Finalmente è arrivato a casa, inviato direttamente dal notaio, l'atto di rinegoziazione del mio mutuo ventennale da variabile a fisso...Meritava una foto "artistica"

Rinegoziato il 9 Novembre... arrivato a casa due mesi dopo! Come si dice? Meglio tardi che mai.
Quattro anni fa ho stipulato un mutuo a tasso variabile con la mia banca ed ora mi ritrovo, come molte persone in Italia, con una rata cresciuta a dismisura.
All'atto della stipula del mutuo mi sono fidato di quanto mi fu detto dagli operatori della banca che credevo non solo professionisti ma anche persone che avessero a cuore i propri clienti.
Per cui stipulai un mutuo a tasso variabile alle seguenti condizioni:
Durata 20 anni
Importo 45.000 euro
Rata iniziale 262 euro
tasso 3,50%
spread 1,60%
Il tasso e lo spread mi sembravano alti ma comunque stipulai il mutuo in quanto avevo già il conto con la banca e non volevo chiuderlo.
A distanza di quasi quattro anni mi ritrovo con le seguenti condizioni:
Rata 350 euro
tasso 6%
Ho provato più volte a chiedere delucidazioni alla banca ed ogni volta mi è stato risposto che la colpa è della banca centrale europea che ha alzato i tassi per cui loro non possono farci nulla.
E' verissimo che la BCE ha alzato i tassi in questi ultimi anni ma è falso che loro non possono far nulla per un loro cliente (da 10 anni).
Speravo che fossero loro, a seguito delle mie lamentele, a propormi un rinegoziazione del mutuo ed invece nulla, sempre le stesse parole: non è colpa nostra, assolutamente non le conviene rinegoziare il mutuo.
Cerchiamo allora di capire cosa è la rinegoziazione, ora lo so perchè mi son dovuto informare da solo, non perchè mi è stato detto dalla banca anzi... guai a pronunciare questa parola!!!!
La rinegoziazione altro non è che la modifica di alcuni parametri del proprio contratto di mutuo, è quindi possibile rinegoziare:
> spread applicato dalla banca
> tasso di interesse
> tipologia di tasso (da variabile a fisso)
> durata
L'importante è non modificare il capitale residuo, la rinegoziazione non implica modifica all'ipoteca ne al contratto di mutuo.
Una interessantissima trasmissione andata in onda su Radio 24 mercoledi 12 Settembre parlava proprio di come rinegozioare un mutuo.
Eminenti ospiti hanno chiaramente detto che per rinegoziare un mutuo non serve un atto notarile ne si paga alcuna penale, è semplicemente una scrittura privata tra cliente e banca.
Ma perchè allora ogni volta che sono andato in banca mi hanno sconsigliato di rinegoziare? Perchè mi hanno sempre detto che avrei dovuto sostenere le spese notarili? Perchè mi hanno detto che avrei dovuto pagare una penale?
Perchè alle banche, ovviamente, non conviene rinegoziare il mutuo!
Nel mio caso, ad esempio, se io rinegoziassi a tasso fisso senza variare alcunchè delle altre voci andrei a pagare una rata di 323 euro e a fine ammortamento avrei restituito ben 5.000 euro in meno alla mia banca di interessi.
Ecco perchè, da ottimi professionisti, ci sconsigliano di rinegoziare.
Spesso, anzi sempre, nonostante il notaio non serva le banche ci obbligano a passare per esso (anche in questo caso....ci vedo del marcio), comunque una scrittura notarile per la rinegoziazione non potrà mai essere superiore al guadagno che la rinegoziazione stessa ci produrrebbe.
Nel mio caso il notaio mi ha chiesto circa 600 euro...nulla rispetto ai 5.000 euro di risparmio, considerando anche la tranquillità del tasso fisso.
Ultima cosa, spesso le banche, sempre per disorientarci e scoraggiarci chiedono una lettera con la quale effettuare una proposta noi...NOI!!!
