentate idealmente dalla "ragione", dallo "spirito" e dal "desiderio".
La "ragione" era dei filosofi, classe dirigente e sapiente delle città-stato, ovvero coloro che oltre a governare dovevano istruire moralmente le altre due classi; Lo "spirito" era dei soldati, classe forte e sanguigna che doveva proteggere la città; Infine c'era il "desiderio" tipico degli artigiani e dei commercianti, del popolo che viveva in città, le cui figure erano associate alla lussuria e al desiderio ma che anch'essi, grazie all'operato dei filosofi, dovevano prender coscienza del proprio status e impegnarsi per il bene comune e collettivo cercando di dominare le proprie pulsioni.
Tale ideale di città stato, seppur con le sue debolezze e carenze, non fu mai raggiunto.
Tuttavia nei 2400 anni circa che ci dividono dalle parole del filosofo la società è mutata, cambiata, si è evoluta e con essa le classi che la componevano.
La riflessione che mi ha spinto a scrivere questo articolo è la seguente: quale è la composizione della società e più in particolare quali sono le attuali classi sociali con le quali ci troviamo a convivere? E' ancora attuale la distinzione ottocentesca tra proletariato e borghesia? E se lo è quali strati sociali oggi compongono borghesia e proletariato?
Il termine borghese e soprattutto la classe come entità rivoluzionaria ebbe inizio dopo il Mille nelle città (Burg, borgo) francesi, italiane e tedesche. La peculiarità di tale classe sociale era il commercio e l'arigianato, in netto contrasto con la nobiltà feudale ed ecclesiastica del tempo. Tale contrasto sfociò drammaticamente nella rivoluzione francese del 1789, una rivoluzione dalle connotazioni nettamente borghesi e che sancì definivamente il crollo dell'ancién regim e della monarchia assoluta con la nascita della prima repubblica Francese.
Successivamente fu Karl Marx, con il suo capitale, a ridefinire la borghesia come classe sociale che ha l'assoluto controllo dei mezzi di produzione, la classe cioè che dispone del capitale e attraverso il quale trae beneficio sfruttando la forza lavoro del proletario.
Il termine proletario è quindi, a differenza del termine borghese, assai più recente. Con proletariato si indica quella classe sociale il cui ruolo, nel sistema di produzione capitalistico, è la prestazione della propria forza lavoro dietro compenso di salario. Tale classe è talmente povera da possedere solo la propria prole e null'altro.
Sono spesso contadini che a seguito della rivoluzione industriale abbandonano le campagne per la città e la fabbrica generando cosi la nascita di un nuovo nucleo sociale, di una nuova larghissima classe, appunto il proletariato.
Ed oggi? Sono ancora attuali tali diversificazioni sociali oppure deve essere completamente rivista la classificazione sociale? Ma soprattutto la suddivisione in classi sociali è da attribuirsi al solo potere economico oppure sono anche altri fattori che determinao lo status, l'appartenenza di un individuo ad una classe anzichè ad un' altra?
Per Karl Marx una classe è un insieme di individui che hanno lo stesso rapporto con i mezzi di produzione mentre per Max Weber la classe è connessa con tre distinte dimensioni: ricchezza, prestigio e potere.
A mio avviso la seconda definizione è più completa anche se più che di prestigio parlerei di cultura, conoscenza, sapere. Nella società contemporanea non possiamo limitarci al solo salario per definire lo status di un individuo all'interno della collettività, per cui va analizzato anche il suo livello culturale, la sua conoscenza che spesso, associati alla ricchezza, ne determinano il potere. Il mix di questi tre attibuti applicati all'individuo ne possono determinare l'apparteneza ad un tessuto sociale anzichè ad un altro.
Ma quale sono oggi questi tessuti sociali? Come ridefinirli?
Sicuramente la società oggi è assai più complessa e difficilmente definibile a causa della dinamicità che in essa è intrinseca . Ritengo che, volendo utilizzare termini ottocenteschi come borghesia e proletariato, come nobiltà e clero... la società oggi possa essere articolata secondo i seuguenti schemi concettuali.
Il proletariato è decisamente mutato, forse con l'accezione del termine prima definito non esiste più, esiste invece una classe "proletaria" dal reddito basso o nullo, composto da individui di varie razze ed etnie con basso grado di scolarizzazione e difficoltà enormi legate all'assenza delle più basilari necessità legate alla sopravvivenza, la classe povera, nulla tenente e decisamente "non consumatrice".
C'è poi, a mio avviso, una nuova classe borghese assai più ampia che in passato e nella quale confluiscono tutti gli altri strati sociali caratterizzati dalla capacità di "consumare".
Questa nuova borghesia, tutta contemporanea, otre alle tre suddivisioni già coniate nel novecento di piccola, media e alta borghesia comprende una nuova classe che io definirei "borghesia proletaria", ovvero quello strato sociale caratterizzato da una chiara ed evidente evoluzione del proletariato ottocentesco ma dai connotati più capitalistici, più moderni, quella borghesia cioè che ha capacità di "acquistare", "consumare" e "spendere", che detiene alcune proprietà come la prima casa con mutuo ventennale, macchina spesso di lusso acquistata a rate ma che oltre allo stipendio non ha altre fonti di reddito. In questa nuova classe, a mio avviso, confluiscono operai, impiegati, co.co.co., collaboratori a progetto, operatori di call center e figure similari la cui scolarizzazione è medio alta ma il cui reddito non supera i 1.500/2.000 euro al mese, questa è decisamente la classe più ampia della società italiana e che spesso i sociologi definiscono "ceto medio".
Ci sono poi le solite classi della borghesia ovvero piccola, media e alta che comprendono nella prima impiegati, dirigenti, commercianti insomma quella fascia sociale di scolarizzazione anch'essa medio alta ma con salari che oscillano tra i 2.000 e i 5.000/10.000 euro al mese. La terza fascia, quella della media borghesia comprende invece dirigenti, manager d'impresa, commercianti, imprenditori, medici, dentisti dal reddito alto o altissimo ossia con reddito che arriva a 150.000/200.000 euro al mese. C'è infine l'alta borghesia caratterizzata da quel ristretto nucleo di persone che sempre più formano una vera e propria oligarchia del potere, a questa classe appartengono politici, industriali, grandi avvocati, costruttori... insomma quel 5% del paese che guadagna il 95% e soprattutto detiene il potere e lo amministra creando i presupposti affinchè tale status non muti. Spesso è questo 5% lo strato meno scolarizzato, dal livello culturale più basso tra quelli descritti poc'anzi che compongono la borghesia.
Vorrei concludere con un'ultima riflessione...
Platone sosteneva che solo i filosofi, figure dall'animo retto e dalla coscienza di ferro, avrebbero potuto amministrare con sapienza la polis... bè sembrerebbe che Platone non abbia immaginato l'Italia del 2007!
Dopo le polemiche nate con la prima serie di Heroes:
"Heroes Volume 1 - Genesis (Genesi)" (25 episodi)
a causa della "retrocessione" in seconda serata dovuta al basso share, il 7 Settembre 2008 è iniziata, in chiaro sempre su italia uno e sempre in seconda serata, la seconda serie di Heroes:
"Heroes Volume 2 - Generation (Generazioni)" (11 episodi)
e su internet si è subito scatenato un vociare e ciarlare sulla bontà di questo prodotto.
C'è chi sostiene che la seconda stagione non sia minimamente paragonabile alla prima, troppi personaggi nuovi, poca azione, pochi colpi di scena.
Secondo il suo autore, Tim Kring, “quella che viene chiamata stagione 2, non è proprio la stagione 2, anzi è come se la proiezione di un film venisse interrotta a 40 minuti dall’inizio. Alla base di questa nuova dichiarazione (tra le tante che Kring sta rilasciando in questo periodo), c’è il crollo della fiducia da parte sia dei fan di Heroes che della critica dopo i suddetti “quaranta minuti”, di cui è stato detto “troppi personaggi nuovi, nessuno svolgimento, ancora meno azione”. (fonte heroes italia news)
Dunque questi 11 episodi altro non sono che il prologo della terza serie che è stata messa in onda in America ieri 22 Settembre 2008.
La terza stagione sarà composta da due Volumi dal titolo:
"Heroes Volume 3 - Villains (Criminali)" (13 episodi)
"Heroes Volume 4 - Fugitives (Fuggitivi)" (11 episodi)
Per un totale di 25 episodi complessivi.
Ma torniamo al Volume due, è veramente così scadente e deludente come molti affermano?
A mio personalissimo avviso NO! Anzi, non mi ha affatto deluso semmai sono dispiaciuto perchè undici episodi...sono passati troppo in fretta e vorrei già sapere come va a finire con la storia del virus mutato.
E' vero, Tim ha introdotto numerosi nuovi personaggi, tuttavia questa era l'unica strada percorribile se si voleva dare un seguito alla serie.
La prima è diventata un "cult" per il format scelto (sin da subito si conosce epilogo e prologo), per i numerosi rimandi a fumetti e personaggi che ci hanno fatto sognare durante la nostra infanzia, per i numerosi richiami alla mitologia, al paranormale, alla metafisica, al concetto di eroe - super-eroe.
Questii "mutanti" hanno delle particolari abilità che noi tutti incosciamente vorremmo avere, possedere e dominare, insomma la vecchia storia del bene che vince sempre sul male non fallisce mai ed Heroes lo dimostra.
Il volume due non poteva non essere così, aveva una eredità dura, pesante, difficile da tramandare. Ha gettato le basi per una fantastica terza serie, si è passati dalla "distruzione" di New York al rischio di una "devastazione globale" ad opera di un virus mutato, Sylar ha finalmente riacquistato i suoi poteri, Nathan è sempre più consapevole della sua forza, l'impresa è sempre un mix intricato di mistero e potere, nuovi quanto affascinanti personaggi ci hanno dato un assaggio delle loro eccezionali capacità.
Il bene contro il male, gli eroi contro gli anti-eroi, l'eterno conflitto tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, la nostra consapevolezza contro il nostro istinto.
finalmente mutuo a tasso fisso, finalmente ci sono riuscito! Dopo tanti rinvii, reclami, lettere, richieste, dopo quasi un anno sono riuscito a rinegoziare con la mia banca il tasso del mio mutuo.
Sono passato dal terribile tasso variabile al tasso fisso, questi i valori:
Tasso Variabile: avevo uno spread dell' 1,90% (...povero me) da sommare all'Euribor su base semestrale (...ancora povero me)....il tasso applicato? Un'incognita; so solo che ero passato da una rata di 260 euro circa del 2004 ad una rata di 350 euro circa oggi.
Nuovo tasso fisso: 6% per i restanti sedici anni, il 6% è composto da uno spread dell'1,25% che si somma al tasso europeo per i mutui fissi. Risultato finale? rata costante da 316 euro...minore di quella a tasso variabile!!! Incredibile vero? Eppure è la realtà
Cosa ho cambiato del mio mutuo? Solo il tasso, debito residuo e durata sono rimasti gli stessi, idem per l'ipoteca e per il contratto di mutuo che è stato solo "rinegoziato".
Per ottenere ciò ho dovuto seguire il seguente iter...
1) Informarmi
2) Inca..armi
3) Andare in banca a chiede informazioni
4) Informarmi di nuovo
5) Inca..armi
6) Tornare in banca con tono più alterato
7) Sentire altre banche ed altri direttori di banca
8) Inca..armi
9) Presentare una lettera "formale" con la quale chiedevo la rinegoziazione del mutuo specificando il mio desiderata ovvero il tasso fisso a me gradito
10) Attendere una risposta della banca
11) Inca..armi
12) Finalmente avere l'ok della banca
13) Fissare un appuntamento con il notaio e con la banca
14) Stipulare il nuovo atto di rinegoziazione
Costo complessivo dell'operazione:
> 600 euro di notaio
> 195 euro di spese di rinegoziazione (non si capisce perchè....ma è cosi, bere o affogare)
Quindi circa 800 euro spese a fronte di:
> Guadagno di circa 5.000 euro da qua a 16 anni se i tassi rimarranno gli stessi (ci credo poco)
> Guadagno in salute psicologica....la sindrome da "Banca centrale europea" ormai aveva colpito anche me, non facevo altro che chiedermi "ma tra sei mesi...che tasso avrò?", "riuscirò ad arrivare a fine mese?", "aumenteranno i tassi?", "riuscirò a diventare proprietario di queste quattro mura?"
Ora mi sento più sereno, più fiducioso; il prossimo anno mi sposo e.....potrò pianificare con più tranquillità il mio futuro insieme al mio amore! Senza l'incubo dell'aumento dei tassi....
Detto ciò mi rivolgo a quanti, come me, vivono ancora questo incubo, tornate in banca, alzate la voce se necessario e all'occorrenza se proprio non ne vogliono sapere...cambiate aria e parlate con altre banche.
La rinegoziazione è un diritto del mutuatario, questo cerchiamo di non dimenticarlo mai.
Ero ormai pronto con pop-corn, bibitone gigante e "rutto libero" per l'imminente uscita del sesto film di "Harry Potter e il principe mezzo sangue", previsto per novembre 2008, ed invece dovrò (dovremo tutti) aspettare altri otto mesi prima di poterlo vedere sul grande schermo.
Si, avete capito bene, nonostante sia ormai pronto e commercializzabile la Warner Bros ha deciso di posticiparne l'uscita a Luglio 2009.
Il motivo? Semplice strategia commerciale dovuta ad una migliore commercializzazione del DVD nel periodo estivo rispetto a quello autunnale, in pratica a decidere è il box-office ossia le vendite che altri film hanno registrato a Luglio (il cavaliere oscuro ed Harry Potter e l'ordine della fenice).
A casa mia la fine di Novembre, periodo a ridosso delle festività Natalizie, era da sempre il migliore per l'uscita di un film, soprattutto se quel film si chiama Harry Potter e se quel film piace ai bambini. A Novembre è freddo, piove, c'è la nebbia, c'è Halloween... insomma l'atmosfera perfetta per l'uscita del principe mezzosangue, senza contare che quando è freddo le persone vanno molto più volentieri al cinema.
Ma tutto questo per la Warner evidentemente non conta, si deve vendere il DVD e poco importa se poi a Luglio le famiglie saranno ad Ostia con 40 gradi all'ombra ed a tutto penseranno tranne che ad infilarsi in un cinema, poco conta se l'atmosfera di Luglio poco si adatta con il genere, poco conta se già si era in fibrillazione per un titolo che, se non tradirà le attese, dovrebbe rivelarsi il migliore dei sette (opinione personale ovviamente).
Forse la cosa migliore è riprendersi il libro, rileggerlo e la prossima estate andarsi a fare una bella nuotata!
Dimenticavo...il ragazzino che vedete nella foto è l'attore che interpreta il giovane Tom Riddle (Voldemort) nel sesto film che ci faranno vedere ormai non so più quando ^_^
Cosi come Beppe Grillo riporto il testo integrale dell'intervento di Marco Travaglio, perchè tutti si rifletta più seriamente su quello che potrebbe essere il nostro futuro:
"Buongiorno a tutti. Mi dispiace, ma dobbiamo ricominciare a parlare di intercettazioni, perché questo è quello che offre il convento e quello che chiedono anche gran parte dei frequentatori del blog di Beppe e del blog nostro – voglioscendere – e di tanti altri che si stanno sintonizzando con noi, il lunedì alle due. Ne parliamo, anche se presto dovremo occuparci anche di altre leggi vergogna, che sono quelle, per esempio, del ritorno all’impunità per le alte cariche (soprattutto di quella bassa) lodo Schifani bis, ma questa – ogni giorno ha la sua pena – la vediamo un’altra volta.
È interessante, ora che finalmente abbiamo un testo che sembrerebbe definitivo per quanto riguarda il cosiddetto disegno di legge Berlusconi-Alfano-Ghedini sulle intercettazioni, capire che cosa succede esattamente. Capire quelli che i telegiornali non solo non ci dicono, ma che addirittura cercano di nasconderci. Mentendo anche sulle parole. Questa non è una legge sulle intercettazioni. È anche una legge sulle intercettazioni. Ma questa è una legge che abolisce di fatto la cronaca giudiziaria per tutta la lunga fase delle indagini, fino all’inizio del processo. Cioè da quando viene commesso un fatto, a quando viene scoperto, a quando viene processata la persona sospettata di averlo commesso, i cittadini non potranno più sapere nulla.
Cominciamo però a vedere il primo versante, cioè quello delle intercettazioni, laddove non saranno più possibili e con quali conseguenze tutto ciò avverrà. Ce l’hanno condita e intortata dicendoci che negli altri paesi ce ne sono meno. Ho sentito ancora ieri qualche demente in televisione, naturalmente ministro, dire che negli Stati Uniti vanno avanti a reprimere i reati con 1.500 intercettazioni all’anno, in un paese che ha il quintuplo della nostra popolazione. Com’è possibile invece che noi abbiamo 125.000 intercettazioni all’anno e ancora non siamo contenti? In realtà, l’abbiamo già visto, noi non abbiamo 125.000 intercettazioni. Noi abbiamo 75.000 decreti per intercettare che riguardano spesso i vari telefoni di una stessa persona. Quindi le persone intercettate, l’altra volta abbiamo detto essendo molto ottimisti 80.000, i magistrati calcolano che siano circa 20-30.000 all’anno. Negli Stati Uniti non sono affatto 1.500. Sono milioni le persone intercettate, soltanto che la non risulta nelle statistiche perché là a intercettare sono l’FBI, la CIA, i vari servizi di sicurezza e le varie polizie locali e federali. Pensate, Giancarlo Caselli soltanto nella procura di Torino ha calcolato che lo 0,2% dei processi che si fanno contiene intercettazioni. Lo 0,2% dei processi. Altro che “tutto intercettato, tutti intercettati”. Comunque. Il fatto che non si possa più intercettare per reati puniti con pene inferiori ai dieci anni o quelli contro la pubblica amministrazione, significa che non potremo più scoprire con le intercettazioni reati di: usura, truffe – anche le truffe scoperte da De Magistris, le ruberie sui fondi Europei, sui fondi regionali; l’Europa sarà contenta di noi – sequestri di persona. Se fosse vera la leggenda secondo cui gli zingari rubano i bambini, ebbene se uno zingaro ruba un bambino quello è un sequestro semplice perché non è a scopo di estorsione e non può più essere scoperto con intercettazioni. Il contrabbando, altra specialità delle mafie come l’usura. Lo sfruttamento della prostituzione. La rapina. Il furto in appartamento...
Quante piccole gang o grandi gang di ladri vengono sgominate intercettando? Non si può più. Associazione per delinquere; persino l’associazione per delinquere. Lo scippo. L’incendio. La ricettazione: i ricettatori sono quelli che smaltiscono e diffondono la refurtiva. Bene, nemmeno quello. La calunnia. I reati ambientali: tutti i reati sull’ambiente, discariche, ecc. Salute e sicurezza sul lavoro, per nulla più si potrà intercettare. Reati ovviamente – quelli li sappiamo – reati economico finanziari. Pensate a tutte le turbative di borsa, le frodi fiscali, le frodi sull’IVA che scoperte con le intercettazioni portano lo Stato a recuperare un sacco di evasione. Nulla di nulla. Ricerca dei latitanti, nemmeno. Quando uno mette sotto intercettazione tutti gli amici e i parenti e i possibili favoreggiatori di un latitante e poi sta lì ad aspettare che qualcuno compia un passo falso, non si potrà più fare. Perché? Perché c’è un’altra clausola che dice che l’intercettazione può durare al massimo tre mesi. Dopodichè si staccano gli apparecchi e si va a casa. Quindi se il latitante si fa beccare entro tre mesi, bene, se invece rimane uccel di bosco più di tre mesi, pazienza. Tempo scaduto. Lo Stato si da la scadenza. Mentre il latitante no, ovviamente. Questo vale anche per i sequestri di persona. Voi sapete che quando viene sequestrata una persona, tipo un bambino, si mettono sono osservazione i telefoni della famiglia nella speranza di risalire ai telefoni dei sequestratori e di localizzarli. Bene, anche qui dopo i tre mesi si stacca tutto. Quindi, o l’anonima sequestri ci fa il favore di restituirci gli ostaggi entro e non oltre i novanta giorni, oppure sennò pazienza. Chi si è visto, si è visto. Altra genialata: ci vorranno tre giudici, non più un GIP, tre giudici per decidere su un’intercettazione. Pensate che in Italia il GIP monocratico, cioè lui da solo, può condannare addirittura per omicidio, ti può dare trent’anni per omicidio con rito abbreviato. Bene, da solo potrà condannarti per omicidio, ma non potrà più autorizzare l’intercettazione di un telefonino. Pensate l’assurdità. Ci sono tribunali che hanno dieci giudici in tutto, i quali dovranno fare: in tre il collegio per autorizzare le intercettazioni, poi un quarto dovrà fare il GIP, poi un altro dovrà occuparsi del processo e alla fine non si troveranno più i giudici che potranno occuparsi tutti dello stesso processo e quindi si bloccherà la giustizia nei posti medio-piccoli. Perché? Perché i giudici diventano incompatibili quando hanno deciso una volta su un caso.
I giudici non potranno più parlare. Le due magistrato che hanno fatto arrestare gli scannatori della clinica Santa Rita di Milano hanno fatto una conferenza stampa assieme alla polizia giudiziaria per spiegare ai cittadini che cosa era successo, per metterli in guardia da quello che era successo. D’ora in poi, quando entrerà in vigore questa legge porcata, il fatto che hanno parlato della loro inchiesta nella conferenza stampa fa sì che debbano lasciare l’inchiesta. Non possono proseguirla loro, la devono lasciare a qualcun altro. Se un magistrato parla male di Provenzano, non potrà più indagare su Provenzano. Perché si è già pronunciato. Non sto parlando del giudice che dovrà giudicarlo, sto parlando del pubblico ministero che spiega quali indizi ha raccolto a carico di Provenzano oppure degli scannatori della clinica.
Quindi, non solo i giornalisti non possono più raccontare le inchieste, ma non le possono più raccontare neppure i magistrati, sennò perdono l’inchiesta all’istante. Ma non solo. Se anche il magistrato sta zitto, per conservare la sua inchiesta, c’è modo di farlo fuori lo stesso. Decide l’imputato. Se l’imputato denuncia il suo pubblico ministero, o meglio, se l’indagato denuncia il suo pubblico ministero accusandolo di una fuga di notizie che magari non ha fatto – tipo De Magistris, adesso sta venendo fuori che le fughe di notizie le facevano i suoi superiori per farle ricadere su di lui – facciamo il caso che uno viene denunciato nella procura vicina per avere fatto una fuga di notizie – non si sa se è vero o non è vero – bene, il fatto stesso che sia stato denunciato consente al suo capo di levargli l’inchiesta. Anche se lui non ha fatto niente. Quindi è l’imputato che decide in qualche modo di scegliersi il suo pubblico ministero. Se gli piace perché è morbido, se lo tiene, sennò lo denuncia e il capo gli toglie l’inchiesta.
C’è una "normina", l’avrete forse letta, la “salva-preti”. Dopo la “salva-Previti” adesso abbiamo la “salva-preti” per cui se uno è un cittadino normale, niente, legge normale. Se invece è un sacerdote, per indagare bisogna avvertire il suo vescovo. Dopodichè, se viene indagato un vescovo – ed è capitato anche recentemente – allora bisogna avvertire la Segreteria di Stato vaticana, cioè un ministero estero per processare un cittadino italiano. Un gentile omaggio al Vaticano. Uno dei tanti.
I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda più i limiti alle intercettazioni, ma riguarda l’abolizione della cronaca giudiziaria e una pesante limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l’accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari dell’indagine sono non pubblicabili. Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li consegna all’avvocato e all’indagato, in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono più segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta, perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che è un’altra cosa. Infatti nella legge c’è scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché se sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Più un’ammenda che va a mille e rotti euro. “Va beh – uno dirà – ti pigli la multa: mille euro, li avrai?! Sì, certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro”. Il problema è che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che significa? Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in Italia fino a due anni c’è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di può chiedere l’affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più segrete, ma che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo – nove per tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all’affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera. Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, per finire in galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più nessuno, salvo i poveracci. Bene i giornalisti concretamente rischieranno di andarci per quel meccanismo del minimo di pena, che è molto alto – un anno – e l’associazione obbligatoria con la multa, che non è sostitutiva, ma associata. Allora che cosa succederà? Succederà che nessuno scriverà più niente, a meno che non sia un masochista e voi non saprete più niente. Di tutta la lunga fase delle indagini finché non inizia il processo… Ma se voi mettete insieme i limiti alle intercettazioni – quello che i giudici non potranno più scoprire – e i limiti alla pubblicazione – quello che i cittadini non potranno più sapere – voi avete il quadro di una filosofia che individua esattamente nei due poteri di controllo democratici rispetto al potere politico, i nemici da abbattere, i nemici politici numero uno, i veri criminali del nostro paese, la vera emergenza sicurezza è rappresentata dalla presenza di giornalisti che informano e magistrati che indagano e quindi dagli al giornalista e dagli al magistrato. È una legge liberticida che ha almeno il pregio della chiarezza: individua nei poteri di controllo i nemici del potere e li abbatte.
Il risultato qual è? È che non si potrà più scoprire uno scandalo come quello del SISMI, delle deviazioni dei dossieraggi di Pollari e Pompa. Pensate che hanno trovato a Pompa centinaia di migliaia di dossier su giornalisti, politici, magistrati, ritenuti pericolosi, non per la sicurezza dello stato, mica è Al Qaida, pericolosi per Berlusconi. Questo scandalo non si potrà più scoprire. Un sequestro come quello di Abu Omar non si potrà più scoprire, perché non è stato un sequestro a scopo di estorsione, era un sequestro semplice e quindi punito con pene inferiori ai dieci anni. Non si potrà più scoprire calciopoli, ovviamente. Calciopoli inizia da una ipotesi di frode. Solo dopo si arriva a scoprire l’associazione a delinquere. Quindi, non sarebbero state autorizzate le intercettazioni, quindi non si sarebbe scoperta l’associazione a delinquere. In ogni caso, anche se si fosse scoperta, per assurdo, noi non avremmo potuto scrivere niente e non sapremmo ancora niente ora, perché il processo non è ancora iniziato – il processo di Napoli su calciopoli. Non avremmo scoperto lo scandalo delle scalate bancarie e al Corriere della Sera dei furbetti del quartierino. Perché? Perché i reati finanziari non sono più compresi, quindi i magistrati non avrebbero potuto intercettare, non avrebbero potuto scoprire che Fazio avvertiva segretamente Fiorani di notte e che Fiorani gli mandava i bacetti e che turbavano completamente il mercato perché l’arbitro tifava per una squadra anzi ne faceva parte, era il capitano non giocatore, anzi capitano giocatore. In ogni caso i giornali non avrebbero pubblicato ancora adesso visto che il processo per Antonveneta, Fiorani, per Unipol, BNL e per Ricucci, Rizzoli Corriere della Sera, non è ancora iniziato. Siamo alla fine delle indagini.
La clinica degli orrori. Abbiamo sentito questo – mi dispiace dirlo, ma tecnicamente si chiama così – ignorante, uomo che ignora la materia di cui dovrebbe occuparsi. Questo ignorantissimo ministro “ad personam” Angelino Alfano ridacchiare in televisione e dire: “Ma figuriamoci, un processo di omicidio nella clinica degli orrori, sarebbe possibile anche oggi perché noi l’omicidio l’abbiamo compreso nei reati per cui si può intercettare”. Già. Peccato che l’indagine nella clinica Santa Rita sia partita da intercettazioni disposte per truffa e falso. Due reati puniti con pene sotto i dieci anni, quindi oggi non più “intercettabili”, quindi da lì non si sarebbe più potuto scoprire che questi non solo facevano i falsi delle cartelle cliniche, ma ammazzavano o scannavano la gente. Non si potrebbe più scoprire niente. E in ogni caso, facendo finta che si potesse ancora scoprire, noi non potremmo più raccontarlo e voi non potreste più saperlo.
Pensate che bellezza per i risparmiatori dell’Antonveneta non sapere ancora adesso che quello che li vuole comprare, cioè Fiorani, è uno che mette le mani nei conti dei correnti della Popolare di Lodi. E pensate che bellezza per i correntisti della Popolare di Lodi non sapere che fine fanno i soldi che loro pensano di avere messo al sicuro nella Banca di Lodi. E non potrebbero organizzarsi per denunciare Fiorani. E Fiorani sarebbe ancora lì. Anzi, avrebbe comprato l’Antonveneta se non fosse stato bloccato dalla pubblicazione delle intercettazioni e fatto fuori giustamente dagli organi di vertice della sua banca.
E Fazio sarebbe ancora lì. E Moggi sarebbe ancora lì a truccare i campionati con tutta la sua banda. Perché? Perché non si saprebbe niente e quindi, in base a cosa puoi mandare via uno se non è stato ancora processato e non si sa nemmeno che cosa ha fatto?
Pensate ai malati della clinica che si ritrovano senza uno o due organi, oppure con l’organo al posto sbagliato, il fegato al posto del cervello, la milza al posto del tendine, ecc. che si stanno organizzando in una class action per chiedere i danni a quegli scannatori che li hanno ridotti così, o a i parenti di quelli che sono già morti, che si stanno organizzando per chiedere i danni. Bene non saprebbero nemmeno quello che è successo. Non verrebbe loro nemmeno in mente di chiedere i danni, perché non saprebbero di aver subito i danni e ci sarebbero persone che pensano che i loro congiunti sono morti per una tragica fatalità, perché era giunta la loro ora, mentre invece sono stati massacrati dall’ospedale e poi sono stati pure falsificati i referti nelle loro cartelle cliniche.
Scalfari ieri su Repubblica ricordava che se la mafia è stata condannata la prima volta nella sua storia al maxi processo, è stato perché i giornali hanno raccontato che cosa faceva la prima sezione della Cassazione presieduta da Carnevale che annullava regolarmente le condanne di mafia, per cui per fortuna, su input di Giovanni Falcone, il ministro Martelli chiese al presidente della Cassazione di fare un turno nelle presidenze dei processi di mafia, in modo che non presiedesse solo Carnevale ma anche qualcun altro. Appena Carnevale fu sostituito da un altro, la mafia fu condannata per la prima volta e fu lo scatenamento della vendetta mafiosa, ma intanto abbiamo messo dentro centinaia di mafiosi.
Perché è successo tutto questo? Perché la stampa ha potuto esercitare un controllo su quelle zone d’ombra della magistratura, perché mica i magistrati sono tutti buoni.
Il caso di Rignano Flaminio, cioè un’indagine probabilmente farlocca dove era state accusate ingiustamente delle persone, almeno questo è quello che è emerso finora, lo dobbiamo al fatto che giornali, giornalisti come Bonini, per esempio, di Repubblica, ma anche del Corriere della Sera, hanno svelato la debolezza dell’impianto accusatorio e quindi quando l’informazione fa il suo dovere, esercita un controllo democratico sui magistrati.
