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Di etrusco (del 25/07/2007 @ 22:29:22 in Harry Potter, linkato 3895 volte)
Finalmente la casa editrice Salani ha rivelato la data di prossima uscita dell' ultimo libro della saga di Harry Potter.
Si tratta del 5 Gennaio 2008, quindi proprio in corrispondenza della befana natalizia avremo anche in Italia la possibilità di leggere l'ultimo e avvincente capitolo dei sette previsti.
Nulla ancora si sa sulla traduzione del titolo originale "Harry Potter and the deathly hallows" , uno dei tanti titoli probabili è : Harry Potter e le Reliquie della Morte, ma a dire il vero non ci crede ormai nessuno.


Rimangono perciò da attendere ancora 163 lunghissimi giorni e...chissà se riusciremo ad arrivare all' 5 Gennaio 2008 senza sapere altro del maghetto?
Dico senza sapere altro perchè già televisioni e giornali, all'uscita del libro in inglese, si sono avvicendati nel rivelare il finale del settimo libro...per cui che dire:

COMPLIMENTI!....

Grazie per averci detto che Harry  si sposerà con Ginny e che non morirà, che farà tre figli, che andranno ad Hogwarts e che sconfiggerà Voldemort....grazie di cuore per averci tolto la sorpresa!

L'unica soluzione è scappare in TIbet per 5 mesi....tornare il 5 Gennaio e sperare che qualche buontempone non si faccia venire dinuovo il desiderio di rivelare altre news del settimo libro : - )
 
Di etrusco (del 24/05/2007 @ 22:09:21 in filosofia, linkato 1926 volte)

SocrateLeggendo un eccellente libro dal titolo "Platone Repubblica" di Simon Blackburn edito dalla Newton, sono rimasto colpito da una citazione di Virginia Woolf che lo scrittore riporta e che pongo alla vostra attenzione.
La riflessione della scrittrice è incentrata sulla virtù e sulla conoscenza applicate alla lettura della "Repubblica" di Platone, questo il testo:

"Il piacere e il bene sono la stessa cosa? E' possibile insegnare la virtù? La virtù è conoscenza? La mente stanca o debole può facilmente venir meno, mentre l'implacabile interrogatorio prosegue; ma nessuno, per quanto debole, può non riuscire, anche se non apprende altro da Platone, ad amare meglio la conoscenza. Poichè, mentre la discussione gradatamente si intensifica, con Protagora che retrocede e Socrate che incalza, ciò che conta non è tanto lo scopo che raggiungiamo, quanto il modo in cui lo raggiungiamo. Tutto questo si può sentire, l'indomabile rettitudine, il coraggio, l'amore per la verità che portano Socrate e noi nella sua scia alla vetta dove, se riusciamo a rimanere per un momento, è per godere la più grande felicità che siamo in grado di provare."

Questa riflessione, sapientemente ed a conclusione del libro riportata dallo scrittore per esprimere un suo giudizio complessivo sull'opera di Platone, mi ha colpito come antitesi di quella che la contemporanea società esprime.
"La Repubblica" è stata scritta da Platone nel 400 a.c. ovvero 2400 anni fa, prima di Cristo, prima delle Crociate, prima dei CheesBurger e dei telefonini cellulari, prima della nascita del colosseo e dello sgancio della bomba atomica; eppure, oggi più che mai, risulta essere attuale.
E' attuale non tanto, come sostiene anche Virginia Woolf, per i suoi contenuti quanto per come lo scrittore ce li presenta,  per come Platone arrivi a sostenere alcune tesi, per il percorso da lui intrapreso.

"ciò che conta non è tanto lo scopo che raggiungiamo, quanto il modo in cui lo raggiungiamo", oggi sembrerebbe che la società  abbia valori, ideali, virtù che seguono il processo inverso, non è importante come raggiungere uno scopo l'importante è raggiungerlo;
Conta solo ed esclusivamente il raggiungimento dell'obiettivo, questo ci viene insegnato, questo è diventata la principale virtù dell'essere contemporaneo.
Ed ecco che non importa se per raggiungere il successo si debbano commettere reati, si debba calpestare il prossimo, si debba uccidere un nostro simile; non importa se il potere oggi sia il riflesso di se stesso, si autoreferenzi e si autoalimenti a danno del prossimo generando una oligarchia ormai estranea alla società e da essa distante anni luce; La conoscenza è morta o comunque agonizzante a danno di una falsa conoscenza, di una falsa cultura che allontana sempre più l'individuo da se stesso creando un unico e superficiale pensiero. 

La cosa è a mio avviso allarmante, non solo perchè accade ma perchè è diventata una virtù ormai radicata, il furbetto del quartierino è anche colui che ha successo e colui che ha successo è lo stereotipo da imitare, il modello da raggiungere, la moda a cui tendere.
Credo quindi che una riflessione seria, forte e profonda sia necessaria, una riflessione che deve nascere dentro di noi per consentire all'individuo di riappropriarsi della propria esistenza, del proprio io, per tornare a pensare il modo con il quale si debba raggiungere uno scopo, a prescindere dal raggiungimento dello scopo e dallo scopo stesso, riflettere sul viaggio, sulla strada e non solo sulla meta.

Concludo con una frase tratta dal libro II de "La Repubblica"

"Nessuno è giusto di sua volontà, ma per costrizione, come se non ritenesse la giustizia un bene di per sè: ciascuno, là dove pensa di poter commettere ingiustizia, la commette."

 
Di etrusco (del 02/05/2007 @ 22:02:54 in pensieri, linkato 1081 volte)
Ricordo i bei tempi,
quando i diari si scrivevano con carta e penna, su carta bianca e chiusi a chiave. Le chiavi erano sempre piccolissime, quasi invisibili, sconosciute a tutti ma... non al proprietario, al custode di quei pensieri, di quelle emozioni e riflessioni che venivano gelosamente conservate su un pezzo di carta.
Guai a chi provasse a profanare tali intimi segreti, guai a chi ne venisse a conoscenza. Ed oggi?
Le proprie emozioni non si nascondono, come allora, su un diario, non si fissano su un pezzo di carta nascosto nel vecchio e caro libro di letteratura, no!
Oggi si crea un blog (Web-Log) ovvero una "traccia informatica", un diario virtuale, un archivio di pensieri ed idee rese digitali e condivise con il resto della community.
L'indivio moderno esiste in quanto esiste una traccia di se, del suo operato, del suo pensiero e tale pensiero deve essere visibile a tutti, condiviso con tutti. Allora blog come questo non sono più sufficienti per fissare indelebilmente il proprio io, si deve tracciare di più, con più chiarezza, senza ambiguità.
Ed ecco che spopolano siti come you tube (http://www.youtube.com) sui quali non ci si limita a "firmare" la propria esistenza, la si deve "filmare". E' il video, l'immagine digitale di noi, la massima espressione di tracciatura della nostra esistenza.
Telefonini, videocamere, fotocamere ci consentono di registrare ogni attimo, ogni singolo istante di vita e renderlo pubblico... ma perchè? Perchè l'individuo moderno sente di essere e di esistere solo se rappresenta, archivia e condivide se stesso in forma digitale a volte distorta altre volte anonima, non sempre conforme al proprio io? La risposta che mi son dato è frutto della contemporaneità stessa e dei modelli che costantemente ci vengono forniti dai media, dalla TV, dalla società nella sua interezza.
L'immagine per apparire, la digitalizzazione per raggiungere più teste possibili, più in fretta, più velocemente possibile... questo è il nuovo Vangelo, questo è il nuovo essere digitali. La mia non vuol essere una critica al mezzo ovvero alla digitalizzazione del pensiero, all'informatica come strumento di massa.
Non vuol essere una critica a chi dell'informatica ne sfrutta le potenzialità, contribuendo a renderla sempre più accessibile e inesauribile fonte d'informazione. La mia è forse una critica al modello, all'idea ormai radicata nell'individuo che per esistere si debba apparire e per apparire si debba digitalizzare...
 
Di etrusco (del 06/06/2007 @ 20:02:07 in Harry Potter, linkato 1352 volte)
harry potter 7Ormai è certo, la data di uscita del settimo libro del maghetto più famoso del mondo è stata fissata per il 21 Luglio 2007. Il titolo del libro inglese sarà "Harry Potter and the Deathly Hallows" e conterà 608 pagine per la versione inglese e 784 per quella Americana.
E in Italia?
Purtroppo in Italia è buio pesto, la Salani non ha comunicato nè la data di pubblicazione, nè la copertina, nè la traduzione in italiano del titolo. A dire il vero sembrerebbe che anche in Inghilterra stiano cercando di interpretare il significato del titolo del settimo ed ultimo libro ma che, purtroppo, ancora non ci siano riusciti.
In relazione al titolo su Wikipedia hanno scritto:
"Sul significato e sulla sua traduzione in italiano è possibile fare solo ipotesi, anche perché deathly e hallows sono due parole di raro utilizzo:

Deathly in alcuni casi è utilizzato come sinonimo di deadly, ma di solito non ha il significato di "letale", bensì sta ad indicare qualcosa di "mortale", inteso come qualcosa soggetto alla morte, che può morire. Può, inoltre, stare ad indicare qualcosa che sembra morto o appartenente ad un morto, ad esempio le dita di Voldemort nell'Ordine della Fenice sono "deathly white".

Hallows è un termine arcaico che può significare "santi" (come saint) o "reliquie di santi". Nel ciclo arturiano, l'espressione Grail hallows indica le quattro reliquie conservate dal Re Pescatore, tra cui il sacro Graal, una lancia a volte identificata con la lancia di Longino, una spada (rotta o meno) ed un vassoio d'argento (a volte un tavolo o una pietra, una sedia di pietra o una scacchiera). Alcuni studiosi credono che questi oggetti derivano da cerimonie della tradizione celtica antecedente.
Il significato del titolo è oggetto di discussione anche in Paesi madrelingua inglese.
"

Dunque anche il significato del titolo è un altro mistero.