Operai, impiegati, disoccupati,Co.Co.Co...che dobbiamo dire quale è il tasso che ci aggraderebbe! Sono loro i professionisti, loro dovrebbero dirci quale è il miglior tasso applicabile, come rinegoziare, noi paghiamo e loro dovrebbero indirizzarci...invece ci chiedono questa lettera e poi non rispondono.
Per concludere...cosa dire...credo che il post parli da solo, per cui...RINEGOZIATE GENTE, RINEGOZIATE. E se non ve lo permettono allora andatevene in qualche altra Banca, Bersani ci ha dato questa possibilità, una volta tanto sfruttiamola.
Ho allegato in podcast la trasmissione "Salvadanaio" trasmessa da Radio24
Platone, nella sua opera "La Repubblica", aveva teorizzato una città-stato ideale nella quale tre diverse classi sociali potessero, in armonia e con consapevolezza, convivere e prosperare. Tali classi erano rappresentate idealmente dalla "ragione", dallo "spirito" e dal "desiderio".
La "ragione" era dei filosofi, classe dirigente e sapiente delle città-stato, ovvero coloro che oltre a governare dovevano istruire moralmente le altre due classi; Lo "spirito" era dei soldati, classe forte e sanguigna che doveva proteggere la città; Infine c'era il "desiderio" tipico degli artigiani e dei commercianti, del popolo che viveva in città, le cui figure erano associate alla lussuria e al desiderio ma che anch'essi, grazie all'operato dei filosofi, dovevano prender coscienza del proprio status e impegnarsi per il bene comune e collettivo cercando di dominare le proprie pulsioni.
Tale ideale di città stato, seppur con le sue debolezze e carenze, non fu mai raggiunto.
Tuttavia nei 2400 anni circa che ci dividono dalle parole del filosofo la società è mutata, cambiata, si è evoluta e con essa le classi che la componevano.
La riflessione che mi ha spinto a scrivere questo articolo è la seguente: quale è la composizione della società e più in particolare quali sono le attuali classi sociali con le quali ci troviamo a convivere? E' ancora attuale la distinzione ottocentesca tra proletariato e borghesia? E se lo è quali strati sociali oggi compongono borghesia e proletariato?
Il termine borghese e soprattutto la classe come entità rivoluzionaria ebbe inizio dopo il Mille nelle città (Burg, borgo) francesi, italiane e tedesche. La peculiarità di tale classe sociale era il commercio e l'arigianato, in netto contrasto con la nobiltà feudale ed ecclesiastica del tempo. Tale contrasto sfociò drammaticamente nella rivoluzione francese del 1789, una rivoluzione dalle connotazioni nettamente borghesi e che sancì definivamente il crollo dell'ancién regim e della monarchia assoluta con la nascita della prima repubblica Francese.
Successivamente fu Karl Marx, con il suo capitale, a ridefinire la borghesia come classe sociale che ha l'assoluto controllo dei mezzi di produzione, la classe cioè che dispone del capitale e attraverso il quale trae beneficio sfruttando la forza lavoro del proletario.
Il termine proletario è quindi, a differenza del termine borghese, assai più recente. Con proletariato si indica quella classe sociale il cui ruolo, nel sistema di produzione capitalistico, è la prestazione della propria forza lavoro dietro compenso di salario. Tale classe è talmente povera da possedere solo la propria prole e null'altro.
Sono spesso contadini che a seguito della rivoluzione industriale abbandonano le campagne per la città e la fabbrica generando cosi la nascita di un nuovo nucleo sociale, di una nuova larghissima classe, appunto il proletariato.
Ed oggi? Sono ancora attuali tali diversificazioni sociali oppure deve essere completamente rivista la classificazione sociale? Ma soprattutto la suddivisione in classi sociali è da attribuirsi al solo potere economico oppure sono anche altri fattori che determinao lo status, l'appartenenza di un individuo ad una classe anzichè ad un' altra?