Non possiamo lasciare i magistrati indagare per anni senza sapere cosa stanno facendo, magari sbagliano e noi li aiutiamo anche a non sbagliare. Oppure smascheriamo i loro errori, se sono dolosi, e loro sono costretti a fermarsi. Chi lo garantisce questo controllo se adesso non si scrive più niente sulle indagini? Anche le indagini sbagliate partiranno sbagliate e finiranno sbagliate. Avremo più errori giudiziari. Come faremo a sapere come si difende una persona se non potremo pubblicare il suo interrogatorio. Quindi magari, chi si difende ha ragione e chi lo accusa ha torto, ma noi non lo potremo sapere.
Pensate a livello democratico che cosa vuol dire tutto ciò. Gli editori saranno sempre più frenati dal consentire ai giornalisti di pubblicare cose a rischio, perché? Perché a loro volta rischiano una multa fino a 400.000 euro – ogni articolo, fino a 400.000 euro - di e rischiano soprattutto di essere portati a processo non solo come singoli editori, ma anche come società, in base alla legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Per evitare alla società di finire in tribunale con ripercussioni sulla Borsa, che cosa devono dimostrare gli editori? Di aver adottato tutte le precauzioni all’interno della loro azienda, cioè all’interno del giornale, della televisione o della radio, per impedire la commissione di questo reato di pubblicazione indebita di atti. Che cosa faranno per dimostrare che loro si sono premuniti e non sono responsabili di eventuali violazioni che commettano i loro giornalisti e i loro direttori? Licenzieranno i giornalisti e direttori che non voglio obbedire a questa legge.
In più, ogni volta che un giornalista verrà indagato per pubblicazione indebita di atti, la procura dovrà per leggere mandare la notifica all’Ordine dei Giornalisti che potrà sospendere il giornalista fino a tre mesi. Quindi ogni articolo che scrivi ti sospendono per tre mesi e tu per tre mesi non lavori. Fai quattro articoli e non lavori per un anno. Se l’Ordine ottempererà, ma bisogna vedere se avrà la possibilità di non ottemperare a questa sanzione disciplinare, perché l’ordine è tenuto a rispettare le leggi esistenti.
Voi capite che cosa è stato messo in piedi? È stato messo in piedi un meccanismo di regime – l’altra volta abbiamo parlato di prove tecniche di fascismo – qui siamo stati minimalisti. Qui non stanno facendo prove, lo stanno attuando. Un regime moderno. E per chi fosse nostalgico dei regimi passati, mandano anche l’esercito per le strade, perché si capisca cosa sta succedendo.
Io vi posso dire quello che ho scritto sull’Unità e cioè che io farò disobbedienza civile rispetto a questa legge. Farò obiezione di coscienza. Quindi tutti gli atti che mi capiteranno o che riuscirò a procurarmi – e che farò di tutto per procurarmi come sempre – li pubblicherò. E integrali, e nel contenuto e nel riassunto o come mi gira in quel momento, perché penso che questo sia il mio dovere, altrimenti dovrei cambiare mestiere.
Spero naturalmente che altri, ma sta ricevendo questo appello che abbiamo lanciato dall’Unità e dal blog voglioscendere, moltissime adesioni di moltissimi cronisti giudiziari, penso che bisognerà prepararsi a fare da cavie per essere anche eventualmente arrestati e poter impugnare davanti alla Corte Costituzionale, davanti alla Corte Europea di Giustizia, questa legge veramente infame.
Dopodichè speriamo di riuscire anche per via referendaria a cancellarla. Da questo punto di vista tutte le iniziative che si fanno in questo settore sono le benvenute. Segnalo, per esempio, quella del sito micromega.net, dove Furio Colombo, Giulietti, Pardi e altri invitano i leader dell’opposizione a manifestare.
Se i leader dell’opposizione non vorranno manifestare, cosa abbastanza probabile, bisognerà organizzarsi e quindi, Beppe preparati!
Voi sappiate che questa non è una legge contro i giornalisti, non è un legge sulle intercettazioni, è una legge contro di voi per impedirvi di sapere.
Al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere. Questo è lo slogan di questa legge infame. Passate parola. A lunedì."
Molti utenti Flickr mi hanno fatto notare che nei post di gruppo non è possibile inserire il tag br o meglio Flickr non lo interpreta come un accapo.
Il problema era molto evidente nel tool classifica Flickr in quanto il risultato della classifica era stato da me ottimizzato per l'HTML e non per Flickr, per cui per comporre correttamente la classifica utilizzavo proprio il tag br.
Ma Flickr non lo interpreta e quindi veniva mostrata una classifica con le foto non allineate....a meno di sostituire tutti i tag br con un accapo a manella con il notepad.
Certo la cosa non era drammatica (io l'ho fatto moltissime volte) ma sicuramente noiosa e non molto "user friendly" per chi non conosce l'HTML.
Ho quindi rilasciato una nuova release che corregge questo "bug" (se cosi lo possiamo chiamare). Questa versione oltre a gestire come in passato i tag br gestice l'accapo con un bel VbCrLf e non scrive il tag div (anche questo non gestito da Flickr).
Bye
Faccio un veloce blob dei titoli che in queste ultime ore circolano in rete:
«bisogna spendere 700 miliardi di dollari pubblici per i titoli fallimentari»
«la borsa dopo il voto al Congresso ha bruciato oltre mille miliardi di dollari»
«Crisi Finanziaria: a rischio i risparmi di una vita»
Una miriade di informazioni, tesi e teorie atte a terrorizzare noi umili lettori, noi esperti di tutto tranne che di finanza, mercati ed investimenti.
Dove sta la verità? dov'è la ragione? ...purtroppo non lo so! (interessante articolo del sole24ore)
Posso solo fare ciò che sempre ho fatto ossia informarmi, chiedere e cercare di correre ai ripari; si perchè a noi è concesso solo correre ai ripari, riusciamo a chiudere la stalla solo dopo la fuga dei buoi.
Non mi interessa se il capitaliamo sia in crisi o no, anche perchè è una vita che sostengo che prima o poi sarebbe accaduto visto quanto si è esagerato con le speculazioni, a me interessa capire se al giorno d'oggi ha ancora senso la parola "risparmio" e dico questo per due semplicissimi motivi.
Il primo riguarda la capacità di risparmio che le famiglie hanno, praticamente vicina allo zero. I tassi dei mutui aumentano (e lo sappiamo tutti), aumenta la benzina, le bollette e....bla bla bla.....il solito discorso, forse banale, forse demagogico ma questa è la vita, quella reale fatta di pane e bollette. Dimenticavo, aumenta tutto tranne il salario, quello è fermo ormai da anni (tranne qualche spicciolo che di tanto in tanto ci danno per farci contenti); cosi ti affanni, cerchi di risparmiare quattro soldi con immensa fatica, magari il TFR (che a noi giovani è stato scippato) e poi cosa succede?....
...succede che questi soldi che ti sei faticosamente guadagnato decidi di investirli, un investimento sicuro badi bene, senza azioni o cose del genere. Così ti affidi ad un professionista, una persona che sappia darti un consiglio perchè tu sai "coltivare banane" ma non sai come "risparmiare" in maniera intelligente. Il professionista ti consiglia e tu lo ascolti, fai ciò che ti dice, gli affidi i tuoi risparmi. Poi un bel giorno ti svegli e.....BOOOOOOOOMMMMM!!!
I rispami non ci sono più! fico vero?
Non tanto per chi ci capita e vi assicuro che capita, sempre più spesso (vedi annozero di giovedi).
"Ci dispiace ma l'azione è crollata a causa dei mutui subprime che hanno risentito dei derivati che hanno fatto scendere il tasso di stronzaggine della banca che bla bla bla.....", tu continui a non capire un cazzo, tu vuoi solo i tuoi soldi, non chiedi altro perchè devi pagare il mutuo, devi far studiare tuo figlio e non ti importa se in America hanno cartolarizzato dei mutui rischiosissimi perchè tu in America non ci sei mai stato e probabilmente nemmeno ci andrai mai. Vuoi solo i tuoi soldi, ma quelli non ci sono più! ....Magia del capitalismo.....
Provate a fare una domanda di questo tipo ad un "esperto":
«Scusi, ho quattro soldi in banca, in un conto corrente semplice ovviamente non investiti in azioni, posso dormir tranquillo?»
sai cosa ti risponde?
«Non lo so....le consiglio solo di DIFFERENZIARE!»
Si perchè in fondo in fondo sono convinto che non ci capiscano una mazza nemmeno loro, perchè se veramente fossero dei professionisti capaci saprebbero anticipare le catastrofi (Parmalat, Bond Argentini, Cirio, etc...) invece no, questo non accade mai. Dovrebbero essere loro a dominare il mercato ed invece....il mercato non si domina, il mercato va da sè, il mercato è un'entità dotata di una sua coscienza, sapiente e autoreferenziale, il mercato è un fottutissimo essere umano che si gestisce da solo, il mercato è intelligente!
...mmmhhhhmmmm....spetta, forse ora sono io a non capirci unca perchè....forse lo sanno, forse loro i soldi li spostano PRIMA dello tsunami, forse scappano prima che la nave affondi, loro stanno sui buoi e noi cretini cerchiamo di chiudere la stalla, loro lo conoscono bene il mercato, sanno come farlo funzionare, come spremerlo...anzi come spremerci.
Sentite questa...ho chiesto in un forum tematico se tenere i soldi su un conto deposito tipo conto arancio o similare fosse sicuro...sapete cosa mi hanno risposto?
«preleva tutto, al massimo ci perdi gli interessi annuali ma almeno hai salvo il tuo gruzzolo!»
Preleva tutto, togli tutto anche dai conti correnti! Questo mi è stato detto....Crederci? Riderci su? Catastrofismo ingiustificato? Di chi fidarsi? Non lo so....
L'ultima (questa è forte) poi chiudo:
«Non lasciare sul conto più di 100.000 euro»
Sapete perchè? Perchè le banche, quasi tutte, aderiscono al fondo interbancario di tutela dei depositi che preserva noi poveri correntisti da eventuali crisi e/o fallimenti bancari, questa la norma:
"Il legislatore italiano ha recepito la direttiva con il D.L. del 4 Dic 1996 n° 659, in cui si prevede che il limite massimo di rimborso, richiamato dallo Statuto del FITD, non può essere inferiore a 103.291,38 Euro, per depositante." fonte FITD
Detto ciò cosa ci rimane da fare?....Bòh! forse ha ragione Grillo quando dice di chiudere tutto e rimettere i soldini (tanto sono pochi) sotto il materasso, come facevano le nostre saggie ed amate nonne.
Per chiudere in bellezza, qualche link:
Ing direct è sicura? La risposta dell'ADUC.
banche e rischio
derivati
sei mesi decisivi
ing direct è sicura?
Falso allarmismo?
Repubblica.it risponde......
Rampini ed "il giorno del contagio"
interessante articolo del sole24ore
bache affiliate al fondo interbancario di tutela dei depositi
Ero da tempo alla ricerca di un mediacenter ad un prezzo contenuto per poter vedere i contenuti digitali del mio PC direttamente sulla TV della sala.
Cosi ho cercato in rete partendo da queste irrinunciabili premesse:
- deve avere il WiFi e deve consentirmi l'accesso al PC senza dover ogni volta masterizzare un DVD o usare una pennetta USB
- deve costare meno di 200 euro
- deve essere carino (per la sala)
- deve gestire l'alta definizione
Beh, decisamente non poco come richieste....comunque non mi sono perso d'animo ed ho iniziato a cercare sui vari siti di HiTech, sono cosi approdato nel sito della 4geek che mette in vendita un oggettino niente male (ed infatti l'ho acquistato^_^)
Il mediacenter che 4geek offre ai suoi clienti si chiama Medley HMR-500, un media player/recorder tutto fare, questa una breve descrizione dell'oggetto (fonte yoybuy.it) :
Definirlo gioiellino di alta tecnologia è quasi riduttivo...Medley è molto di più!
Puoi anche buttar via il tuo videoregistratore o DVD-Recorder, grazie a Medley non ne avrai più bisogno. Un unico prodotto che ti permetterà di registrare su Hard Disk SATA (I e II, interno o esterno, non incluso nella confezione, e di diversi tagli - a breve aggiornamnete firmware anche per Hard Disk SATA III) i tuoi programmi preferiti, film, partite di calcio e tutto ciò che vorrai, semplicemente collegandolo al televisore di casa, al lettore DVD, al PC...insomma, puoi collegarlo e registrare da qualsiasi fonte Audio/Video, grazie alle numerose connessioni di cui dispone (Attenzione, non è possibile registrare contenuti protetti da copyright). Naturalmente, è possibile registrare anche su HD Esterno (USB, FIREWIRE o NAS/RETE o Pen drive, senza necessità di acquistare obbligatoriamente un HD SATA interno.
Difatti, sul Medley, troviamo:
1 RCA Video IN
1 RCA Video OUT
1 Component OUT
1 Audio Coassiale OUT
1 Audio Ottica OUT
1 RCA Stereo OUT
1 RCA Stereo IN
1 HDMI OUT
1 SCART IN
1 SCART OUT
3 USB 2.0 HOST
1 USB 2.0 PC
1 LAN ETHERNET
1 Estensione IR Raggi Infrarossi
1 Wireless Wi-Fi
1 Firewire / DV-IN (IEEE 1394)Come puoi ben vedere, puoi collegarci davvero di tutto, compresa la videocamera camcorder, che, una volta collegata all'entrata Firewire posta sul frontale di MEDLEY, ti permetterà di vedere in anteprima il filmino della festa di tuo figlio o delle vacanze estive e, grazie al semplicissimo menu ON-Screen, potrai anche manipolare il video inserendo effetti grafici, tagliare delle scene ecc, prima di masterizzarlo su CD o DVD!
Tantissimi sono anche i file multimediali supportati dal Medley...avi, mpeg4, divx, xvid, jpeg, mp3, wma, dv25, ac4, ogg, H264 e gli ultimissimi mkw (questi ultimi necessitano di apposito codec fornito nell'Utility CD ed installato su PC per convertire il file) e moltissimi altri, per un divertimento a 360°Puoi registrare direttamente dalla tua videocamera dal videoregistratore o dalla TV, HMR-500 supporta HD AV files, come MPEG2 HD(TS), XvidHD e File Video come MPEG 1/2/4, XviD, puoi goderti l'alta definizione (fino 1080i) sul tuo TV HD(Ready). Puoi inoltre pianigicare una registrazione (data,ora e qualità di rec) grazie alla funzione TIMER RECORDING. Fantastico suono digitale con le uscite optical /coaxial.
Caratteristiche tecniche
1) Recording & Upscaled Playback
Puoi registrare direttamente dalla tua videocamera dal videoregistratore o dalla TV, HMR-500 supporta HD AV files, come MPEG2 HD(TS), XvidHD e File Video come MPEG 1/2/4, XviD, puoi goderti l'alta definizione (fino 1080i) sul tuo TV HD(Ready). Puoi inoltre pianigicare una registrazione (data,ora e qualità di rec) grazie alla funzione TIMER RECORDING. Fantastico suono digitale con le uscite optical /coaxial.2) Digital A/V in HD (1080i)
HD AV files : MPEG2 HD (TS.TP)
Video File: MPEG1/2/4, XviD, .ISO
Audio File: Dolby Digital, AC3, OGG
Photo File: JPG, BMP (16/32bit)3) Menù Guida One Touch
La semplicità del telecomando e dell'interfaccia grafica del Medley HMR-500 ti aiuteranno a godere semplice e veloce di tutte le sue funzioni.4) Multi Multi-way File Copy
Puoi trasferire i files tra il Medley HMR-500 ed il tuo pc, o i vari altri componenti attraverso LAN (anche Wi-Fi) o USB2.0, senza l'uso del PC. Puoi anche creare cartelle, salvare o spostare i file senza bisogno del tuo PC.4) Video Edting
Puoi formattare l'hard disk e montare i tuoi video senza bisogno del PC. Tagliare, dividere, unire, cancellare e rinominare, il tutto tramite una comoda interfaccia grafica facile da usare.5) Digital Photo Album
Puoi goderti le tue foto (JPG) consevate nel Medley HMR-500, nel tuo PC o dalle periferiche USB2.0, come Pendrive o Hard disk esterni.6) Audio Juke Box
Il HMR-500 Supporta file audio come MP3, Dolby Digital and OGG. Puoi ascoltare la tua musica che conservi sul Medley HMR-500, sul tuo PC o sulle tue periferiche USB 2.0 tipo Pendrive o Hard disk esterni.7) Mobility
Puoi goderti le potenzialità del HMR-500 nella tua auto collegandolo al tuo autoradio, grazie alle ridottissime dimensioni ed al jack IrDA al quale potrai collegare un ricevitore ad infrarossi per utilizzare il telecomando anche in auto.8) External HDD
Il Medley HMR-500 Può essere utilizzato anche come Hard Disk esterno USB9) Funzioni senza Hard Disk
La maggior parte delle funzioni sono disponibili anche senza L'hard disk.. Ad eccezione di quelle che richiedono la presenza dell'HD, come la registrazione10) Design
Medley HMR-500 è unico, elegante e di facile utilizzo, disegnato per aiutarti ad un facile cambio dell'hard disk. Apri il coperchio e cambia l'Hd senza bisogno di viti e cacciaviti vari, anche un bambino ci riuscirebbe!Funzione TIMESHIFT:
Utilissima, in caso di registrazione, l’ottima funzione timeshift con la quale è possibile registrare e riprodurre video contemporaneamente. Questo torna utilissimo quando si deve interrompere momentaneamente la visione di un programma TV. Abilitando il timeshift e premendo il tasto pausa il video sullo schermo si mette in pausa ma prosegue la sua registrazione. Per riprendere la visione è sufficiente premere nuovamente il tasto pausa e il programma proseguirà normalmente dal punto in cui si era fermato. Si potrà avanzare velocemente (per evitare le pubblicità) fino al punto in cui la trasmissione è arrivata, o tornare indietro come si trattasse di un dvd. Tutto questo nel modo più trasparente possibile e senza interrompere la registrazione contemporanea. In sostanza si ha la possibilità di mettere in differita un programma senza perderne un solo secondo.Medley è pronto per l'ALTA DEFINIZIONE!
Grazie all'entrata HDMI, potrai collegarlo ad una TV HD READY o Full HD per guardare, ad altissima definizione, foto e video presenti su HD Interno Serial ATA, su Pen Drive o HD Esterno collegati al Medley!
Anche l'audio non è da meno, grazie alle uscite ottica e coassiale, potrai collegarlo al tuo amplificatore o ad un sistema home theatre per un audio digitale multicanale senza precedenti!Condivisione file multimediali:
Ciò che differenzia il MEDLEY HMR-500 4GEEK dagli altri comuni Media Recorder, è la possibilità di condividere, tramite rete locale LAN, i contenuti del disco rigido e degli apparecchi collegati al Medley, con tutti i PC collegati e viceversa! Collegandolo tramite cavo di rete RJ45 ad una rete LAN (Router o diretto al PC), oppure tramite il comodissimo modulo Wi-Fi, potrai visualizzare in TV i file multimediali presenti sul Hard Disk di un PC presente in rete o viceversa...non dovrai necessariamente masterizzare tutti i tuoi film in Divx per rivederli in TV!!!
In più, tramite chiavetta/adattatore Wi-Fi , il Medley avrà la possibilità di collegarsi ad una rete locale anche senza fili in modalità wireless.Design e Contenuto della confezione:
E quì ti renderai conto che 4GEEK ha pensato davvero a tutto!
Il dispositivo è fornito in una confezione di pregio, robusta, dalla grafica colorata ed accattivante. L’imballaggio è ottimo e la scatola è sufficientemente capiente per contenere dispositivo e i numerosi accessori a corredo. Il design del Medley lo rende molto simile ad un Hard Disk esterno per PC. Infatti la forma di base a parallelepipedo (dimensioni 222 x 186 x 88 mm) è orientata verticalmente e propone da un lato il frontale con i controlli e gli ingressi a scomparsa USB e firewire per videocamere e dall’altro il parco connessioni. Le linee estetiche sono curve e nella parte più visibile smussano lati ed angoli, regalando al dispositivo un look moderno e davvero elegante. La scocca è realizzata in plastica rigida di colore nero lucido, molto resistente e perfetta da abbinare ai tipici dispositivi sotto la TV.Il dispositivo è maneggevole e, data la sua forma, poco ingombrante. Pesa circa 900 grammi (senza hard disk interno incluso) ed è quindi facilmente trasportabile.
Insomma...leggendo le varie recensioni sembrava decisamente quello che stavo cercando. Sono andato a vedere cosi il prezzo, sempre sul sito www.yoybuy.it ed ho visto che c'era una promozione per vendevano il MEDLEY HMR-500 FULL (compreso un HD da 500 Gb SATA) a 199 euro e cosi l'ho acquistato.
E' ormai circa un mesetto che si trova in salotto (vicino alla TV grande) connesso in WiFi con il PC fisso (che si trova nello studio a circa 10 metri) ed ho avuto modo di testarne alcune (non tutte ovviamente) funzionalità con risultati a volte soddisfacenti a volte un pochino meno.
La prima cosa che ho testato e che a me interessava troppo era la funzionalità WiFi, ossia la possibilità di connettermi al PC e poter vedere DivX, foto ed ascoltare musica direttamente sul TV sfruttando l'alta definizione e l'Home Theatre.
Cosi, dopo averne formattato l'HD, ho avuto il primo contatto con il Firmware del Medley che è risultato subito semplice ed abbastanza intuitivo.
Sono riuscito a far funzionare il WiFi dopo aver smanettato per circa due giorni con chiavi Wep, permessi, IP address statici della mia LAN e firewall vari... adesso funziona benissimo, mi collego con il telecomando a PC e vedo/ascolto praticamente qualsiasi contenuto multimediale.
Torniamo al firmware....qui qualche pecca c'è perchè le varie release di firmware per il medley hanno sempre presentato qualche baco e/o malfunzionamento....siamo ancora in attesa di una release definitiva e soprattutto stabile per alcune funzioni (non mi dilungo troppo su cosa va e cosa non va)...siamo comunque fiduciosi.
Insomma a conti fatti sono molto soddisfatto della scelta fatta, un ottimo prodotto, piccolo, carino, funzionale e soprattutto ad un prezzo molto accessibile....visto che il Natale si avvicina potrebbe essere un'ottima idea per i vostri regali!
Vi fornisco una serie di utili link:
sito della casa produttrice : http://www.4geek.it
sito dei venditori : http://www.youbuy.it
forum ufficiale : http://www.medleyme.com/
forum unofficial : http://ziogeek.com/forum/
recensione su p2p : http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=258062
recensione su dianalogic : http://dianalogic.blogspot.com/2008/01/medley-hmr-500.html
recensione di Daniele Salamina : http://www.danielesalamina.it/4geek-medley-hmr-500-non-solo-hard-disk-media-recorder
recensione di gekissimo : http://www.geekissimo.com/2007/12/18/ecco-un-gran-bel-regalo-da-fare-o-regalarvi-per-natale-media-recorder-medley-hmr-500/
recensione di almarengo : http://alemarengo.wordpress.com/2008/01/11/deciso-4geek-medley-hmr-500/
Pochi giorni fa è terminata la terza serie di Lost, andata in onda su Fox in America e da me vista con i sottotiloli in Italiano.
Visto che la terza serie non è ancora andata in onda in Italia consiglio a quanti non l'abbiano vista in inglese di non leggere questo articolo perchè contiene numerose anticipazioni.
Dunque, la terza serie è terminata e il titolo prologo o epilogo credo che non potesse essere più azzeccato perchè, come sempre accade nelle ultime puntate di Lost, questa oltre a tanto amaro in bocca e curiosità ci ha lasciato un pò di tristezza nel cuore
L'ultima puntata è incentrata tutta su Jack; all'inizio della puntata il flashback sembrerebbe riferirsi ad un periodo di vita dell'attore fino ad oggi mai conosciuto, un periodo nero, buio, che mostra il lato peggiore del nostro eroe. Fino all'ultimo fotogramma i produttori ci fanno credere che Jack sia in un periodo di profonda depressione, che abbia iniziato a bere e che sia ormai dipendente da psicofarmaci, con la barba incolta e la casa in disordine... il periodo sembrerebbe allocarsi dopo il fallimento del suo matrimonio e con suo padre lontano, forse già in Australia ma... troppe cose non tornavano!
In tre serie mai avevamo visto Jack nella sua vita lontano dall'isola in queste condizioni. Una crisi di quelle dimensioni non poteva risolversi in breve tempo per cui l'immagine di Jack che deve tornare a prendere il padre morto, un Jack lucido, nel pieno delle sue forze sia mentali che psichiche strideva troppo con il Jack dell'ultima puntata; io personalmente ho trovato difficoltà a collocare temporalmente nel passato questo flashback... Ma ormai si sa, gli autori di Lost non finiscono mai per stupirci e alla fine della punatata, proprio negli ultimi fotogrammi ci svelano la verità, non è un flashback, non è il passato di Jack, bensì il suo futuro... è l'immagine di Jack tornato dall'isola, salvo, eroe ma con l'isola nella mente, convinto, non si sa bene perchè, di aver commesso un errore imperdonabile, convinto che debba tornare, che ormai Los Angeles non sia più casa sua.
Tutto ciò lo si capisce perchè... incontra Kate all'aeroporto, la cerca disperatamente per tutta la puntata finchè, dopo essere stato al funerale di qualcuno dei personaggi ma del quale non viene svelata l'identità, riesce a fissare con lei un appuntamento e le rivela la sua profonda depressione, il suo profondo convincimento di aver commesso un errore... che quello non era il loro destino.
L'immagine di Jack nel futuro, a mio avviso, copre e sovrasta ogni altro elemento della storia, risulta di second'ordine tutto, da Charlie che muore per salvare i suoi amici, a Desmond che rivede finalmente in un video Penny, a Jack che riesce a parlare attraverso un cellulare satellitare con una nave a largo dell'isola.
Il flashback futuro di Jack soverchia tutto e forse ci indirizza nel contenuto di quelli che saranno i prossimi episodi della serie ovvero visoni del futuro lontano dall'isola, simili a quelle avute da Desmond, scampoli di vita distrutta perchè ormai, in tutti loro, una breccia, un'esperienza unica, eccezionale ha prodotto delle mutazioni, dei cambiamenti.
A molte domande abbiamo avuto risposta ma ancora moltissimi interrogativi aleggiano sulla serie, in primis quanto visto su Jack è realmente il futuro oppure uno dei possibili futuri, è già tutto scritto, segnato oppure ha ragione John Locke gridando a Jack che quello non è il suo destino e poi domande come "Chi è Jacob?", "Perchè John Locke rappresenta l'anti Ben per gli Altri?", "Sono realmente tutti morti oppure la ragazza piovuta dal cielo mentiva?", "perchè sull'isola non è possibile riprodursi?", "perchè alcuni personaggi sembrano non morire mai?".
Credo che mai nessun serial televisivo potesse essere più attinente allo spirito e alla filosofia di questo blog.
A presto con altre riflessioni sulla serie TV.
I concetti di spazio e di tempo sono stati, fino alla formulazione della relatività di Einstein, dei concetti piuttosto "intuitivi" ossia ognuno di noi percepiva (e percepisce) queste grandezze senza pensare troppo sul "cosa realmente sono".
Galileo, Newton e molti altri fisici "classici" ossia pre-einsteiniani avevano postulato delle formule molto intuitive su come lo spazio e il tempo possano essere utilizzati per "misurare" i più svariati fenomeni fisici, dal micro al macro.
Mi sposto con la bici su un piano di 20 metri (spazio) impiego 20 secondi (tempo) la mia velocità (media) è pari a:
V = S/T ovvero 20m/20s = 1 m/s
La formula è piuttosto intuitiva, può essere complicata a piacere introducendo concetti come accelerazione (varia la velocità) e cosi via, però con un pò di studio, fantasia e applicazione riusciamo sempre a spiegare "il come" un determinato fenome fisico accada.
Poi è arrivato Einstein con la sua teoria rivoluzionaria e non è che ci abbia agevolato granchè la vita, anzi! La sua teoria della relatività dello spazio e del tempo ci ha confuso ancor più le menti, ancora oggi viene percepita in maniera erronea, non è compresa ed considerata materia ostica e poco intuitiva.
Ma allora cosa sono in realtà lo spazio e il tempo?
C'è chi sostiene che in realtà lo spazio ed il tempo non esistano (lo credo anche io). Per Einstein non esistono come entità separate ed immutabili ma solo come "accoppiata" ossia come concetto di "spazio-tempo", questo si che è invariante!
E cos' è lo spazio-tempo di Einstein?
Non voglio assolutamente entrare in tecnicismi che non mi competono, basti sapere che per Einstein l'unica costante dell'universo è la velocità della luce c (circa 300.000 Km/s) mentre tempo e spazio variano proprio in funzione di questa grandezza limite, ossia al tendere della velocità di un corpo a quella della luce lo spazio si dilata (cresce) e il tempo si accorcia (tende ad annullarsi).
Non esistono più concetti separati come spazio e tempo ma un unico concetto chiamato appunto "spazio-tempo" che potremmo tranquillamente associare al concetto di evento spaziale.
Un evento "accade" in un determinato istante temporale e spaziale ossia il fuoco d'artificio esploso (evento) accade alle 23:35 alle coordinate spaziali (x,y,z) ossia a trenta metri di altezza sopra il Colosseo.
Cosa ho detto?...mostruosità! In questi casi gli esempi sono il mglior viatico:
Immaginiamo di vedere l'etrusco e un vecchietto, il primo (io) viaggiare su una moto ad alta velocità il secondo (il vecchietto) su un graziella scassata.
Il vecchietto è molto più avanti nel percorso e viaggia ad una andatura costante(1Km/h), io sono molto più indietro del vecchietto e anche io viaggio a una velocità costante(300 Km/h).
Dotiamo poi sia l'etrusco che il vecchietto di una pistola (accipicchia) identica e costringiamo il vecchietto e l'etrusco a sparare un colpo proprio nel preciso istante in cui io raggiungo il vecchietto. Davanti a loro a 1 Km di distanza c'è un bersaglio.
Quale proiettile arriverà prima?
Bè la risposta è abbastanza scontata...ovviamente arriverà prima il mio proiettile in quanto alla velocità del proiettile dobbiamo sommare la mia velocità inerziale (300Km/h) per cui non ci sarà partita...vincerò io ed il vecchietto rimarrà assai deluso (tiè!).
Ora però immaginiamo la stessa gara studiata da Einstein...la prima cosa che farebbe (visto che il fisico è un pacifista) è quella di togliere a me e al vecchietto la pistola e di fornirci una bella lampada! Al posto del bersaglio un sensore che percepisce la luce emessa da questa lampada, tutto il resto rimarrà tale e quale per cui nel preciso istante in cui ci incroceremo dovremo accendere la lampada.
Quale fascio di luce arriverà prima?
Bè anche in questo caso la risposta è scontata direte voi....vincerò sempre io visto che la mia moto è 30 volte più veloce della vecchia graziella del vecchietto! Invece no, sarà pari e patta....tutte e due i fasci di luce ecciterebbero il sensore nello stesso medesimo istante.