La cosa terribile per noi italiani è che non solo non sappiamo nulla sulla copertina, sulla data di uscita, sul titolo... la cosa terribile è che ci attendono dai quattro ai sei mesi di "RISCHIO FUGA NOTIZIE"!
Per chi come me ha amato visceralmente i sei libri precedenti, il solo pensiero che potrò sapere qualcosa prima di leggere il libro mi indurrà a prendere delle drastiche precauzioni tipo: isolamento, disdetta ADSL, rapimento giornalaio, TV spenta, blindata anzi meglio se distrutta e per sicurezza fuori il terrazzo.
Ma ci riusciremo per 6 lunghissimi mesi?

Ricordo quando, poco prima dell'uscita del sesto libro (a mio avviso il migliore), navigando in Internet mi ritrovai nel bel mezzo di un sito che aveva come titolo "Il funerale di Silente".... Era uno di quesi siti che proliferavano nel periodo di "RISCHIO FUGA NOTIZIE" e che fornivano traduzioni a dir poco maccheroniche del libro. La prima sensazione fu di sgomento, poi di confusione mentale, per arrivare all'incredulità, finendo con la risata...mi son detto "ma dai...ti pare che muore Silente! Il più grande mago di tutti i tempi, l'unico che Voldemort teme, non può morire!".
Detto fatto, Silente è morto nel sesto libro e mi sono rovinato la sorpresa per colpa di pseudo traduttori senza scrupoli che hanno come unico scopo l'incremento delle visite al proprio sito.
Ovviamente solo chi come me ha letto dal primo all'ultimo libro di HP, snobbando o comunque non amando i film, può capirmi e sottoscrivere in pieno ciò che sto dicendo.

Per cui vi prego, fantomatici traduttori, pseudo scrittori, nel periodo di "RISCHIO FUGA NOTIZIE" "state buoni se potete" e lasciateci l'ultimo sogno, l'ultimo libro, l'ultima emozione legata a delle parole, a delle idee, a un pensiero; lasciateci sognare per 600 o più pagine, lasciateci ridere, piangere, gioire ed urlare, lasciateci la speranza che ciò che sembra non sia, che ciò che potrebbe e dovrebbe accadere non accada, che l'ultima magia riesca ancora a coglierci di sorpresa, facendoci sobbalzare come una cioccorana e pensando ... "Grazie J.K.R.!, la fantasia e la gioia di esser bimbi esiste ancora."
 
Di etrusco (del 16/10/2008 @ 18:54:03 in Harry Potter, linkato 619 volte)

voldemortEro ormai pronto con pop-corn, bibitone gigante e "rutto libero" per l'imminente uscita del sesto film di "Harry Potter e il principe mezzo sangue", previsto per novembre 2008, ed invece dovrò (dovremo tutti) aspettare altri otto mesi prima di poterlo vedere sul grande schermo.

Si, avete capito bene, nonostante sia ormai pronto e commercializzabile la Warner Bros ha deciso di posticiparne l'uscita a Luglio 2009.

Il motivo? Semplice strategia commerciale dovuta ad una migliore commercializzazione del DVD nel periodo estivo rispetto a quello autunnale, in pratica a decidere è il box-office ossia le vendite che altri film hanno registrato a Luglio (il cavaliere oscuro ed Harry Potter e l'ordine della fenice).

A casa mia la fine di Novembre, periodo a ridosso delle festività Natalizie, era da sempre il migliore per l'uscita di un film, soprattutto se quel film si chiama Harry Potter e se quel film piace ai bambini. A Novembre è freddo, piove, c'è la nebbia, c'è Halloween... insomma l'atmosfera perfetta per l'uscita del principe mezzosangue, senza contare che quando è freddo le persone vanno molto più volentieri al cinema.

Ma tutto questo per la Warner evidentemente non conta, si deve vendere il DVD e poco importa se poi a Luglio le famiglie saranno ad Ostia con 40 gradi all'ombra ed a tutto penseranno tranne che ad infilarsi in un cinema, poco conta se l'atmosfera di Luglio poco si adatta con il genere, poco conta se già si era in fibrillazione per un titolo che, se non tradirà le attese, dovrebbe rivelarsi il migliore dei sette (opinione personale ovviamente).

Forse la cosa migliore è riprendersi il libro, rileggerlo e la prossima estate andarsi a fare una bella nuotata!

Dimenticavo...il ragazzino che vedete nella foto è l'attore che interpreta il giovane Tom Riddle (Voldemort) nel sesto film che ci faranno vedere ormai non so più quando ^_^

 
Di etrusco (del 16/06/2008 @ 18:42:13 in società, linkato 966 volte)

Cosi come Beppe Grillo riporto il testo integrale dell'intervento di Marco Travaglio, perchè tutti si rifletta più seriamente su quello che potrebbe essere il nostro futuro:

"Buongiorno a tutti. Mi dispiace, ma dobbiamo ricominciare a parlare di intercettazioni, perché questo è quello che offre il convento e quello che chiedono anche gran parte dei frequentatori del blog di Beppe e del blog nostro – voglioscendere – e di tanti altri che si stanno sintonizzando con noi, il lunedì alle due. Ne parliamo, anche se presto dovremo occuparci anche di altre leggi vergogna, che sono quelle, per esempio, del ritorno all’impunità per le alte cariche (soprattutto di quella bassa) lodo Schifani bis, ma questa – ogni giorno ha la sua pena – la vediamo un’altra volta.
È interessante, ora che finalmente abbiamo un testo che sembrerebbe definitivo per quanto riguarda il cosiddetto disegno di legge Berlusconi-Alfano-Ghedini sulle intercettazioni, capire che cosa succede esattamente. Capire quelli che i telegiornali non solo non ci dicono, ma che addirittura cercano di nasconderci. Mentendo anche sulle parole. Questa non è una legge sulle intercettazioni. È anche una legge sulle intercettazioni. Ma questa è una legge che abolisce di fatto la cronaca giudiziaria per tutta la lunga fase delle indagini, fino all’inizio del processo. Cioè da quando viene commesso un fatto, a quando viene scoperto, a quando viene processata la persona sospettata di averlo commesso, i cittadini non potranno più sapere nulla.
Cominciamo però a vedere il primo versante, cioè quello delle intercettazioni, laddove non saranno più possibili e con quali conseguenze tutto ciò avverrà. Ce l’hanno condita e intortata dicendoci che negli altri paesi ce ne sono meno. Ho sentito ancora ieri qualche demente in televisione, naturalmente ministro, dire che negli Stati Uniti vanno avanti a reprimere i reati con 1.500 intercettazioni all’anno, in un paese che ha il quintuplo della nostra popolazione. Com’è possibile invece che noi abbiamo 125.000 intercettazioni all’anno e ancora non siamo contenti? In realtà, l’abbiamo già visto, noi non abbiamo 125.000 intercettazioni. Noi abbiamo 75.000 decreti per intercettare che riguardano spesso i vari telefoni di una stessa persona. Quindi le persone intercettate, l’altra volta abbiamo detto essendo molto ottimisti 80.000, i magistrati calcolano che siano circa 20-30.000 all’anno. Negli Stati Uniti non sono affatto 1.500. Sono milioni le persone intercettate, soltanto che la non risulta nelle statistiche perché là a intercettare sono l’FBI, la CIA, i vari servizi di sicurezza e le varie polizie locali e federali. Pensate, Giancarlo Caselli soltanto nella procura di Torino ha calcolato che lo 0,2% dei processi che si fanno contiene intercettazioni. Lo 0,2% dei processi. Altro che “tutto intercettato, tutti intercettati”. Comunque. Il fatto che non si possa più intercettare per reati puniti con pene inferiori ai dieci anni o quelli contro la pubblica amministrazione, significa che non potremo più scoprire con le intercettazioni reati di: usura, truffe – anche le truffe scoperte da De Magistris, le ruberie sui fondi Europei, sui fondi regionali; l’Europa sarà contenta di noi – sequestri di persona. Se fosse vera la leggenda secondo cui gli zingari rubano i bambini, ebbene se uno zingaro ruba un bambino quello è un sequestro semplice perché non è a scopo di estorsione e non può più essere scoperto con intercettazioni. Il contrabbando, altra specialità delle mafie come l’usura. Lo sfruttamento della prostituzione. La rapina. Il furto in appartamento...