Per Karl Marx una classe è un insieme di individui che hanno lo stesso rapporto con i mezzi di produzione mentre per Max Weber la classe è connessa con tre distinte dimensioni: ricchezza, prestigio e potere.
A mio avviso la seconda definizione è più completa anche se più che di prestigio parlerei di cultura, conoscenza, sapere. Nella società contemporanea non possiamo limitarci al solo salario per definire lo status di un individuo all'interno della collettività, per cui va analizzato anche il suo livello culturale, la sua conoscenza che spesso, associati alla ricchezza, ne determinano il potere. Il mix di questi tre attibuti applicati all'individuo ne possono determinare l'apparteneza ad un tessuto sociale anzichè ad un altro.
Ma quale sono oggi questi tessuti sociali? Come ridefinirli?
Sicuramente la società oggi è assai più complessa e difficilmente definibile a causa della dinamicità che in essa è intrinseca . Ritengo che, volendo utilizzare termini ottocenteschi come borghesia e proletariato, come nobiltà e clero... la società oggi possa essere articolata secondo i seuguenti schemi concettuali.
Il proletariato è decisamente mutato, forse con l'accezione del termine prima definito non esiste più, esiste invece una classe "proletaria" dal reddito basso o nullo, composto da individui di varie razze ed etnie con basso grado di scolarizzazione e difficoltà enormi legate all'assenza delle più basilari necessità legate alla sopravvivenza, la classe povera, nulla tenente e decisamente "non consumatrice".
C'è poi, a mio avviso, una nuova classe borghese assai più ampia che in passato e nella quale confluiscono tutti gli altri strati sociali caratterizzati dalla capacità di "consumare".
Questa nuova borghesia, tutta contemporanea, otre alle tre suddivisioni già coniate nel novecento di piccola, media e alta borghesia comprende una nuova classe che io definirei "borghesia proletaria", ovvero quello strato sociale caratterizzato da una chiara ed evidente evoluzione del proletariato ottocentesco ma dai connotati più capitalistici, più moderni, quella borghesia cioè che ha capacità di "acquistare", "consumare" e "spendere", che detiene alcune proprietà come la prima casa con mutuo ventennale, macchina spesso di lusso acquistata a rate ma che oltre allo stipendio non ha altre fonti di reddito. In questa nuova classe, a mio avviso, confluiscono operai, impiegati, co.co.co., collaboratori a progetto, operatori di call center e figure similari la cui scolarizzazione è medio alta ma il cui reddito non supera i 1.500/2.000 euro al mese, questa è decisamente la classe più ampia della società italiana e che spesso i sociologi definiscono "ceto medio".
Ci sono poi le solite classi della borghesia ovvero piccola, media e alta che comprendono nella prima impiegati, dirigenti, commercianti insomma quella fascia sociale di scolarizzazione anch'essa medio alta ma con salari che oscillano tra i 2.000 e i 5.000/10.000 euro al mese. La terza fascia, quella della media borghesia comprende invece dirigenti, manager d'impresa, commercianti, imprenditori, medici, dentisti dal reddito alto o altissimo ossia con reddito che arriva a 150.000/200.000 euro al mese. C'è infine l'alta borghesia caratterizzata da quel ristretto nucleo di persone che sempre più formano una vera e propria oligarchia del potere, a questa classe appartengono politici, industriali, grandi avvocati, costruttori... insomma quel 5% del paese che guadagna il 95% e soprattutto detiene il potere e lo amministra creando i presupposti affinchè tale status non muti. Spesso è questo 5% lo strato meno scolarizzato, dal livello culturale più basso tra quelli descritti poc'anzi che compongono la borghesia.
Vorrei concludere con un'ultima riflessione...