Come è possibile? Come può il fascio di luce del vecchietto arrivare in contemporanea al mio? Misteri della fisica moderna!
La cosa è sia fisicamente che matematicamente dimostrabile, anche in maniera piuttosto semplice...a noi basti pensare che questo esempio è proprio la dimostrazione del fatto che la luce (la sua velocità) è una costante universale per cui a prescindere dal moto iniziale del corpo che emette il fascio luminoso questi arriverà a destinazione sempre con la velocità di 300.000 Km/s, è come se io e il vecchietto non fossimo mai esistiti....non contiamo nulla.
Ovviamente visto e considerato che la velocità della luce rimane costante a prescindere da tutto e che la velocità è espressa come spazio diviso tempo, se la velocità rimane costante devono essere le altre due grandezze a variare e cioè proprio lo spazio e il tempo.
Se due mosche fossero aggrappate una ad un fascio di luce e l'altra ad un proiettile velocissimo (ma non alla velocità della luce) il nostro tempo e il nostro spazio avrebbero dei valori diversi tra loro e ancor più diversi rispetto ad una terza mosca ferma sulla terra....
Maggiore è la velocità di un corspo (che tende a quella della luce) e più il suo tempo...rallenta e il suo spazio....si dilata! (fico vero?)
C'è chi sostiene che le leggi della fisica non valgano nei buchi neri o prima del Big Bang perchè in questi sistemi di riferimento limite il tempo è....FERMO....! (fico anche questo, no? ....vivere senza orologi)
Ma torniamo a noi, sulla terra e con le leggi che conosciamo... e cerchiamo un attimo di riflettere in termini filosofici sul concetto di tempo.
Cos'è il tempo?
Altro non è che la percezione che noi abbiamo dell'evolversi delle cose, dell'intervallo che intercorre tra un evento ed un'altro. Acor3 mi da una pacca sulla spalla (evento1) ed io infilo il dito nel naso (evento2), tra questi due eventi che il mio cervello ha "memorizzato" intercorre un determinato lasso di tempo che sempre il mio cervello percepisce e al quale attribuisce un valore discreto.
Tutto ciò ha senso se e solo se ci dotiamo di un Hard Disk sensoriale chiamato "memoria", senza questa "memoria" il tempo non avrebbe senso di esistere o meglio non esisterebbe proprio e la nostra esistenza altro non sarebbe che oblio, vuoto ed ignoto. Totale incapacità sensoriale, assoluta assenza, in poche parole avremmo cancellato di colpo il tanto complesso e ostico concetto di tempo.
Detto ciò non possiamo asserire che il tempo non esiste?
Forse si .... ma questa è proprio grossa....
Al prossimo post
L'argomento è a mio avviso talmente interessante e complesso che merita di essere nuovamente analizzato....sempre che la memoria ce lo consenti.
La campagna google adSense è famosa per la precisione con la quale i "contenuti" mostrati nelle pagine web dei vari siti siano in linea con quanto discusso nel blog/sito.
Hai un blog nel quale si parla di fotografia? Se utilizzi adSense apparirà come per incanto un link "attinente" al contenuto del tuo sito... tipo "vuoi diventare fotografo? Clicca qui!"
Un carissimo amico (la Lurienza) mi ha fatto notare che da alcuni giorni appare il seguente link in testa al mio blog:

Ora mi domando io....cosa c'azzecca (per dirla in Di Pietrese) questo blog con quella scritta? Non la replico altrimenti verrebbe indicizzata ancor di più e poi quando me la scrollo più di dosso!
Comunque, per chiarezza, in questo blog non si parla di "quello li", se vi interessa cercatene altri.
PS:
Non lo nomino altrimenti, vista l'aria che tira, chiederebbero le impronte anche a me 
Bye
Vorrei fare una riflessione, indotta da un colloquio avuto con alcuni colleghi, sul tema "antropologia della morale e ricerca della verità".
Perchè antropologia della morale e soprattutto perchè ricerca della verità?
La riflessione è partita dalla seguente domanda che pongo a tutti voi:
Esiste una cultura superiore, un popolo che abbia sviluppato una morale (collettiva e/o individuale) che possa essere considerata superiore ad altre culture sia nello spazio che nel tempo?
Quando parlo di "spazio-tempo" mi riferisco alla cultura di un popolo messa a confronto sia con le culture di altri popoli nello stesso tempo ed in luoghi diversi (Es: la cultura occidentale VS la cultura orientale) sia con le culture di altri popoli in epoche e luoghi diversi (Es: la cultura nostra VS la cultura degli antichi greci).
Proviamo a rispondere alla domanda e capiremo perchè "antropologia morale e la ricerca della verità".
Comincio con il rispondere io e dico seccamente: NO, non esiste una cultura superiore di un'altra (sia nello spazio che nel tempo).
Quale indice consideriamo per effettuare tale misura, semmai ne esistesse uno?
L'errore più grossolano che si fa quando si affrontano questi temi è quello di utilizzare la "nostra" morale, quindi ciò che è "giusto" per noi, per determinare il grado di civiltà di un'altro popolo che ha delle diverse "leggi" morali.
Per comprendere una civiltà non possiamo non considerare fattori quali l'epoca, il luogo, le tradizioni, il livello di scolarizzazione, la tecnologia, etc.. Solo considerando tutti questi fattori in maniera olistica e "immergendoci" poi in quel contesto potremmo comprendere con più obiettività gli usi e costumi dei vari popoli.
Non era comunque questo lo scopo della riflessione, non era rispondere NO alla domanda che mi premeva.
Quanto detto fin quà sembrerebbe avvalorare la tesi secondo la quale la "morale" di un individuo, di un popolo, di una civiltà sia influenzata e/o determinata da fattori esogeni (esterni) ossia da quei fattori che dovremmo trattare olisticamente per un'analisi completa del grado civilizzazione di un popolo.
Questo è vero ma solo in parte, perchè se così fosse un popolo non progredirebbe mai, non esisterebbero mai mutazioni e stravolgimenti. Se i fattori esterni determinassero l'idea di "giusto" e se questi fattori non mutassero mai, per noi sarebbe ancora giusto effettuare un sacrificio umano, rendere in schiavitù un individuo, etc...
Se invece consideriamo "l'antropologia della morale" ossia il cambiamento e l'evoluzione di essa, non possiamo non asserire che nello spazio-tempo ci siano delle enormi diversità in tema di morale ma sostenere che la civiltà A è diversa dalla civiltà B non significa dire che una sia superiore dell'altra, sono semplicemente diverse.
Allora cosa determina queste differenze? Se non sono i fattori "esogeni" a determinare queste differenze, cosa ha consentito ai Romani di oggi di "sentire" il giusto in maniera assai diversa dai Romani di Cesare?
Deve esistere un comun denominatore tra tutti i popoli che determini questa sorta di evoluzionismo morale, un fattore "endogeno" che funga da motore per la ricerca continua di nuove strade, ipotesi, idee a prescindere dall'ambiente che ci circonda, dalla cultura e dalle tradizioni.
Questo "motore" cos'è?
Kant direbbe che la legge morale è universale, quindi non può essere ricavata dall’esperienza: è "a priori" ossia la ragione è sufficiente "da sola" - senza impulsi sensibili - a muovere la volontà.
Muovere la volontà quindi determinare questa evoluzione etica del giusto percepito in sè a prescindere dai fattori esogeni ossia dall'esperienza e da ciò che ci circonda.
Questo ci basta, senza entrare troppo in formalismi filosofici, a comprendere come l'evoluzione delle civiltà sia determinata proprio da questa esigenza "imperativa" ed "ineludibile" che ogni individuo ha in quanto dotato di ragione, in quanto essere pensante.
Ecco perchè l'analisi dell'antropologia morale ci aiuta a comprendere non tanto il nostro passato quanto il nostro futuro, da ciò ne deduciamo, come unica certezza, che questo "motore" non cesserà mai di indurre gli individui ad una costante e continua "ricerca della verità".
La costante e continua "ricerca della verità" produrrà sempre nuovi e costanti mutamenti di pensiero, ci sarà quindi una continua evoluzione indotta da questo "magico fattor comune", da questa "voce interiore", da questa "forza motrice" innata che Kant rappresentò con la famosa frase "il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me".
Esiste un punto di arrivo in questa ricerca? Credo sia meglio parlare di limite tendente all'infinito, se fossimo a conoscenza della verità cesseremo di chiederci il perchè!
Giorni fa sono andato in un centro commerciale della mia città per acquistare un regalo per il mio cuginetto. Ho cercato di tutto, libri, giochi, video games ma nulla ha catturato la mia attenzione. Infine sono entrato in un negozio di sport e lì ho avuto la folgorazione...un pallone da calcio.
Il pallone era bellissimo, di marca, in cuoio, colorato, lucido, leggero... insomma uno di quei palloni che vengono utilizzati dai campioni di serie A quali Totti, Del Piero, Inzaghi o Ronaldinho... un vero ed autentico pallone di cuoio. Il prezzo era ragionevole per cui l'ho acquistato e regalato.
Toccare quel pallone, così lucido e bello, ha scatenato in me una serie infinita di ricordi, mi ha portato indietro di svariati anni a quando anche io avevo come unico desiderio e ambizione un pallone di siffatta bellezza! Credo di non aver mai avuto tra le mani un pallone simile, non solo perchè non potevo permettermelo ma perchè palloni così belli non venivano certo fabbricati alla fine degli anni '80.
In quel periodo eravamo molti ragazzi, tutti più o meno della stessa età, tutti più o meno con lo stesso annoso e drammatico problema, che pallone usare per giocare sotto casa. Non perchè ne avessimo troppi, ma perchè non ne avevamo affatto.
Il pallone disponibile era al massimo uno, a portarlo era il più fortunato di noi, chi aveva festeggiato da poco il proprio compleanno o chi lo aveva preso "in prestito" al fratello maggiore.
Non appena ci si riuniva scattava la "FASE 1", la più angosciosa, la più oscura e imprevedibile, quella che implicava la domanda su "chi ha portato il pallone?". Puntualmente, il proprietario, gridava "io, oggi l'ho portato io" e faceva bella mostra del suo cimelio, di quell'oggetto dei desideri perchè, almeno per quel giorno, lui e solo lui era il giudice incontrastato della nostra felicità, dei nostri sogni. Egli se voleva poteva benissimo indurre l'intero gruppo all'afasia più assoluta.
Fortunatamente questo non accadeva mai!
Il possessore dell'altrui gioia dopo aver sbandierato il cimelio, tenendolo stretto tra le mani o palleggiando goffamente, lo metteva umilmente a disposizione di tutti e da quel momento in poi si passava alla "FASE 2", la critica/giudizio della palla gentilmente donata alla comunità.
I palloni era sempre e solo di tre tipi: Super tele, super santos e tango! sulla base del pallone, ovviamente, la giornata prendeva una diversa piega:
A) Super Tele: Pallone leggero, troppo leggero. Non adatto a delle furie come noi, per cui la giornata si preannunciava devastante. I commenti erano sempre del tipo "nooooo, il super tele? Ma va a vento!" oppure "ma dove l'hai preso? al mercatino dell'usato?" o peggio ancora "è di tua sorella? ", insomma l'umore con il solo super tele non era dei migliori! Comunque, alla fine delle critiche, si giocava lo stesso, sempre e comunque.
B) Super Santos: Pallone più pesante del super tele ma sempre di plastica, usato per giocare a calcio, somigliava come colore e disegni a un pallone da Basket. Era il più usato, il pallone "di centro", quello che c'era sempre, non ti faceva impazzire come il super tele ma nemmeno sognare, un tiro da 150 metri alla "Holly e Benji" con il super santos non era fattibile.
C) Tango: Il sogno, il desiderio, l'aspirazione di tutti noi. Come direbbe la Carrà "il più amato dai ragazzini"! Era un pallone anch'esso di plastica, ma di una plastica dura, molto dura (forse anche troppo) per cui era particolarmente adatto alle nostre scorribande nei vicoli sotto casa. Il bello del Tango era che più lo usavi e più diventava...buono, adatto, perfetto. Incredibile vero? eppure era cosi... un tango usato era quanto di meglio ci offrisse il mercato.
Ricordo ancora il primo tango che mi fu regalato e l'odore acre e particolarissimo della plastica nuova, lucida!
Il pallone era del tutto simile al tango originale, disegnato appositamente per i mondiali in Argentina del '78. L'originale era ovviamente in cuoio, il nostro era in plastica per cui rappresentava la versione economica del fratello maggiore, si chiamava "Tango Hot Play" della Mondo. La cosa che amai subito furono l'odore particolarissimo e quei piccoli pezzetti di plastica che aveva in superficie; questi potevano essere strappati con le dita ed erano il segno della verginità assoluta dell'oggetto.
La prima volta si era restii a consegnare quel sacro oggetto nelle mani, anzi nei piedi, del "popolo" affamato di calcio, lo si voleva nascondere, proteggere, coccolare perchè era solo nostro e di nessun altro.
Poi, il pomeriggio seguente, tali nobili propositi venivano tristemente disattesi e si usciva di casa felici, forti di quell'oggetto che tutti ci avrebbero invidiato, consci dell'essere per quel giorno e chissà per quanti a seguire, i giudici incontrastati della felicità altrui, si era dei veri e propri capi e niente e nessuno poteva negare tale predominio!
C'erano tuttavia dei pericoli subdoli, nascosti dietro ogni angolo, pronti ad attaccare il nostro oggetto per disarcionare il re e ferirlo nell'animo in maniera irreparabile. Tali pericoli erano in sequenza:
1) Vecchietta che puntualmente ci aspettava al varco con la porta del garage aperta, pronta a derubarci del sacro oggetto, a svilire e mortificare i nostri sogni! Chiudendo il garage con dentro il pallone, chiudeva il nostro cuore, la nostra gioia, i nostri sogni. Vecchietta che, ricordo sempre con gioia, era pronta non solo a mortificare la nostra anima ma anche ad inzuppare il nostro corpo con abbondanti e copiose docce gelate. Praticamente la sua zona era off-limits per noi, ciò che rischiavamo era nella migliore delle ipotesi una doccia gelata nella peggiore il sequestro definitivo della palla. Noi, ovviamente, rischiavamo sempre, ogni giorno, anche perchè il suo garage era ubicato proprio sulla linea di fallo laterale del nostro invisibile e fantasioso campo da calcio, non rischiare significava non giocare!
2) Tiro alto! Con questo tiro la palla finiva su qualche tetto, terrazzo o comunque in qualche posto irraggiungibile da ragazzi dodicenni. In quel caso si entrava nel panico, ma un panico non devastante perchè la palla era là, la si vedeva, non era morta, dovevamo solo trovare il modo per riprendere ciò che ci apparteneva. Ed ecco che in questi casi la giornata passava tutta ad inventare fantomatiche ed ingegnose strutture per raggiungere la meta. Il più delle volte la palla rimaneva dove l'avevamo tirata, altre volte riuscivamo nell'impresa e la gioia era ancora maggiore.
3) Pallone bucato! Tra tutte le sfighe possibili e immaginabili la peggiore, la più devastante, drammatica e dolorosa era proprio questa: il pallone bucato. Lo vedevi spegnersi pian piano, sotto di te, lentamente e inesorabilemente. Provavi a rianimarlo, a fargli la respirazione bocca a bocca ma nulla, dopo qualche ora era un ammasso informe ed inutilizzabile di plastica. Non c'erano pezze, toppe o colle che tenessero, un pallone bucato era la disgrazia peggiore che potesse capitare a quell'età.
Questo, putroppo, capitava spesso!
...quanti bei ricordi legati ad un pallone, ad un oggetto inanimato che prendeva forma nelle nostre menti, nei nostri cuori e nei nostri corpi. Un oggetto la cui alchimia permetteva la fusione di un insieme di ragazzini urlanti in un'unica e immutabile entità.
Ci rendeva sporchi, sudati, sgrugnati ma soprattutto felici, dando spazio al sogno, all'illusione, alla fantasia, gettando le fondamenta di un'amicizia che niente e nessuno avrebbe mai potuto sciogliere. Un oggetto che ci ha reso grandi senza l'obbligo di farlo.
Questa la prima foto che ho fatto per il concorso "MANI" sul gruppo flickr nikon d40x italia ....
alliance
....e questa la seconda!
hand
Di etrusco74
Sul sito www.matrimonio.it ho trovato un'ottimo promemoria per verificare se si è pensato a tutto in relazione al matrimonio.
Come saprete il due agosto 2008 io (l'etrusco) e Cinzia (la mia pulce) ci sposeremo...come credo sia accaduto a tutti a distanza di pochi mesi dal grande giorno, prende il panico del tipo: "tutto fatto?", "mancherà qualcosa?", "cosa mi dimentico?"
Grazie a questa guida...vediamo come c'è e cosa manca! (tra virgolette le parole di matrimonio.it)
Si sa, il matrimonio richiede una certa organizzazione..ma non fatevi prendere dall'ossessione delle scadenze!
Vi diranno che deve essere tutto perfetto ma non è detto: molti matrimoni "imperfetti" sono stati molto più belli e divertenti di altri super organizzati. Ecco una guida non esaustiva e molto personale alle scadenze:Un anno prima
Immaginando che abbiate deciso di sposarvi forse vale la pena di iniziare a pensare di fissare la data e il luogo della cerimonia.
Se vi sposate in chiesa cominciate ad informarvi presso il parroco per la data ed il corso prematrimoniale. Diversamente sentite il sindaco.
Per le spose: non iniziate a pensare adesso all'abito..c'è tempo :)
Fatto....anche se ancora non sappiamo quale sarà il parroco
....per il vestito.... ooooommmiiiioooooDDDDDDiiiiooooo.... ma quanto ci tengono le donne?!?!?!?!?!?!? .... e che sarà mai!...è un vestito! ...costa pure poco (mumble mumble)! ...tutto bianco! ...si mette solo una volta (speriamo)!...insomma, scegliete con più facilità
Cribbio! ...comunque fatto!
9-10 mesi prima
Se avete fissato la data cominciate ad informarvi per i documenti da preparare per le pubblicazioni di matrimonio.
Cominciate a fare un pensiero sul luogo del ricevimento: è più difficile di quanto si creda trovare quello giusto e molti sono prenotati per secoli a venire.
P.s. Avete parlato con i parenti vero?
Fatto anche questo, fissata la data, il luogo e i documenti!....e soprattutto parlato con parenti ed amici....
8-9 mesi prima
Giunti a questo punto dovreste aver fissato data della cerimonia ed individuato il luogo del ricevimento che vi piace.
E' ora forse di iniziare a pensare anche al lato economico della faccenda. Provate a pensare quanto volete (o potete) spendere per il matrimonio, quanti invitati potete permettervi e parlate con le rispettive famiglie. Il prossimo passo è versare la caparra per il ricevimento.
...già versate fin troppe caparre.....casse già vuote!!!!! (.....e quando mai son state piene 
7-8 mesi prima
Per quanto riguarda la cerimonia: è ora di pensare ai testimoni, ai canti, etc..
Le spose possono iniziare a pensare all'abito: siamo sicuri che molte si saranno già portate avanti..
Definite bene la lista degli invitati così da poter passare un numero indicativo a chi vi organizza il ricevimento.
La data fatidica si avvicina: se siete improvvisamente assaliti dai dubbi consigliamo un'occhiata alla sezione perchè sposarsi?
Testimoni...fatto! Canti....fatto! Abiti...fatto!
Riflessione intermedia
Di solito in questo periodo vi accorgerete che il problema budget non è secondario. Arriveranno spese impreviste e naturalmente vorrete che tutto sia il meglio possibile.
Che dire? Anche se avete un buon budget il nostro consiglio è: spendetelo con attenzione comunque. Ci sono cose per le quali vale la pena di non lesinare ed altre per le quali potreste spendere una fortuna senza che nessuno se ne accorga. Questo potete saperlo solo voi perchè conoscete i vostri invitati ma non mettete in tavola il brunello se sapete che la metà dei vostri ospiti lo berrà scambiandolo per il vino della casa.
Ho visto matrimoni dove anche il giardino del ristorante era riempito di fiori freschi dappertutto: dopo mezz'ora si è fatto buio ed i fiori non li ha visti piu' nessuno. E per valore potevano valere il vostro prossimo televisore :)
5-6 mesi prima
Rimettendo l'attenzione sulle scadenze a questo punto della storia dovreste aver definito più o meno tutto per quanto riguarda la cerimonia ed il ricevimento. Se non avete ancora scelto i testimoni, beh, è ora di farlo.
Potete quindi dedicarvi ai corollari.
Aprite una lista nozze. I parenti inzieranno a scatenarsi..
Scegliete il fotografo confrontando prezzi e qualità.
Pensate se volete mettere dei fiori, quanti e dove. Cominciate a pensare alle partecipazioni, quante e dove stamparle. Se andate in viaggio di nozze, fatevi un'idea di dove andare e quanto spendere.
Anche qua siamo in linea...fiori, lista e fotografo....fatto!
3-4 mesi prima
E' tempo di comprare i vestiti e versare gli eventuali pagamenti ancora in sospeso (rinfresco, fiori, partecipazioni, bomboniere, etc..)
Se avete scelto di fare il viaggio di nozze nell'africa nera o altri posti particolari controllate documenti, vaccinazioni e i visti che vi servono altrimenti rimarrete nella hall dell'aereoporto.
Fatelo anche se andate in posti vicini perchè con i documenti scaduti, o peggio senza, non si viaggia (esperienza personale).
....anche qua ci siamo....vacanze....fatto!...per i pagamenti....ancora manca qualcosa
...ma prima o poi salderemo!
2-3 mesi prima
Dovrete scambiarvi gli anelli giusto? E' ora di ordinarli.
Finalizzate la lista degli invitati e cominciate a pensare a come distribuire le partecipazioni.
Per la cerimonia pensate a chi far fare le letture ed eventuali canti. Provate a pensare a chi vi accompagnerà ed all'auto della sposa.
La sposa dovrebbe aver definito chi le farà trucco e acconciatura.
Se avete scelto il fotografo magari incontratelo: può essere utile per capirsi meglio e definire gli ultimi dettagli.
Se la prima notte di nozze non sarà a casa vostra prenotate l'hotel e definite con il gestore tutti i dettagli.
anelli....fatto! o meglio, ordinati. L'auto dovrebbe essere ok...anche se ancora non sappiamo quale sia! Il trucco del mio amore....fatto! Ed anche l'acconciatura....fatto!....io....NON CONTO NIENTE (grrrrr) ...se ho capito una cosa da questa esperienza è che la regina della giornata sarà la sposa ... per noi maschietti sarà un pò come sempre....non conteremo un c.....
scherzo (mica tanto)!!!
1-2 mesi prima
Spedite gli inviti e cominciate a raccogliere le conferme: serviranno per passare il numero definitivo di persone al ricevimento.
Controllate di aver fatto tutti i documenti necessari per il matrimonio: se così non fosse correte ai ripari!
Se avete tempo pensate a cosa volete regalare a testimoni, genitori e parenti.
...per le partecipazioni...c'è ancora tempo...comunque sono a casa....per cui...fatto!
2-3 settimane prima
Se potete incontrate il prete che vi sposerà: quando ci si avvicina alla data e si è presi dal turbinio delle faccende è una cosa utile :)
Ritirate fedi e vestiti. Chiedete una mano a qualche amico o parente di fiducia perchè vi assista nelle faccende pratiche: stampare le cartine per il ricevimento, dare una mano agli invitati circa il parcheggio, avvisare il ristorante, etc..così potrete pensare di più al vostro matrimonio.
...grrrr...ancora non sappiamo quale sarà il parroco che ci sposerà! Faccio un appello: "AAA Cercasi parroco volenteroso, giovane e simpatico per sposare l'Etrusco e la Pulce!!!!!!" ...possibilmente alla "Caso Mai" di Fabio Volo. C'è nessunooooooooo.....tutti scappati! speriamo bene!
1-2 settimane prima
Chiudete la lista degli invitati chiamando eventuali persone che non vi hanno dato risposta. E' brutto dirlo ma una strana prassi vuole che molti non vi facciano sapere se verranno o meno, con lo spiacevole risvolto economico dei posti pagati e non utilizzati che peserà sul vostro bilancio. Non fatevi scrupoli e chiamate tutti per poter passare un numero certo.
Abbassate questo numero di un 10-15%: sono persone che, pur avendovi detto che verranno, all'ultimo momento non presenzieranno al ricevimento. Tenetene conto.
Volete fare un addio al nubilato/celibato?
Qualche giorno prima
Se volete farvi del male ripensate a tutti i dettagli e vedete se c'è tutto. Pensate un minimo a cosa farete "dopo" il matrimonio: casa? si parte? Che macchina userete? Qualcuno vi dovrà accompagnare o venire a prendere? Etc..Etc..
Avete portafoglio, soldi, documenti, etc..? Bene. A questo punto rilassatevi e pensate a quello che state per fare. Se vi sposate con rito religioso confessarsi prima delle nozze è un'ottima idea.
The D-Day
E' il grande giorno: auguri!
Se il matrimonio è di mattina puntate la sveglia (anche se non ne avrete bisogno).
Vedete che tempo fa e vestitevi di conseguenza.
In bocca al lupo!
....bè...tutto questo ancora dovrà accadere, per cui .... sicuramente da fare, con immensa gioia, infinito amore e soprattutto tanta tanta serenità....
Questa guida serve più che altro a sorridere perchè quel che conta è esserci in due....tutto il resto, fatto o non fatto, da fare o da decidere, è solo qualcosa in più, che serve certo, ma che non deve impedirci di sognare e ridere accanto al nostro amore.
...credo che l'idea "niente panico su cosa c'è e cosa manca" sia la vincente, fino a quel giorno e soprattutto il grande giorno solo sorrisi e gioia di vivere!
Forse è periodo, sta di fatto che questa volta è stato un mio amico, non mia madre, a mandarmi una mail a dir poco "strana" (Lurièèèè....te pozzino!!!! proprio tu ci caschi?)
Questa la mail:
Oggetto: FW: Questa deve girare, non quelle stupide catene.....URGENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mar. A. Marco BIANCHI
Comando Generale della Guardia di Finanza
IV Reparto - Ufficio I nfrastrutture Viale XXI Aprile, 51 00162 ROMA
Telefono: 06/44...
e-mail: Bianchi.Marco@gdf.itOggetto: Leucemia - Per favore leggete di seguito
Se la cestinerete davvero non avete cuore.
Salve, sono un padre di 29 anni.
Io e mia moglie abbiamo avuto una vita meravigliosa.
Dio ci ha voluto benedire con una bellissima bambina.
Il nome di nostra figlia è Rachele. Ed ha 10 anni.
Poco tempo fa i dottori hanno rilevato un cancro al cervello e nel suo piccolo corpo.
C'è una sola via per salvarla è operare.
Purtroppo, noi non abbiamo denaro sufficiente per far fronte al costo.AOL e ZDNET hanno acconsentito per aiutarci.
L'unico modo con il quale loro possono aiutarci è qu esto:
Io invio questa email a voi e voi inviatela ad altre persone.
AOL rileverà la traccia di questa e-mail e calcolerà quante persone la riceveranno.Ogni persona che aprirà questa e-mail e la invierà ad altre persone ci donerà 32 centesimi.
Per favore aiutateci...!!!
Con sincerità George Arlington
Questa poi è davvero forte....AOL e ZDNET doneranno 32 cent al maresciallo Bianchi per ogni mail che girerà in rete.....hihihihihihi 
Su attivissimo, come al solito, tutti i dettagli della bufala....
E' ormai ufficiale che l'uscita del sesto film di Harry Potter e il Principe Mezzosangue è confermata per il 28 Novembre 2008 in contemporanea quasi mondiale.
Sono stati riconfermati quasi tutti gli attori principali e il regista sarà lo stesso del quinto film - che non ha riscosso un grande successo - ossia "David Yates".
Questa la lista completa degli attori riconfermati:
Daniel Radcliffe è Harry Potter
Emma Watson è Hermione Granger
Rupert Grint è Ron Weasley
Helena Bonham Carter è Bellatrix Lestrange
David Bradley è Argus Gazza
Robbie Coltrane è Rubeus Hagrid
Warwick Davis è Professor Vitious
Tom Felton è Draco Malfoy
Michael Gambon è Albus Silente
Alan Rickman è Severus Piton
Maggie Smith è Professoressa McGranitt
Natalia Tena è Tonks
Julie Walters è Molly Weasley
David Thewlis è Remus Lupin
Evanna Lynch è Luna Lovegood
Matthew Lewis è Neville Paciock
Bonnie Wright è Ginny Weasley
Hero Fiennes Tiffin è Tom Riddle all'età di 11 anni
Frank Dillane è Tom Riddle da teenager
Jessie Cave è Lavanda Brown
Jim Broadbent è Horace Lumacorno
Io mi auguro che a differenza del quinto questo sia all'altezza del libro, soprattutto in considerazione del fatto che il principe mezzo sangue è, dei sette, in assoluto il mio preferito, il migliore...quello che dalla prima all'ultima pagina mi ha tenuto col fiato sospeso ed incollato ad ogni capitolo.
E' pur vero che i film non sempre riescono a trasmettere le emozioni che ci vengono trasmesse attraverso i libri, molto dipende da noi ovviamente, dalla nostra fantasia, sensibilità e passione alla lettura.
Quando si ama un libro difficilmente si riuscirà ad amare nello stesso modo la versione cinematografica, speriamo di essere smentito questa volta e che il sesto film, al pari del libro, risulti il migliore dei sette.
La scienza è infallibile? Possiamo fidarci ciecamente di essa e delle risposte che ci fornisce? Sono realmente risposte quelle che ci da? Ci spiega forse il "perchè" oppure ci descrive il "come"?
Su questi temi spesso mi sono interrogato e confrontato con altre persone, amici e colleghi. La cosa mi ha sempre affascinato perchè ritengo il mio sapere sempre in bilico tra la "certezza" e il "dubbio", tra la "risposta" e la "domanda". Certo è che riflettere sulla domanda e sulle possibili risposte è assai più interessante che avere la risposta in sè.
Giorni fa scrissi un articolo "Il Dr. House e la logica dell'abduzione" nel quale cercavo di far chiarezza (soprattutto a me stesso) su quelle che fossero le principali metodologie di approccio logico ad un problema, come strumento di analisi del problema stesso ma anche della realtà e soprattutto della nostra percezione della realtà. Di questi il metodo che forniva minor certezze era sicuramento quello "induttivo" ossia il metodo logico di ragionamento che porta alla definizione di una regola partendo dall'osservazione (inferenza ampliativa ma solo probabile).
L'esempio che feci era il seguente:
Supponiamo di sapere che una decina di fagioli bianchi provengano da un sacchetto con più di mille fagioli dei quali non conosco il colore, sarei tentato a dire che nel sacchetto "potrebbero" esserci tutti fagioli bianchi, in realtà non è detto che sia proprio cosi. Potrebbero esserci una parte di fagioli rossi, una parte di fagioli neri, etc... e che io per pura fortuna (o sfiga) ne abbia presi dieci tutti dello stesso colore (bianco).