Quante piccole gang o grandi gang di ladri vengono sgominate intercettando? Non si può più. Associazione per delinquere; persino l’associazione per delinquere. Lo scippo. L’incendio. La ricettazione: i ricettatori sono quelli che smaltiscono e diffondono la refurtiva. Bene, nemmeno quello. La calunnia. I reati ambientali: tutti i reati sull’ambiente, discariche, ecc. Salute e sicurezza sul lavoro, per nulla più si potrà intercettare. Reati ovviamente – quelli li sappiamo – reati economico finanziari. Pensate a tutte le turbative di borsa, le frodi fiscali, le frodi sull’IVA che scoperte con le intercettazioni portano lo Stato a recuperare un sacco di evasione. Nulla di nulla. Ricerca dei latitanti, nemmeno. Quando uno mette sotto intercettazione tutti gli amici e i parenti e i possibili favoreggiatori di un latitante e poi sta lì ad aspettare che qualcuno compia un passo falso, non si potrà più fare. Perché? Perché c’è un’altra clausola che dice che l’intercettazione può durare al massimo tre mesi. Dopodichè si staccano gli apparecchi e si va a casa. Quindi se il latitante si fa beccare entro tre mesi, bene, se invece rimane uccel di bosco più di tre mesi, pazienza. Tempo scaduto. Lo Stato si da la scadenza. Mentre il latitante no, ovviamente. Questo vale anche per i sequestri di persona. Voi sapete che quando viene sequestrata una persona, tipo un bambino, si mettono sono osservazione i telefoni della famiglia nella speranza di risalire ai telefoni dei sequestratori e di localizzarli. Bene, anche qui dopo i tre mesi si stacca tutto. Quindi, o l’anonima sequestri ci fa il favore di restituirci gli ostaggi entro e non oltre i novanta giorni, oppure sennò pazienza. Chi si è visto, si è visto. Altra genialata: ci vorranno tre giudici, non più un GIP, tre giudici per decidere su un’intercettazione. Pensate che in Italia il GIP monocratico, cioè lui da solo, può condannare addirittura per omicidio, ti può dare trent’anni per omicidio con rito abbreviato. Bene, da solo potrà condannarti per omicidio, ma non potrà più autorizzare l’intercettazione di un telefonino. Pensate l’assurdità. Ci sono tribunali che hanno dieci giudici in tutto, i quali dovranno fare: in tre il collegio per autorizzare le intercettazioni, poi un quarto dovrà fare il GIP, poi un altro dovrà occuparsi del processo e alla fine non si troveranno più i giudici che potranno occuparsi tutti dello stesso processo e quindi si bloccherà la giustizia nei posti medio-piccoli. Perché? Perché i giudici diventano incompatibili quando hanno deciso una volta su un caso.
I giudici non potranno più parlare. Le due magistrato che hanno fatto arrestare gli scannatori della clinica Santa Rita di Milano hanno fatto una conferenza stampa assieme alla polizia giudiziaria per spiegare ai cittadini che cosa era successo, per metterli in guardia da quello che era successo. D’ora in poi, quando entrerà in vigore questa legge porcata, il fatto che hanno parlato della loro inchiesta nella conferenza stampa fa sì che debbano lasciare l’inchiesta. Non possono proseguirla loro, la devono lasciare a qualcun altro. Se un magistrato parla male di Provenzano, non potrà più indagare su Provenzano. Perché si è già pronunciato. Non sto parlando del giudice che dovrà giudicarlo, sto parlando del pubblico ministero che spiega quali indizi ha raccolto a carico di Provenzano oppure degli scannatori della clinica.
Quindi, non solo i giornalisti non possono più raccontare le inchieste, ma non le possono più raccontare neppure i magistrati, sennò perdono l’inchiesta all’istante. Ma non solo. Se anche il magistrato sta zitto, per conservare la sua inchiesta, c’è modo di farlo fuori lo stesso. Decide l’imputato. Se l’imputato denuncia il suo pubblico ministero, o meglio, se l’indagato denuncia il suo pubblico ministero accusandolo di una fuga di notizie che magari non ha fatto – tipo De Magistris, adesso sta venendo fuori che le fughe di notizie le facevano i suoi superiori per farle ricadere su di lui – facciamo il caso che uno viene denunciato nella procura vicina per avere fatto una fuga di notizie – non si sa se è vero o non è vero – bene, il fatto stesso che sia stato denunciato consente al suo capo di levargli l’inchiesta. Anche se lui non ha fatto niente. Quindi è l’imputato che decide in qualche modo di scegliersi il suo pubblico ministero. Se gli piace perché è morbido, se lo tiene, sennò lo denuncia e il capo gli toglie l’inchiesta.
C’è una "normina", l’avrete forse letta, la “salva-preti”. Dopo la “salva-Previti” adesso abbiamo la “salva-preti” per cui se uno è un cittadino normale, niente, legge normale. Se invece è un sacerdote, per indagare bisogna avvertire il suo vescovo. Dopodichè, se viene indagato un vescovo – ed è capitato anche recentemente – allora bisogna avvertire la Segreteria di Stato vaticana, cioè un ministero estero per processare un cittadino italiano. Un gentile omaggio al Vaticano. Uno dei tanti.
I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda più i limiti alle intercettazioni, ma riguarda l’abolizione della cronaca giudiziaria e una pesante limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l’accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari dell’indagine sono non pubblicabili. Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li consegna all’avvocato e all’indagato, in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono più segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta, perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che è un’altra cosa. Infatti nella legge c’è scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché se sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Più un’ammenda che va a mille e rotti euro. “Va beh – uno dirà – ti pigli la multa: mille euro, li avrai?! Sì, certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro”. Il problema è che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che significa? Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in Italia fino a due anni c’è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di può chiedere l’affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più segrete, ma che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo – nove per tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all’affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera. Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, per finire in galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più nessuno, salvo i poveracci. Bene i giornalisti concretamente rischieranno di andarci per quel meccanismo del minimo di pena, che è molto alto – un anno – e l’associazione obbligatoria con la multa, che non è sostitutiva, ma associata. Allora che cosa succederà? Succederà che nessuno scriverà più niente, a meno che non sia un masochista e voi non saprete più niente. Di tutta la lunga fase delle indagini finché non inizia il processo… Ma se voi mettete insieme i limiti alle intercettazioni – quello che i giudici non potranno più scoprire – e i limiti alla pubblicazione – quello che i cittadini non potranno più sapere – voi avete il quadro di una filosofia che individua esattamente nei due poteri di controllo democratici rispetto al potere politico, i nemici da abbattere, i nemici politici numero uno, i veri criminali del nostro paese, la vera emergenza sicurezza è rappresentata dalla presenza di giornalisti che informano e magistrati che indagano e quindi dagli al giornalista e dagli al magistrato. È una legge liberticida che ha almeno il pregio della chiarezza: individua nei poteri di controllo i nemici del potere e li abbatte.
Il risultato qual è? È che non si potrà più scoprire uno scandalo come quello del SISMI, delle deviazioni dei dossieraggi di Pollari e Pompa. Pensate che hanno trovato a Pompa centinaia di migliaia di dossier su giornalisti, politici, magistrati, ritenuti pericolosi, non per la sicurezza dello stato, mica è Al Qaida, pericolosi per Berlusconi. Questo scandalo non si potrà più scoprire. Un sequestro come quello di Abu Omar non si potrà più scoprire, perché non è stato un sequestro a scopo di estorsione, era un sequestro semplice e quindi punito con pene inferiori ai dieci anni. Non si potrà più scoprire calciopoli, ovviamente. Calciopoli inizia da una ipotesi di frode. Solo dopo si arriva a scoprire l’associazione a delinquere. Quindi, non sarebbero state autorizzate le intercettazioni, quindi non si sarebbe scoperta l’associazione a delinquere. In ogni caso, anche se si fosse scoperta, per assurdo, noi non avremmo potuto scrivere niente e non sapremmo ancora niente ora, perché il processo non è ancora iniziato – il processo di Napoli su calciopoli. Non avremmo scoperto lo scandalo delle scalate bancarie e al Corriere della Sera dei furbetti del quartierino. Perché? Perché i reati finanziari non sono più compresi, quindi i magistrati non avrebbero potuto intercettare, non avrebbero potuto scoprire che Fazio avvertiva segretamente Fiorani di notte e che Fiorani gli mandava i bacetti e che turbavano completamente il mercato perché l’arbitro tifava per una squadra anzi ne faceva parte, era il capitano non giocatore, anzi capitano giocatore. In ogni caso i giornali non avrebbero pubblicato ancora adesso visto che il processo per Antonveneta, Fiorani, per Unipol, BNL e per Ricucci, Rizzoli Corriere della Sera, non è ancora iniziato. Siamo alla fine delle indagini.
La clinica degli orrori. Abbiamo sentito questo – mi dispiace dirlo, ma tecnicamente si chiama così – ignorante, uomo che ignora la materia di cui dovrebbe occuparsi. Questo ignorantissimo ministro “ad personam” Angelino Alfano ridacchiare in televisione e dire: “Ma figuriamoci, un processo di omicidio nella clinica degli orrori, sarebbe possibile anche oggi perché noi l’omicidio l’abbiamo compreso nei reati per cui si può intercettare”. Già. Peccato che l’indagine nella clinica Santa Rita sia partita da intercettazioni disposte per truffa e falso. Due reati puniti con pene sotto i dieci anni, quindi oggi non più “intercettabili”, quindi da lì non si sarebbe più potuto scoprire che questi non solo facevano i falsi delle cartelle cliniche, ma ammazzavano o scannavano la gente. Non si potrebbe più scoprire niente. E in ogni caso, facendo finta che si potesse ancora scoprire, noi non potremmo più raccontarlo e voi non potreste più saperlo.
Pensate che bellezza per i risparmiatori dell’Antonveneta non sapere ancora adesso che quello che li vuole comprare, cioè Fiorani, è uno che mette le mani nei conti dei correnti della Popolare di Lodi. E pensate che bellezza per i correntisti della Popolare di Lodi non sapere che fine fanno i soldi che loro pensano di avere messo al sicuro nella Banca di Lodi. E non potrebbero organizzarsi per denunciare Fiorani. E Fiorani sarebbe ancora lì. Anzi, avrebbe comprato l’Antonveneta se non fosse stato bloccato dalla pubblicazione delle intercettazioni e fatto fuori giustamente dagli organi di vertice della sua banca.
E Fazio sarebbe ancora lì. E Moggi sarebbe ancora lì a truccare i campionati con tutta la sua banda. Perché? Perché non si saprebbe niente e quindi, in base a cosa puoi mandare via uno se non è stato ancora processato e non si sa nemmeno che cosa ha fatto?
Pensate ai malati della clinica che si ritrovano senza uno o due organi, oppure con l’organo al posto sbagliato, il fegato al posto del cervello, la milza al posto del tendine, ecc. che si stanno organizzando in una class action per chiedere i danni a quegli scannatori che li hanno ridotti così, o a i parenti di quelli che sono già morti, che si stanno organizzando per chiedere i danni. Bene non saprebbero nemmeno quello che è successo. Non verrebbe loro nemmeno in mente di chiedere i danni, perché non saprebbero di aver subito i danni e ci sarebbero persone che pensano che i loro congiunti sono morti per una tragica fatalità, perché era giunta la loro ora, mentre invece sono stati massacrati dall’ospedale e poi sono stati pure falsificati i referti nelle loro cartelle cliniche.
Scalfari ieri su Repubblica ricordava che se la mafia è stata condannata la prima volta nella sua storia al maxi processo, è stato perché i giornali hanno raccontato che cosa faceva la prima sezione della Cassazione presieduta da Carnevale che annullava regolarmente le condanne di mafia, per cui per fortuna, su input di Giovanni Falcone, il ministro Martelli chiese al presidente della Cassazione di fare un turno nelle presidenze dei processi di mafia, in modo che non presiedesse solo Carnevale ma anche qualcun altro. Appena Carnevale fu sostituito da un altro, la mafia fu condannata per la prima volta e fu lo scatenamento della vendetta mafiosa, ma intanto abbiamo messo dentro centinaia di mafiosi.
Perché è successo tutto questo? Perché la stampa ha potuto esercitare un controllo su quelle zone d’ombra della magistratura, perché mica i magistrati sono tutti buoni.
Il caso di Rignano Flaminio, cioè un’indagine probabilmente farlocca dove era state accusate ingiustamente delle persone, almeno questo è quello che è emerso finora, lo dobbiamo al fatto che giornali, giornalisti come Bonini, per esempio, di Repubblica, ma anche del Corriere della Sera, hanno svelato la debolezza dell’impianto accusatorio e quindi quando l’informazione fa il suo dovere, esercita un controllo democratico sui magistrati.
Non possiamo lasciare i magistrati indagare per anni senza sapere cosa stanno facendo, magari sbagliano e noi li aiutiamo anche a non sbagliare. Oppure smascheriamo i loro errori, se sono dolosi, e loro sono costretti a fermarsi. Chi lo garantisce questo controllo se adesso non si scrive più niente sulle indagini? Anche le indagini sbagliate partiranno sbagliate e finiranno sbagliate. Avremo più errori giudiziari. Come faremo a sapere come si difende una persona se non potremo pubblicare il suo interrogatorio. Quindi magari, chi si difende ha ragione e chi lo accusa ha torto, ma noi non lo potremo sapere.
Pensate a livello democratico che cosa vuol dire tutto ciò. Gli editori saranno sempre più frenati dal consentire ai giornalisti di pubblicare cose a rischio, perché? Perché a loro volta rischiano una multa fino a 400.000 euro – ogni articolo, fino a 400.000 euro - di e rischiano soprattutto di essere portati a processo non solo come singoli editori, ma anche come società, in base alla legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Per evitare alla società di finire in tribunale con ripercussioni sulla Borsa, che cosa devono dimostrare gli editori? Di aver adottato tutte le precauzioni all’interno della loro azienda, cioè all’interno del giornale, della televisione o della radio, per impedire la commissione di questo reato di pubblicazione indebita di atti. Che cosa faranno per dimostrare che loro si sono premuniti e non sono responsabili di eventuali violazioni che commettano i loro giornalisti e i loro direttori? Licenzieranno i giornalisti e direttori che non voglio obbedire a questa legge.
In più, ogni volta che un giornalista verrà indagato per pubblicazione indebita di atti, la procura dovrà per leggere mandare la notifica all’Ordine dei Giornalisti che potrà sospendere il giornalista fino a tre mesi. Quindi ogni articolo che scrivi ti sospendono per tre mesi e tu per tre mesi non lavori. Fai quattro articoli e non lavori per un anno. Se l’Ordine ottempererà, ma bisogna vedere se avrà la possibilità di non ottemperare a questa sanzione disciplinare, perché l’ordine è tenuto a rispettare le leggi esistenti.
Voi capite che cosa è stato messo in piedi? È stato messo in piedi un meccanismo di regime – l’altra volta abbiamo parlato di prove tecniche di fascismo – qui siamo stati minimalisti. Qui non stanno facendo prove, lo stanno attuando. Un regime moderno. E per chi fosse nostalgico dei regimi passati, mandano anche l’esercito per le strade, perché si capisca cosa sta succedendo.
Io vi posso dire quello che ho scritto sull’Unità e cioè che io farò disobbedienza civile rispetto a questa legge. Farò obiezione di coscienza. Quindi tutti gli atti che mi capiteranno o che riuscirò a procurarmi – e che farò di tutto per procurarmi come sempre – li pubblicherò. E integrali, e nel contenuto e nel riassunto o come mi gira in quel momento, perché penso che questo sia il mio dovere, altrimenti dovrei cambiare mestiere.
Spero naturalmente che altri, ma sta ricevendo questo appello che abbiamo lanciato dall’Unità e dal blog voglioscendere, moltissime adesioni di moltissimi cronisti giudiziari, penso che bisognerà prepararsi a fare da cavie per essere anche eventualmente arrestati e poter impugnare davanti alla Corte Costituzionale, davanti alla Corte Europea di Giustizia, questa legge veramente infame.
Dopodichè speriamo di riuscire anche per via referendaria a cancellarla. Da questo punto di vista tutte le iniziative che si fanno in questo settore sono le benvenute. Segnalo, per esempio, quella del sito micromega.net, dove Furio Colombo, Giulietti, Pardi e altri invitano i leader dell’opposizione a manifestare.
Se i leader dell’opposizione non vorranno manifestare, cosa abbastanza probabile, bisognerà organizzarsi e quindi, Beppe preparati!
Voi sappiate che questa non è una legge contro i giornalisti, non è un legge sulle intercettazioni, è una legge contro di voi per impedirvi di sapere.
Al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere. Questo è lo slogan di questa legge infame. Passate parola. A lunedì."