Platone sosteneva che solo i filosofi, figure dall'animo retto e dalla coscienza di ferro, avrebbero potuto amministrare con sapienza la polis... bè sembrerebbe che Platone non abbia immaginato l'Italia del 2007!
finalmente mutuo a tasso fisso, finalmente ci sono riuscito! Dopo tanti rinvii, reclami, lettere, richieste, dopo quasi un anno sono riuscito a rinegoziare con la mia banca il tasso del mio mutuo.
Sono passato dal terribile tasso variabile al tasso fisso, questi i valori:
Tasso Variabile: avevo uno spread dell' 1,90% (...povero me) da sommare all'Euribor su base semestrale (...ancora povero me)....il tasso applicato? Un'incognita; so solo che ero passato da una rata di 260 euro circa del 2004 ad una rata di 350 euro circa oggi.
Nuovo tasso fisso: 6% per i restanti sedici anni, il 6% è composto da uno spread dell'1,25% che si somma al tasso europeo per i mutui fissi. Risultato finale? rata costante da 316 euro...minore di quella a tasso variabile!!! Incredibile vero? Eppure è la realtà
Cosa ho cambiato del mio mutuo? Solo il tasso, debito residuo e durata sono rimasti gli stessi, idem per l'ipoteca e per il contratto di mutuo che è stato solo "rinegoziato".
Per ottenere ciò ho dovuto seguire il seguente iter...
1) Informarmi
2) Inca..armi
3) Andare in banca a chiede informazioni
4) Informarmi di nuovo
5) Inca..armi
6) Tornare in banca con tono più alterato
7) Sentire altre banche ed altri direttori di banca
8) Inca..armi
9) Presentare una lettera "formale" con la quale chiedevo la rinegoziazione del mutuo specificando il mio desiderata ovvero il tasso fisso a me gradito
10) Attendere una risposta della banca
11) Inca..armi
12) Finalmente avere l'ok della banca
13) Fissare un appuntamento con il notaio e con la banca
14) Stipulare il nuovo atto di rinegoziazione
Costo complessivo dell'operazione:
> 600 euro di notaio
> 195 euro di spese di rinegoziazione (non si capisce perchè....ma è cosi, bere o affogare)
Quindi circa 800 euro spese a fronte di:
> Guadagno di circa 5.000 euro da qua a 16 anni se i tassi rimarranno gli stessi (ci credo poco)
> Guadagno in salute psicologica....la sindrome da "Banca centrale europea" ormai aveva colpito anche me, non facevo altro che chiedermi "ma tra sei mesi...che tasso avrò?", "riuscirò ad arrivare a fine mese?", "aumenteranno i tassi?", "riuscirò a diventare proprietario di queste quattro mura?"
Ora mi sento più sereno, più fiducioso; il prossimo anno mi sposo e.....potrò pianificare con più tranquillità il mio futuro insieme al mio amore! Senza l'incubo dell'aumento dei tassi....
Detto ciò mi rivolgo a quanti, come me, vivono ancora questo incubo, tornate in banca, alzate la voce se necessario e all'occorrenza se proprio non ne vogliono sapere...cambiate aria e parlate con altre banche.
La rinegoziazione è un diritto del mutuatario, questo cerchiamo di non dimenticarlo mai.
Faccio un veloce blob dei titoli che in queste ultime ore circolano in rete:
«bisogna spendere 700 miliardi di dollari pubblici per i titoli fallimentari»
«la borsa dopo il voto al Congresso ha bruciato oltre mille miliardi di dollari»
«Crisi Finanziaria: a rischio i risparmi di una vita»
Una miriade di informazioni, tesi e teorie atte a terrorizzare noi umili lettori, noi esperti di tutto tranne che di finanza, mercati ed investimenti.
Dove sta la verità? dov'è la ragione? ...purtroppo non lo so! (interessante articolo del sole24ore)
Posso solo fare ciò che sempre ho fatto ossia informarmi, chiedere e cercare di correre ai ripari; si perchè a noi è concesso solo correre ai ripari, riusciamo a chiudere la stalla solo dopo la fuga dei buoi.