Il metodo induttivo, quindi, ha come scopo l'analisi della realtà e l'osservazione degli effetti per arrivare, attraverso un percorso logico, a quelle che sono le probabili cause dell'effetto; si parte dall'osservazione e si cerca di determinare la causa che l'ha generato.
Torniamo all'esempio dei fagioli, supponiamo di ripetere l'osservazione per 10 anni, tutti i giorni a tutte le ore prendiamo dieci fagioli dal sacchetto ed analizziamone il colore. Se dopo 10 anni osservo che i fagioli estratti sono sempre bianchi allora posso, con una buona certezza, asserire che TUTTI i mille fagioli del sacchetto siano bianchi.
Reiterando il processo logico induttivo sono, per forza di cose, portato a formulare una teoria che si basi sull'osservazione del fenomeno stesso.
Questo altro non è che lo stesso ed identico metodo che gli scienziati utilizzano per formulare le loro teorie.
La scienza empirica, tutta, si fonda sul metodo logico "induttivo"; osservo, analizzo, sperimento e definisco una teoria che sia la più "universale" possibile, che sia sperimentabile anche in futuro e che riesca a spiegare qualunque tipo di fenomeno osservabile.
Facciamo un altro esempio, supponiamo di essere un gallo e di svegliarci tutte le mattine per dieci anni e di osservare che il contadino ci ha dato la nostra razione di cibo. Cosi come successo per i fagioli bianchi, anche in questo caso siamo portati ad ipotizzare che il cibo sarà nella nostra vaschetta anche domani, a definire quindi una sorta di "legge" in base alla quale saremmo portati a pensare che anche domani il cibo sarà al suo posto (cosi è accaduto per i dieci anni passati -> induzione).
Invece il giorno dopo ci svegliamo, il cibo non c'è più ed il contadino ci torce il collo!
Con questo esempio, tratto da un esempio di un filosofo, ho semplicemente voluto mostrare come l'induzione per sua natura sia un processo logico che non porta a certezze e che a differenza del metodo deduttivo può solo fornirci una descrizione della realtà attuale, ma nulla può dirci su come tale realtà sarà domani, su quello che accadrà o su quello che dovremmo attenderci in futuro.
Possiamo fare delle ipotesi, dei calcoli statistici, credere che anche domani il sole sarà dove è sempre stato e che il rosso sarà sempre rosso ma la certezza non potremmo mai averla perchè, come dimostrato, l'induzione non porta a ipotesi certe.
E la scienza?
Come già detto la scienza si basa proprio su tale metodologia, su tale approccio, sfruttando la logica induttiva per definire nuove leggi, tesi, norme e regole. Tali leggi regolano la nostra vita, le nostre percezioni e determinano il nostro sapere, spiegano perchè una mela cade con una accelerazione costante pari a 9.8m/s2, perchè il rosso è tale e perchè se ci tagliamo sentiamo una fitta di dolore.
Ma allora se fossimo come il gallo? Se domani ci svegliassimo e tutte le leggi conosciute cessassero di valere? Rifacendoci a tale "dimostrazione" logica basata sulla scarsa certezza del metodo induttivo dovremmo riformulare le nostre credenze e smettere di parlare del "perchè" ed affidarci anima e corpo al "come"!
E cosa significa passare dal "perchè" al "come"?
Significa semplicemente ridefinire il nostro sapere, pertanto credere che sia lecito dire che la legge di Newton non spiega "perchè" una mela cade bensi descrive "come" la mela cade e soprattutto lo descrive oggi sulla base della nostra attuale conoscenza. Infatti, oggi, i fisici contemporanei spiegano "come" una mela cade non più sulla base delle teorie di Newton ma su quelle di Einstein, e tali leggi saranno valide fintantochè non ci sarà una nuova legge che ridefinirà "come" possa cadere una mela.
Una legge sarà valida fino a prova contraria e tale legge non ci dirà mai "perchè" esiste un determinato fenomeno ma descriverà "come" tale fenomeno si palesi, ci appaia e sia da noi percepito.
Per concludere credo che la scienza, nella sua accezione del termine, non sarà mai in grado di definire con certezza i "perchè" del percepito e dell'esistente ma solo di fornire un ottimo strumento di conoscenza atto a comprendere "come" oggi sia e come, molto probabilmente, sarà domani.
Riporto di seguito alcuni dei nomi di filosofi che hanno segnato la storia della filosofia:Talete (620-550 a.c.), Democrito (460-370 a.c.), Socrate (469-399 a.c.), Platone (428-347 a.c.), Aristotele (384-322 a.c), Agostino (350-430),Locke (1632-1704), Hume (1711-1776), Kant (1724-1804), Hegel (1770-1831), Schopenhauer (1788-1860), Kierkegaard (1813-1855), Nietzsche (1844-1900), Croce (1866-1952), Heidegger (1889-1976), Sartre (1905-1980)
Ovviamente questa è solo una minima parte rispetto al panorama di filosofi che, nel corso della storia, hanno segnato in maniera indelebile il pensiero occidentale.
A questo punto una domanda sorge spontanea....
E le donne?
Perchè nella "lista" non c'è una donna? perchè quando si parla di filosofia, di filosofi e pensatori ci si rivolge sempre al maschile? perchè risulta cosi difficile anche il solo definire la filosofia in termini di pensiero femminile? Ci sono donne che hanno inciso, segnato il pensiero occidentale con le loro teorie, con i lori pensieri, con la loro esistenzialità?
La risposta a tale domanda ci viene fornita dalla storia del pensiero filosofico occidentale che vede la presenza, sin dai tempi dei Greci, di numerose donne il cui pensiero è stato di rilevante importanza, che hanno spesso segnato, influenzato e condizionato il pensiero occidentale, nomi come:
Aspasia di Mileto (440 a.c.) discepola di Pitagora , Ipazia (400 a.c.) di tendenze Neoplatoniche, Plotina (53-117 d.C.) consorte dell'imperatore Traiano, la principessa Elisabetta (1643) che intrattenne uno studendo rapporto epistolare con Cartesio, fino ad arrivare ai giorni nostri con personaggi di grande rilevanza filosofica come Edith Stein (1891-1942), Simone Weil (1909-1943), Hannah Arendt (1906-1975) o Simone De Beauvoir (1908-1986).
La storia, quindi, ci dice che molte donne hanno contribuito alla nascita del pensiero contemporaneo.
Tuttavia, quando si pensa ad un grande filosofo (termine maschile), la nostra mente cerca subito uno dei nomi della prima lista, il filosofeggiare stesso è una tendenza, una abitudine che la si associa, in linea di massima, al genere maschile.
Perchè?
Questa domanda è stato l'argomento principe di una discussione fatta con alcuni colleghi, ci tengo a sottolineare tutti maschi, dalla quale sono emerse numerose idee, pareri, opinioni.
La più gettonata ed anche la più consona al mio di pensiero è molto semplice, la cui semplicità risulta essere quasi disarmante e comunque formulata da una platea di uomini e che sottopongo con estremo piacere e spirito critico alla vostra attenzione.
Perchè la donna non la si associa al filosofeggiare? Perchè l'icona del filosofo è un soggetto maschio?
La donna non la si associa al filosofeggiare perchè, in linea di massima, la donna non ha bisogno di filosofeggiare, non sente questa esigenza esistenziale, maniacale, interiore.
Perchè?
Il perchè risiede nel fatto che mentre gli uomini cercano continuamente risposte, le donne le hanno.
Gli uomini si pongono le domande per le quali le donne hanno già la giusta risposta, in maniera innata, ancestrale, istintiva.
Ma da dove nasce questa differenza?
La differenza sostanziale risiede nel fatto che la donna è assai più vicina a Dio, alla vita, alla creazione di quanto possa esserlo un'uomo perchè essa vive in se il miracolo stesso della vita; la donna è in grado di generare, creare, dare la luce; l'uomo, proprio in virtù di questa sua distanza biologica, cerca in sè tali risposte, cerca esso stesso di avvicinarsi all'essenza della vita con la riflessione, con la filosofia, con il pensiero.
Per la donna la domanda cardine della filosofia..."perchè esisto? quale è il mio scopo?" ha una ben precisa risposta, "io esisto, in quanto donna, per generare il mondo stesso, senza me nulla esisterebbe".
L'uomo mai potrebbe rispondere in tal modo, un uomo, alla medesima domanda, non sa rispondere... risponde con una nuova domanda, cerca in sè, con la filosofia, la risposta giusta, vola di pensiero in pensiero, crea nuove teorie, ipotesi, formula centinaia di aforismi, ma poi si ritrova, nudo, di fronte al "sè" e alla inspegabilità del suo stesso essere.
Per approfondire la filosofia al femminile consiglio:
La filosofia è donna? al link http://bfp.sp.unipi.it/bibliofdd/fddnota.htm
Donne Filosofe al link http://www.filosofico.net/donnefilosofe.htm
Le donne filosofe al link http://www.linguaggioglobale.com/filosofia/donne/DONNE.htm
Libro "Storia delle donne filosofe" di Ménage Gilles
Alessandro Baricco è decisamente uno degli scrittori più controversi, eclettici e discussi del nostro tempo.
Io sono, senza ombra di dubbio, un suo accanito fan, ho letto tutti i suoi libri ed ognuno di questi mi ha lasciato qualcosa di diverso, unico ed il più delle volte non descrivibile.
Si perchè i suoi libri non puoi raccontarli, non puoi dire...."Oceano Mare parla di...." perchè ti fermeresti subito dopo pochissime parole.
Ed è proprio questo che adoro di Baricco, l'utilizzo che egli fa delle parole, della metrica, della composizione narrativa; i suoi libri sono poesia, musica, arte, vanno sorseggiati come un buon bicchiere di vino rosso ed "ascoltati" perchè le parole, da lui sapientemente incastonate, riecheggiano in noi durante la lettura come tante e dolcissime note musicali.
I suoi libri non vanno compresi, i suoi libri vanno "seguiti" con passione perchè sempre riescono a toccare le corde più nascoste del nostro cuore.
E' anche vero che Baricco o lo si ama, come lo amo io, o lo si odia; non ho mai sentito dire che Baricco è "bravino"! No con lui o è bianco o è nero, non esistono sfumature di grigio nel giudizio dei suoi libri.
Ora però è arrivato il momento di correre al cinema per vedere il suo primo lavoro da regista : "Lezione 21", un film sulla Nona Sinfonia di Beethoven, per cui un omaggio alla lirica, alla musica ma anche alla senilità, alla vecchiaia.
Per comprendere meglio quello che sarà il filo conduttore del film riporto un estratto di una sua intervista (fonte l'espresso)
Il tema è incentrato su uno studente che rievoca la lezione più bella del professor Kilroy, la numero 21 appunto, sul mistero della genesi della Nona di Beethoven. Com’è nata in lei l’idea di scrivere questa sceneggiatura e farne un film?
«Più che della genesi, il film parla della serata in cui, la Nona Sinfonia, fu eseguita per la prima volta. Una storia molto interessante sulla quale si conoscono in generale alcune cose mentre altre no. È un racconto molto bello e istruttivo, che insegna parecchie cose sulla musica classica e in generale su certe dinamiche della cultura europea dell’Ottocento. Mi piaceva l’idea di raccontarla e ho trovato che il cinema fosse la forma più adatta per farlo».Un omaggio a Beethoven ma anche un film sulla vecchiaia...
«Parte come un film che narra quell’episodio poi, come sempre, dietro il desiderio di raccontare una storia, spesso c’è quello di abitare uno spazio mentale. La Nona e tutta la vicenda di Beethoven ti portano ad abitare quello della vecchiaia per cui, sì, è un film anche sulla senilità».Il film si sofferma dunque sull’avanzare dell’età dei due personaggi?
«È difficile spiegarlo, diciamo che il tratto più significativo, in questa avventura beethoveniana, è proprio la difficoltà e al tempo stesso la bellezza degli anni maturi. Un aspetto che, raccontato da un anziano professore, porta un po’ all’immedesimazione».È un tema al quale le capita di pensare?
«Diciamo che sono ancora un po’ troppo giovane per farlo, però il profumo della vecchiaia lo puoi sentire anche a trent’anni. Come spesso mi succede anche coi libri, racconto un aspetto che in realtà non mi appartiene perché magari l’ho visto in altre persone ma che però ha una qualche eco di me».Cast internazionale e scene girate in inglese. Una volta finito il film, guarderete al mercato straniero e ai festival internazionali?
«Sia io che il produttore, Domenico Procacci, abbiamo avuto in mente fin dall’inizio di realizzare un film non per un pubblico italiano in particolare ma, quantomeno, europeo. L’idea è farlo girare appunto in Europa, non pensavo ai festival ma proprio ai cinema. La pellicola è girata in inglese anche per questo motivo».Il Trentino, Londra e ora Mantova. Come mai questa scelta?
«Dobbiamo girare una scena in teatro. È un’immagine quasi di sogno, di memoria, molto sfocata, con visi poco riconoscibili. Si trattava di trovare gente che avesse la pazienza e il piacere di prender parte alle riprese e ci è venuta l’idea di scegliere una città e coinvolgere il pubblico. Visto che ci troveremo al Sociale e la gente verrà gratuitamente, ho pensato di ricambiare la gentilezza fermandomi a fare una lezione. L’idea è quella di leggere insieme qualcosa ed è appunto ciò che farò».Baricco scrittore e Baricco regista.. cosa li accomuna e cosa li divide?
«È troppo presto per dirlo. Finché si lavora è difficile capire il quadro globale. Fra un anno o due forse potrò dire qualcosa in più, adesso sono troppo impegnato. Comunque è sicuramente uno dei mestieri più belli del mondo quindi è impossibile non appassionarsi. Girare è stato emozionante».Il professor Killroy preso a prestito dal suo romanzo ‘City’, un film immerso in un mondo visionario, strani personaggi, foreste e cime innevate, velieri, Beethoven. Con questi elementi si fa fatica a trovare un filo conduttore. Che film sarà, insomma?
«Una pellicola sicuramente molto strana e dalla costruzione bizzarra, tant’è che è stato difficile spiegarla anche ai potenziali produttori e finanziatori. Il film bisogna vederlo insomma. Quello che si è detto ultimamente serve giusto per capire a grandi linee di cosa tratta».I bozzetti che hanno ispirato scenografie e costumi sono di Tanino Liberatore. Nel crearli ha seguito le sue indicazioni?
«Abbiamo lavorato insieme ed è stato indubbiamente molto coinvolgente, perché ti siedi e lui si mette subito a disegnare. Una parte del film è ambientata nella neve per cui siamo andati a girare in Trentino. Per i personaggi immaginati da Kilroy c’era libertà totale, potevamo fare più o meno quello che volevamo. In parte erano nella mia testa, così come erano in quella di Kilroy, si trattava dunque di farli vivere, dar loro un volto, un vestito».Quasi fantascienza?
«No, direi solo il piacere dell’immaginazione e della fantasia».
Ieri 14 Giugno 2008 presso il teatro dell' Unione di Viterbo, io (l'etrusco) e Cinzia (la pulce) abbiamo fatto il nostro secondo saggio di salsa portoricana avanzata.
L'evento "Golden 2008" è stato organizzato dal nostro maestro Massimo Polo della "Golden Dance School" ed è stato un grande successo sia artistico che partecipativo.
Una giornata particolare, ricca di emozioni, paure, gioie ma soprattutto una serata di danza, ballo e spettacolo.
Ho cercato di documentare, nel limite del possibile, quelli che sono stati i momenti più emozionanti, gli attimi unici ed irripetibili con qualche scatto prima, durante e dopo l'evento.
Ovviamente le foto del "durante" non sono mie...le ha fatte mia madre ^_^ (che coraggio) che per la prima volta ha preso in mano una reflex digitale (la mia ovviamente) e si è data alla fotografia.
Per cui....se qualche immagine non è a fuoco o qualche testa è tagliata....non prendetevela con me!
Queste le slideshow riprese dalla mia raccolta su Flickr "saggio salsa "golden 2008" - teatro unione viterbo" :
1) Il trucco.....ovviamente ci si deve preparare - il trucco
2) L'attesa.....prima di entrare a teatro si cerca di nascondere la tensione - l'attesa
3) I preparativi...ci si scalda, si prova e il momento si avvicina - I preparativi
4) Il ballo....finalmente si scende in pista - il ballo
5) Gli altri ballerini....quelli bravi ^_^ - Gli altri ballerini
6) Il palco....qualche foto del palco - il palco
Ho letto con molta molta attenzione i post di acor3, mago e Wodka40 anche perchè l'argomento è di quelli interessanti, complessi e soprattutto che riguardano la vita di tutti noi, le nostre scelte, il nostro futuro, la nostra soddisfazione non solo professionale ma anche personale: il lavoro, o meglio il lavoro precario!
La parola "lavoro precario" è ormai decisamente inflazionata, soprattutto da chi cerca voti per la prossima settimana, si parla continuamente di precariato, lavoratori "atipici" (...zzo significa), cococo, cocopro, pippiripì e bububu! Ma soprattutto si parla di come risolvere il precariato in Italia, come far diventare un lavoratore "atipico" in un lavoratore...."tipico".
Ora la domanda che non posso non pormi è la seguente: Perchè cercano di cancellare dal mondo del lavoro le figure "atipiche" solo in campagna elettorale e soprattutto perchè chi cerca di risolvere il problema è chi il problema l'ha creato, chi ha introdotto queste nuove figure "professionali", chi ha detto "è il mercato belli....rimboccatevi le mani"!!!
Qualcosa non torna soprattutto nel nostro mondo, tra le figure professionali legate al mondo dell'informatica o come si suol dire nel mondo dell' "INFORMATION TECHNOLOGY", dei "SENIOR CONSULTING", degli "IT MANAGER".....insomma di tutti quelli a cui hanno cucito addosso un bel nome roboante ma che poi in realtà fanno i programmatori o i progettisti di software e/o dati!
Come si sarà capito anche io lavoro presso una società di informatica e mi ritengo discretamente fortunato... lavoro a tempo indeterminato, ho quindi potuto fare un mutuo, programmare un matrimonio...nonostante ciò l'aria che si respira mangiando "pane e bit" è quella della continua precarietà, del continuo "occhio al mercato" ma soprattutto del continuo "occhio alla carta d'identità"....perchè il tempo passa!
Come dice acor3, che conosco benissimo e stimo molto avendo lavorato con lui, una persona potrebbe investire su se stessa, specializzarsi, informarsi ed aggiornarsi continuamente, aprire una Partita Iva e mettersi in proprio; ci vuole coraggio, spirito d'iniziativa, capacità imprenditoriale ma....
...se ti ritrovi fuori da un'azienda a 45 anni con tre figli, un mutuo da pagare e la spesa da fare giornalmente...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se ti ritrovi nel mondo del mercato oggi a venti/venticinque anni e nessuna azienda si degna di farti crescere, apprendere e conoscere...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se nessuna azienda vuol più fare contratti di "freelance" a soggetti con Partita Iva ma solo contratti a tempo determinato...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se non hai le spalle coperte da un papà imprenditore, da uno zio avvocato e da un nonno medico...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se sei nato in una "favelas italiana" (e ce ne sono tantissime) ...non credo sia semplicissimo intraprendere!
Potrei farne infinità di esempi, ma quello che conta e che va ribadito è che ci hanno derubato di alcune fondamentali speranze che sono in primis il diritto al nostro futuro, alla nostra felicità e alla nostra serenità. Siamo tutti "schiavi moderni", per usare un termine alla Grillo, ci hanno pian piano tolto ogni speranza e noi non abbiamo fatto nulla!
Ci hanno scippato il TFR e noi zitti, ci hanno tolto le pensioni e noi zitti, ci hanno fatto contratti svilenti e noi zitti, ci hanno reso macchine utili solo a consumare e noi zitti, ci hanno tolto l'anima e fornito un cellulare e noi sempre zitti, fermi... e dopo che ci hanno calpestato gli abbiamo detto "TI PUOI ANCHE MUOVERE....E NOI SEMPRE ZITTI, FERMI!" ... neanche Mario e Saverio nel film "Non ci resta che piangere" avrebbero saputo far meglio nei confronti di Savonarola!
Ed allora? Come andare avanti? Cosa fare?
... io... non lo so!
Ciò che vedo e che mi duole è l'appiattimento generalizzato della cultura, dell'interesse per la conoscenza, per il sapere, non ci si stupisce più per nulla, non si ama più, non si sogna più, si parla per frasi fatte, risentite e riascoltate un'infinità di volte (come forse anche questo mio post).
Il politico di turno dice in TV "A è bello e B è brutto" e ti ritrovi al bar a parlare con un tuo amico che ti dice "A è bello e B è brutto" ed allora come posso spiegare io a chi mi risponde che "A è bello e B è brutto" che utilizzando questo linguaggio non risolve i miei problemi, non mi aiuta a capire, a comprendere, non mi fa crescere.... Dove sono finite la capacità di analisi e di critica? E la consapevolezza?
Se ormai l'unico valore è quello del furbetto di quartiere la guerra è persa in partenza, alla radice, nella base...
...ecco perchè sono critico nei confronti della società nel suo insieme, perchè sono convinto che la colpa è solo la nostra e di nessun altro, perchè ci siamo fatti derubare l'anima e gli abbiamo detto "ti puoi anche muovere"!
E' di questi giorni una sentenza del tribunale di cassazione che condanna a 4 mesi di reclusione uno psichiatra in quanto un suo paziente, schizofrenico, ha commesso un omicidio.
La sentenza è ovviamente unica nel suo genere, come si dice spesso in gergo "farà giurisprudenza" creando un precedente, e sicuro che aprirà la strada verso azioni penali simili.
Di ciò se ne discuteva questa mattina su Radio 24 al programma "Viva Voce", la discussione è stata molto interessante, in quanto il tema in oggetto consente di spaziare da temi come etica medica, deontologia, giurisprudenza ed etica sociale.
La prima riflessione che ognuno di noi dovrebbe porsi è la seguente: Il medico deve curare o guarire il proprio paziente?
Questo punto è a mio avviso di fondamentale importanza perchè noto sempre più spesso una tendenza a considerare la medicina come un'autoofficina. Ho un pezzo della macchina che non funziona, vado in officina, lo cambio e tutta torna a funzionare.
In medicina credo sia leggermente diverso, non possiamo "pretendere" che il nostro medico ci guarisca, ciò dobbiamo "pretendere" è che il nostro medico ci curi, utilizzando il protocollo più adatto alla nostra malattia, facendo tutto il possibile per ottenere un buon risultato; in fin dei conti il Dott. House insegna, noi medicina non l'abbiamo studiata, non siamo medici per cui dobbiamo fidarci di chi è medico di professione.
Detto ciò la mia paura è che in Italia, come al solito, si finisca per creare un circolo vizioso mediante il quale:
Il medico ha paura di possibili ritorsioni giuridiche per cui fa il minimo indispensabile per curare il malato il quale a sua volta vuol essere obbligatoriamente guarito perchè l'ha letto su internet, quindi denuncia il dottore che ha sempre più paura di agire....
La sentenza emessa non fa altro che peggiorare ancor più le cose, creare ulteriore scompiglio nella categoria e diffidenza tra le persone.
Come uscirne? La soluzione non è semplice dico solo che...io faccio software, non possiamo chiedere al medico di sviluppare in C#! Il medico faccia il medico al massimo delle sue potenzialità, il paziente...cerchi di fare il paziente al massimo della sua...."pazienza"
Beppe Grillo, con il suo V-Day, è balzato all'attenzione dei mass-media e non solo, di lui ormai si parla ovunque, circoli culturali, bar, televisioni, giornali e soprattutto nell'ovattato mondo della politica.
Le trecentomila persone presenti in piazza a Bologna hanno finalmente scosso la sensibilità dei politici, i quali, prima di allora, sembravano quasi snobbare il suo operato; ormai ogni senatore, deputato o sottosegretario dice la sua, propone soluzioni alternative, critica, approva, snobba, conia nuovi termini come l'ormai inflazionato "antipolitica".
Ma prima del V-Day dove erano tutte queste persone? Perchè nessuno ne parlava prima? Perchè è necessario, in Italia, mostrare la faccia, scendere in piazza ed urlare per essere ascoltati?
A questa domanda credo non sia semplice rispondere, credo sia una anomalia tutta italiana... la famosa frase, non ricordo detta da chi, "per lavorare i politici vanno presi a calci in culo" credo trovi anche in questa vicenda un ulteriore riscontro.
Detto questo mi piacerebbe porre l'attenzione sulle frasi dette da un altro "politico-tutto fare": Vittorio Sgarbi.
Giorni fa, parlando di Grillo, ha usato toni decisamente critici definendolo "una capra", capace solo di fare demagogia, distruggere, urlare e totalmente incapace di proporre, costruire, formulare nuove ipotesi, nuove leggi o mostrare strade alternative.
Chiedo allora a Sgarbi: dove era in tutti questi anni? Ha mai letto un post di Beppe? Ha mai seguito una delle sue tante battaglie?
A mio avviso Beppe Grillo ha una duplice funzione:
1) Portare alla ribalta problemi sopiti, nascosti ad arte da chi ha interesse di farlo.
2) Dare voce, dare un volto, a quanti chi un volto e una voce non hanno.
Il suo carisma, la sua forza mediatica possono far breccia anche nell'ovattato mondo politico, egli può dar voce a tutti quei cittadini che, con il solo voto, non si sentono più rappresentati.
I problemi, quelli veri, quelli che noi viviamo quotidianamente possono essere mai compresi da una persona che per andare in ufficio ha un'autista? Da una persona che non paga cellulare, bollette, abbonamento del treno, taxi, cinema...insomma da una persona che non fatica ad arrivare al 27?
Io credo proprio di no.
E' proprio questo il problema principale ovvero la distanza abbissale tra la società, quella vera, comune, e la classe dirigente.
Allora ben venga un Grillo che si adoperi a fungere da collante tra i due mondi, che funga da portavoce dei problemi della gente comune, io a questa persona non chiedo altro.
Non chiedo a Grillo di essere un costruttore, un politico, un legislatore, per questo ci siete voi, eletti da noi, a fare leggi, proposte, a trovare soluzioni per dirigere e guidare eticamente in un paese.
Da loro, da Lei dottor Sgarbi, mi aspetto questo, dai voi funzionari, da voi "menti" del paese, da voi "intelligentia" ufficiale... per cui fatelo, seriamente, ascoltando la gente.
Ecco perchè critico quanti sostengono che Grillo non ha una proposta seria e convincente, che fa solo antipolitica, perchè Grillo NON DEVE AVERE QUESTO RUOLO, non deve essere lui a legiferare, lui deve solo ed esclusivamente sbattere in faccia a chi non lo fa la sua incapacità, la sua inettitudine. Questo è il ruolo di Grillo, con la satira, la risata ed a volte con qualche "vaffa" ben diretto.
Per cui, caro Dottor Sgarbi, non dimentichi chi è Grillo, cosa fa e soprattutto di chi si è fatto portavoce, perchè dando della capra a Grillo ha dato della capra a quanti vedono in quello che Grillo urla da anni l'unica forma di dialogo con voi.
Dando della capra a Grillo ha dato della capra a tutti noi.
Ieri sera si è conclusa la serie televisiva Heroes, nonostante ci abbiano spostato gli ultimi quattro episodi dalla domenica al mercoledi in seconda serata, siamo riusciti a vederene la fine.
Impressioni? serie televisiva Favolosa.
I motivi per cui dico "favolosa" sono moltepicli, in primis non posso non apprezzare il fatto che gli autori si siano dati una scadenza, un termine e lo abbiano rispettato. Dico ciò perchè spesso si vedono altre serie, magari anche di maggior successo, la cui fine viene sempre rimandata, posticipata ingenerando nel telespettatore una sorta di "sindrome da finale" ossia si rischia di passare dai tre ai sei anni nell'attesa del colpo di scena conclusivo, cosa che spesso o non accade, perchè finiscono i soldi e si chiude tutto, o se accade non ha più lo stesso sapore, lo stesso fascino, ormai si è persa la foga iniziale.
Ricordo quando ancora studente universitario mi appassionai, come molti altri ragazzi della mia età, al fumetto Dylan Dog, ne divenni un autentico fanatico. A casa ancora oggi ho tutti i primi 100 numeri ORIGINALI (alcuni acquistati a cifre esorbitanti) tutti gli speciali, inserti e albi speciali immaginabili, però solo per i primi 100 numeri.
Perchè solo per i primi 100 numeri? Perchè la Bonelli, inizialmente, disse che il fumetto sarebbe terminato al numero 100, il numero nel quale Dylan Dog finalmente avrebbe fatto i conti con il suo passato in maniera definitiva, invece...Dylan Dog è ancora oggi in edicola e sinceramente non so a che numero sia arrivato.
La mia collezione si è conclusa con il numero 100.
Tornando a Heroes dico che è una serie "favolosa" perchè le prime 23 puntate rappresentano una storia compiuta, conclusiva, con un finale ben definito e compiuto; questo mi è piaciuto molto....per farla breve non hanno allungato la minestra di proposito!
Poi ci sono tutta una serie di elementi che la rendono unica nel genere, e che la rendono "fantastica" ai miei occhi, al mio gusto, come la forte impostazione "fumettistica"; i connotati ci sono tutti a partire dal concetto di supereroe, alla lotta tra bene e male, alla forte matrice fantastica.
Altra cosa a mio avviso interessante ed unica è la strutturazione temporale (o forse atemporale), facilitata anche dalle peculiarità dei personaggi in grado di viaggiare nel tempo, per cui sin da subito si conosce l'epilogo del fumetto, sin da subito ci dicono quello che sarà il finale ovvero la distruzione di New York.
Tutte le altre puntate che si trovano in mezzo tra prologo ed epilogo servono a costruire la storia a dare una impronta ai personaggi, molto forte e caratteristica, a generare suspance e attesa per poi appurare che il finale sarà esattamente come predetto o almeno nelle intenzioni perchè......"Un mondo diverso è possibile".....
Speriamo lo sia davvero.
Le forme di rimborso sono le più svariate, a volte è possibile anche modificare in corso d'opera tali modalità, si passa dal rimborso a saldo ovvero tutto in un'unica soluzione, a quella a rata fissa scelta dal cliente, a quella percentuale calcolata sull'importo del bene acquistato.
Queste carte vengono fornite con un plafond di spesa massima anche questo variabile, di solo si va dai 2.600 ai 4.000 euro.
E' possibile utilizzarla come una normalissima carta di credito, è possibile utilizzarla per richiedere direttamente assegni a casa addirittura è possibile richiedere denaro semplicemente inviando un sms.
Fin quà nulla da obiettare! Sembrerebbe uno strumento che per piccole somme consente di rateizzare la spesa e pianificare meglio il budget familiare. Questo mi son detto quando, anni fa, ho commesso l'indicibile errore di utilizzarne una.
Queste carte, come tutti i prestiti, sono soggette ad un tasso variabile da carta a carta. Il tasso è rappresentato da due indici che sono rispettivamente il T.A.N. e il T.A.E.G.