 
Di etrusco (del 26/02/2008 @ 18:25:52 in dr house, linkato 3667 volte)

Ho da poco terminato la lettura del libro "la filosofia del dr House" e l'ho trovato decisamente interessante e ricco di spunti sui quali riflettere e dibattere.

Il libro è diviso in quattro capitoli, ognuno scritto da un diverso filosofo e che trattano diversi temi, tutti legati alla filosofia ovviamente in chiave "House".

Oggi vorrei analizzare il quarto capitolo ossia quello che descrive la "Logica di House" il suo modo di ragionare, riflettere, pensare e risolvere i più disparati casi.

Partiamo quindi dalla domanda: Quale è la logica di House?

Per rispondere dobbiamo farci aiutare dal filosofo statutitense Charles Sanders Peirce il quale sostiene che il pensiero umano ha tre possibilità di creare inferenze, ovvero tre modi diversi di ragionamento:

Il ragionamento deduttivo
Il ragionamento induttivo
Il ragionamento abduttivo

Le differenze tra abduzione, induzione e deduzione possono essere così riassunte (fonte wikipedia):

Deduzione:
Regola: Tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi
Caso: Questi fagioli vengono da questo sacchetto
Risultato: Questi fagioli sono bianchi
Induzione:
Caso: Questi fagioli vengono da questo sacchetto
Risultato: Questi fagioli sono bianchi
Regola: Tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi
Abduzione:
Regola: Tutti i fagioli di questo sacchetto sono bianchi
Risultato: Questi fagioli sono bianchi
Caso: Questi fagioli vengono da questo sacchetto

Come possiamo vedere dai tre casi appena descritti la differenza tra i tre modi di "ragionare" è sostanziale in quanto nel primo caso (deduzione) il risultato è certo perchè si parte da una regola ben definita e certa, applicando il caso (azione) il risultato non può che essere quello descritto; la deduzione è pertanto un processo logico certo, che porta sicuramente ad un risultato noto data la regola generale e l'azione (caso) specifico.

Nell'induzione il processo logico è decisamente diverso e assai meno certo nei suoi risultati in quanto, per come è stato descritto, si pone come obiettivo quello di definire una "regola" partendo da una azione (caso) e osservando un risultato; per cui sapere che i fagioli vengono dal sacchetto (azione) ed osservare che i fagioli sono bianchi non implica matematicamente che tutti i fagioli del sacchetto siano bianchi. Pertanto non possiamo dire nulla, se non ipotizzare, sul colore dei fagioli contenuti nel sacchetto.

La terza e decisamente più interessante inferenza è relativa al processo logico abduttivo nel quale è nota la regola (tutti i fagioli nel sacchetto sono bianchi) e il risultato (i fagioli sul tavolo sono bianchi) per cui si cerca di "scovare" quella che è l'azione (caso) che sta alla base dell'osservazione. In questo particolare caso si procede quindi per "intuizione" ossia si ipotizza che, molto probabilmente, visto che i fagioli nel sacchetto sono tutti bianchi e i fagioli sul tavolo sono bianchi questi provengano proprio dal sacchetto. Si ipotizza, si immagina, si intuisce e si crea nuova conoscenza nel processo logico che induce a sperimentare nuove strade.

Come sostiene lo stesso Pierce l'unica inferenza che produce nuova conoscenza è proprio quella abduttiva, perchè ci porta a sperimentare la strada intuita ed ipotizzata, che poi magari non si rivela giusta ma anche in questo caso abbiamo creato conoscenza riducendo il campo di indagine.

Detto ciò torniamo alla domanda iniziale e cioè Quale è la logica di House?

La risposta sembra ovviamente scontata, in quanto dei tre metodi su esposti quello che più si adatta al Dr House è proprio il terzo ossia il metodo abduttivo.

Proviamo per esempio a sostituire i fagioli e il colore con malattia e sintomi generici tipo:

Deduzione:
Regola: Tutti i malati di lupus muoiono in cinque giorni
Caso: Questa persona ha il lupus
Risultato: Questi persona è morta dopo cinque giorni

Induzione:
Caso: Questa persona ha il lupus
Risultato: Questi persona è morta dopo cinque giorni
Regola: Tutti i malati di lupus muoiono in cinque giorni

Abduzione:
Regola: Tutti i malati di lupus muoiono in cinque giorni
Risultato: Questi persona è morta dopo cinque giorni
Caso: Questa persona ha il lupus

Analizziamo i tre casi e vediamo come siano estremamente diversi:

Nella deduzione si da per scontata la regola appresa durante lo studio della medicina (tutti i malati di lupus muoiono in cinque giorni) si sperimenta che la persona ha il lupus e quindi è ovvio (purtroppo) che la persona morirà in cinque giorni.

Nell'induzione, invece, si cerca di trovare la regola per cui è come se si studiasse una nuova malattia della quale non si conosce nulla e si cerca di definire la regola; diciamo che la persona ha il lupus (ma non sappiamo nulla del lupus perchè è una nuova malattia) e verifichiamo che la persona è morta in cinque giorni, nulla possiamo dire sulla malattia come regola perchè non basta un caso per sostenere una regola. Questo processo logico poco interessa al Dr. House.

Il terzo invece è proprio il pane quotidiano del Dr. House e cioè data per certa la regola ossia che tutti i malati di lupus muoiono in cinque giorni, si osserva il malato è morto in cinque giorni per cui è molto probabile che il malato abbia il Lupus! (Logica di House)
Probabile ma non certo e spesso è proprio questo probabile ma non certo a fare la differenza nelle diagnosi di House perchè con la sua logica, molto affine e simile a quella del famosissimo Sherlock Holmes, il più delle volte lo porta ad azzeccare proprio quello che gli altri o sbagliano o non vedono.