Non mi interessa se il capitaliamo sia in crisi o no, anche perchè è una vita che sostengo che prima o poi sarebbe accaduto visto quanto si è esagerato con le speculazioni, a me interessa capire se al giorno d'oggi ha ancora senso la parola "risparmio" e dico questo per due semplicissimi motivi.
Il primo riguarda la capacità di risparmio che le famiglie hanno, praticamente vicina allo zero. I tassi dei mutui aumentano (e lo sappiamo tutti), aumenta la benzina, le bollette e....bla bla bla.....il solito discorso, forse banale, forse demagogico ma questa è la vita, quella reale fatta di pane e bollette. Dimenticavo, aumenta tutto tranne il salario, quello è fermo ormai da anni (tranne qualche spicciolo che di tanto in tanto ci danno per farci contenti); cosi ti affanni, cerchi di risparmiare quattro soldi con immensa fatica, magari il TFR (che a noi giovani è stato scippato) e poi cosa succede?....
...succede che questi soldi che ti sei faticosamente guadagnato decidi di investirli, un investimento sicuro badi bene, senza azioni o cose del genere. Così ti affidi ad un professionista, una persona che sappia darti un consiglio perchè tu sai "coltivare banane" ma non sai come "risparmiare" in maniera intelligente. Il professionista ti consiglia e tu lo ascolti, fai ciò che ti dice, gli affidi i tuoi risparmi. Poi un bel giorno ti svegli e.....BOOOOOOOOMMMMM!!!
I rispami non ci sono più! fico vero?
Non tanto per chi ci capita e vi assicuro che capita, sempre più spesso (vedi annozero di giovedi).
"Ci dispiace ma l'azione è crollata a causa dei mutui subprime che hanno risentito dei derivati che hanno fatto scendere il tasso di stronzaggine della banca che bla bla bla.....", tu continui a non capire un cazzo, tu vuoi solo i tuoi soldi, non chiedi altro perchè devi pagare il mutuo, devi far studiare tuo figlio e non ti importa se in America hanno cartolarizzato dei mutui rischiosissimi perchè tu in America non ci sei mai stato e probabilmente nemmeno ci andrai mai. Vuoi solo i tuoi soldi, ma quelli non ci sono più! ....Magia del capitalismo.....
Provate a fare una domanda di questo tipo ad un "esperto":
«Scusi, ho quattro soldi in banca, in un conto corrente semplice ovviamente non investiti in azioni, posso dormir tranquillo?»
sai cosa ti risponde?
«Non lo so....le consiglio solo di DIFFERENZIARE!»
Si perchè in fondo in fondo sono convinto che non ci capiscano una mazza nemmeno loro, perchè se veramente fossero dei professionisti capaci saprebbero anticipare le catastrofi (Parmalat, Bond Argentini, Cirio, etc...) invece no, questo non accade mai. Dovrebbero essere loro a dominare il mercato ed invece....il mercato non si domina, il mercato va da sè, il mercato è un'entità dotata di una sua coscienza, sapiente e autoreferenziale, il mercato è un fottutissimo essere umano che si gestisce da solo, il mercato è intelligente!
...mmmhhhhmmmm....spetta, forse ora sono io a non capirci unca perchè....forse lo sanno, forse loro i soldi li spostano PRIMA dello tsunami, forse scappano prima che la nave affondi, loro stanno sui buoi e noi cretini cerchiamo di chiudere la stalla, loro lo conoscono bene il mercato, sanno come farlo funzionare, come spremerlo...anzi come spremerci.
Sentite questa...ho chiesto in un forum tematico se tenere i soldi su un conto deposito tipo conto arancio o similare fosse sicuro...sapete cosa mi hanno risposto?
«preleva tutto, al massimo ci perdi gli interessi annuali ma almeno hai salvo il tuo gruzzolo!»