Ma cosa significano? Presto detto:
Il T.A.N. (tasso annuo nominale) è il tasso d’interesse puro applicato ad un finanziamento
Il T.A.E.G. (tasso annuo effettivo globale) è l’indicatore di tasso di un’operazione di finanziamento ovvero è il tasso che prende in considerazione tutte le spese applicate al finanziamento (bolli, spese invio estratto conto, etc..)
Tali tassi sono sempre e dico sempre ai limiti dello strozzinaggio, si va dal 16% al 19% per le principali carte di mercato pubblicizzate su tutti i media.
Anche questo però è ineccepibile, il cliente all'atto della stipula del contratto è a conoscenza dei tassi applicati e non può sollevare obiezioni. Nel mio caso, però, mi sono fatto dei conti e... c'è qualcosa di strano, qualcosa che non torna. Probabilmente il tasso viene applicato a non so quale parte del debito, insomma facendo 2 + 2 non torna 4! Riporto le cifre del mio estratto conto mensile: Importo rimborsato (ovvero prelevato dal mio conto corrente) : 76 euro
Interessi : 20,55 euro
Bollo : 1,81 euro
Spese tenuta conto : 1,03 euro Alla fine, dei 76 euro rimborsati, la quota che va ad alimentare il mio credito residuo è 52,61 euro. Questo significa che se prendessi 1.000 euro rimborsando con rate di 76 euro al mese impiegherei circa 19 mesi (1.000/52,61) che sono quasi due anni, rimborsando alla fine 1.444 euro ovvero (19*76). Ora non sono uno scienziato ma a casa mia 444 euro su un totale di mille euro è il 44% e non il 17% scritto nel mio contratto! Se veramente avessero applicato il tasso del 17% a fine rimborso avrei dovuto restituire 1.170 euro, circa 300 euro in meno. Questa non è una domanda filosofica, non è una domanda retorica...è la domanda di una persona "inc...": Come calcolano le percentuali questi grandi economisti? Perchè solo dopo aver inizialto a pagare ci si rende conto che si è stati gabbati?
Comunque mi sto muovendo per capire cosa non quadra in tutto questo... Per concludere... la libertà di movimento è tutt'altra cosa!! Al prossimo post
Il tool "classifica flickr" sta sempre più stuzzicando il palato di molti amministratori di gruppi su flickr ed proprio grazie alla segnalazione di sciac, admin del gruppo Grande Mare Group, che ho fatto una nuova implementazione alla classifica flickr, a mio avviso molto interessante.
La "classifica flickr" nasce per creare in modo automatico la classifica delle n foto più belle di un qualsiasi gruppo flickr, ma se volessimo sapere le peggiori? le più brutte? quelle che flickr considera come meno interessanti?
Da oggi con il form di generazione della "classifica flickr" è possibile fare anche questo ossia generare una classifica delle peggiori foto postate sul gruppo o meglio delle foto meno interessanti.
Tale funzionalità è data dalle api standard flickr che sonsentono di ordinare le foto per interesse decrescente (interestingness-desc) o interesse crescente (interestingness-asc), grazie a ciò è possibile mostrare ai propri utenti flickr le "peggiori" (worst) del mese....
Non se ne abbiano i "vincitori" di questa classifica inversa perchè una foto ha basso interesse per flickr se non viene vista o commentata da altre persone, ma questo non significa che sia necessariamente brutta.
Non vi rimane che divertirvi....magari mostrando proprio le "più brutte del mese" dei vostri gruppi flickr.
Ho da poco terminato la lettura del libro "Platone. Repubblica" di Blackburn Simon distribuito da Newton & Compton e ne consiglio la lettura a tutti quelli che vogliono scoprire per la prima volta il pensiero del filosofo. Il libro è strutturato in chiave critica e non si limita a descrivere il pensiero del filosofo, ma ne analizza ogni singolo passo, ogni singolo pensiero, ogni singola riflessione soprattutto in riferimento a quelle che sono state le ripercussioni sul pensiero occidentale moderno e contemporaneo.
Platone maestro di vita e filosofo superbo? No, Platone figlio del pensiero occidentale, Platone come filosofo dal quale hanno tratto spunto gran parte dei pensatori dal 400 a.c. ai giorni nostri e sui quali pensieri si è dibattuto sempre, comunque a prescindere dal giudizio.
La sua opera come eterno spunto di riflessioni, come terreno fertile sul quale dibattere di filosofia, dell'uomo, dell'esistenza... "La Repubblica" come opera temporalmente e culturalmente distante da noi ma eternamente viva e presente nel nostro vissuto quotidiano.
L'avevo promesso a me stesso, dopo la "lost experience", basta serial televisivi. Invece, su consiglio di ac3 e di altri colleghi, mi son fatto trascinare nella "Heroes experience".
Risultato?...Amore a prima vista!
Si perchè la serie è veramente ben fatta, incalzante, affascinante, non lascia tregua, mozza il fiato e fa sognare quanti come me sono cresciuti a pane e fumetti.
Il mix?
Un errore genetico e una nuova generazione di mutanti alla X-Men iniza a prender coscienza dei propri poteri, cosi c'è chi scopre di riuscire a piegare lo spazio-tempo, chi sa volare, chi ha una doppia personalità e chi riesce a prevedere il futuro, chi annulla i poteri degli altri, chi legge il pensiero e chi risulta essere "intangibile", nasce l'uomo invisibile e colui rigenera i propri tessuti cellulari...
Ovviamente non mancano i cattivi, le figure ambigue e i soggetti oscuri, personaggi mai visti ma di cui tutti parlano.
A tutto questo aggiungete tanta, tanta fantasia, una buona recitazione, un epilogo da mutare ed il capolavoro è fatto.
Per cui vi saluto, ho una missione da svolgere: "salva la cheerleader, salva il mondo"!
Mago...dove avevi fatto il corso di fotografia? Non trovo più i contatti che mi avevi lasciato del prof....se non li hai dimenticati anche tu
potresti rimandarmeli per mail?
Grasssssie
Visto il discreto successo di utenti flickr in relazione al tool classifica flickr, mi sono cimentato in una nuova funzionalità... il badge creator!
Cosa è il badge creator?
E' una semplice (non molto) applicazione fatta in ASP.NET 2.0 che consente, dato un group_id flickr, di generare un badge ossia una immagine contenente le cinque immagini migliori nel mese corrente per il gruppo flickr in questione.
Ad esempio per il gruppo che io e Mago gestiamo (l'ho reso amministratore....hihihihi) nikon d40x italia il badge è il seguente:
Chi utilizza frequentemente Flickr saprà che di badge di questo tipo ce ne sono moltissimi e mostrano tutti informazioni in real-time sul gruppo, ad esempio interessanti ed usatissimi sono i badge di flickriver e bighugelabs.
Vediamo qualche riga di codice dell'applicazione .NET
In primis, per lavorare con le immagini, è necessario utilizzare i seguenti namespace:
using System.Drawing;
using System.Drawing.Imaging;
using System.Drawing.Drawing2D;
L'idea è la seguente, invocare la flickr API per ottenere la classifica delle immagini sotto forma di stream, caricare tale stream in oggetti di tipo Bitmap, copiare ed incollare tale oggetti in modo tale da ottenere una immagine definitiva come quella mostrata sopra.
La parte a mio avviso più interessante è quella relativa al load delle immagini, ho utilizzato il seguente metodo:
public Bitmap LoadPicture(string urlImage)
{
HttpWebRequest wreq;
HttpWebResponse wresp = null;
// Definizione dello stream per carpire l'immagine
System.IO.Stream streamImage = null;
// definizione di un bitmap che costituisce il valore di ritorno
Bitmap bmpImage = null;
// contatto con il web
wreq = (HttpWebRequest)WebRequest.Create(urlImage);
// impostiamo la proprietà necessaria per la creazione dello stream
wreq.AllowWriteStreamBuffering = true;
// richiesta dell'immagine
wresp = (HttpWebResponse)wreq.GetResponse();
// in caso di risposta positiva
if ((streamImage = wresp.GetResponseStream()) != null)
bmpImage = (Bitmap)System.Drawing.Image.FromStream(streamImage);
if (streamImage != null)
streamImage.Close();
if (wresp != null)
wresp.Close();
return (bmpImage);
}
In definitiva dato un URL di una immagine Flickr (che si ottiene invocando le API) la prima cosa da fare è convertire tale stream in oggetto Bitmap.
Una volta effettuata tale conversione, per creare l'immagine di cui sopra è necessario fare le seguenti operazioni:
caricare la bitmap in un oggetto di tipo Image:
System.Drawing.Image oImg = (System.Drawing.Image)LoadPicture(urlPhoto);
Aver preventivamente definito un oggetto di tipo Bitmap che rappresenta la nostra Bitmap di lavoro e un oggetto di tipo Graphics con il quale effettuare i vari copia, incolla etc...:
Bitmap oBmp = new Bitmap(400, 140, PixelFormat.Format24bppRgb);
Graphics oGrp = Graphics.FromImage(oBmp);
Effettuare operazioni di pulizia e riempimento dell'immagine:
oGrp.SmoothingMode = SmoothingMode.AntiAlias;
oGrp.TextRenderingHint = TextRenderingHint.AntiAlias;
SolidBrush oBrush = new SolidBrush(Color.White);
oGrp.FillRectangle(oBrush, 0, 0, 400, 140);
oGrp.Clear(Color.White);
Disegnare l'immagine ottenuta dal Web:
oGrp.DrawImage(oImg, 10, 30, 75, 75);
Scrivere del testo:
PointF oPoint1 = new PointF(10, 105);
oGrp.DrawString("#1", oFont, oBrushText, oPoint1);
Ed infine salvare l'immagine in formato .Bmp
oBmp.Save(Server.MapPath(@"..\public\flickr\badge\" + group_id + ".bmp"), System.Drawing.Imaging.ImageFormat.Bmp);
Questa parte mi ha fatto penare molto in quanto avrei voluto utilizzare il seguente metodo:
Response.ContentType = "image/jpeg";
oBmp.Save(Response.OutputStream, System.Drawing.Imaging.ImageFormat.Jpeg);
Con il quale si ottiene direttamente una immagine come Output dello stream ma la qualità, rispetto al salvarla in Bmp su disco, era decisamente inferiore.
Cos'è l'arte? Questa è una di quelle domande che prima o poi ogni individuo si pone; è una domanda dal carattere fortemente filosofico perchè è un pò come chiedersi "cosa è la vita?" o "perchè esistiamo?".
Una domanda che amo definire a "risposta aperta" perchè la risposta è spesso soggettiva, intima, personale e mai univoca, che spesso attinge la sua energia vitale dalla filosofia.
Vagando nel web, chiedendo ad artisti, leggendo, ho potuto riscontrare quanto appena detto.
Tuttavia una sintesi, un "riassunto" di risposte a tale quesito possiamo anche farlo, cerchiamo quindi di fare un'opera sintetica di ricostruzione delle risposte date alla domanda "cosa è l'arte", dopodichè cercheremo di definirne una nostra, personale, soggettiva.
Decisamente la risposta migliore che ho trovato e che a mio avviso è quanto di più aperto e tecnicamente perfetto è :
1) "L'arte è tutto ciò che gli esseri umani definiscono arte!"
Eccezionale, stupefacente!
Nella sua semplicità e, a prima vista, banalità racchiude il senso vero della risposta. In tale definizione possiamo trovare due chiavi di lettura diverse.
La prima riguarda il fatto che l'arte altro non è che la visione, la sensazione, la percezione che gli individui hanno di arte; per cui nel momento in cui si prova a definirla, ad etichettarla si arriva sempre ad una banalizzazione e semplificazione del termine stesso, meglio quindi non formulare definizioni.
La seconda lettura riguarda l'atemporalità del concetto di arte ovvero arte è ciò che in un determinato periodo, contesto storico, culturale e scientifico viene definito arte dalla società stessa.
Non importa se poi, in epoche successive, tale opera venga svalutata, svilita, sminuita; ciò che conta è il giudizio dato nel periodo appena successivo all'opera o comunque in un arco di tempo caratterizzato da una visione comune della società.
Un'altra definizione, tratta da wikipedia, che ho trovato navigando sul web è la seguente:
2) "L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che, poggiando su accorgimenti tecnici e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza, porta a forme creative di espressione estetica."
Questa definizione è decisamente impeccabile, direi perfetta, in quanto comprende un pò tutte le attività umane classificabili con il termine "arte".
Nonostante ciò appare troppo "fredda", "tecnica", "perfetta" e perciò in contrasto con la prima definizione data di arte.
Sembra quasi non tener conto dell'aspetto emotivo, passionale, intimo che spesso è legato all'arte. La sua perfezione e il suo tecnicismo sembrano quasi non rendere giustizia al vero significato che si dà all'arte.
Sempre su wikipedia ho poi trovato una definizione più moderna del termine arte, data da Carlo Sarno, che è la seguente:
3) "L'arte è una attività-olistica costituita da una attività-teorica fondata sull'intuizione che determina una attività-pratica in cui il valore dell'opera realizzata risulta individuato dal suo significato etico, estetico e spirituale ".
Questa definizione sembra essere più generalizzata e più legata al concetto reale di arte in quanto definisce tre diversi ambiti/attività correlati all'arte.
A) L'attività teorica fondata sull'intuizione ovvero il processo creativo iniziale, il "pensare" l'opera stessa.
B) L'attività-pratica di realizzazione dell'opera stessa.
C) Il giudizio dato dagli individui all'opera appena realizzata analizzandone il significato etico, estetico e spirituale.
Queste tre attività non possono essere scisse nel definire l'arte, ecco perchè viene definita come "attività-olistica" ovvero attività nella cui interezza è racchiuso il significato dell'attività stessa (l'arte) e il cui significato non può essere dedotto dall'analisi delle tre componenti singolarmente.
Probabilmente quest'ultima definizione vede nel termine "olismo", quindi nella complessità del sistema "arte", il punto di forza della definizione stessa.
Cerchiamo a questo punto di vedere solo cosa ne pensavano, in tema di arte, altri eminenti personaggi e alla fine cerchiamo di dare una nostra definizione d'arte.
Per Platone l'arte altro non era che la realizzazione dell'artigiano di una copia di un oggetto che a sua volta era una copia dell'oggetto visibile solo al filosofo ovvero l'idea dell'oggetto stesso.
In antitesi a Platone, per cui l'arte è copia di una copia, per Aristotele l'arte ricrea le cose secondo una nuova dimensione, "Alcune cose che la natura non sa fare l'arte le fa, altre invece le imita".
Per Benedetto Croce, invece, l'opera d'arte è come una sorta di "intuizione lirica" che accade nella mente e deve essere ben distinta dalla traduzione e realizzazione materiale.
Kant ritiene che ciò che contraddistingue l'arte è una serie di proprietà percettibili e formali individuate da particolari facoltà mentali umane, quali il gusto e l'estetica, che generano il piacere.
Insomma, ogni pensatore da Platone a Kant ha espresso un suo giudizio, ha fornito una sua definizione del termine arte e di opera d'arte, il che sta ad indicare che tale termine, da sempre, ha suscitato passione, interesse ed è indissolubilmente legato all'individuo ed alla sua percezione della realtà.
Avevo promesso una mia definizione di arte, un mio pensiero, una mia riflessione in proposito per cui detto-fatto...
Come già analizzato tutte le definizioni, i pensieri, le teorie appena citate, sono più o meno condivisibli, le sentiamo più o meno nostre e più o meno vicine al nostro "sentire" l'arte, all'idea di arte che abbiamo dentro di noi e che, sulla base della nostra sensibilità e spiritualità, ci spinge a "percepire" l'arte, a sentirla dentro di noi, viva, emozionale.
Ogni individuo ha dentro di sè il concetto di arte, più o meno vivo, più o meno formato e ciò è parte integrante della coscienza umana, al pari della percezione del sè, del vissuto, dell'io.
Così è sempre stato, da sempre l'uomo ha avuto una sensibilità artistica, una capacità creativa, realizzativa, intuitiva che l'hanno poi spinto ad evolversi, a crescere e migliorare, a lasciare tracce indelebili di sè e del suo operato, della sua grandezza.
Tutto ciò altro non è che "capacità comunicativa" dell'individuo per cui ritengo che...arte sia comunicazione, l'espressione del sè e del proprio io, il mettere a nudo la nostra anima, l'esprimere al massimo le nostre potenzialità gridando con forza le nostre convinzioni, arte è la traccia che l'individuo lascia della sua esistenza per comunicare alle generazioni future, per imprimere in eterno la sua voce interiore.
Potremmo poi discutere su quale e cosa è "l'opera d'arte", il capolavoro, quale è la differenza tra un'artista alla "Leonardo" o "Picasso" e un artista che non ha tale nome.
In questo caso, però, non stiamo definendo cosa è l'arte bensì stiamo cercando di definire dei canoni di valutazione dell'opera d'arte, entriamo quindi nell'ambito dell'estetica, della valutazione dell'opera stessa.
Ripartendo dalla nostra definizione di arte, che altro non è che comunicazione, l'opera d'arte per eccellenza è quella che, in sè, definisce nuovi standard, nuove regole comunicative.
Con tali opere ed attraverso esse l'artista, per riuscire a pieno nella sua opera comunicativa, rompe con il passato, scardina regole, crea nuove forme, analizza nuovi orizzonti, vede oltre, al di là delle comuni regole creative e comunicative, plasma un suo stile, una sua forma e definisce nuovi canoni artistici esso stesso con la sua opera.
In una parola "rompe con il passato e definisce nuove regole comunicative".
Questo, per me, è arte!
In questi giorni Oliviero Toscani, il famoso fotografo, ha fatto uno scatto che campeggia su molti cartelloni pubblicitari delle nostre citta, raffigurante una modella anoressica. Lo scatto ha creato, come sempre accade in Italia, la solita levata di scudi da parte di tutti perchè, ormai è chiaro, in Italia la cosa principale è nascondere, occludere, sfuggire.
L'importante è che l'orco sia in un angolo, nascosto, invisibile e soprattutto che non si faccia vedere.
Io invece ritengo che la foto "shock" di Toscani abbia sbattuto in faccia a tutti noi un problema dalle gigantesce proporzioni, spesso sottovalutato; basti vedere le statistiche mediche e renderci conto che oggi, nei paesi occidentali, industrializzati, "civili", la principale causa di mortalità dovuta a fenomeni psichichi è proprio l'anoressia (http://www.anoressia-bulimia.it/).
Su internet basta fare una ricerca delle parole magiche "PRO ANA" (pro anoressia) e "PRO MIA" (pro bulimia) per comprendere come il fenomeno si sia ormai ramificato anche in rete.
Riporto solo alcune frasi e non commento, lascio a voi la parola, il pensiero, la riflessione:
"DECALOGO PRO-ANA
I 10 Comandamenti
1) Se non sei magra, non sei attraente;
2) Essere magri è più importante che essere sani;
3) Compra dei vestiti, tagliati i capelli, prendi dei lassativi, muori di fame, fai di tutto per sembrare più magra; 4) Non puoi mangiare senza sentirti colpevole;
5) Non puoi mangiare cibo ingrassante senza punirti dopo;
6) Devi contare le calorie e ridurne l' assunzione di conseguenza;
7) Quello che dice la bilancia è la cosa più importante;
8)Perdere peso è bene, guadagnare peso è male;
9) Non sarai mai troppo magra;
10) Essere magri e non mangiare sono simbolo di vera forza di volontà e autocontrollo."
"5 chili di merda. Non chiedo tanto, puttanaeva. È possibile che solo io non ci riesca?! Giuro, 5 chili. 5 chili mi separano dalla felicità.
(18 anni, 1.65 m, 41 kg)"
"L’emozione del digiuno totale, dello svenire di colpo, dell’effetto di bicchieri di aceto e succo di limone a stomaco vuoto, del correre fino allo svenimento fisico, degli effetti da eccesso di caffeina e chi lo sa, se siete fortunati, anche la morte.
(17 anni, 1.70 m, 39 kg)"
"1 kg in 4gg! Avrei potuto fare di meglio, ma per ora prendiamolo per buono!?Ho preso il lassativo stasera. Domani mattina devo essere assolutamente 500 gr in meno! Vi voglio un mondo di bene! SCRIVETE!
(19 anni, 1.70 m, 42 chili)"
"40.3!!! (applausi!) Voglio diventare bellissima e vincente. Se ne pentirà, mi rimpiangerà, mi rivorrà e io sono forte e decisa nel no. V.V.T.T.T.B.
(17 anni, 1.63 m, 40 kg)"
"Sono un maiale schifoso.
(17 anni, 1.65 m, 39 kg)"
"Oggi, dopo due anni, mi sono tornate le mestruazioni. Non capisco perché. Eppure non sono ingrassata, peso sempre 37 chili. Però ho qualcosa di diverso in faccia. Sembro più felice.
(19 anni, 1.67 m, 37 kg)"
"C’è un demone dentro di me, credo. Il demone della bruttezza che si è impossessato di me. Che mi fa star ben rintanata in casa e che quando esco mi fa apparire come una palla rotolante e insignificante.
(19 anni, 1.70 m, 42 kg)"
"Vorrei svegliarmi e trovarmi dentro un corpo piccolissimo. Tornare indietro e avere di nuovo 5 anni. Vorrei essere la cosa più piccola nelle braccia di qualcuno.
(18 anni, 1.73 m, 39 kg)"
"trucchi per vomitare
ecco i trucchi che uso io per vomitare.potete aggiungerne altri.
li metto in ordine di quali secondo me funzionano di più.
"accessori"
1)dita
2)spazzolino [io soffoco quasi però]
3) abbassalingua
4) bacchetta cinese [attente ke nn vada in gola]
"prima di vomitare"
1)bevo tanta acqua tt di un fiato..tipo mezzo litro..poi aspetto un minuto e vado in bagno
2) bevo un bel bicchiere di latte ke aiuta
3) coca cola e bevande gassate (ma le calorie ke ci sn dentro mi spaventano)
oppure...
bevo tanta acqua, poi mi stendo a pancia in sotto cn dei cuscini sotto la pancia, e il cibo torna su..
Però quello ke funzia meglio è quello dell'acqua secondo me! io faccio in 2-3 minuti neanke fosse un film!
ciao.."
....Frasi copiate ed incollate da altri blog:
http://www.macchianera.net/2006/11/21/ana_non_mama.html
http://dentroimieisilenzi.blogspot.com
Ho fatto i tre interessanti test che il Mago ha proposto sul suo blog - Scopri la tua utilità - il tuo destino e la tua morte...(tocchiamoci i coglioni) - per scoprire con mio immenso stupore che:
1) Socialclock - la mia utilità sociale...
(www.newsky.it/deathclock/socialclock/index.htm)
L'esclusivo e infallibile Socialclock di Newsky.it ti attribuisce un punteggio di
72/100
il che ti vale il titolo onorifico di
Egregio Maestro di Gran Fama
conferito ai decisi sostenitori del buon andamento e dell'equilibrio della società
2) Destinyclock - quale destino mi aspetta...
(http://www.newsky.it/deathclock/destinyclock/index.htm)
L'esclusivo e infallibile Destinyclock di Newsky.it prevede che finirai in Paradiso
per 2102 anni nel Cielo di Marte, tra gli spiriti combattenti per la fede
discutendo animatamente di teologia e filosofia con i più famosi sapienti
in attesa del tuo ricongiungimento con il Padre Eterno (che ti aspetta quanto prima).
3) Deathclock - quando morirò (quà me gratto!!!!!)...
(http://www.newsky.it/deathclock/deathclock/index.htm)
L'esclusivo e infallibile Deathclock di Newsky.it prevede che morirai
martedì 2 novembre 2049 alle 19:30,
ossia tra 1.297.398.993 secondi,
all'età di 75 anni, dissanguato da un vampiro.
Bè...mi dovranno sopportare ancora per qualche annetto, dopodichè andrò ad esaurire i "sapienti" in Paradiso forte del titolo onorifico di Maestro di Gran Fama 
Il saggio di sabato sera, come già raccontato nell'articolo Ciak si balla salsa portoricana, atto secondo al "golden 2008", è stata un'esperienza unica ed indimenticabile.
La cosa che più mi ha colpito di questa esperienza, che più si è impressa in me e mi ha spinto a questa breve riflessione è stato
"....l'attimo prima."
Quel brevissimo istante che ti avvolge prima di andare in scena in un teatro, il momento in cui ti senti dire "sbrigati, è il tuo turno", quando un amico ti dà una pacca sulla spalla sussurrandoti "'in bocca al lupo", l'attimo in cui si spengo le luci e tutti fanno silenzio.
"......sssssssssshhhhhhhhhhh......"
E' una frazione di secondo, un momento particolare nel quale prendi coscienza del fatto che dovrai essere tu - si proprio tu - ad esporti, a metterci la faccia e superare ogni paura, ogni ostacolo emotivo perchè non puoi più tornare indietro, non puoi più scappare, non puoi ritirarti.
Sei li e devi andare oltre, devi affrontare il palco ma soprattutto devi affrontare e vincere te stesso.
Mentre la tensione sale costantemente durante tutta l'attesa, l'attimo prima accade qualcosa di diverso, non è più tensione quella che ti paralizza, non è più emozione o paura a renderti molli le gambe, no! E' qualcosa di diverso.
"....una sensazione simile all'idea di vuoto...."
E' una sensazione simile all'idea di vuoto, se mai possa esistere un'idea di vuoto, che per una impercettibile frazione di secondo, per un istante indefinibile si impossessa della tua anima e del tuo corpo.
Tutto si ferma, tutto si arresta, ci sei solo te immerso nel tuo silenzio esistenziale, profondo, intimo.
Via la paura, via la tensione, via l'emozione, via tutto e tutti.
Nell'attimo prima c'è spazio solo per questo silenzioassordante e continuo, cupo, forte.
Poi si riaccende la luce, parte la musica, senti un'applauso e .... ritorna la paura, quella vera!
E' il momento di ballare, balliamo.
(....e che Dio ce la mandi buona)
Il termine ontologia deriva dal greco οντος, "òntos" (participio presente di ειναι, "einai", il verbo essere) più λογος, "lògos". Significa letteralmente "discorso sull'"essere" (fonte wikipedia).
Si riferisce a quella parte della filosofia che si occupa dello studio dell'essere in quanto tale, nonché delle sue categorie fondamentali.
Spesso si usa come sinonimo di metafisica, fatto sta che da sempre filosofi e persone dotate di coscienza si siano poste domande sull'essere del tipo: chi sono? cosa c'è oltre la mia coscienza? perchè esisto?
L'ontologia è quindi riconducibile a quell'esercizio mentale che porta oltre le apparenze, spinge a riflettere sul reale significato dell'esistenza e dell'esistente nella sua interezza, ecco perchè spesso si parla di "ricerca ontologica".
Riflessioni di tale natura ci spingono da un lato verso la comprensione del nostro "essere" o soggetto e dall'altro verso la comprensione della realtà percepita che ci circonda, ovvero verso l'oggetto delle nostre percezioni.
Nonostante la naturale radice teoretica dell'ontologia è proprio questo secondo aspetto, dai risvolti più pratici, ad aver suscitato in me interesse, ossia la percezione moderna che l'individuo ha della realtà, dell'oggetto, come la sente, come la vive e soprattutto da cosa ne è influenzato.
Moderni studi sull'ontologia applicata alla società (vedi sovraccarico informativo, guerra informativa, dipendenza da Internet, guerra asimmetrica, terrorismo e biosicurezza) hanno appurato come la nostra società, civilizzata, consumistica, occidentale sia fortemente influenzata dai mezzi di comunicazione di massa quali TV, radio, giornali, internet, etc... Questi nuovi input mediatici hanno portato l'individuo a percepire "ciò che esiste" in forme nuove, metafisiche direi, non presenti nel passato, intangibili e spesso fittizie.
Potremmo quindi asserire che se da un lato la scienza e il progresso culturale ci hanno distanziato da credenze popolari e superstizioni, dall'altro ci hanno donato nuovi mondi, nuove sfere percettive e sensoriali.
In passato l'individuo, pensando a streghe, maghi e Dei mitologici, percepiva queste "entità" come reali, concrete, pur non avendo mai visto da vicino il Dio Thor in persona.
Oggi la società ha creato nuovi miti, sconfessando ciò che empiricamente non riesce a dimostrare ma abbandonandosi a realtà comunque illusorie, fittizie e surreali.
Quando si parla, ad esempio, di "blogosfera" ci si riferisce ad un insieme di blog che hanno un comune denominatore, tuttavia non è solo la definizione a renderla percettibile e tangibile, è qualcosa di più, è la sua essenza, il suo concetto, la sua teorizzazione soggettiva che esulano da qualsiasi definizione o schema predefinito.
Un pò come la definizione di tempo data da Agostino "Che cosa è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so".
Il problema maggiore di questa "ridefinizione" della realtà percepita sta alla fonte, al primo anello della catena, perchè se mal gestita o pilotata a dovere può causare seri traumi, incertezze e paure nelle umani coscienze.
Si pensi ad esempio al terrorismo, chi di noi non ha paura del terrorismo, di un attacco terrorista, i media non fanno altro che fornirci continue informazioni a riguardo, creando paure, psicosi che indirettamente ci portano a cambiare il modo d'essere e di percepire.
Tuttavia quanti di noi hanno realmente vissuto un attacco terroristico in prima persona? Quanti hanno visto con i loro occhi un terrorista o parlato con Bin Laden? Probabilmente nessuno...
Per concludere non possiamo non notare che se in passato era la deriva metafisica, basata su credenze popolari, sulla teologia esasperata, sul misticismo a forgiare le menti umane oggi il rischio è quello di una deriva, sempre metafisica, verso nuovi mondi, nuove realtà, fondate sul nulla e prive di concreta oggettivizzazione ma dall'impressionante impatto sociale sulle coscienze degli individui.
La ricetta?..."spegnere la tv ed accendere il cervello"...
A distanza di quasi un anno dal rilascio del plugin_tagCloud_2.2.0 mi sono deciso ed ho fatto una modifica che già da tempo avevo in testa.
La patch è scaricabile dall'area download o direttamente da questo link, comunque la modifica è semplicissima e riguarda l'affinità tra articoli ossia il famoso:
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Lost, il gioco di ruolo televisivo (31%)
Con questa modifica i link a fine post non vengono più ordinati per data generazione articolo bensì per affinità decrescente, ossia dalla maggiore alla minore.
Inoltre ho inserito una nuova variabile nel pannello di controllo di dblog chiamata :
'Numero di articoli affini al post
Num_FrequenzaAffinity = 5
Il cui valore vi consentirà di mostrare quanti articoli affini volete mostrare dopo ogni post.
L'installazione è semplicissima ed è formata da due semplici passaggi:
1) Copiare il nuovo file: inc_modulo_affinity.asp
nella directory /dblog/ del vostro server.
2) Editare e Modificare il file originale: inc_costanti_pannello.asp
aggiungendo alla fine del file la variabili:
'Numero di articoli affini al post
Num_FrequenzaAffinity = 5
Ovviamente ricordatevi di dichiarare la variabile nell’intestazione del file alla riga 5.
La patch è scaricabile dall'area download o direttamente da questo link
Buona installazione
Lavorate a Roma e venite da NORD? La vostra casa è a Viterbo, Formello, Sutri etc...?