Teniamo presente che l'inventore di Sherlock Holmes era un dottore e che se ad Holmes togliamo una 'elle' otteniamo Homes che al singolare si dice Home che è sinonimo di House...chissà forse è solo un caso?

 
Di etrusco (del 21/12/2007 @ 18:10:09 in società, linkato 1817 volte)

intercettazioniE' di questi giorni la notizia della pubblicazione delle intercettazioni telefoniche fatte a Silvio Berlusconi e l'ex presidente di Rai Fiction Saccà.

Un vero e proprio boom mediatico, su radio, tv, web e giornali non si parla d'altro, la notizia ha ormai monopolizzato l'informazione italiana.

Vorrei a questo punto fare una riflessione in merito anche io, non tanto sull'intercettazione in sè, che si commenta da sola, quanto sulle intercettazioni e relative pubblicazioni da parte die media.

La domanda che dovremmo porci è la seguente:

E' giusto pubblicare un'intercettazione telefonica nonostante la legge lo impedisca?

Da un punto di vista giuridico la risposta è no! La legge impone la segretezza degli atti e delle relative intercettazioni.

E dal punto di vista etico?

Dal punto di vista etico a mio avviso va fatta una distinzione sostanziale tra personaggio pubblico e persona comune.

C'è chi sostiene che le libertà, tra le quali annoveriamo anche quella alla privacy, non hanno colore, valgono per tutti.
Tuttavia io credo che ci sono alcune persone, tra le quali annovererei politici, dirigenti, l'elite italiana, la punta di diamante, le vere menti, insomma quelle persone le cui decisioni determinano le sorti delle umane genti, le quali hanno qualche dovere morale in più.

Tali persone, proprio perchè rivestono dei ruoli di primaria importanza, dovrebbero essere l'esempio per il volgo, per noi poveri detentori di mutui, e proprio perchè la loro funzione pubblica è cosi importante e decisiva non possono permettersi scivoloni o cadute di stile.

Nel caso in cui per queste persone esistano intercettazioni telefoniche che ne attestino la non rettitudine morale è giusto, a mio avviso, che la gente sappia!

Ho proprio terminato da pochi giorni un libro intitolato "toghe rotte. La giustizia raccontata da chi la fa" di Tinti B.
La parte finale del libro tratta proprio il tema delle intercettazioni e la tesi sostenuta è simile a quella che ho appena enunciato, in pratica la sostanza del pensiero di Tinti è la seguente:

"Non posso arrestare il politico corrotto, però devo sapere se posso invitarlo a cena"

Credo che questa sia la lettura corretta, mi sento impotente, non posso far nulla perchè l'esercizio del potere di questi soggetti mi ha impossibilitato a reagire allora cosa faccio? Mi informo, voglio sapere se questa persona ha le carte in regola per essere invitata a casa a casa mia, devo sapere se posso fidarmi.

Tutto qua, anche perchè dopo pochi giorni passa tutto, le notizie cessano di essere notizie, i reati cadono in prescrizione e a noi cosa rimane? Solo una certezza sulla rettitudine morale o no del soggetto in questione. Non ci rimane altro, non abbiamo altri strumenti a nostra disposizione.

Un'altra frase del libro mi ha molto colpito, in relazione alla democrazia. Il PM si chiede:

Cos'è la democrazia?

La risposta che egli da a questa domanda e semplice e disarmante...."la democrazia altro non è che l'esercizio del potere" potere che dovrebbe essere in mano al popolo.

Allora la seconda domanda è la seguente:

Quale potere ha in mano il popolo per rivendicare i propri diritti?

...la risposta....spetta a voi, io la mia la conosco!

 
Di etrusco (del 27/12/2007 @ 17:53:31 in Harry Potter, linkato 1993 volte)

La Salani ha finalmente reso disponibile l'immagine della copertina ufficiale dell'ultimo libro di "Harry Potter e i doni della morte" sul sito dedicato appositamente al maghetto, questa sarà l'ultima delle sette:

copertina HP7

Ha inoltre messo a disposizione l'elenco delle librerie che la notte del 4 Gennaio 2008 rimarranno aperte dalle 23:00 per l'eccezionale evento.

Come vi sembra? A me è piaciuta molto, in perfetto stile Salani...

Queste alcune domande che nascono dalla copertina:

1) Si legge "L'ultimo nemico che sarà sconfitto è la morte"....cosa sta ad indicare?

2) Sembrerebbe che i due personaggi siano Harry ed Ermione sotto il mantello dell'invisibilità...perchè? Dove vanno?

Nella parte posteriore (apparsa sui siti non ufficiali) ci sono una invece una cerva bianca (o un agnello....), un brano in cui viene citato il Boccino d'oro e, sullo sfondo, i volti sfumati di Harry bambino e dei suoi genitori James e Lily, morti per salvarlo.

3) Forse il loro sacrificio avrà un ruolo dominante nell'ultimo libro?

Il grande giorno, anzi la grande notte si avvicina, non ci resta che aspettare e a tutte queste domande avremo finalmente una risposta....

Buona lettura

 
Di etrusco (del 07/02/2008 @ 17:49:52 in Harry Potter, linkato 7100 volte)

harry potter e il principe mezzo sangueE' ormai ufficiale che l'uscita del sesto film di Harry Potter e il Principe Mezzosangue è confermata per il 28 Novembre 2008 in contemporanea quasi mondiale.

Sono stati riconfermati quasi tutti gli attori principali e il regista sarà lo stesso del quinto film - che non ha riscosso un grande successo - ossia "David Yates".

 

Questa la lista completa degli attori riconfermati:

Daniel Radcliffe è Harry Potter
Emma Watson è Hermione Granger
Rupert Grint è Ron Weasley
Helena Bonham Carter è Bellatrix Lestrange
David Bradley è Argus Gazza
Robbie Coltrane è Rubeus Hagrid
Warwick Davis è Professor Vitious
Tom Felton è Draco Malfoy
Michael Gambon è Albus Silente
Alan Rickman è Severus Piton
Maggie Smith è Professoressa McGranitt
Natalia Tena è Tonks
Julie Walters è Molly Weasley
David Thewlis è Remus Lupin
Evanna Lynch è Luna Lovegood
Matthew Lewis è Neville Paciock
Bonnie Wright è Ginny Weasley
Hero Fiennes Tiffin è Tom Riddle all'età di 11 anni
Frank Dillane è Tom Riddle da teenager
Jessie Cave è Lavanda Brown
Jim Broadbent è Horace Lumacorno

Io mi auguro che a differenza del quinto questo sia all'altezza del libro, soprattutto in considerazione del fatto che il principe mezzo sangue è, dei sette, in assoluto il mio preferito, il migliore...quello che dalla prima all'ultima pagina mi ha tenuto col fiato sospeso ed incollato ad ogni capitolo.

E' pur vero che i film non sempre riescono a trasmettere le emozioni che ci vengono trasmesse attraverso i libri, molto dipende da noi ovviamente, dalla nostra fantasia, sensibilità e passione alla lettura.

Quando si ama un libro difficilmente si riuscirà ad amare nello stesso modo la versione cinematografica, speriamo di essere smentito questa volta e che il sesto film, al pari del libro, risulti il migliore dei sette.

 
Di etrusco (del 25/06/2007 @ 17:42:25 in filosofia, linkato 3239 volte)
venereRiporto di seguito alcuni dei nomi di filosofi che hanno segnato la storia della filosofia:

Talete (620-550 a.c.), Democrito (460-370 a.c.), Socrate (469-399 a.c.), Platone (428-347 a.c.), Aristotele (384-322 a.c), Agostino (350-430),Locke (1632-1704), Hume (1711-1776), Kant (1724-1804), Hegel (1770-1831), Schopenhauer (1788-1860), Kierkegaard (1813-1855), Nietzsche (1844-1900), Croce (1866-1952), Heidegger (1889-1976), Sartre (1905-1980)

Ovviamente questa è solo una minima parte rispetto al panorama di filosofi che, nel corso della storia, hanno segnato in maniera indelebile il pensiero occidentale.

A questo punto una domanda sorge spontanea....

E le donne?

Perchè nella "lista" non c'è una donna? perchè quando si parla di filosofia, di filosofi e pensatori ci si rivolge sempre al maschile? perchè risulta cosi difficile anche il solo definire la filosofia in termini di pensiero femminile? Ci sono donne che hanno inciso, segnato il pensiero occidentale con le loro teorie, con i lori pensieri, con la loro esistenzialità?

La risposta a tale domanda ci viene fornita dalla storia del pensiero filosofico occidentale che vede la presenza, sin dai tempi dei Greci, di numerose donne il cui pensiero è stato di rilevante importanza, che hanno spesso segnato, influenzato e condizionato il pensiero occidentale, nomi come:

Aspasia di Mileto (440 a.c.) discepola di Pitagora , Ipazia (400 a.c.) di tendenze Neoplatoniche, Plotina (53-117 d.C.) consorte dell'imperatore Traiano, la principessa Elisabetta (1643) che intrattenne uno studendo rapporto epistolare con Cartesio, fino ad arrivare ai giorni nostri con personaggi di grande rilevanza filosofica come Edith Stein (1891-1942), Simone Weil (1909-1943), Hannah Arendt (1906-1975) o Simone De Beauvoir (1908-1986).

La storia, quindi, ci dice che molte donne hanno contribuito alla nascita del pensiero contemporaneo.
Tuttavia, quando si pensa ad un grande filosofo (termine maschile), la nostra mente cerca subito uno dei nomi della prima lista, il filosofeggiare stesso è una tendenza, una abitudine che la si associa, in linea di massima, al genere maschile.

Perchè?

Questa domanda è stato l'argomento principe di una discussione fatta con alcuni colleghi, ci tengo a sottolineare tutti maschi, dalla quale sono emerse numerose idee, pareri, opinioni.
La più gettonata ed anche la più consona al mio di pensiero è molto semplice, la cui semplicità risulta essere quasi disarmante e comunque formulata da una platea di uomini e che sottopongo con estremo piacere e spirito critico alla vostra attenzione.

Perchè la donna non la si associa al filosofeggiare? Perchè l'icona del filosofo è un soggetto maschio?