Preleva tutto, togli tutto anche dai conti correnti! Questo mi è stato detto....Crederci? Riderci su? Catastrofismo ingiustificato? Di chi fidarsi? Non lo so....
L'ultima (questa è forte) poi chiudo:
«Non lasciare sul conto più di 100.000 euro»
Sapete perchè? Perchè le banche, quasi tutte, aderiscono al fondo interbancario di tutela dei depositi che preserva noi poveri correntisti da eventuali crisi e/o fallimenti bancari, questa la norma:
"Il legislatore italiano ha recepito la direttiva con il D.L. del 4 Dic 1996 n° 659, in cui si prevede che il limite massimo di rimborso, richiamato dallo Statuto del FITD, non può essere inferiore a 103.291,38 Euro, per depositante." fonte FITD
Detto ciò cosa ci rimane da fare?....Bòh! forse ha ragione Grillo quando dice di chiudere tutto e rimettere i soldini (tanto sono pochi) sotto il materasso, come facevano le nostre saggie ed amate nonne.
Per chiudere in bellezza, qualche link:
Ing direct è sicura? La risposta dell'ADUC.
banche e rischio
derivati
sei mesi decisivi
ing direct è sicura?
Falso allarmismo?
Repubblica.it risponde......
Rampini ed "il giorno del contagio"
interessante articolo del sole24ore
bache affiliate al fondo interbancario di tutela dei depositi
Ho letto con molta molta attenzione i post di acor3, mago e Wodka40 anche perchè l'argomento è di quelli interessanti, complessi e soprattutto che riguardano la vita di tutti noi, le nostre scelte, il nostro futuro, la nostra soddisfazione non solo professionale ma anche personale: il lavoro, o meglio il lavoro precario!
La parola "lavoro precario" è ormai decisamente inflazionata, soprattutto da chi cerca voti per la prossima settimana, si parla continuamente di precariato, lavoratori "atipici" (...zzo significa), cococo, cocopro, pippiripì e bububu! Ma soprattutto si parla di come risolvere il precariato in Italia, come far diventare un lavoratore "atipico" in un lavoratore...."tipico".
Ora la domanda che non posso non pormi è la seguente: Perchè cercano di cancellare dal mondo del lavoro le figure "atipiche" solo in campagna elettorale e soprattutto perchè chi cerca di risolvere il problema è chi il problema l'ha creato, chi ha introdotto queste nuove figure "professionali", chi ha detto "è il mercato belli....rimboccatevi le mani"!!!
Qualcosa non torna soprattutto nel nostro mondo, tra le figure professionali legate al mondo dell'informatica o come si suol dire nel mondo dell' "INFORMATION TECHNOLOGY", dei "SENIOR CONSULTING", degli "IT MANAGER".....insomma di tutti quelli a cui hanno cucito addosso un bel nome roboante ma che poi in realtà fanno i programmatori o i progettisti di software e/o dati!
Come si sarà capito anche io lavoro presso una società di informatica e mi ritengo discretamente fortunato... lavoro a tempo indeterminato, ho quindi potuto fare un mutuo, programmare un matrimonio...nonostante ciò l'aria che si respira mangiando "pane e bit" è quella della continua precarietà, del continuo "occhio al mercato" ma soprattutto del continuo "occhio alla carta d'identità"....perchè il tempo passa!
Come dice acor3, che conosco benissimo e stimo molto avendo lavorato con lui, una persona potrebbe investire su se stessa, specializzarsi, informarsi ed aggiornarsi continuamente, aprire una Partita Iva e mettersi in proprio; ci vuole coraggio, spirito d'iniziativa, capacità imprenditoriale ma....
...se ti ritrovi fuori da un'azienda a 45 anni con tre figli, un mutuo da pagare e la spesa da fare giornalmente...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se ti ritrovi nel mondo del mercato oggi a venti/venticinque anni e nessuna azienda si degna di farti crescere, apprendere e conoscere...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se nessuna azienda vuol più fare contratti di "freelance" a soggetti con Partita Iva ma solo contratti a tempo determinato...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se non hai le spalle coperte da un papà imprenditore, da uno zio avvocato e da un nonno medico...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se sei nato in una "favelas italiana" (e ce ne sono tantissime) ...non credo sia semplicissimo intraprendere!