Un consiglio, non prendete la cassia bis nel periodo che va dal 23 Ottobre al 18 Gennaio (ovviamente se le date saranno rispettate) perchè per percorrere un tratto di strada di circa 5 Km ci voglio dai 60 agli 80 minuti, rispetto agli 8-10 minuti di percorrenza in condizioni normali.
Idem per il rientro la sera, portatevi un panino, un buon libro, tanta acqua ed uno spazzolino da denti perchè i tempi di percorrenza sono a dir poco osceni, dimenticavo....la pazienza, quella deve essere davvero molta!
Ovviamente non prendete gli autobus perchè anche i bus fanno la cassia bis e le ali ancora non le hanno.
Rimane la soluzione treno, però preparatevi a viaggi che vanno (in media) dall'ora e mezza alle due ore per una tratta di appena 80 Km (Viterbo - Roma) sempre che non ci siano scioperi, ritardi e/o guasti di varia natura.
Rimangono quindi solo due soluzioni:
A) Vi prendete 3 mesi di ferie con l'opzione di uteriori 3 mesi per i lavori nel senso opposto.
B) Vi noleggiate un jet personale.
In quest'ultimo caso forse avrete la possibilità di arrivare in orario sul posto di lavoro.
Ovviamente è subito scattata la polemica per come è stata gestita l'informazione al pubblico, per come non si sono previste uscite e/o deviazioni di traffico, per le date di inizio lavori (a ridosso delle festività natalizie).
Domanda....ma luglio ed agosto non erano due mesi più adatti per questo tipo di intervento? Chi ha gestito la cosa sà quante persone utilizzano quella strada per raggiungere il posto di lavoro a Roma?
Questo il link per seguire le proteste di chi, come me, tutti i santi giorni fa quel tratto di strada, si parla di manifestazione, blocco del traffico (più di cosi? ^_^), informazione agli organi di stampa (tusciaweb) e forse anche il gabibbo (striscia la notizia)
Bè le premesse sono davvero ottime per la realizzazione dell'aeroporto a Viterbo...forse prima di pensare agli aerei sarebbe il caso di far funzionare gli altri collegamenti terrestri!
Ho scoperto in questi giorni uno script per Firefox, installabile anche su Internet Explorer, che è quanto di meglio si possa desiderare in tema di slideshow fotografiche sul web: Cooliris.
Grafica accattivante stile iPhone per delle slideshow via web da urlo.
Come funziona? Semplicissimo basta accedere al sito ufficiale http://www.cooliris.com/ ed installare la versione per firefox o per explorer, per poi iniziare l'esperienza fotografica migliore che abbia mai visto sul web.
E' possibile utilizzarlo come browser di foto presenti sul web ed archiviate su praticamente tutti i siti, ho provato, con mio grande stupore e sorpresa, applicazioni come Flickr, Facebook, You-Tube, google, pensando.it, etc...
Praticamente, mentre si naviga, non appena sul nostro browser viene visualizzata una immagine è possibile attivare la slideshow mediante l'inconcina presente in alto a destra o sull'iconcina che compare in basso a sinistra di ogni immagine.
Ma le funzionalità non si limitano alla sola navigazione, è possibile fare ricerche di immagini per poi andare direttamente sul sito che la pubblica, ricerche per immagini presenti in siti di shopping on line, ricerca per tag, parole, etc..
Insomma un modo nuovo di navigare in rete, considerando solo ed esclusivamente immagini e fotografie.
Se poi vogliamo integrare questo potentissimo strumento sul nostro web-site o blog possiamo farlo in maniera semplice e veloce utilizzando i Media RSS feed ossia dei feed specifichi su ciò che vogliamo pubblicare nel nostro blog (immagini, video, musica, etc..)
Consigliano anche il software più adatto alla creazione di questi Media RSS ossia il PicLens Publisher v.1.0.12 Beta per creare feed ad hoc
A questo punto il gioco è fatto perchè basta trasferire sul nostro spazio web il Media RSS appena creato ed aggiungere il link per godere appieno delle potenzialità di Cooliris.
Questo un esempio di website con slideshow ed rss: web - rss
Questa una demo delle potenzialità di cooliris....le mie foto su Flickr :
Eccoci all'uscita dalla chiesa.....ora si parte destinazione madive!
Si parteeeeeeee
vedi l'album di etrusco74
Un grazie particolare al grande mago che è venuto da Roma appositamente per immortalare l'evento...queste il link ad alcune delle favolose foto che ci ha fatto.
Dimenticavo...la foto in macchina è del grande Lurienzo!!!! Bellissima vero?
Giorni fa, mentre stavo facendo spesa in un ipermercato della mia città, all'atto di prendere delle mele mi sono domandato: Ma l'uomo è nato per fare questo? E se l'insoddisfazione dilagante nascesse proprio da ciò?
Facendo un escursus biologico/genetico della struttura fisica umana non possiamo non dedurre che la nostra struttura ossea, muscolare e fisiologica è tale perchè l'uomo sia in grado di camminare, correre, cacciare, pescare, procurarsi il cibo, difendersi...
Insomma abbiamo una struttura fisica atletica, dinamica, potente.
I soldati romani camminavano, durante le campagne di guerra, per più di 50 Km al giorno con oltre 70 Kg di peso sulle spalle, ancora oggi in molti luoghi dell'Africa e dell'Asia ci si sposta camminando o correndo. Nel 490 AC Filippide percorse la distanza Maratona-Atene (circa 40 Km) di corsa solo per annunciare che gli Ateniesi avevano sconfitto i Persiani, "siate felici, abbiamo vinto!" disse, dopodichè cadde morto, stremato dalla fatica.
Insomma il nostro istinto, la nostra natura genetica, i nostri caratteri ancestrali, primitivi oggi sono mestamente sopiti. Le mele non andrebbero scelte bensì colte... i pesci non andrebbero acquistati bensì pescati... la carne non andrebbe tritata bensì cacciata.
Certo l'uomo ha fatto dell'intelletto, dell'ingegno, della sapienza, spesso a danno di tali primitivi e ancestrali bisogni, la sua forza, il motore grazie al quale ha progredito, si è evoluto. Ed è certamente questo che ci ha distinto dagli animali, la nostra consapevolezza, il nostro intuito, la nostra anima.
Per cui, forse, il processo evolutivo comprendeva tale metamorfosi; Forse era necessario abbandonare questi istinti.
Ma tecnologia e progresso sono oggi ancora tali? E' realmente progresso quello che oggi ci viene propinato? Forse no, forse oggi è più corretto parlare di economia.
I "prodotti" dovrebbero migliorare la qualità della nostra vita, è semplice acquistarli, a volte ci si indebita per farlo, sono pubblicizzati ovunque ma spesso non sono tali, servono solo ed esclusivamente a creare un nuovo mercato, un nuovo business e non sempre, anzi quasi mai, sono utili alla società. Conta solo ed esclusivamente l'acquisto. Ad esempio io ho un cellulare di ultima generazione, super fichissimo, fa tutto e bene, foto, video, mp3, tanto che la commessa prima di vendermelo mi ha detto "Questo è il cellulare di Costantino!"... il cellulare di Costantino... L'ho comunque acquistato, nonostante lo sproloquio della commessa, perchè effettivamente mi piaceva e perchè anche io spesso cado nel tranello! Ora però ho scoperto che ha un piccolo problema,..di poco conto ovvio... quando telefoni spesso si inceppa e cade la linea! Insomma un cellulare che tutto fa tranne che telefonare... assurdo non trovate? Un pò come quando Grillo disse ... "Esistono shampoo contro la forfora, per i capelli grassi, biondi, ricci... ma shampoo per i capelli sporchi non ne fanno più?" Detto questo la mia riflessione iniziale, sicuramente estrema, sicuramente esagerata, mi ha indotto a riflettere su altri ambiti del progresso dell'umanità! Ciò che realmente è utile, ciò che realmente ha segnato il progresso, che ha sollevato le umane genti dalla fame, dalla miseria, dall'ignoranza e ciò che invece allontana l'uomo dai suoi bisogni, dai suoi istinti, ciò che lo isola in tristi sobborghi di periferia, privi di luce e di verde, ciò che lo blocca in sbuffanti e costosi arnesi di ferro, ciò che lo spinge a prendere due mele ma... altresì lo rende consapevole della totale assenza di alberi attorno a sè!
Chi di noi non conosce o semplicemente ha ascoltato ed apprezzato canzoni come Gianna, ma il Cielo è sempre è sempre più blu, Berta Filava, Aida o Nuntereggae più?
Tutte queste e molte altre bellissime canzoni hanno un comune denominatore: il nome Rino Gaetano.
Artista poliedrico, atipico, ribelle, anticonformista e grande comunicatore morto a soli 31 anni il 2 Giugno 1981 in un incidente stradale su una strada romana, la Nomentana, il cui corpo martoriato fu rifiutato da ben cinque ospedali della capitale.
Il triste epilogo della sua breve ma intensissima carriera sembra calzare alla perfezione uno dei testi delle sue canzoni:
« ...vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia che ce l'ha con me... »
(Rino Gaetano)
A Novembre ed in replica mercoledi prossimo andrà in onda una fiction prodotta dalla Rai proprio sulla vita del cantantautore calabrese vissuto a Roma nel quartiere Montesacro. Una Fiction che vede l'attore Claudio Santamaria interpretare il ruolo del Rino e che ha suscitato non poche polemiche soprattutto da parte della sorella Anna Gaetano, la quale ha definito la storia troppo romanzata, poco veritiera e incline a sottolineare un lato "oscuro" dell'artista, fatto di alcool e donne a lei sconosciuto, glissando sulla vera personalità di Rino da lei considerata scanzonata, dissacrante e solare.
A prescindere dalle polemiche che in questi casi sempre nascono, ho trovato la fiction ben fatta (forse una delle poche se non l'unica che ho visto in TV) e comunque interessante perchè mi ha permesso di conoscere più in profondità un personaggio controverso e geniale come Rino Gaetano, un cantastorie del popolo, un dissacratore di conformismi borghesi e bigotti, un personaggio molto Pasoliniano, nato dal nulla, dalla gente e che cantava per la gente, spesso incompreso e forse inespresso vista la tenera età in cui è morto.
La fiction è interessante non solo perchè mi ha permesso di approfondire e conoscere meglio Rino cantante, che spesso confondevo con Mino Reitano, ma anche perchè offre uno spaccato della società italiana degli anni '70, con tutte le sue affascinanti congetture politico-filosofiche, con le sue contraddizioni e con i suoi drammi; società all'interno della quale era facile non riuscire a comunicare, a spiegare e a comprendere, in cui era d'obbligo schierarsi, pronunciarsi ma era praticamente impossibile farlo in maniera genuina ed originale.
Rino Gaetano amava giocare con le parole, si serviva di queste per comunicare, giocare, creare atmosfera e poesia, dissacrare e demoralizzare, ecco perchè ancora oggi le sue canzoni le ricordiamo, le cantiamo, le apprezziamo spesso senza sapere che dietro a quelle parole c'era un giovane calabrese emigrato a Roma, morto a soli 31 anni che amava cantare il popolo e gridare con forza che.... il cielo è sempre più blu.
Tempo fa scrissi un articolo sul fotogiornalismo di matrimonio attratto ed affascinato dalle stupende foto di matrimonio scattate dagli associati del wedding photojournalist association ossia Associazione di fotogiornalista di matrimonio (WPJA)
Cosi ho deciso, anche in previsione del mio futuro matrimonio, di creare un nuovo gruppo su Flickr denominato:
Flickr Wedding Photojournalism
Le cui semplicissime regole rispecchiano proprio l'anima del fotogiornalismo di matrimonio, queste le regole del gruppo:
Su Flickr Wedding Photojournalism puoi postare foto di matrimonio in stile "Foto Giornalismo" o "reportage" ossia foto che rispettano i seguenti canoni:
• Ritratti (il fotogafo controlla la situazione di posa)
• Situazione (i soggetti riproducono simulando un momento o un’azione dietro richiesta del fotografo)
• Consapevole dell’apparecchio fotografico (soggetti che guardano l’obiettivo)
• Dettagli (fiori, torte, anelli, tavole, abiti da sposa, scarpe)
• Immagini manipolate (fotografie pesantemente alterate usando software: coloritura a mano, sfocatura, vignettatura, desaturation)
Tali regole sono riprese da quelle dell'associazione WPJA che in tema di perfezione dello scatto ha fatto un motivo di inclusione del fotografo all'associazione stessa.
Per comprendere bene che tipo di foto vorrei apparissero nel gruppo, riporto le migliori dell'anno tratte proprio dal sito wedding photojournalist association:
Azione
Bimbi
Cerimonia
Cerimonia #2
Eccezionali vero????.....
Mi sono ripromesso di andare a vedere il nuovo film di Giulio Manfredonia ed interpretato da Claudio Bisio "Si può fare" ma, per chi come me non è di Roma o comunque di una grande città, il "si più fare" diventa troppo spesso..."lo potresti fare, ma non te lo faccio vedere".
Cosa significa? Significa che nessun cinema della mia città (Viterbo) dal 31 Ottobre, giorno dell'uscita, ad oggi ha ancora proiettato la pellicola nel week end.
Ovviamente questo è solo un esempio, ne potrei citare infiniti altri!
Nella mia città ci sono cinque o sei cinema (non ricordo bene il numero) tutti rigorosamente MONO-SALA e che spesso tramettono la stessa pellicola, quella che fa incasso, il titolo roboante, Hollywoodiano ad effetto. I titoli minori o non passano o se passano nessuno se ne accorge.
Non parliamo poi delle strutture di questi "fantomatici" cinema, per noi viterbesi il problema non è Pop-Corn si o Pop-Corn no, per noi il problema è audio decente o audio pessimo, video inguardabile o video da mal di testa... il Pop-Corn è l'ultimo dei nostri problemi, l'importante per noi è trovare la poltrona giusta e non rischiare di trovarsi con il sedere a terra e la poltrona rotta sopra di noi.
Solo chi è di Viterbo sa di cosa sto parlando e credo sappia benissimo che non sto dicendo falsità.
E' altresì noto come la mia città abbia altre priorità, il cinema è l'ultimo dei problemi dei viterbesi, tanto il sabato sera si va al "Theatro"...
Così un film come "si può fare" ancora non è stato proiettato, nonostante la casa distributrice sia la Warner Bros, nonostante pubblico e critica ne stiano parlando benissimo, nonostante l'attore principale sia uno dei comici più noti al pubblico giovanile grazie anche al "suo" Zelig ma non solo.
Questa la trama, fonte comingsoon:
Nello, un imprenditore milanese che ha perso la propria posizione, si ritrova a dirigere una cooperativa di ex pazienti di ospedali psichiatrici, dopo l'entrata in vigore della legge Basaglia. Credendo fortemente nella dignità del lavoro, Nello spinge ogni socio della cooperativa a imparare un mestiere per sottrarsi alle elemosine dell'assistenza, inventando per ciascuno un ruolo incredibilmente adatto alle sue capacità ma finendo per scontrarsi con inevitabili quanto umanissime e tragicomiche contraddizioni.
Fortuna esiste ancora il passaparola e fortuna che Roma non sia poi cosi distante...
DBlog è una piattaforma open source la cui forza è stata ed è tuttora la semplicità di installazione e d'uso.
Questo blog (pensando.it) è stato realizzato modificando ("moddando" in gergo tecnico) la versione standard di dblog, attualmente la 2.0f, più creando "adHoc" nuovi pluging e/o template grafici installabili sulla versione standard.
La community open source di dblog ha permesso a questo straordinario prodotto di evolversi, migliorare e rendere sempre più semplice il suo utilizzo.
Io stesso ho realizzato numerosi plugin per dblog, per esempio plugin tagCloud o altri, che hanno, nel loro piccolo, contribuito a migliorare il prodotto nella sua interezza.
Detto ciò, però, non possiamo dimenticare l'autore, il padre spirituale di DBlog, l'artefice; insomma colui che oltre a detenere il marchio/proprietà del prodotto ne detiene anche la proprietà intellettuale e proprio in funzione di tale proprietà deve essere citato: Marlenek.
Chi è del ramo, chi sviluppa software, chi ha partecipato a progetti Open Source sa benissimo che spesso la proprietà intellettuale, che potremmo paragonare al "grazie", è più importante del marchio, del logo, della burocrazia "giuridica".
Se io realizzo un blog utilizzando DBlog e non specifico che il progetto è Open Source e che la proprietà intellettuale è di Marlenek omettendo il marchio "powered by dBlog CMS ® Open Source" non sto solo commettendo un reato sto anche adottando un comportamento eticamente scorretto, è come se avessi volutamente omesso il "grazie" dovuto a chi ha agevolato il mio lavoro.
Detto ciò sono decisamente rimasto basito nell'apprendere, proprio dal sito di Marlenek, che organi di rilevanza nazionale come La7 abbiano volutamente omesso il marchietto powered by ovvero abbiano volutamente dimenticato di dire GRAZIE a chi ha permesso loro di ottenere visibilità attraverso un blog.
Grazie all'ottimo lavoro di "spionaggio" fatto dall'amico Acor3 con la sua sezione dblogger++, ho appurato con altrettanta sbigottagine che La7 non è l'unico operatore di rilevanza nazionale ad omettere il famoso logo.
Mi chiedo io...ma è cosi vergognoso dire GRAZIE a chi quel grazie l'ha meritato?
Dopo molte smentite, rinvii e ripensamenti anche Nikon esce sul mercato con un sensore digitale a formato pieno 36x24 mm, per la precisione il formato è 36x23,9 mm, per un massimo di 12,1 megapixel effettivi.
Il nuovo sensore per ora è montato solo sulla nuovissima reflex professionale D3, uscita ad agosto e dal prezzo ancora proibitivo (intorno ai 4.000 euro il solo corpo) ovviamente per chi nella fotografia vede un Hobby, non per chi ne fa una professione; il nuovo sensore, tuttavia, apre nuove strade per il futuro delle reflex marcate nikon in relazione al formato pieno.
Le novità legate alla nuova D3 non riguardano solo il formato del sensore ma anche il tipo, si passa infatti dall'ormai collaudatissimo sensore CCD in formato DX al sensore tipo CMOS in formato FX .
L'FX è il un nuovo formato Nikon che molto probabilmente andrà nel tempo a sostituire lo standard DX (24x16 mm), una sorta di mix tra il formato F analogico e il DX digitale.
La D3 mantiene comunque piena compatibilità con tutti gli altri standard, DX compreso, per cui il professionista potrà indifferentemente utilizzare ottiche analogiche, digitali DX o le nuovissime ottiche Nikkor FX (al momento ne sono state presentate cinque).
Altre importanti caratteristiche sono l'elevata velocità di scatto, si arriva ai 9 fotogrammi al secondo in formato FX, velocità che scende agli 11 fps se si utilizza il formato DX.
Dotata di un nuovissimo sistema autofocus a 51 punti con 15 sensori a croce , ISO da 200 a 6.400 (può arrivare fino a ISO 25.600), elaborazione delle immagini incorporata con Nikon EXPEED, Live view ovvero possibilità di visionare la foto sul dorso della macchina prima dello scatto, trasmettitore Wireless WT-4, doppio allogiamento card per l'inserimento di due schede CF, monitor LCD VGA da 3 pollici ad alta definizione (920.000 punti) e molto molto altro ancora.
Che dire, una macchina che al momento si pone nell'olimpo delle grandi reflex digitali e che come al solito farà "storia"... rimane solo il dubbio legato alle scelte fatte da Nikon su sensore pieno CMOS (sembra una scelta "di mercato" tendente al principale concorrente Canon che ha scelto il CMOS pieno ormai da tempo) e su Live View (anche questa sembra una scelta "di mercato" poco like reflex).
Per vedere come il mercato stesso reagirà a queste scelte fatte da Nikon non possiamo far altro che aspettare e vedere il nuovissimo sensore CMOS all'opera, magari su reflex più commerciali ed a basso costo.
Condivido l'iniziativa di Beppe Grillo e dico ad alta voce:
Nucleare? No Grazie!
Le ragioni del mio no? Semplici e chiare....
1) Non siamo in grado di smaltire "la monnezza" di Napoli, figuriamoci se riusciremo a smaltire le scorie nucleari.
2) Non siamo in grado di costruire una palazzina di 4 piani senza che qualcuno paghi delle mazzette, figuriamoci cosa accadrebbe per una centrale nucleare.
3) Si poteva prevedere un piano serio, organico ed articolato ma venti anni fa non l'abbiamo fatto per cui mi sembra decisamente tardi per tornare indietro.
4) C'è stato un referendum e gli italiani hanno scelto. Purtroppo si sa che la volontà dei cittadini ormai non conta più nulla. Se proprio si deve allora che venga fatto un nuovo referendum...loro in carica ci stanno 5 anni, noi vicino ad una centrale dobbiamo conviverci per tutta la vita.
5) I miliardi da investire per un piano nucleare serio potrebbero essere utilizzati per incentivare l'utilizzo delle energie alternative.
6) Finchè il risparmio energetico non entrerà a far parte dei valori che una società sente indissolubilmente come suoi, non ci saranno centrali nucleari che tengano....per questo aspetto mi sembra che noi in Italia si sia MOLTO lontani da questo obiettivo.
7) Che le scorie vengano smaltite a casa dei politici....io ormai non mi fido più di chi fa slogan roboanti solo per catturare qualche voto in più.
Ricordo che sono di Viterbo e a 50 Km da casa mia - Montalto di Castro - è stata costruita una centrale nucleare(chissà quanto hanno speso per realizzarla); questa centrale poi è stata convertita a carbone ed oli pesanti (credo) e per la conversione si è speso più che per realizzarla....ora non vengano a dirmi che vogliono convertire una cosa già convertita!
Per non parlare dell'impatto ambientale del "mostro" che hanno costruito...vengano ad Agosto dalle mie parti a fare un bagnetto, volgano lo sguardo a Nord...poi ne riparliamo!
So che questo post potrà apparire come "il solito no", ma la salute è un diritto, il business di pochi una cosa che non mi riguarda e del quale mi sono decisamente stancato!
Navigando sul web mi sono imbattuto in un monologo tratto dal film Kill Bill vol.2 di Quentin Tarantino.Il monologo è incentrato sui supereroi in particolare su Superman.
Visto l'argomento a me assai caro ho deciso di riportarlo integralmente:
"Come sai, io sono un grande appassionato di fumetti soprattutto quello dei supereroi. Trovo che tutta la filosofia che circonda i supereroi sia affascinante. Prendi il mio supereroe preferito Superman. Non è un grandissimo fumetto, la sua grafica è mediocre. Ma la filosofia non è soltanto eccelsa è unica. L'elemento fondamentale della filosofia dei supereroi è che abbiamo un supereroe e il suo alter ego. Batman è di fatto Bruce Wayne. L'Uomo Ragno è di fatto Peter Parker. Deve mettersi un costume per diventare l'Uomo Ragno. Ed è questa caratteristica che fa di Superman l'unico nel suo genere. Superman non diventa Superman. Quando Superman si sveglia al mattino è Superman, il suo alter ego è Clark Kent. Quella tuta con la grande S rossa è la coperta che lo avvolgeva da bambino quando i Kent lo trovarono. Sono quelli i suoi vestiti. Quello che indossa come Kent, gli occhiali, l'abito di lavoro, quello è il suo costume. E' il costume che Superman indossa per mimetizzarsi tra noi. Clark Kent è il modo in cui Superman ci vede. E quali sono le caratteristiche di Clark Kent? E' debole, non crede in se stesso ed è un vigliacco. Clark Kent rappresenta la critica di Superman alla razza umana"
Avevo visto il film, tra l'altro bellissimo, ed allora come adesso rimasi fortemente colpito dalle parole di Carradine nel descrivere i supereroi, in particolare Superman. Sono cresciuto all'ombra dei supereroi, il mio preferito è Spiderman e come tutti ho sempre sognato, incosciamente, di svegliarmi un giorno e ritrovarmi dotato di un qualche superpotere... Come dice Carradine è la filosofia che sta dietro al supereroe a renderne affascinante la lettura, la partecipazione all'atto della trasformazione, forse caratteristica intrinseca di ogni essere umano, della mutazione come metafora di accesso ad una nuova vita, una nuova esistenza, non più da gregario, non più in sordina ma a testa alta, in prima linea, da eroe anzi da supereroe. Ed eccezionale è l'ambivalenza dei personaggi stessi: Peter Parker/Spiderman, Clark Kent/Superman, Bruce Wayne/Batman, la semplicità a volte l'inesistenza di fronte all'eccellenza, alla superiorità fisica e mentale, all'unicità.
Eterna lotta interiore tra ciò che si è e cio che si vorrebbe essere, tra ciò che si ha e ciò che si vorrebbe possedere. Per cui il dualismo bene/male non vive solo come contrapposizione dei personaggi inseriti nelle storie ma è caratteristica saliente di ogni singolo supereroe che adduce a sè, in una sola entità, sia il bene che il male, sia la forza che la debolezza. Per cui la domanda è :
Chi tra Venom e Spiderman è il cattivo? Sicuramente lui, Peter Parker, l'essere umano, il mortale che dà vita all'eterno dualismo, all'infinita contrapposizione...
Come dice Carradine, la filosofia del supereroe rappresenta la critica, fatta fumetto, della razza umana!
Dopo molto pensare, riflettere e confrontare ho scelto la nuova ottica per la mia reflex Digitale Nikon d40x e cosi il 3 Agosto 2008 (il giorno prima di partire per le Maldive) ho acquistato il tele Nikkor:
Nikon AF-S Nikkor 70-300mm f/4.5-5.6 G IF-ED VR
Perchè questa scelta?
In primis mi ha convinto un' ottima recenzione sul sito della Nital, che potete leggere integralmente al seguente link a cura di Valerio Pardi, in secondo perchè cercavo un'ottica tele di classe medio-alta che mi consentisse di arrivare fino ai 300mm ed affinare il foto-ritratto che al momento è lo scatto che preferisco e sul quale sto cercando di migliorare costantemente.
Cosa mi ha convinto?
L'impressione è stata da subito buona, l'ottica è decisamente un gradino superiore rispetto al mio vecchio DX 55-200 non stabilizzato, sempre della Nikkor.
La prima cosa che subito si nota e che fa la differenza dai 200mm in su è lo stabilizzatore di ultima generazione VR II che consente il guadagno di ben 4 stop andando a compensare una luminosità non certo spinta al limite.
Rispetto al precedente ho molto apprezzato anche la possibilità di utilizzo, direttamente sull'obiettivo, della funzionalità M/A (M/A mode) che consente di utilizzare sia l'autofocus che il fuoco manuale senza alcun tipo di ritardo.
Positivo anche l' SWM (Silent Wave Motor) che rende silenzioso e assai preciso il processo di focheggiatura automatica.
Cosa non convince?
Forse a non convincere è l'accoppiata d40x/70-300 che risulta decisamente "squilibrata" sia in termini di peso che di dimensioni, anche se a questo spero di porre rimedio in futuro...chissà prima o poi riuscirò ad acquistare una reflex di fascia superiore, magari la nuovissima Nikon D90 o la D700 seconda reflex Nikon a formato pieno (FX).
Alle Maldive ho cercato di testarne le funzionalità anche per ciò che riguarda lo sfocato e devo dire che mi ha piacevolmente sorpreso per la morbidezza resa all'immagine, questi alcuni scatti:
Sfocato lo sfondo (1/1250 sec - f 5,6 - 230 mm)
Sfocato il soggetto principale (1/2500 sec - f 4,8 - 98 mm)
Ed un ritratto (che adoro) della mia pulce (1/125 sec - f 5,6 - 300 mm)
E' da giorni che lo spam proveniente da un certo url inonda di commenti tutti i miei articoli e quelli di molti altri bloggers.
Ho provato modificando la gif del Captcha, distorcendola ancora di più e mettendo otto caratteri anzichè sei, modificando i valori:
da
Const CodeLength = 6 'Secure Code Length (Max:8)
a
Const CodeLength = 8 'Secure Code Length (Max:8)
e da
DistortNum = (Random(1,3) - 1)
a
DistortNum = (Random(1,4) - 1)
nel file inc_capchta.asp
Ma alla fine lo spam non si è arrestato.
Ho cosi deciso di gestire una lista di utenti bannati... in questo modo sto benedetto url dovrebbe smetterla di inondarmi il blog!
Se la cosa funziona posso condividere quanto fatto, l'eventuale installazione è semplicissima, basta aggiungere una riga nel file delle costanti (inc_costanti_pannello.asp) con la lista degli utenti bannati separati da punto e virgola, una funzioncina nel file inc_funzioni.asp e il controllo nel file commenti_invio.asp
Vediamo se funziona....
Se qualcuno vuol darmi una mano a verificarne il funzionamento può scaricare il plugin_userBanned_1.0.0 a questo link oppure accedere all'area download
Mi sto pian piano avvicinando al mondo della fotografia per cui, prima di acquistare una reflex, ho iniziato a chiedere, informarmi, leggere e studiare ma soprattutto parlare con fotografi, appassionati e persone che da anni usano le reflex per Hobby, per passione o meglio ancora per lavoro.
Ho subito notato che non c'era assolutamente uniformità di giudizio da persona a persona, soprattutto in relazione alla domanda oggetto del post: "Reflex meccanica 35mm o Reflex digitale?".
L'appassionato, l'amante della fotografia che da anni studia, prova e sperimenta continuamente nuove tecniche ma soprattutto che ha acquisito una sua linea, un suo modo ben specifico di fare fotografia, è assai scettico in relazione al digitale; questa persona adora la camera oscura, ama il rullino, l'attesa, il lavoro che si cela dietro quell'immagine.
Per queste persone la fotografia non è solo "scatta e vedi" per queste persone la fotografia è "pensa, rifletti, scatta ed inizia a sognare", queste persone attendono che la magia esca nella speranza che il risultato sia quello atteso, che la luce abbia impresso nel giusto modo la pellicola, cosi come loro l'avevano pensato, sognato, desiderato. Per queste persone lo scatto è un gesto carnale, intimo, profondo da assaporare lentamente, con passione e desiderio estremo. Hanno passato la loro vita a sperimentare, gettando un'infinità di foto, strappandone altre, perdendo sonno e ore alla ricerca dello "scatto perfetto", della giusta esposizione, della giusta apertura focale, del perfetto rapporto tra queste entità.
Ci sono poi i "nuovi pionieri del digitale", come amo definirli io, ovvero quelle persone che hanno capito che il futuro della fotografia è il digitale (giustamente a mio modestissimo avviso). Queste persone non hanno nulla da invidiare a quelli appena descritti perchè anche loro provengono dalla 35 mm meccanica, anche loro hanno passato la loro vita dietro lo "scatto perfetto", dietro rullini, attese, camere oscure...poi hanno avuto l'illuminazione e pian piano, probabilmente con molta diffidenza, come una persona che per la prima volta entra in un luogo a lui oscuro, ignoto e deve solo comprenderlo, studiarlo, familiarizzare con esso, l'hanno abbracciato.