La donna non la si associa al filosofeggiare perchè, in linea di massima, la donna non ha bisogno di filosofeggiare, non sente questa esigenza esistenziale, maniacale, interiore.

Perchè?

Il perchè risiede nel fatto che mentre gli uomini cercano continuamente risposte, le donne le hanno.
Gli uomini si pongono le domande per le quali le donne hanno già la giusta risposta, in maniera innata, ancestrale, istintiva.

Ma da dove nasce questa differenza?

La differenza sostanziale risiede nel fatto che la donna è assai più vicina a Dio, alla vita, alla creazione di quanto possa esserlo un'uomo perchè essa vive in se il miracolo stesso della vita; la donna è in grado di generare, creare, dare la luce; l'uomo, proprio in virtù di questa sua distanza biologica, cerca in sè tali risposte, cerca esso stesso di avvicinarsi all'essenza della vita con la riflessione, con la filosofia, con il pensiero.

Per la donna la domanda cardine della filosofia..."perchè esisto? quale è il mio scopo?" ha una ben precisa risposta, "io esisto, in quanto donna, per generare il mondo stesso, senza me nulla esisterebbe".

L'uomo mai potrebbe rispondere in tal modo, un uomo, alla medesima domanda, non sa rispondere... risponde con una nuova domanda, cerca in sè, con la filosofia, la risposta giusta, vola di pensiero in pensiero, crea nuove teorie, ipotesi, formula centinaia di aforismi, ma poi si ritrova, nudo, di fronte al "sè" e alla inspegabilità del suo stesso essere.

Per approfondire la filosofia al femminile consiglio:

La filosofia è donna? al link http://bfp.sp.unipi.it/bibliofdd/fddnota.htm
Donne Filosofe al link http://www.filosofico.net/donnefilosofe.htm
Le donne filosofe al link http://www.linguaggioglobale.com/filosofia/donne/DONNE.htm

libro "Storia delle donne filosofe" di Ménage Gilles
 
Di etrusco (del 18/12/2007 @ 17:41:59 in dr house, linkato 2988 volte)

dr house e il lupus

Foreman: Nascondi le pillole nel manuale del Lupus?
House: Tanto non è mai il Lupus.

Tra le moltissime serie TV che spopolano in questo periodo ce ne sono alcune il cui successo è ormai appurato e indiscutibile; tra queste sicuramente possiamo annoverare tutti i serial americani a sfondo "medico - sanitario" ossia serial come "Grey's Anatomy" o "E.R" che per molto tempo hanno e stanno appassionando fan italiani e di tutto il mondo.

In me, però, ha suscitato un interesse particolare la serie televisiva "Dr. House M.D.", credo che l'interesse non lo abbia suscitato solo in me visto e considerato che, ad oggi, è una delle serie più amate e seguite dal pubblico italiano.

Perchè? Cosa c'è di cosi interessante in un pazzo furioso come Greg?

Non sono l'unico ad essersi posto il dilemma visto e considerato che un gruppo di quattro giovani filosofi ha deciso di scrivere un libro proprio sulla filosofia del Dr. House.

Il titolo è "La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo" editore "Ponte alle grazie".

Ho messo questo libro nella lista delle priorità...speriamo non tradisca le mie aspettative.

Ma torniamo a Greg e alla sua folle misantropia.

Credo che a differenza degli altri serial televisivi "medico-sanitari" il Dr. House abbia qualcosa in più, di più forte e geniale, di più profondo riconducibile proprio al personaggio Gregory House e alla sua filosofia di vita.

La frase: 

Dimmi cosa preferisci: un dottore che ti tiene la mano mentre muori o uno che ti ignora mentre migliori?

 
credo sia significativa del personaggio, curare la malattia e non il malato perchè i malati sono tutti bugiardi, mentono sempre!
E le malattie? Curare solo casi disperati, estremi, che riescano a solleticare l'attenzione e soprattutto l'ego del dottore... usare ogni mezzo, ogni cura pur di riuscire nell'impresa, a prescindere da qualsiasi deontologia medica, contro ogni morale, calpestando qualsiasi comportamento etico.

Il dottore che comunque ci guarisce, la malattia che non è mai Lupus...
Con il dottor House scacciamo le nostre paure, allontaniamo l'idea della morte e ci avviciniamo all'immortalità suggellata proprio dall'ego del personaggio, incosciamente scacciamo streghe e fantasmi dai nostri armadi perchè tanto "House è Dio" (il titolo di una puntata...), House ha sempre la soluzione; ci disprezza, si disprezza, ci considera dei bugiardi ma alla fine ci cura sempre e comunque.

Ecco, credo che l'enorme successo della serie televisia sia riconducibile a questo sottile gioco psicologico che incosciamente ci lega alla poltrona e ci fa amare cosi tanto un personaggio che ha come unica priorità l'utilizzo del sistematico di oppiacei per alleviare il proprio dolore esistenziale.


 
Di etrusco (del 19/06/2007 @ 17:18:12 in libri, linkato 2031 volte)
platone, repubblicaHo da poco terminato la lettura del libro "Platone. Repubblica" di Blackburn Simon distribuito da Newton & Compton e ne consiglio la lettura a tutti quelli che vogliono scoprire per la prima volta il pensiero del filosofo.

Il libro è strutturato in chiave critica e non si limita a descrivere il pensiero del filosofo, ma ne analizza ogni singolo passo, ogni singolo pensiero, ogni singola riflessione soprattutto in riferimento a quelle che sono state le ripercussioni sul pensiero occidentale moderno e contemporaneo.

Platone maestro di vita e filosofo superbo? No, Platone figlio del pensiero occidentale, Platone come filosofo dal quale hanno tratto spunto gran parte dei pensatori dal 400 a.c. ai giorni nostri e sui quali pensieri si è dibattuto sempre, comunque a prescindere dal giudizio.

La sua opera come eterno spunto di riflessioni, come terreno fertile sul quale dibattere di filosofia, dell'uomo, dell'esistenza... "La Repubblica" come opera temporalmente e culturalmente distante da noi ma eternamente viva e presente nel nostro vissuto quotidiano.
 
Di etrusco (del 20/10/2008 @ 16:59:20 in società, linkato 508 volte)

Immaginiamo cosa accadrebbe alla nostra salute mentale se di punto in bianco tutte le persone a noi care, i conoscenti, i parenti smettessero di riconoscerci, di approvarci, di sostenerci.

Siamo solo ciò che noi percepiamo del nostro essere o siamo anche l'immagine che gli altri hanno di noi?

Mi spiego meglio, io "so " di esistere e questo mi differenzia da una bestia, da un animale che molto probabilmente non è dotato di tale consapevolezza sul proprio io. Ma questa consapevolezza che ho deriva anche dai riscontri oggettivi associati alla realtà che mi circonda.

Saluto un amico e lui mi risponde, significa che mi ha riconosciuto, che "sa" chi sono; questo avvalora la tesi sulla percezione che io ho del mio essere.

Chiedo un'informazione e qualcuno mi risponde, abbraccio il mio amore e lei fa altrettanto magari ammiccando un sorriso; insomma costantemente, sempre, ogni attimo del nostro vissuto assaporiamo gesti, parole, emozioni tese ad avvalorare l'idea che noi esistiamo.

Quando cessiamo di esistere?

O quando muoriamo o quando le persone e il mondo che ci circonda cessano di riscontrare la nostra esistenza, questa seconda ipotesi è assai peggiore della prima perchè mette in discussione la percezione stessa che noi abbiamo del nostro essere.

Ecco perchè non possiamo permettere che questo accada, a nessuno, men che mai ad un giovane scrittore di 28 anni che ha come unica colpa quella di aver scritto un libro, il suo libro, ed aver detto ciò che pensa, con libertà e passione.

Per questo dico a gran voce: "Siamo tutti Saviano", perchè ciò che oggi sta accadendo ad un nostro coetaneo domani potrebbe accadere a noi e noi ne saremmo complici se oggi non facessimo nulla!

Chi volesse aderire all'iniziativa "Siamo tutti Saviano" può iscriversi all'omonimo gruppo creato su facebook e lasciare un messaggio.

 
Di etrusco (del 21/10/2007 @ 15:12:31 in Harry Potter, linkato 1118 volte)
E' dunque ufficiale, il titolo dell'ultimo libro della saga di Harry Potter sarà "Harry Potter e i Doni della Morte".
La nota ufficiale della Salani e confermata anche dalla scrittrice J.K Rowling è datata 11 Settembre 2007, l'uscita del libro è invece fissata al 5 Gennaio 2008(notte tra il 4 e 5).
Non ci resta che attendere, impazientemente, con calma e soprattutto cercando di evitare gli infiniti spoiler che circolano in rete.
 
Di etrusco (del 27/10/2008 @ 15:09:14 in tuscia e pensiero, linkato 1983 volte)

Lavorate a Roma e venite da NORD? La vostra casa è a Viterbo, Formello, Sutri etc...?

Un consiglio, non prendete la cassia bis nel periodo che va dal 23 Ottobre al 18 Gennaio (ovviamente se le date saranno rispettate) perchè per percorrere un tratto di strada di circa 5 Km ci voglio dai 60 agli 80 minuti, rispetto agli 8-10 minuti di percorrenza in condizioni normali.

Idem per il rientro la sera, portatevi un panino, un buon libro, tanta acqua ed uno spazzolino da denti perchè i tempi di percorrenza sono a dir poco osceni, dimenticavo....la pazienza, quella deve essere davvero molta!

Ovviamente non prendete gli autobus perchè anche i bus fanno la cassia bis e le ali ancora non le hanno.

Rimane la soluzione treno, però preparatevi a viaggi che vanno (in media) dall'ora e mezza alle due ore per una tratta di appena 80 Km (Viterbo - Roma) sempre che non ci siano scioperi, ritardi e/o guasti di varia natura.

Rimangono quindi solo due soluzioni:
A) Vi prendete 3 mesi di ferie con l'opzione di uteriori 3 mesi per i lavori nel senso opposto.
B) Vi noleggiate un jet personale.

In quest'ultimo caso forse avrete la possibilità di arrivare in orario sul posto di lavoro.