Potrei farne infinità di esempi, ma quello che conta e che va ribadito è che ci hanno derubato di alcune fondamentali speranze che sono in primis il diritto al nostro futuro, alla nostra felicità e alla nostra serenità. Siamo tutti "schiavi moderni", per usare un termine alla Grillo, ci hanno pian piano tolto ogni speranza e noi non abbiamo fatto nulla!
Ci hanno scippato il TFR e noi zitti, ci hanno tolto le pensioni e noi zitti, ci hanno fatto contratti svilenti e noi zitti, ci hanno reso macchine utili solo a consumare e noi zitti, ci hanno tolto l'anima e fornito un cellulare e noi sempre zitti, fermi... e dopo che ci hanno calpestato gli abbiamo detto "TI PUOI ANCHE MUOVERE....E NOI SEMPRE ZITTI, FERMI!" ... neanche Mario e Saverio nel film "Non ci resta che piangere" avrebbero saputo far meglio nei confronti di Savonarola!
Ed allora? Come andare avanti? Cosa fare?
... io... non lo so!
Ciò che vedo e che mi duole è l'appiattimento generalizzato della cultura, dell'interesse per la conoscenza, per il sapere, non ci si stupisce più per nulla, non si ama più, non si sogna più, si parla per frasi fatte, risentite e riascoltate un'infinità di volte (come forse anche questo mio post).
Il politico di turno dice in TV "A è bello e B è brutto" e ti ritrovi al bar a parlare con un tuo amico che ti dice "A è bello e B è brutto" ed allora come posso spiegare io a chi mi risponde che "A è bello e B è brutto" che utilizzando questo linguaggio non risolve i miei problemi, non mi aiuta a capire, a comprendere, non mi fa crescere.... Dove sono finite la capacità di analisi e di critica? E la consapevolezza?
Se ormai l'unico valore è quello del furbetto di quartiere la guerra è persa in partenza, alla radice, nella base...
...ecco perchè sono critico nei confronti della società nel suo insieme, perchè sono convinto che la colpa è solo la nostra e di nessun altro, perchè ci siamo fatti derubare l'anima e gli abbiamo detto "ti puoi anche muovere"!
Tempo fa scrissi un articolo su quanto sia stato difficile rinegoziare il mio mutuo da variabile a fisso, questo l'articolo :
Rinegoziare un mutuo, le bugie delle banche.
Oggi noto con stupore che l'articolo viene citato da Repubblica al link:
Mutui, la rinegoziazione è una favola (e la surroga quasi impossibile)
Cito testualmente l'articolo:
C'è chi rinegozierebbe, ma la banca nicchia
Tuttavia c'è chi è convinto che la rinegoziazione potrebbe convenirgli, ma la banca non gliela propone. Alessandro De Marchi, esperto informatico, scrive sul suo blog: "Quattro anni fa ho stipulato un mutuo a tasso variabile con la mia banca ed ora mi ritrovo, come molte persone in Italia, con una rata cresciuta a dismisura". Dato l'aumento dei tassi, la rata di Alessandro è cresciuta dagli iniziali 262 agli attuali 350. E dunque si è rivolto alla banca per rinegoziare, ma è stato scoraggiato. "Se io rinegoziassi a tasso fisso senza variare alcunchè delle altre voci - conclude Alessandro - andrei a pagare una rata di 323 euro e a fine ammortamento avrei restituito ben 5.000 euro in meno alla mia banca di interessi. Ecco perché, da ottimi professionisti, ci sconsigliano di rinegoziare".