Leggendo forum e discutendo con essi mi son reso conto che queste persone sono come degli "adulti" che non hanno gettato il loro giocattolo preferito dell'infanzia, il trenino elettrico, il soldatino di ferro, tutti hanno ancora la loro reflex analogica accanto alla digitale, mai e poi mai potrebbero venderla perchè dietro quell'oggetto c'è un insieme di ricordi, emozioni e passioni per le quali sarebbe impossibile definire un prezzo.
Ci sono infine i neofiti come me e... bè noi non siamo molto interessanti, abbiamo ancora tutto da imparare, studiare e sperimentare per cui l'unica nostra peculiarità è "la fame", la voglia di apprendere e conoscere che ha poi animato questo mio post. A tal proposito consiglio il seguente articolo: http://www.nital.it/corso_foto_digitale/ , un'ottimo tutorial su tutto quello che c'è da sapere prima di iniziare a cimentarsi con la fotografia digitale e non solo.
Ma ora passiamo al tecnico, abbandoniamo le emozioni, le passioni e cerchiamo di capire se è meglio una fotografia scattata con una reflex digitale o una reflex meccanica a 35 mm.
Ovviamente io non ho le competenze tecniche per poter fare una analisi di questo livello, però ho trovato in rete una serie di articoli, uno in particolare, che hanno poi indirizzato la scelta da me fatta.
A mio avviso il migliore articolo è reperibile sul sito ufficiale della Nikon Italia www.nital.it, che mette a confronto il top analogico e il top digitale della gamma Nikon ed è raggiungibile al seguente link:
http://www.nital.it/experience/digitalevspellicola.php
Le macchine utilizzate per la prova sono le seguenti, riporto parte dell'articolo:
"Per la prova ci siamo avvalsi della prima reflex prodotta da Nikon, la gloriosa Nikon F del 1959, qui proposta con l'ultima versione del mirino esposimetrico Photomic Ftn introdotto sul mercato nove anni dopo. Al suo fianco una delle ultime realizzazioni Nikon, il modello D200, l'anello di congiunzione tra il mondo digitale amatoriale e quello professionale di Nikon."
La prova è stata effettuata utilizzando, nel limite del possibile, stessi obbiettivi, stesse condizioni di luce, esposizione e di apertura del diaframma. I risultati? Riporto sempre un estratto dell'articolo:
"Questo sembrerebbe il responso al termine di questa prima prova: il digitale vince su tutti i fronti."
....
"Ripensando al passato e analizzando i risultati ottenuti da queste prove, il digitale si è confermato uno strumento assolutamente rivoluzionario, capace di portare un nuovo e superiore livello qualitativo pur sfruttando ottiche anche non specificamente progettate per esso. Il confronto ha evidenziato come il digitale, rispetto alla pellicola formato 135, possa garantire prestazioni che un tempo, con la pellicola, erano raggiungibili solamente con formati superiori, grosso modo quelle possibili con il 6x4,5cm.
Tuttavia non bisogna dimenticare che la pellicola è stata passata in uno scanner che, seppur di qualità elevata, potrebbe aver introdotto delle limitazioni nelle potenzialità assolute di cui è capace l’emulsione fotografica."
Ovviamente a sancire il verdetto finale non sono io ma un esperto della casa madre Nikon, leader nel mercato delle reflex sia analogiche che digitali... Il digitale vince sull'analogico non solo per la facilità d'uso, il risparmio in termini di rullini e di stampa ma vince anche in termini puramente qualitativi, di definizione e calore dell'immagine.
In conclusione, quello che ho capito da questa lunga avventura, che poi mi ha portato ad acquistare una reflex digitale Nikon D40x con obbiettivo NIKKOR 18-55 mm, è che spesso la qualità che si pensa sia maggiore nell'analogico rispetto al digitale deriva dal condizionamento emotivo del fotografo stesso il quale, dal mondo digitale, si sente quasi tradito, come se avere la facoltà di ammirare subito uno scatto tolga ad esso la magia e il piacere dello scatto stesso.
Bisogna comprendere che il processo foto-chimico di impressione della luce non è ne migliore ne peggiore di quello foto-fisico che avviene nel digitale, sono entrambe due processi di trasduzione della realtà, in un caso la luce impressiona una pellicola dalla quale, tramite un procedimento chimico, si ottiene la fotografia, nell'altro la luce va ad eccitare gli elettroni di un'area sensibile della stessa e, mediante un procedimento di compressione dell'informazione quindi informatico, si ottiene la fotografia.
In entrambe i casi si parla di "cattura di informazioni", per cui maggior informazioni riusciamo a "catturare" e migliore sarà la qualità della foto, il soggetto principe è ovviamente la luce, questa va presa, catturata, e trasdotta in un formato, sia esso pellicola o file ed è sempre una "rappresentazione" distorta dal fotografo della realtà, nè analogico nè digitale sono reali, neanche il reale è tale perchè comunque filtrato dall'occhio umano che opera un processo del tutto simile a quello fatto dalla macchina fotografica, cambia solo ed esclusivamente come poi l'informazione venga trasdotta nel cervello, ma non dimentichiamoci mai che la fonte è sempre la stessa... LA LUCE.
La parola "fotografia" significa "scrivere con la luce" per cui ciò che conta è solo ed esclusivamente come il fotografo sappia rubarla dalla realtà e imprimerla in uno scatto, bloccando il tempo, fermando, per una frazione di secondo, lo scorrere continuo della realtà, fissando perennemente il lento fluire della nostra esistenza in tracce indelebili, senza tempo e senza passato.
Come ben saprete il numero complessivo delle stagioni che andrà a comporre il serial televisivo Lost è stato ormai definito.
Alle quattro già trasmesse (la quarta in programmazione) se ne aggiungeranno altre due ossia una quinta e una conclusiva sesta stagione.
Lindelof ha precisato che le tre stagioni finali (quarta, quinta e sesta) erano state previste come composte da 48 puntate totali, per la precisione 16 a stagione.
Lo sciopero degli sceneggiatori ha tuttavia consentito la produzione di soli 14 episodi per la quarta in programmazione per cui si è deciso di produrre 17 puntate per la quinta e 17 puntate per la sesta e ultima stagione.
Queste le parole di Lindelof (fonte hollywoodreporter)
"We were supposed to do 16-16-16, but we ended up doing 14 this season, so we owe two."
Ossia "avevamo programmato di fare un 16-16-16, ma abbiamo terminato questa stagione con 14 episodi, per cui siamo in debito di due"
I due episodi in debito verranno spalmati sulle restanti due stagioni finali.
Lo stesso Lindelof poi ha promesso un finale di stagione molto più movimentato stile "Cliffhanger" a differenza di quello più delicato e impregnato sull'ipnotizzante flash-forward di Jack e che ha decisamente stordito i fan della scorsa stagione (terza).
Speriamo bene anche perchè a me personalmente il finale della terza stagione ha fatto impazzire, l'ho trovato decisamente geniale.
Dirò di più, sono proprio le puntate ipnotizzanti quelle che più ho amato in queste quattro serie di Lost.
Le puntate nelle quali il tempo e lo spazio si confondono e si mescolano in intrighi parossistici al limite della comprensione, le puntate in cui fisica, esoterismo e metafisica si fondono insieme per formare una nuova materia, la LOST materia.
Desmond e la sua costante da questo punto di vista sono già leggenda...
Ho da poco completato la lettura del libro "l'ultima legione" di Valerio Massimo Manfredi e mi sento di consigliarlo a chiunque fosse interessato ad un buon romanzo storico, ambientato nel 476 DC alla fine dell'impero Romano d'Occidente con protagonisti il giovane imperatore Romolo Augusto e un gruppo di impavidi legionari disposti a tutto pur di salvarlo dal feroce barbaro Odoacre.
Come tutti gli altri libri che ho letto di Manfredi anche questo è decisamente ben fatto, fluido, interessante ed avvincente.
Mi ha colpito positivamente l'ambientazione storica ossia la precisione con la quale viene descritta quella fase particolarissima della nostra storia che ha visto il tramonto di un'epoca (l'impero Romano) e l'alba di una nuova era (il medioevo).
Manfredi riesce a descrivere luoghi, fatti e vicende senza mai annoiare, ci trascina in un viaggio affascinante con la qualità propria dello scrittore di romanzi e la precisione nozionistica tipica dello storico.
Il finale non manca di colpire e stupire nel momento in cui la precisione storica viene scalzata dalla fantasia narrativa, dalla leggenda e dal misticismo.
Alla fine del libro lo scrittore ci spiega che il finale altro non è che una sua particolare "lettura" della storia, spesso impregnata di leggenda - in questo caso quella di Re Artù e della spada nella roccia (excalibur) - e che quindi va presa per quello che è ovvero una libera interpretazione, un tentativo di dare una risposta a domande irrisolte, un esercizio filologico di ricostruzione della nostra storia passata.
Affascinato dal libro ho deciso di vedermi anche "L'ultima legione" (2007) un film di Doug Lefler con Colin Firth, Ben Kingsley, Aishwarya Rai, Peter Mullan.
Putroppo, a mio avviso, il film non è stato minimamente all'altezza del libro e non vorrei spenderci neanche troppe parole vista la pochezza sia artistica che storica della pellicola, per non parlare della pessima fotografia e dei dialoghi inesitenti, insomma una delusione totale.
Verrebbe da chiedersi come mai uno scrittore del livello di Manfredi abbia dato il suo "benestare" alla realizzazione di questa pellicola!
Cosa è la Ratatouille? (fonte wikipedia)
La Ratatouille è un piatto tipico provenzale a base di verdura stufata. Il nome completo della pietanza, originaria di Nizza, è ratatouille niçoise.
La parola ratatouille viene dal francese "touiller", che significa "rimestare". La ratatouille è originaria dell'area dell'attuale Nizza. Era, originariamente, un piatto per contadini poveri, preparato in estate con verdure fresche estive. L'originale ratatouille niçoise non conteneva le melanzane. Esse, reperibili nello stesso periodo dell'anno delle altre verdure utilizzate, sono preparate con pomodori, zucchine, peperoni verdi e rossi, cipolla e aglio, gli ingredienti originari. La ratatouille francese può essere servita come piatto a sè stante (accompagnata da riso, patate, o semplice pane francese). Spesso viene accompagnata da un piatto di patate come complemento. Più frequentemente viene servita come contorno. I pomodori sono un ingrediente chiave, insieme ad aglio, cipolle, zucchine, melanzane, peperoni, alcune erbe provenzali, e alle volte basilico.
Certo mi piace molto cucinare, ma l'idea che sta alla base di questo post è un'altra e assai diversa.
Con il termine Ratatouille, soprattutto a seguito del simpaticissimo film della Disney, si intende qualcosa di diverso rispetto alla ricetta su esposta, si evoca un'idea nascosta nel nostro inconscio, un cammellino della memoria legato alla nostra infanzia.
Una Ratatouille sta ad indicare un sapore particolare, un profumo del quale avevamo dimenticato l'esistenza, un'immagine o una parola carpita di sfuggita che, come per magia, hanno il potere di evocare non solo un ricordo sopito, ma un'intero scorcio della nostra esistenza passata, un ritaglio nascosto del film che ha rappresentato il nostro essere vissuti nell'infanzia.
La Ratatouille ha il potere di riavvolgere il film della nostra vita e riportarci indietro ai calzoncini corti, alle ginocchia sbucciate, a quei sapori che avevamo dimenticato, a quegli odori che oramai sono solo un flebile ricordo.
Ecco perchè mi piacerebbe iniziare una nuova rubrica/sezione dedicata proprio a questo, una sorta di "pozzo della memoria" con il quale cercare di rievocare le mie Ratatoiulle ma non solo...
...saranno graditi rimandi anche alle vostre Ratatouille, link ad altri blog, ad altri post, pensieri, idee, ricordi, immagini ... insomma un grande calderone magico con il quale poter stuzzicare il drago sopito che è la memoria della nostra infanzia.
Io comincio con un mio articolo passato su quanto era bello giocare a pallone sotto casa 
Per cui come dice Beppe....Stay Tuned!
Ormai è un appuntamento fisso, tutte le mattine alle 8:30 sintonizzo la radio della mia macchina su radio24 ed ascolto Melog di Gianluca Nicoletti, un programma la cui vocazione è l'analisi e la critica della società vista attraverso la televisione o meglio la critica della tv vista attraverso l'occhio della società contemporanea.
Ieri sera, poi, zappando di programma in programma, ho notato, con un misto di eccitazione e stupore che Gianluca Nicoletti era ospite del Maurizio Costanzo Show, insieme a lui attori, cantanti e soprattutto politici, tema della serata "il trasformismo".
Mi son subito detto, "chi meglio di Gianluca può parlare di questo tema"?
Ed infatti le mie aspettative non son state deluse, i brevi ma incisivi interventi del Melogmane Nicoletti hanno affondato e colpito il fiume di parole messo in campo dai tre politici (per la cronaca Soro, Pecorario Scanio e Gasparri).
La tecnica adottata da Gianluca, decisamente nuova rispetto agli standard televisivi, è stata quella di "entrare" all'interno del "mostro" per poterlo analizzare meglio, per poterne sviscerare pregi e difetti, infiltrarsi tra le fila del nemico per svelarne segreti, trucchi e nefandezze.
La sua intuizione è stata quella di porsi su un diverso piano di analisi della dialettica politica televisiva, evitando la solita "antipolitica" grilliana, che poi altro non è che un diverso modo di far politica, mettendo a nudo "la verità" ossia svelando quello che normalmente tutti noi vediamo, apprendiamo, ma sul quale non sempre riflettiamo e cioè che quanto messo in mostra altro non è che una "rappresentazione" della realtà, una finzione, una messa in scena verosimile, mai reale, mai schietta e genuina.
Il re è nudo!
Nicoletti ha tolto la maschera ai politici, ha svelato i loro avatar, tutti uguali, identici, simili; fatti degli stessi abiti, dello stesso trucco, delle stesse pettinature e movenze, le cui discussioni affrontano le medesime tematiche, con gli stessi toni e le stesse analisi... Insomma tre nick-name diversi ma dagli stessi contenuti, accomunati dalla medesima gelida maschera.
Evitando la critica dei contenuti (troppo facile farlo, troppo scontato) ma criticando l'autenticità di chi espone tali contenuti e soprattutto svelando questa cruda e al tempo stesso folgorante verità ha difatto messo in discussione l'intero palinsesto mediatico, sostenendo che è meglio sapere che la persona che si ha davanti ha una maschera, un avatar o un nick-name piuttosto che credere il contrario quando questo non è.
Quando andiamo ad una festa in maschera lo facciamo consapevoli, assistiamo ad una "carnevalata" scanzonata e divertente ma pur sempre consapevole, quando invece viviamo la messa in scena della realtà non lo facciamo consapevoli della presenza di individui "mascherati", crediamo alla loro "autenticità" e solo l'attenta riflessione ci porta a concludere non c'è nulla di più finto ed irreale, di più artificioso e costruito, proprio per rendere verosimile ciò che vero non è.
Seduto sul palco ha vissuto "da dentro" la messa in scena della finzione televisiva, amplificata dalle roboanti parole dei politici, costruite e modellate sul soggetto al quale conferiscono un'aria ancor più irreale se vista dal giusto lato, dalla giusta prospettiva, quella dello spettatore che vive in prima persona l'irrealtà del "reality show", la finzione della realtà contemporanea vista attraverso un tubo catodico, specchio dei nostri desideri, delle nostre aspettative, della nostra anima.
Come annunciato nel precedente post, ieri sera c'era la fiction di Rino Gaetano "il cielo è sempre più blu", una replica della prima programmazione avvenuta a Novembre 2007.
Ovviamente non la si poteva mandare in due serate come accadde a Novembre perchè questa sera c'è .... S.Remo ... o almeno quel che rimane di S.Remo, e quindi cosa ha fatto la Rai?
L'ha tagliuzzata tutta!
Rivedendola ho notato con estremo stupore che della fiction vista pochi mesi fa era rimasto veramente il minimo indispensabile, alcuni passaggi credo siano stati del tutto incompresi da chi non aveva visto la prima versione perchè privi di logica e continuità.
Insomma...credo che un lavoro o lo si mette in onda completo, così come è stato pensato ed ideato o è meglio non madarlo per nulla. Magari l'avrebbero potuta programmare per la settimana dopo il festival, ma perchè tagliare così spudoratamente e in maniera del tutto incomprensibile un lavoro a mio avviso buono nella sua versione completa?
Caro Rino, sembrerebbe che il taglio e la censura non siano stati solo una tua prerogativa negli anni 70....
Tempo fa scrissi un post, anoressia e bulimia queste sconosciute, con il quale cercai di porre l'attenzione su un problema spesso sottaciuto. Premetto che non sono un medico, non sono uno psicologo nè tantomeno uno psichiatra, faccio software di professione, per cui non cercai assolutamente di giudicare o trovare rimedi e soluzioni; volevo solo sottolineare alcune anomalie, riscontrate in rete e nella società in relazione a tali disagi.
A distanza di mesi devo dire che alcuni riscontri avuti con il post mi hanno non solo sorpreso ma anche spiazzato. Per cui se allora volli sottolineare questa volta voglio chiedere, non solo a me stesso ma anche a chiunque sappia o voglia riflettere sul tema.
Sul post ho ricevuto un solo commento, il commento di una persona che si firmò Miss, con il quale scriveva:
"Non potete capire,per questo giudicate e non capit,non capite"
Ora le possibili ipotesi sono due, o Miss è una invenzione della rete, la solita follia partorita da una tastiera, da un ragazzo che ama giocare oppure Miss è una persona reale, in carne ed ossa, realmente convinta che non solo io ma tutte le persone, il mondo intero non riescano a capirla, a comprenderla ma solo a giudicarla.
Un solo commento, ripeto UN SOLO COMMENTO.
Perchè sottolineo questo? Perchè se poi si analizzano le chiavi di ricerca più utilizzate per raggiungere il blog questa è la classifica aggiornata:
1 Chiave=trucchi per vomitare
2 Chiave=heroes 14 novembre
3 Chiave=lettera rinegoziazione mutuo
4 Chiave=nietzsche follia
Ebbene un solo commento per un semplicissimo post che, originariamente a mia insaputa, ha incrementato e di molto gli accessi al blog! La chiave più cercata è "trucchi per vomitare", più del video cult "Heroes", più della rinegoziazione di un mutuo, più della folle filosofia di nietzsche.
Perchè?
Questo non poteva non indurmi a fare questa riflessione, mi ha allarmato non tanto il commento di Miss quanto questa anomalia di accessi al post con la chiave appena descritta.
Mi è sembrata una perfetta metafora della società, del problema che nel post cercai di sollevare... l'indifferenza!
O forse no, non è questo il termine più adatto perchè noi tutti, spesso, non siamo indifferenti o almeno lo siamo solo in apparenza, perchè poi amiamo "guardare", "spiare", "osservare" dal buco della serratura senza mai proferire parola, sempre pronti a criticare e giudicare, a sputare sentenze e critiche di ogni tipo, come giustamente dice Miss.
Mi/Vi pongo un'altra domanda: Chi o cosa generera il disagio? Forse la società o forse i modelli, magari la famiglia disgregata o forse i valori ormai persi o....potremmo trovare infiniti pseudomotivi, ma a che scopo?
Perchè la società contemporanea (e quindi tutti noi) crea, modella e forma nuove tipologie di "psicosi" collettive, sociali e di massa? E soprattutto perchè è proprio l'agente del disagio (la società e i suoi modelli) il primo inquisitore supremo, l'accusatore per eccellenza, l'ente morale o meglio moralizzante di tutta la società?
La risposta credo non sia affato semplice, nè scontata o banale! Certo è che in alcuni casi l'indifferenza farebbe meno male, nessuno si preoccuperebbe del problema e tutti vivrebbero felici e contenti o almeno in una parvenza di felicità; forse il problema stesso cesserebbe di esistere...
Invece prima si genera il disagio, poi lo si osserva, lo si guarda, si fanno ricerche su internet, si leggono blog e forum, si vedono reality e talk show, ci si stupisce ma non ci si pronuncia, non si fa nulla, non si interviene, non si pone l'accento ma si giudica proprio nel momento in cui il giudizio non è richiesto, senza mai far autocritica, senza mai dire o pensare noi stessi:"PERCHE'?".
Perchè un Romeno ruba? Perchè un italiano ruba? Perchè una ragazza cessa di mangiare? Perchè io sento la necessità di scrivere su un blog? Perchè....qualcuno direbbe "chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Detto ciò mi sento di ringraziare Miss la quale con le sue semplici ma allo stesso tempo durissime parole, mi ha permesso di fare questa riflessione, più generale, più larga e forse inutile, forse insulsa, forse inopportuna, ma pur sempre una riflessione, non sul problema ma sull'agente, la causa stessa del problema che dopo averlo creato, modellato ed ispirato si diverte ad osservarlo, spiarlo e per finire ad emettere ignobili quanto dannose sentenze.
"Dobbiamo, di tanto in tanto, riposarci dal peso di noi stessi, volgendo lo sguardo là in basso su di noi, ridendo e piangendo su noi stessi da una distanza di artisti: dobbiamo scoprire l'eroe e anche il giullare che si cela nella nostra passione della conoscenza, dobbiamo, qualche volta, rallegrarci della nostra follia per poter stare contenti della nostra saggezza."
In questo Blog si è spesso cercato di dare una definizione di termini come saggezza, conoscenza, sapienza, morale.
Credo che la riflessione di Nietzsche, che ho riportato integralmente, possa aprire un ulteriore terreno di analisi su ciò che si possa intendere per questi termini
Per Nietzsche l'uomo dovrebbe più spesso volgere lo sguardo a se stesso con occhio distaccato, da artista, riscoprire l'eroe ed il giullare celato in ogni individuo, abbandonare schemi, etichette, disfarsi della morale, scacciare l'etica ed elogiare la follia; rallegrarsi di questa follia per raggiungere saggezza e sapienza.
E' dunque la follia, l'abbandono degli schemi e della morale la via che può condurci alla saggezza?
Tutta la filosofia, fortemente influenzata da Schopenauer, di Nietzsche vede nell'abbandono della morale e nella consapevolezza della follia dell'essere la via per l'accesso alla saggezza.
Caso volle che proprio la follia colpì il filosofo negli ultimi anni della sua vita, riducendolo ad uno stato catatonico, di vegetale.
Ma cosa intende realmente Nietzsche? perchè vede nella follia e soprattutto nell'abbandono degli schemi imposti dalla morale la reale fonte di saggezza?
Egli è fermamente convinto che la morale non esista o meglio che la morale non sia la base attraverso la quale le nostre azioni prendono corpo, bensì pensa che sia lo strumento ideato dai deboli per sfuggire dal caos, e sopraffare i più forti, il "superuomo", colui cioè che riesce a vedere oltre, a vedere la vita e l'esistenza per quello che è: "caos".
Per il filosofo è stato il pensiero di Socrate e Platone, fortemente incentrato su razionalità e morale, ad allontanare l'individuo dalla verità, dalla reale percezione dell'esistente edare il la alla nascita del Cristianesimo.
L'uomo invece dovrebbe prendere atto della naturale casualità degli eventi e dell'esistenza, dell'assenza del "mondo delle idee" Platonico, capire che "Il rimedio è stato peggiore del male" ovvero la formulazione di rimedi metafisici per cercare di comprendere e dare una definizione del caos ha allontanato ancor più l'indivuduo dalla verità, dal reale che altro non è che caos allo stato puro, indeterminatezza, indefinibilità; combattere l'ignoto significa allontanarsi dalla vita.
Chissà, forse è Nietzsche ad aver ragione, forse cercare di definire e di trovare una logicità nelle cose e negli eventi, definire e teorizzare la morale, altro non sono che un artifizio, tutto umano, per allontanare la paura dell'indefinito, di spiegare ciò che non è spiegabile, di ordinare il caos, far luce nel buio ed esorcizzare la morte!
Ma non sono forse questi tentativi, per quanto futili, a darci una speranza, una parvenza di conoscenza e di saggezza?
Come ormai saprete il giorno 2 Agosto 2008 io (l'etrusco) e Cinzia (la pulce) convoleremo a nozze!
La decisione l'abbiamo presa già da tempo per cui ci troviamo nel bel mezzo dei preparativi, super-impegnati ad organizzare ogni minimo dettaglio, dal vestito alla cerimonia, dai fiori alle bomboniere per non dimenticare catering, location, musica, fotografia e corso prematrimoniale.
Cosi, da buon informatico, ho iniziato - insieme al mio amore - l'opera di esplorazione/analisi dell'evento cercando su internet, riviste, fiere, eventi, feste, manifestazioni chiedendo consigli di amici e parenti... insomma di tutto di più per cercare di fare la scelta giusta, la migliore, la più azzeccata e soprattutto con il miglior rapporto qualità/prezzo.
Ed è grazie a questa continua opera di esplorazione che mi sono imbattuto in una serie di fotografie di matrimoni sul sito di repubblica.it che sono a dir poco eccezionali.
Cosi sono entrato ancora più in dettaglio ed ho scoperto una associazione mondiale di fotografi denominata wedding photojournalist association ossia Associazione di fotogiornalista di matrimonio (WPJA)
Cito direttamente dal sito:
L' associazione di fotogiornalista di matrimonio (WPJA) è un'organizzazione professionale composta da fotogiornalisti e fotografi di matrimonio di tutto il mondo. Ciò che riserva un posto a parte ai nostri soci nell'industria è il loro approccio schietto e documentario, una visione artistica distintiva nei confronti della fotografia di matrimonio.
Questi sono solo alcuni dei loro eccezionali lavori....






Uno scatto, un'idea, un particolare, un'emozione....questo è il fotogiornalismo!
Ieri sera sono stato al cinema (che bella la domenica senza calcio....) a vedere il film "Io Sono Leggenda" con Will Smith regia di Francis Lawrence.
Il film è tratto da un libro, pensate un pò, di fantascienza/horror del 1954 (I Am Legend) dello scrittore americano Richard Matheson. Mi sono informato un pochino ed ho visto che il libro originale del '54 ha inaugurato un vero e proprio filone, genere, stile al quale molti altri film/libri si sono poi ispirati come:
1964 - L'ultimo uomo della Terra, di Ubaldo Ragona con Vincent Price.
1967 - Soy leyenda, cortometraggio (15 minuti) del regista spagnolo Mario Gómez Martín.
1968 - La notte dei morti viventi scritto e diretto da George Romero.
1971 - 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, di Boris Sagal con Charlton Heston.
1984 - La notte della cometa (Night of the Comet), storia di sopravvissuti all'impatto tra una cometa e la Terra.
2002 - 28 giorni dopo, dal regista Danny Boyle (Trainspotting), un ulteriore sviluppo dell'idea del zombie-movie creata da Romero.
2007 - Io sono leggenda diretto da Francis Lawrence con Will Smith.
fonte wikipedia
Il film è veramente ben fatto, a me è piaciuta molto sia l'ambientazione che la recitazione, da non trascurare anche gli aspetti bio-etici, legati soprattutto alla manipolazione genetica, che il film mette in risalto; considerando che la trama è vecchia di 50 anni possiamo tranquillamente dire che gli avvertimenti-considerazioni sono più che mai attuali: manipolazione genetica, bio-etica, religione, virus generati dall'uomo, ricerca sul cancro, insomma temi che ancora oggi scaldano le menti e i cuori di tutti noi.
L'ambientazione è una New York completamente deserta, abitata da un solo uomo, Robert Neville (Will Smith), che deve combattere con dei "zombie-vampiri" che altro non sono che uomini sopravvissuti e poi infettati da un nuovo virus. Questo virus è stato creato artificialmente dall'uomo a scopo benefico per combattere il cancro, in seguito poi è geneticamente mutato in virus letale che inizialmente si diffondeva per contatto diretto ed in seguito per via aerobica.
Questi "esseri" (9% del totale) si cibano soprattutto degli umani non aggrediti dal virus (1%), il restante 90% degli umani si è completamente estinto a causa del virus; non tollerano la luce, hanno assunto sembianze disumane ed escono solo di notte (la loro pelle non tollera la luce) in branchi organizzati.
La trama, come si vede, è affascinante e anche il film nel complesso risulta piacevole, incalzante e scorrevole. A me è piaciuta moltissimo l'idea di una New York completamente desolata, vuota, abitata da un solo uomo e il suo cane, liberi di muoversi ovunque ma sempre con l'ossessione della notte, del buio....ossessione che richiama molto le paure incoscie di tutti noi.
Insomma, non voglio dire altro, magari il film non l'avete ancora visto....per cui il mio consiglio è : andate al cinema a vederlo, ne vale la pena!
Ed eccoci ritornati, dopo il matrimonio ed il viaggio di nozze siamo nuovamente a casa. Negli occhi e nel cuore scorrono ancora le immagini, le emozioni, ed i sogni che quei venti fantastici giorni ci hanno donato.
Emozioni, sogni e gioie non sono "digitalizzabili" su questo libro virtuale, le immagini (qualcosa ovviamente) forse si....
Per cui, direttamente dal mio album su Flickr, posto qualche slideshow per chi fosse interessato a condividere con noi quei magici momenti.
Gli autori delle foto, ai quali va il nostro sentito grazie sono Lorenzo (la Lurienza) che ci ha fatto anche un ingrandimento da lacrime, Roberto che insieme alla moglie Paola ci ha fatto anche un bellissimo filmino, mio zio Renato che ha anche un bell'account su Flickr, il grande Mago che ha preso la macchina da Roma ed è venuto fino a Montefiascone per farci delle favolose foto ed un graditissimo quanto inaspettato regalo, il piccolo Piermarco (il mio cuginetto) che la sera della serenata ci ha fatto delle foto stupende...un futuro fotografo, il nostro grande fotografo Maurizio che ci ha sopportato per una giornata intera (povero lui ^_^) e per finire... l'etrusco che alle Maldive si è superato e la pulce che alle Maldive non solo mi ha sopportato ma ha anche affinato la sua tecnica fotografica e devo dire che sta diventando veramente brava con la reflex (la sto plasmando
altrimenti mi lascia già prima di cominciare ^_^)
Queste le slideshow:
1) La serenata (notte del primo agosto verso le 23:00)
2) Il matrimonio (2 agosto 2008)
3) La casa dopo il matrimonio (ve pozzino.....l'avete distrutta ^_^)
4) Maldive (dal 4 al 19 agosto 2008)
Dimenticavo, un grazie forte, sentito ed affettuoso va anche a tutte quelle persone che in questi ultimi mesi ci sono state accanto e ci hanno sopportato, sostenuto ed incitato. A quelle persone che si sono commosse con noi, che hanno vissuto con noi ogni attimo ed ogni istante del matrimonio ossia i nostri genitori in primis, i nostri parenti, i nostri testimoni (che coraggio firmare, eh Barò! ^_^), i nostri amici e conoscenti....insomma tutti!
Grazie di cuore
L'etrusco e la pulce
Il bug si verifica nel caso in cui, dopo aver installato il plugin url_rewrite 1.0.0, si acceda ad un articolo e si decida di votare il sondaggio.