Ovviamente è subito scattata la polemica per come è stata gestita l'informazione al pubblico, per come non si sono previste uscite e/o deviazioni di traffico, per le date di inizio lavori (a ridosso delle festività natalizie).

Domanda....ma luglio ed agosto non erano due mesi più adatti per questo tipo di intervento? Chi ha gestito la cosa sà quante persone utilizzano quella strada per raggiungere il posto di lavoro a Roma?

Questo il link per seguire le proteste di chi, come me, tutti i santi giorni fa quel tratto di strada, si parla di manifestazione, blocco del traffico (più di cosi? ^_^), informazione agli organi di stampa (tusciaweb) e forse anche il gabibbo (striscia la notizia)

Bè le premesse sono davvero ottime per la realizzazione dell'aeroporto a Viterbo...forse prima di pensare agli aerei sarebbe il caso di far funzionare gli altri collegamenti terrestri!

 
Di etrusco (del 16/01/2008 @ 14:13:44 in Harry Potter, linkato 1799 volte)

voldemort

Ieri sera ho finalmente terminato Harry Potter e i doni della morte, settimo ed ultimo libro della saga del Maghetto creato dalla scrittrice inglese J.K Rowling.

Sensazioni?

Grande soddisfazione per un finale che, nonostante gli spoiler, non ha deluso le attese.

Il libro è in perfetto stile HP, un inizio in sordina, a volte anche eccessivamente lento (credo sia voluto) che poi pian piano cresce, evolve e raggiunge un ritmo incalzante nella seconda parte del libro, per un finale che emoziona, stupisce e soprattutto non è banale.

La mia paura in relazione alla conclusione era proprio il rischio della banalità, del finale scontato invece, come al solito, la JKR ci sorprende con la sua eccezionale scrittura, le sue intuizioni, la capacità con la quale riesce ad incanalare l'interesse del lettore su un argomento, riproponendo poi argomenti iniziali dei quali il lettore aveva ormai perso le tracce, dimenticato, rimosso, svelando la soluzione che sembrava irrisolvibile, giocando il Jolly che nessuno si aspetta, portando il lettore su un terreno dal quale poi lo disarciona violentemente per ricondurlo altrove, senza preavviso, senza avvertimento.

ATTENZIONE SPOILER

E così proprio sul finire riabilita Piton, ci svela i sui più intimi segreti, l'amore sconfinato ed eterno per la madre di Potter - Lily - che è poi il vero motore di tutta la storia, l'amore di Piton per Lily, l'amore di Lily per Harry, la protezione del ragazzo promessa segretamente a Silente da Severus. Insoma tutto ruota intorno la magica parola "amore".
Nel finale ci si dimentica di tutto, dei doni della morte, della potentissima bacchetta di sambuco, della pietra della resurrezione e del mantello dell'invisibilità, non hanno più importanza gli Horcrux, lo specchio di Harry, la bacchetta gemella spezzata o il boccino d'oro di Silente...conta solo il dialogo tra Harry e Silente, in un limbo psico-etereo in cui è proprio lui, Harry, ad avere la meglio non solo su Voldemort ma su Silente stesso.

Sembra ormai tutto finito, Harry morto che dialoga con Silente, un ammasso di carne informe che piange accanto a loro e poi il silenzio più assoluto...l'impressione è quella di una morte di massa, Harry e Voldemort che si uccidono a vicenda, invece...

.. si torna alla realtà, allo scontro finale, alla rinascita, ai continui colpi di scena, alle feroci uccisioni, al duello finale, all'intuizione di Harry che mette, con un memorabile dialogo, con le spalle al muro Voldemort, colui-che-non-deve-essere-nominato, il Signore Oscuro e ci viene svelato l'ultimo, grande colpo di scena...l'ultimo Horcrux è proprio lui, Harry Potter, e lui è riuscito, involontariamente a riunire a se i 3 doni della morte, mantello, pietra e bacchetta...Voldemort non ha più scampo.

Insomma che dire, non voglio aggiungere altro, magari siete ancora ai primi capitoli o semplicemente aspettate il film (errore...il film non rende!), non ci resta altro che Ringraziare JKR per la fantastica avventura e per le favolose emozioni che ci ha regalato.

Ed ora...siamo come Harry, senza nemico, senza duelli in vista, sereni e pronti per nuove avventure...si, ma tra 19 anni!

 
Di etrusco (del 08/09/2008 @ 12:43:17 in libri, linkato 816 volte)

Ho da poco completato la lettura del libro "l'ultima legione" di Valerio Massimo Manfredi e mi sento di consigliarlo a chiunque fosse interessato ad un buon romanzo storico, ambientato nel 476 DC alla fine dell'impero Romano d'Occidente con protagonisti il giovane imperatore Romolo Augusto e un gruppo di impavidi legionari disposti a tutto pur di salvarlo dal feroce barbaro Odoacre.

Come tutti gli altri libri che ho letto di Manfredi anche questo è decisamente ben fatto, fluido, interessante ed avvincente.

Mi ha colpito positivamente l'ambientazione storica ossia la precisione con la quale viene descritta quella fase particolarissima della nostra storia che ha visto il tramonto di un'epoca (l'impero Romano) e l'alba di una nuova era (il medioevo).

Manfredi riesce a descrivere luoghi, fatti e vicende senza mai annoiare, ci trascina in un viaggio affascinante con la qualità propria dello scrittore di romanzi e la precisione nozionistica tipica dello storico.

Il finale non manca di colpire e stupire nel momento in cui la precisione storica viene scalzata dalla fantasia narrativa, dalla leggenda e dal misticismo.

Alla fine del libro lo scrittore ci spiega che il finale altro non è che una sua particolare "lettura" della storia, spesso impregnata di leggenda - in questo caso quella di Re Artù e della spada nella roccia (excalibur) - e che quindi va presa per quello che è ovvero una libera interpretazione, un tentativo di dare una risposta a domande irrisolte, un esercizio filologico di ricostruzione della nostra storia passata.

Affascinato dal libro ho deciso di vedermi anche "L'ultima legione" (2007) un film di Doug Lefler con Colin Firth, Ben Kingsley, Aishwarya Rai, Peter Mullan.

Putroppo, a mio avviso, il film non è stato minimamente all'altezza del libro e non vorrei spenderci neanche troppe parole vista la pochezza sia artistica che storica della pellicola, per non parlare della pessima fotografia e dei dialoghi inesitenti, insomma una delusione totale.

Verrebbe da chiedersi come mai uno scrittore del livello di Manfredi abbia dato il suo "benestare" alla realizzazione di questa pellicola!

 
Di etrusco (del 05/06/2008 @ 12:31:13 in filosofia, linkato 825 volte)

"Ciò che accade abitualmente non ritenetelo normale" ....

Tranquilli non sono impazzito e queste parole non sono parole mie, sono parole di Bertolt Brecht.

Perchè ho voluto riportarle in questo post?

Perchè a mio avviso nella loro semplicità racchiudono moltissimi spunti di riflessione sulla realtà delle cose che ci circondano, sulla conoscenza, sui comportamenti degli individui, sulla percezione della realtà.

Dovremmo imprimerci la frase "Ciò che accade abitualmente non ritenetelo normale" e farne tesoro ogni giorno, ogni attimo, ogni singolo istante della nostra giornata.

Fare ciò ci spinge ineludibilmente alla critica dei "fenomeni", dove per critica intendo un processo di ricerca continua sulle cause prime; un processo, per dirla alla Kant, di ricerca del "noumeno" o "cosa in sè".

Il motore della conoscenza umana è racchiuso in queste semplici riflessioni, conoscere significa fare esperienza del mondo che ci circonda, creare un punto di unione tra quelle che sono le nostre credenze, le nostre idee e quella che è realmente l'esperienza del vissuto. Cercare costantemente una relazione tra "fenomeno" percepito e "cosa in sè", oggettiva ed essente a prescindere dalla percezione e dall'idea stessa di "cosa in sè".

Questa operazione, tuttavia, non è cosi semplice, cercare il punto di unione tra la nostra credenza e il mondo "reale" - se mai esiste un modo oggettivo a prescindere dalla percezione - è un' attività che porta alla critica e da essa stessa è alimentata.

E' il processo che ha spinto l'uomo alle grandi scoperte scientifiche, geografiche e spaziali, è il processo che ci porta ad acquistare un nuovo libro, a parlare e discutere di un argomento ostico, è il processo che ci permette di crescere interiormente, a livello percettivo e conoscitivo.

E' il processo limite che spinto dalla critica ci porta alla conoscenza, senza mai raggiungerla pienamente.

Non importa giungere ad una definizione, ad una conclusione, avere una risposta oggettiva; ciò che conta veramente è la riflessione, la ricerca, la costante interrogazione sull'ovvio, perchè in fin dei conti di ovvio, in questa breve vita, non c'è nulla.

..... "Ciò che accade abitualmente non ritenetelo normale".

 
Di etrusco (del 14/01/2008 @ 12:16:50 in cinema, linkato 2246 volte)

Ieri sera sono stato al cinema (che bella la domenica senza calcio....) a vedere il film "Io Sono Leggenda" con Will Smith regia di Francis Lawrence. 

Il film è tratto da un libro, pensate un pò, di fantascienza/horror del 1954 (I Am Legend) dello scrittore americano Richard Matheson. Mi sono informato un pochino ed ho visto che il libro originale del '54 ha inaugurato un vero e proprio filone, genere, stile al quale molti altri film/libri si sono poi ispirati come:

 

1964 - L'ultimo uomo della Terra, di Ubaldo Ragona con Vincent Price.
1967 - Soy leyenda, cortometraggio (15 minuti) del regista spagnolo Mario Gómez Martín.
1968 - La notte dei morti viventi scritto e diretto da George Romero.
1971 - 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, di Boris Sagal con Charlton Heston.
1984 - La notte della cometa (Night of the Comet), storia di sopravvissuti all'impatto tra una cometa e la Terra.
2002 - 28 giorni dopo, dal regista Danny Boyle (Trainspotting), un ulteriore sviluppo dell'idea del zombie-movie creata da Romero.
2007 - Io sono leggenda diretto da Francis Lawrence con Will Smith.

fonte wikipedia

Il film è veramente ben fatto, a me è piaciuta molto sia l'ambientazione che la recitazione, da non trascurare anche gli aspetti bio-etici, legati soprattutto alla manipolazione genetica, che il film mette in risalto; considerando che la trama è vecchia di 50 anni possiamo tranquillamente dire che gli avvertimenti-considerazioni sono più che mai attuali: manipolazione genetica, bio-etica, religione, virus generati dall'uomo, ricerca sul cancro, insomma temi che ancora oggi scaldano le menti e i cuori di tutti noi.

L'ambientazione è una New York completamente deserta, abitata da un solo uomo, Robert Neville (Will Smith), che deve combattere con dei "zombie-vampiri" che altro non sono che uomini sopravvissuti e poi infettati da un nuovo virus. Questo virus è stato creato artificialmente dall'uomo a scopo benefico per combattere il cancro, in seguito poi è geneticamente mutato in virus letale che inizialmente si diffondeva per contatto diretto ed in seguito per via aerobica.

Questi "esseri" (9% del totale) si cibano soprattutto degli umani non aggrediti dal virus (1%), il restante 90% degli umani si è completamente estinto a causa del virus; non tollerano la luce, hanno assunto sembianze disumane ed escono solo di notte (la loro pelle non tollera la luce) in branchi organizzati.

La trama, come si vede, è affascinante e anche il film nel complesso risulta piacevole, incalzante e scorrevole. A me è piaciuta moltissimo l'idea di una New York completamente desolata, vuota, abitata da un solo uomo e il suo cane, liberi di muoversi ovunque ma sempre con l'ossessione della notte, del buio....ossessione che richiama molto le paure incoscie di tutti noi.

Insomma, non voglio dire altro, magari il film non l'avete ancora visto....per cui il mio consiglio è : andate al cinema a vederlo, ne vale la pena!

 
Di etrusco (del 27/08/2008 @ 12:13:28 in matrimonio, linkato 529 volte)

matrimonioEd eccoci ritornati, dopo il matrimonio ed il viaggio di nozze siamo nuovamente a casa. Negli occhi e nel cuore scorrono ancora le immagini, le emozioni, ed i sogni che quei venti fantastici giorni ci hanno donato.

Emozioni, sogni e gioie non sono "digitalizzabili" su questo libro virtuale, le immagini (qualcosa ovviamente) forse si....

Per cui, direttamente dal mio album su Flickr, posto qualche slideshow per chi fosse interessato a condividere con noi quei magici momenti.

Gli autori delle foto, ai quali va il nostro sentito grazie sono Lorenzo (la Lurienza) che ci ha fatto anche un ingrandimento da lacrime, Roberto che insieme alla moglie Paola ci ha fatto anche un bellissimo filmino, mio zio Renato che ha anche un bell'account su Flickr, il grande Mago che ha preso la macchina da Roma ed è venuto fino a Montefiascone per farci delle favolose foto ed un graditissimo quanto inaspettato regalo, il piccolo Piermarco (il mio cuginetto) che la sera della serenata ci ha fatto delle foto stupende...un futuro fotografo, il nostro grande fotografo Maurizio che ci ha sopportato per una giornata intera (povero lui ^_^) e per finire... l'etrusco che alle Maldive si è superato e la pulce che alle Maldive non solo mi ha sopportato ma ha anche affinato la sua tecnica fotografica e devo dire che sta diventando veramente brava con la reflex (la sto plasmando : - ) altrimenti mi lascia già prima di cominciare ^_^)

Queste le slideshow:

1) La serenata (notte del primo agosto verso le 23:00)

 

2) Il matrimonio (2 agosto 2008)

 

3) La casa dopo il matrimonio (ve pozzino.....l'avete distrutta ^_^)

 

4) Maldive (dal 4 al 19 agosto 2008)

Dimenticavo, un grazie forte, sentito ed affettuoso va anche a tutte quelle persone che in questi ultimi mesi ci sono state accanto e ci hanno sopportato, sostenuto ed incitato. A quelle persone che si sono commosse con noi, che hanno vissuto con noi ogni attimo ed ogni istante del matrimonio ossia i nostri genitori in primis, i nostri parenti, i nostri testimoni (che coraggio firmare, eh Barò! ^_^), i nostri amici e conoscenti....insomma tutti!

Grazie di cuore

L'etrusco e la pulce

 
Di etrusco (del 30/01/2008 @ 10:53:48 in cinema, linkato 2101 volte)

caos calmo

E' di questi giorni la notizia che l'8 febbraio 2008 (venerdi) uscirà nelle sale italiane il film "Caos Calmo" tratto dall'omonimo libro di Sandro Veronesi vincitore del premio Strega 2006 , gli attori che lo interpreteranno sono Nanni Moretti, nel ruolo principale di Pietro Paladini, Valeria Golino, Isabella Ferrari, Alessandro Gassman, Kasia Smutniak e Silvio Orlando insomma un cast di ottimi attori che, alla luce del libro, sembrano realmente azzeccati.

Il libro non appena lo iniziai mi affascinò subito, per i temi profondi e al tempo stesso semplici e più che mai attuali come l'amore e la morte, il rapporto dei genitori con i figli, il rapporto che ogni individuo, ogni singola persona ha con se stesso e con la realtà che lo circonda, spesso inghiottito dalla frenesia del contemporaneità e che sempre più spesso si interroga su come bloccare, fermare, interrompere, anche solo per un istante, questa accelerata percezione dell'evolversi degli eventi e della vita stessa.

"Caos Calmo" è la ricetta di Pietro Palladini il quale decide di fermarsi, bloccarsi dinanzi il fluire della vita ed attendere, aspettare con "calma" il momento del dolore che sembra non sopraggiungere mai, disorientandolo. Questa decisione nasce spontanea, in maniera quasi involontaria dopo la morte della fidanzata, con la quale si sarebbe dovuto sposare di lì a breve e con la quale aveva già una bambina di nome Claudia . La morte stessa della futura moglie avviene in circostanze particolarissime, Pietro è in spiaggia con il fratello ed insieme salvano due donne in procinto di annegare, mentre soccorre questa donna Pietro ha anche un'erezione, spontanea, improvvisa, incontrollabile e mentre accade tutto ciò la moglie muore, in casa, in maniera anch'essa improvvisa, inattesa cosi come improvvisa era stata l'erezione di Pietro. Questo il prologo della storia, l'incipit che fa da eco a tutto il libro.

Ed ecco che non appena inizia la scuola Pietro decide di accompagnare la figlia e di attenderla lì, sotto scuola, in macchina, senza andarsene...decide di non abbandonarla e per un giorno non va in ufficio. Il secondo giorno accade la stessa cosa, Pietro rimane sotto scuola ad attendere la figlia, e cosi il terzo ed il quarto e via via decide di farlo sempre, ogni giorno attende non solo la figlia ma anche il dolore, per quella terribile scomparsa, con un "Caos Calmo " nella testa e nell'animo.

E cosi le giornate si succedono l'una all'altra e mentre i colleghi, i parenti ed i conoscenti lo passano a trovare per vedere "lo strano", "il diverso" si verifica una sorta di magia... Pietro diventa il loro confessore, la persona che li ascolta, che li comprende, che li consiglia. Si inverte il tema, da "diverso" Pietro diventa "normale" e tutti gli altri che corrono da lui per parlare e confessarsi risultano "diversi", coloro che ancora vivono la vita con frenesia, ansia, timore... Lui no, lui è sempre li ad attendere la figlia, immobile, fermo, in attesa, gli altri non hanno scampo!

Il libro è decisamente piacevole, ben fatto, fluido e dai temi interessanti; speriamo che il film non tradisca le mie (nostre) aspettative, che sappia evidenziare in chiave cinematografica le domande che dal libro emergono con forza, dure e terribilmente incisive.

 
Di etrusco (del 31/10/2007 @ 10:21:58 in società, linkato 1801 volte)

Ieri sera mi sentivo romantico ed ho composto una poesia.

Questa poesia è nata il 30 Ottobre 2007 mentre ero con i miei amici pendolari sulla linea Roma-Viterbo.
Questa poesia è nata nelle circa quattro ore di viaggio che il mio trenino ha impiegato per fare circa 70 Km.
Questa poesia è nata tra le 19:15 e le 23:15
Questa poesia è nata il giorno prima dell'aumento del 10% del prezzo del mio abbonamento
Questa poesia è nata mentre ero felice e pensavo....

Che bello essere pendolare
Che bello alzarsi tutte le mattine alle 6:00
Che bello trovare ogni giorno un bel trenino che ti apetta
Che bello vederlo sempre lucido, splendete e profumato
Che bello sapere che anche oggi sarà puntuale
Che bello tornare a casa dalla propria famiglia alle 23:15; "c'è stato un problemino sulla linea..."
Che bello sentir caldo l'estate e freddo l'inverno
Che bello viaggiare in piedi
Che bello vedere cosi tante persone accante a te, ma proprio tante. Non ci sente mai soli...
Che bello sentire ogni giorno un diverso profumo, un diverso aroma, si diventa esperti in materia
Che bello il bagno del mio trenino
Che bello impiegare 1h e 40 min per fare circa 70 Km
Che bello viaggiare sulla linea viterbo-roma
Che bello sapere che a Viterbo vogliono fare l'aeroporto
Che bello sapere che la linea Viterbo-Roma diverrà ancora più efficente, veloce e puntuale
Che bello viaggiare alle 23:00 su un vagone senza luci ed illuminare il libro con un cellulare
Che bello vedersi aumentare l'abbonamento del 10%
Che bello sapere che domani il mio trenino sarà sempre lì ad aspettarmi
Che bello essere pendolare.

Dedico questa poesia a tutti i pendolari, a tutti quelli che ieri sera erano con me sul treno Viterbo-Roma, a tutte quelle persone che hanno impiegato oltre quattro ore per arrivare a casa dalla propria famiglia e la mattina, come tutte le mattine, si sono alzati nuovamente alle 6:00.

Mentre ero sul treno, tra grida, urla e panico generalizzato, sono rimasto molto colpito dalla frase di una persona seduta accanto a me..."Noi pendolari sopportiamo tutto...ma questa volta è troppo", si questa volta è veramente troppo.

 

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