Per risolvere il problema due soluzioni:
1) Se non avete fatto modifiche al file inc_modulo_sondaggi.asp, scaricate nuovamente il plugin url_rewrite 1.0.0 dalla sezione download del blog (ora è corretto) e copiate il file inc_modulo_sondaggi.asp sul vostro blog
2) Se avete fatto modifiche al file inc_modulo_sondaggi.asp sostituite la riga 26:
<form action="vota.asp" method="post">
con la seguente
<form action="<%=URL_Blog%>vota.asp" method="post">
Grazie ad ac3 per aver scovato il bug
Per monitorare l'utilizzo del tool "classifica Flickr" avevo creato un apposito DB Access sul quale scrivere i dati di ogni classifica generata e delle KeyWords ricercate, il tutto per verificarne l'utilizzo e ottimizzarne il target.
Ho iniziato il monitoraggio su DB circa un mese fa (22 Febbraio 2008) e da allora c'è stata una crescita esponenziale sull'utilizzo del tool da parte di utenti flickr, soprattutto per creare la "top ten del mese" di un gruppo.
I numeri di utilizzo mi hanno subito portato a credere che access non fosse adeguato per lo scopo e cosi ho scelto di migrare il tutto su data base MS Sql Server 2005 fornito da Aruba.it, il mio provider.
La migrazione è stata decisamente indolore per quel che riguarda query e connessione al db, qualche problemino in più l'ho avuto nell'import dei dati da un db all'altro... fortuna che con i dati ci lavoro altrimenti credo che la migrazione non sarebbe stata del tutto indolore.
Credevo che Aruba mettesse a disposizione un tool per "spostare" i dati da un db access ad un db MS Sql Server 2005 invece cosi non era; per cui ho dovuto utilizzare il mio MS Sql Server 2005 locale per effettuare la migrazione da un db all'altro, per fortuna alla fine tutto è andato per il meglio.
L'esperienza è stata comunque positiva in previsione di una possibile migrazione anche del DB Access del mio blog www.pensando.it su data base MS Sql Server 2005.
Ma diamo qualche numero sull'utilizzo del tool "classifica flickr":
Data inizio tracciatura: 22 Febbraio 2008
N° classifiche generate: 1.225
Delle quali 855 in inglese e 370 in italiano
N° gruppi che hanno generato almeno una classifica: 61
N° KeyWords ricercate: 51
Questi i 61 gruppi che hanno utilizzato almento una volta il tool:
1 - Your Preferred Picture - 7714 membri - 663
2 - PhylosoPhoto - 413 membri - 143
3 - Grande Mare Group (3rd Grande Contest:seashells) - 305 membri - 95
4 - nikon d40x italy - 195 membri - 48
5 - 21100, Varese concorso 13 inserite la foto - 176 membri - 34
6 - NYC5 (5Boros=1DynamicCity) - 419 membri - 22
7 - Flickr Platinum (INVITE ONLY) - 4367 membri - 19
8 - Italian Bell Towers - 549 membri - 16
9 - So simple, so beautiful! - 3181 membri - 14
10 - Rank the Worst (Post 1, Rank Prev 5-Invite 2) - 318 membri - 13
11 - Nikon D40/x Italia - 29 membri - 12
12 - Picture at an Exhibition (Quadri di un esposizione) - 969 membri - 11
13 - Flickr's Trash Bin (public one-invite all your contacts) - 124 membri - 10
14 - Calendario Flickr 2008 - 124 membri - 8
15 - **Explore Unexplored!** (13th Contest: Posting Open) - 3580 membri - 8
16 - Staten Island Defined - 68 membri - 8
17 - Meridiane - Sundials - 212 membri - 6
18 - Poway, CA - 23 membri - 6
19 - maldive - 52 membri - 6
20 - Brooklyn Museum - 906 membri - 6
21 - FoTO
DIveRTeNTi - AmUsINg
pHOtos - 1334 membri - 6
22 - Bahia!Tudo Bem!!! - 14 membri - 4
23 - Emotional Photo! - 1189 membri - 4
24 - New York City Landmarks & Icons - 384 membri - 3
25 - Flickr Challenge Group (PLEASE READ GROUP RULES) - 1581 membri - 3
26 - BOLOGNA GRAFFITI - 91 membri - 3
27 - The Unforgettable Pictures ~ INVITES ONLY ~ Comment on 3 !! ~ - 10575 membri - 3
28 - Parco del Cilento: le sue bellezze - 41 membri - 3
29 - #FLICKR# Over The Shot ~ Post 1 ~ Invite 1 or Award 2 - 646 membri - 3
30 - flickr Rank me! Comments Group - Post 1, RANK Previous 5! - 3150 membri - 3
31 - Desafio Volta ao Mundo - É um jogo, por favor leia as regras! - 164 membri - 3
32 - Flickr Exchange - 204 membri - 2
33 - Pixel Arg - 124 membri - 2
34 - MS Buddies - 164 membri - 2
35 - Nikon FG - 86 membri - 2
36 - Olympus SW 770 / 720 (BR) (a prova d´água) - 3 membri - 2
37 - Hendrick's - 16 membri - 2
38 - $$$$$ - 12 membri - 2
39 - Lunar Eclipse - 03/03/07 - 249 membri - 1
40 - AppO GrouP - 2 membri - 1
41 - The Portrait Group - 17153 membri - 1
42 - FlickrCentral - 62529 membri - 1
43 - Canon DSLR User Group - 20802 membri - 1
44 - Foto de Montaña - 93 membri - 1
45 - NIKON Club ITALIA - Nital - 2182 membri - 1
46 - WALLS only WALLS ! - 2923 membri - 1
47 - FLICKR GUATEMALA (postea 1 / premia 2) - 371 membri - 1
48 - pippo il cattivo - 2 membri - 1
49 - LANDSCAPES DREAMS -Please comment on two (2)!!! - 1696 membri - 1
50 - Montijo Verde e Amarelo / Montijo Green and Yellow - 1818 membri - 1
51 - OniricaMente - Dreams, Images, Thoughts, Sensations, Emotions, N - 737 membri - 1
52 - Nikon D40/x and D60 Club - 6386 membri - 1
53 - Picture Perfect>>>>(pst 1/cmnt3)>>>> New Contest Open - 1924 membri - 1
54 - Style of Framed Pictures - 2409 membri - 1
55 - Moulin Rouge - 115 membri - 1
56 - Abstract Reality - 721 membri - 1
57 - ""Digitale e analogico ! Post 1 post 3 logo pool please !!! - 1927 membri - 1
58 - D70.es / D50.es / D80.es - 281 membri - 1
59 - Gatti, Gattini, Gattoni / 28th GGG CONTEST tag tag tag!!!! - 1797 membri - 1
60 - Nikon Denmark - 74 membri - 1
61 - Absolutely Stunning 'Scapes **INVITE ONLY** (Land, Sea and Air) - 2251 membri - 1
Il dettaglio dei log è visibile al seguente link: http://www.pensando.it/dblog/read_log_flickr.asp
Rileggiamo i primi tre articoli della costituzione....
Art. 1.
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Art. 2.
La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.Art. 3.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
....qualche volta rileggiamoli e poi rileggiamoli e poi rileggiamoli...ci farebbe bene, molto bene!
Lunedi 7 Luglio 2008 si è conclusa, anche su Fox Italia, la quarta stagione di Lost con l'ultima puntata, suddivisa in tre parti, dal titolo "Casa dolce casa" (There’s No Place Like Home).
ATTENZIONE SPOILER - NON LEGGERE SE NON HAI VISTO LA QUARTA SERIE
La puntata, sulla falsa riga delle ultime puntate delle tre precedenti stagioni, è ricca di colpi di scena e rivelazioni su quello che potrebbe realmente essere l'isola.
Le ultime scene, riassunte nel titolo del post, sono quelle che più stimolano la fantasia mia e sicuramente di tutti gli appassionati del serial televisivo.
Procediamo con ordine e cerchiamo di capire chi è Jeremy Bentham e perchè si trova nella bara, l'ormai famosa bara vista nell'ultima puntata della terze serie da Jack.
Jeremy Bentham è John Locke, purtroppo nonostante io abbia visto la puntata in lingua originale avevo già letto questo megaspoiler (come viene definito in rete) che mi ha rovinato e anche molto l'ultima scena.
Non volevo crederci, speravo non fosse vero che nella bara ci fosse John, invece...c'era proprio lui. A questo punto scattano istintivamente una serie di domande:
Perchè John è morto?
Perchè si trova sulla terra ferma?
Avrà nuovamente perso l'uso delle gambe prima di morire?
Cosa sarà accaduto sull'isola non appena lui ha preso il comando al posto di Ben?
E molte altre ancora che terranno impegnate le nostre menti bacate da qua all'inizio della quinta serie ^_^
C'è da ricordare che per la scena finale della quarta stagione erano stati girati altri due finali alternativi, che avrebbero dovuto proteggere la serie dal problema degli spoiler. Invano a dire la verità, perché anche quest’anno il megaspoiler non ha fallito.
Ecco i due finali alternativi (fonte lostpedia), la cui differenza con l’originale sta nella diversa identità di Jeremy Bentham, l’uomo dentro la bara.
Il secondo finale prevedeva Desmond nella bara anzichè John Locke, ma non ha funzionato, il magaspoiler si è diffuso in rete come la gramigna 
Ma passiamo al secondo colpo di scena del finale ossia "all'isola che non c'è"; così amo definire lo spostamento dell'isola da parte di Ben.
Si perchè proprio alla fine si concretizza ciò che Jacob aveva detto a John per "salvare" l'isola dagli attacchi esterni e cioè che "l'isola va spostata".
Questo fa Ben nel finale, sposta l'isola lasciando sconcertati non solo gli Oceanic six ossia i sei superstiti che tornano sulla terraferma, ma anche tutti noi che eravamo "paralizzati" davanti lo schermo 
Puffff....e l'isola non c'è più! Anche questo apre la strada a numerosissime domande:
Come è possibile "spostare" un'isola?
Lo spostamento avviene grazie alle particolari onde elettromagnetiche che l'isola sprigiona?
Lo spostamento è reale o è solo uno spostamento dello spazio-tempo dell'isola?
Cosa sarà accaduto ai ragazzi sul gommone?
Jin è veramente morto o si è salvato?
Insomma, questo finale incandescente ha fornito numerose spiegazioni ma ha aperto numerose altre strade alternative, domande, quesiti, ipotesi in perfetto stile Lost.
Concludo con la frase più bella della puntata:
SCACCO Matto MR.EKO!
Questa giornata, questo articolo e questa canzone sono per te, per noi e per questi due splendidi anni insieme.
A te che sei l'unica al mondo
L'unica ragione
Per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All'angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto
Come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perchè non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all'aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un pò
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l'arte dell'avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l'orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l'unica amica
Che io posso avere
L'unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
Testi di Jovanotti (Lorenzo Cherubini)
Auguri amore mio
Lunedi 3 Dicembre è stata una giornata importante per i fan italiani di Lost, infatti si è contemporaneamente conclusa su Fox e avviata su Rai2 la terza stagione della serie.
Ovviamente non potevo mancare all'appello su Rai2, nonostante abbia visto la terza serie ormai da tempo prima in inglese con sottotitoli in italiano e poi "su FOX"...ora la rivedrò per la terza volta con tanto di pubblicità!
Chi me lo fa fare? Nessuno! tuttavia... sapere che Jack e gli altri sono in TV mi obbliga "moralmente" a seguirli, nonostante io ormai sappia a memoria le battute (si lo so...sono un pochino folle)
Ma ora parliamo di news, di novità, abbandoniamo la terza serie della quale ormai si sa tutto o quasi ed iniziamo a parlare di quarta serie.
Per avere news è necessario andarsi a spulciare i siti americani, la chiave di ricerca migliore su google è "Lost season four".
Le certezze al momento sono su numero di puntate totali delle rimanenti serie, su numero di rimanenti serie e sullo startUp della quarta serie in america.
E' ormai quasi certo che i produttori sveleranno tutti i segreti dell'isola in ulteriori 3 serie (Lost season four, lost season five e lost season six) ognuna di 16 puntate per un totale di 48 puntate da spalmare tra il 2008 e il 2010.
Lost quarta stagione inizierà in America il 6 Febbraio 2008 e terminerà in Maggio sempre 2008, di questa serie verrà trasmessa una sola puntata a settimana mentre ancora non sappiamo nulla sulle date italiane di Fox e/o Rai2.
La prima puntata della quarta stagione avrà il seguente titolo:
4x01 - "The Beginning of the End"
"L'inizio della Fine"....non male come titolo, soprattutto se si pensa all'ultima puntata della terza serie.
I produttori hanno confermato che nella quarta stagione verranno svelati moltissimi enigmi, che le sedici puntate saranno tutte di qualità ovvero senza "tappabuchi" come amo chiamarle io, che altro non sono che puntate fatte ad arte per far numero ma che non dicono nulla nel contesto generale.
ATTENZIONE SPOILER, NON LEGGERE SE NON HAI VISTO LA TERZA SERIE
Hanno anche spiegato ai fan perchè hanno deciso di "uccidere" Charlie, favorendo indirettamente il personaggio Desmond.
In pratica è stata una scelta, a loro dire, "obbligata"; scegliendo di fornire a Desmond, a seguito del collasso della botola, la capacità di avere delle visioni sul futuro di Charlie, futuro che prevedeva sempre la sua morte, non hanno potuto non ucciderlo e la soluzione migliore era di farlo nel finale, come sempre ad effetto, della stagione.
Protrarre oltre tale paradosso spazio-temporale avrebbe tolto allo stesso il fascino iniziale.
Siamo tutti daccordo? Io non molto...anche se tanto si era detto di Charlie, e il personaggio aveva perso un pò di carisma, la sua morte è senza dubbio un fattore rilevante per la serie, che toglie alla stessa una figura di primo piano e molto amata dai fan.
Certo è che il valore sacrificale della sua morte avrà implicazione future per tutti gli altri personaggi, per cui aspettiamoci di tutto.
I produttori hanno confermato che nelle ultime tre stagioni faranno un intenso utilizzo dei Forward a discapito dei FlashBack, sulla falsa riga dell'ultima puntata della terza serie.
I FlashBack verranno utilizzati soprattutto per i nuovi personaggi (Ben e gli altri) dei quali non si sa molto, mentre i nostri eroi saranno analizzati con continui Forward ossia visioni sul futuro!
Non ci rimane che aspettare per sapere cosa accadrà sull'isola, per sapere chi è realmente Jacob o per sapere se realmente sono tutti morti, per conoscere il loro destino, se verranno salvati, per capire cosa implica la frase sacrificale "not penny's boat"! Nella speranza che le risposte siano come al solito affascinanti ed imprevedibili.
Buona visione a tutti noi 

E' di questi giorni la notizia che l'8 febbraio 2008 (venerdi) uscirà nelle sale italiane il film "Caos Calmo" tratto dall'omonimo libro di Sandro Veronesi vincitore del premio Strega 2006 , gli attori che lo interpreteranno sono Nanni Moretti, nel ruolo principale di Pietro Paladini, Valeria Golino, Isabella Ferrari, Alessandro Gassman, Kasia Smutniak e Silvio Orlando insomma un cast di ottimi attori che, alla luce del libro, sembrano realmente azzeccati.
Il libro non appena lo iniziai mi affascinò subito, per i temi profondi e al tempo stesso semplici e più che mai attuali come l'amore e la morte, il rapporto dei genitori con i figli, il rapporto che ogni individuo, ogni singola persona ha con se stesso e con la realtà che lo circonda, spesso inghiottito dalla frenesia del contemporaneità e che sempre più spesso si interroga su come bloccare, fermare, interrompere, anche solo per un istante, questa accelerata percezione dell'evolversi degli eventi e della vita stessa.
"Caos Calmo" è la ricetta di Pietro Palladini il quale decide di fermarsi, bloccarsi dinanzi il fluire della vita ed attendere, aspettare con "calma" il momento del dolore che sembra non sopraggiungere mai, disorientandolo. Questa decisione nasce spontanea, in maniera quasi involontaria dopo la morte della fidanzata, con la quale si sarebbe dovuto sposare di lì a breve e con la quale aveva già una bambina di nome Claudia . La morte stessa della futura moglie avviene in circostanze particolarissime, Pietro è in spiaggia con il fratello ed insieme salvano due donne in procinto di annegare, mentre soccorre questa donna Pietro ha anche un'erezione, spontanea, improvvisa, incontrollabile e mentre accade tutto ciò la moglie muore, in casa, in maniera anch'essa improvvisa, inattesa cosi come improvvisa era stata l'erezione di Pietro. Questo il prologo della storia, l'incipit che fa da eco a tutto il libro.
Ed ecco che non appena inizia la scuola Pietro decide di accompagnare la figlia e di attenderla lì, sotto scuola, in macchina, senza andarsene...decide di non abbandonarla e per un giorno non va in ufficio. Il secondo giorno accade la stessa cosa, Pietro rimane sotto scuola ad attendere la figlia, e cosi il terzo ed il quarto e via via decide di farlo sempre, ogni giorno attende non solo la figlia ma anche il dolore, per quella terribile scomparsa, con un "Caos Calmo " nella testa e nell'animo.
E cosi le giornate si succedono l'una all'altra e mentre i colleghi, i parenti ed i conoscenti lo passano a trovare per vedere "lo strano", "il diverso" si verifica una sorta di magia... Pietro diventa il loro confessore, la persona che li ascolta, che li comprende, che li consiglia. Si inverte il tema, da "diverso" Pietro diventa "normale" e tutti gli altri che corrono da lui per parlare e confessarsi risultano "diversi", coloro che ancora vivono la vita con frenesia, ansia, timore... Lui no, lui è sempre li ad attendere la figlia, immobile, fermo, in attesa, gli altri non hanno scampo!
Il libro è decisamente piacevole, ben fatto, fluido e dai temi interessanti; speriamo che il film non tradisca le mie (nostre) aspettative, che sappia evidenziare in chiave cinematografica le domande che dal libro emergono con forza, dure e terribilmente incisive.
Finalmente ci sono riuscito, era da tempo che volevo ottimizzare lo stile del blog, ma ogni volta rimandavo, cercavo cose nuove, stili, template, provavo, sperimentavo ma poi alla fine non facevo nulla.
Questa volta invece mi son deciso ed ho optato per il Sirsly's template nonzero.
Ovviamento l'ho adattato al mio blog-pensiero, modificandolo un pochino rispetto all'originale, anche per mantenere alcune linee originali alle quali ero molto legato.
Il risultato finale è quanto avete sotto gli occhi, a me piace molto!
Ultima cosa, un caloroso grazie a Sirsly, senza di lui non so come avrei fatto.
(Added)Un grazie anche ad acor3 senza il quale avrei dovuto togliere dalbum
Solo nove mesi fa ho acquistato una nikon d40x ed è stato amore a primo...scatto!
Nonostante per la fotografia reflex digitale sia una macchina "entry level" devo comunque dire che mi ha dato molte soddisfazioni.
Ovviamente ho letto molto, ho fatto test, prove, letto riviste e libri, ho stressato il mio amore con improbabili pose e ritratti, insomma...mi sono immerso in questo affascinante e quanto mai complesso mondo, perchè solo scattando con una reflex ti rendi conto di quanto sia bella la fotografia ma anche di quanto sia complesso ottenere risultati di una certa qualità.
Purtroppo domenica scorsa questo "idillio" si è bruscamente interrotto.
Il flash, non so perchè, ha smesso di funzionare....la cosa strana è che sembrerebbe un problema HW piuttosto che la lampada bruciata perchè non appena il flash si alza ed io metto a fuoco (pressione leggera del tasto di scatto) sento il click del flash come se stesse riprovando ad alzarlo....invece si era già alzato!
Probabilmente la d40x non "capise" che il flash è alzato e quindi prova sempre a rialzarlo....senza ovviamente emettere luce flash (non ridete...non ci sono doppi sensi sul concetto di alzato!)
E cosi, dopo aver chiesto sul forum Nital.it e sul gruppo flickr nikon d40x italia mi sono deciso ed ho portato la macchina in assistenza.
Ovviamente la macchina era nuova per cui dopo nove mesi è ancora in garanzia, il venditore non ha fatto una piega, mi ha fatto compilare un modulo e via...spedita a torino al centro assistenza Nikon ossia all' L.T.R Service sito in Via Tabacchi, 29 - 10132 Torino questo il numero di telefono 011/814488 e Fax 011/8144833.
Il web site è ben fatto, la società sembra molto seria e volendo c'è anche la possibilità di verificare lo stato d'avanzamento della pratica se si è a conoscenza del codice di spedizione (che dovrebbe fornire il rivenditore) o se si è spedito il pacco a nostro carico.
Per cui a questo punto non mi resta che attendere ed affidarmi alla professionalità di Nikon e L.T.R....
DAlbum consente di visualizzare gli album fotografici in maniera molto più "user friendly" ed accattivante rispetto alla modalità standard di DBlog, il link lo trovate nel menu a sinistra, basta selezionare l'abum da visualizzare ed il gioco è fatto.
Buona Visione
I plugin preinstallati sono:
> plugin TagClouds 2.2.0 all in one
> plugin UrlRewrite 1.0.0
> dblogsitemap.asp rivista da me per gestire sia i TagClouds che l'URL Rewrite
> plugin antispamCAPTCHA (di Marlenek)
IMPORTANTE: questo pacchetto va bene solo per NUOVE INSTALLAZIONI DI DBLOG!
Il pacchetto puo essere scaricato dall'area download o direttamente al seguente link
Probabilmente nel sangue di tutta la dinasta Giulio-Claudia risiedevano fermenti malsani; infatti Augusto, che portò a termine la rivoluzione di Cesare e quindi è considerato il primo vero imperatore della Roma antica, era di salute cagionevole; Tiberio, suo successore, era affetto certamente da ipocondria; Caligola era spesso feroce e "folle"; Claudio, uomo di vasta cultura, era balbuziente e gracile fisicamente ed infine Nerone, ultimo imperatore della dinastia, visse prigioniero della sua megalomania. Tutti si macchiarono di diverse atrocità, ma forse, almeno in parte, furono ingigantite dalla tradizione storica e biografica anti-imperiale.Sicuramente il più "maltrattato" fu Gaio Cesare, soprannominato Caligola, ovvero stivaletto militare, dai soldati guidati da suo padre Germanico, per sottolineare il fatto che sin da bambino fu allevato negli accampamenti militari.
Caligola governò dal 37 d.c. al 41 d.c.; fin dall'inizio ebbe particolari attenzioni per i ceti medio bassi e ciò è attestato da alcune riforme in ambito fiscale e dai numerosi spettacoli che dede per il popolo, ma questa predilizione per gli umili gli procurò l'inimicizia del ceto senatorio e probabilmente gli costò la vita.
Le fonti ci dicono che negli ultimi anni della sua esistenza i suoi difetti e le sue debolezze si acuirono a dismisura come ad esempio la sua crudeltà; la sua lussuria, persino incestuosa per alcuni storici del passato; la sua imprevedibilità che oscillava continuamente dalla grande generosità alla crudeltà più estrema; la sua "follia", basti pensare che adorava essere paragonato a Giove in persona, che lo portò alla rovina.
Tali debolezze gli costarono nel 39 d.c. un primo attentato ordito da esponenti del ceto senatorio e militare, ma anche da persone a lui vicine come le stesse sorelle, Agrippina e Giulia Livilla.
Un anno dopo e precisamente il 24 Gennaio del 41 d.c., Caligola cadde sotto i pugnali dei suoi cospiratori, legati all'ambiente dei pretoriani, in un misero vicolo di Roma; i congiurati continuarono ad infierire su di lui anche quando ormai il suo corpo era privo di vita.
Detto questo le domande nascono spontanee:
Perchè Caligola fu così "maltrattato" dagli storici del passato quali Svetonio e Livio?
Perchè le congiure organizzate contro Gaio Cesare furono ordite da persone della sua stessa famiglia e dell'aristocrazia senatoria e militare? Si può parlare veramente di "follia al potere"? Ritengo che per troppo tempo questa affascinante e contradditoria figura sia stata definita "folle al potere" solo perchè inviso dalla classe senatoria, la quale a tutto era disposta pur di non perdere i privilegi acquisiti ma che di fatto, da quando cioè Caio Giulio Cesare pose le basi per la futura nascita dello stato imperiale, non deteneva più.
Gaio Cesare detto Caligola è una personalità sulla quale ancora oggi gli storici dibattono e si confrontano, il cui spessore e la cui vicenda politico/istituzionale risulta sempre attuale, moderna, parallelizzabile alle contemporanee tendenze per comprendere come una falsa, erronea o comunque pilotata propaganda possa imprimere in maniera indelebile giudizi e pensieri deviati per le future generazioni.
Tra le mie infinite passioni c'è anche quella per la serie televisiva Lost, la cui seconda serie si è appena conclusa martedi scorso sulla rai.Ovviamente, da fedele appassionato quale sono, non potevo attendere la terza serie, che forse verrà trasmessa in Italia il prossimo anno, e cosi mi sono scaricato le versioni in inglese con sottotitoli in italiano... Ma quale è la formula segreta di questo serial che ha appassionato milioni di persone nel mondo?
Mi sono posto questo interrogativo da subito, da quando ho iniziato, ingenuamente, a seguire la prima serie.
Dico ingenuamente perchè...forse...sarebbe stato meglio non iniziare mai. Una volta vista la prima puntata sei dentro, diventa una droga e assolutamente non puoi più aspettare, devi fare di tutto per sapere cosa c'è nella botola, chi sono gli "altri", perchè ricorrono cosi frequentemente i sei numeri "stregati" ovvero 4, 8, 15, 16, 23, 42 la cui somma poi da proprio 108 ovvero il numero di minuti del timer presente nel bunker, e cosa è il progetto Dharma, perchè il passato dei personaggi sopravvissuti è cosi intrecciato tra loro, cosè la "nube nera", perchè l'isola ha una sua fisiologia diversa dal resto del mondo? Questi sono solo alcuni interrogativi che assalgono la mente del povero spettatore! ma sono proprio questi interrogativi a rendere Lost una serie di cosi ampio successo. Addirittura su Wikipedia c'è una sezione intera dedicata a Lost e a tutti gli intrecci-interrogativi creati dagli sceneggiatori. A mio avviso il successo e la capacità di catturare lo spettatore deriva dall'originale format della serie televisiva molto simile, come struttura e organizzazione, ad un gigantesco gioco di ruolo.
La trama non è mai scontata, non è mai prevedibile anzi sembra prender corpo con il passar del tempo, crearsi, modellarsi, autoreferenziarsi e generare sempre nuove strade, nuovi sbocchi, soluzioni alternative al finale che lo spettatore aveva immaginato nella sua mente.
Credo che sia una scelta voluta, una "tattica" degli sceneggiatori che forti di una trama "open" ovvero aperta a qualunque soluzione narrativa, la creano la serie con il passar del tempo senza aver definito quella che fosse la fine, il capitolo ultimo, la scena finale. Nei giochi di ruolo accadeva proprio questo, si iniziava a giocare senza sapere quale fosse la strada da percorrere, tutto era lasciato alla libera fantasia dei partecipanti e alla maestria del "master", il direttore d'orchestra, colui che decideva le sorti dei personaggi in corso d'opera. Questo rendeva il gioco sempre nuovo, appassionante, mai definito, schematico e ogni volta diverso. Il gioco si faceva da se! Ecco, credo che Lost ricalchi questo format, che trai forza dalla sua autoreferenziazione, dal fatto che le storie lascino sempre dei vuoti, delle domande in sospeso, delle strade aperte. Detto questo non posso non citare alcune puntate, una in particolare della terza serie, che ho trovato incredibile, eccezionale, un vero capolavoro...parlo della puntata 3x8 (Flashes before your eyes), quella in cui Desmond ha un flash-back della sua vita passata e rivive le situazioni già vissute, conscio di tutto ciò e nonostante questo incapace di cambiare il suo destino che era solo uno, imperturbabile, immutabile...l'isola! Ma perchè, perchè il destino di tutti è l'isola, perchè sembra quasi che sia l'isola a chiamarli, prenderli, catturarli? Sono realmente tutti morti? E' forse l'isola il "purgatorio", la fonte di espiazione dei peccati capitali dei quali tutti si sono macchiati?... Speriamo che la terza serie riesca a darci qualche risposta.
E' ormai da qualche settimana che l'ottimo servizio lloogg va a singhiozzi, a tal punto che negli ultimi giorni è costantemente off-line; ho cosi dovuto togliere lo script di monitoraggio perchè il blog si era rallentato troppo proprio a causa del server www.lloogg.com irragiungibile.
Per chi non lo sapesse lloogg è un servizio di monitoraggio in "real-time" degli accessi al proprio blog, utilissimo per comprendere quali sono i post che "tirano" di più, le parole chiavi migliori, i motori di ricerca che portano più accessi, i siti che maggiormente generano traffico. Oltre al "real-time" fonisce anche delle basilari funzionalità statistiche (per giorno, settimana, mese ed anno) sul numero di accessi univoci e il numero di pagine visualizzate.
Insomma uno strumento indispensabile per ogni webmaster che voglia tener sempre sotto controllo il traffico diretto al suo web site/blog.
Come detto, però, ultimamente è sempre e costantemente off-line, cosi parlando con l'amico acor3 ho scoperto finalmente l'arcano.
Marco mi ha inviato l'indirizzo del blog di uno degli "inventori" di lloogg Salvatore Sanfilippo il quale sul suo ottimo blog spiega le ragioni di questo disservizio in questo articolo.
Praticamente nato quasi per gioco è diventato via via un servizio utilizzato sempre da un maggio numero di utenti, al punto che hanno dovuto prendere una decisione drastica..o chiudere definistivamente o migrare su nuovi server e per migrare su altri server (come si sa) servono i soldi.
Stanno quindi prendendo in seria considerazione l'ipotesi di mettere il servizio a pagamento, queste le ragioni:
perche' e' triste? Non sono d'accordo. E' una follia quella a cui ci hanno abituati, che sul web tutto e' gratis.
E' una manipolazione del mercato da parte dei big. E grazie a questa manipolazione ti ritrovi senza nessun concorrente di Gmail fatto da una piccola societa' che ti proporrebbe *davvero* innovazione, tanto per farti un esempio. Il "tutto gratis" e' una cosa che conviene solo in apparenza, in realta' mette una serie di applicazioni chiave nelle mani di pochi monopolisti, a discapito dell'utente che non puo' avere il meglio.
p.s. tra l'altro e' gratis solo in apparenza. Quasi sempre ci va di mezzo qualcosa, ad esempio la tua privacy per prendere il caso di Gmail, che targhettizza gli adsense che vedi anche *altrove* grazie alla analisi (automatica, per fortuna) della tua posta.
Mi trovo in sintonia con quanto scritto da Salvatore (alias antirez) per cui se, come dicono, il prezzo dovesse aggirarsi intorno ai 9 euro l'anno.credo si possa comunque aderire.purchè venga riattivato al più presto e cessino i disservizi!
Speriamo bene, lloogg mi manca.

(p)Link
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