Evidentemente il tema è scottante e di grande attualità e di certo non sono le ultime norme in tema di rinegoziazione ad averne attenuato la portata....le persone continuano a faticare nel pagare le rate del mutuo.
Io, come scritto più volte, per la rinegoziazione ho ragionato da informatico e non da economista, calcoli alla mano (e non complessi vi assicuro) mi sono detto: "O son cretino io o mi prendono in giro" perchè non si comprende come sia possibile che rinegoziando a tasso fisso la rata sia scesa....ancora oggi non riesco a comprendere!
Ora è più di un anno che al mutuo non penso più, ho la mia rata fissa e non mi interesso più di Euribor di Tan e Taeg dello Spread, dei rialzi della BCE o cose similari; interessarmi a ciò non mi appassionava, non mi piaceva, ma dovevo farlo perchè costretto.
Costretto a tutelarmi, ad auto-informarmi per sopravvivere nella giungla del libero mercato dove le persone sono ormai solo clienti, budget e guadagno, se cedi il passo sei out, se non conosci vieni ingoiato, divorato e dimenticato.
Piccolo appunto anche per Repubblica che...quando cita articoli dimentica sempre di indicare la fonte!
Tempo fa scrissi un post, anoressia e bulimia queste sconosciute, con il quale cercai di porre l'attenzione su un problema spesso sottaciuto. Premetto che non sono un medico, non sono uno psicologo nè tantomeno uno psichiatra, faccio software di professione, per cui non cercai assolutamente di giudicare o trovare rimedi e soluzioni; volevo solo sottolineare alcune anomalie, riscontrate in rete e nella società in relazione a tali disagi.
A distanza di mesi devo dire che alcuni riscontri avuti con il post mi hanno non solo sorpreso ma anche spiazzato. Per cui se allora volli sottolineare questa volta voglio chiedere, non solo a me stesso ma anche a chiunque sappia o voglia riflettere sul tema.
Sul post ho ricevuto un solo commento, il commento di una persona che si firmò Miss, con il quale scriveva:
"Non potete capire,per questo giudicate e non capit,non capite"
Ora le possibili ipotesi sono due, o Miss è una invenzione della rete, la solita follia partorita da una tastiera, da un ragazzo che ama giocare oppure Miss è una persona reale, in carne ed ossa, realmente convinta che non solo io ma tutte le persone, il mondo intero non riescano a capirla, a comprenderla ma solo a giudicarla.
Un solo commento, ripeto UN SOLO COMMENTO.
Perchè sottolineo questo? Perchè se poi si analizzano le chiavi di ricerca più utilizzate per raggiungere il blog questa è la classifica aggiornata:
1 Chiave=trucchi per vomitare
2 Chiave=heroes 14 novembre
3 Chiave=lettera rinegoziazione mutuo
4 Chiave=nietzsche follia
Ebbene un solo commento per un semplicissimo post che, originariamente a mia insaputa, ha incrementato e di molto gli accessi al blog! La chiave più cercata è "trucchi per vomitare", più del video cult "Heroes", più della rinegoziazione di un mutuo, più della folle filosofia di nietzsche.
Perchè?
Questo non poteva non indurmi a fare questa riflessione, mi ha allarmato non tanto il commento di Miss quanto questa anomalia di accessi al post con la chiave appena descritta.
Mi è sembrata una perfetta metafora della società, del problema che nel post cercai di sollevare... l'indifferenza!
O forse no, non è questo il termine più adatto perchè noi tutti, spesso, non siamo indifferenti o almeno lo siamo solo in apparenza, perchè poi amiamo "guardare", "spiare", "osservare" dal buco della serratura senza mai proferire parola, sempre pronti a criticare e giudicare, a sputare sentenze e critiche di ogni tipo, come giustamente dice Miss.
Mi/Vi pongo un'altra domanda: Chi o cosa generera il disagio? Forse la società o forse i modelli, magari la famiglia disgregata o forse i valori ormai persi o....potremmo trovare infiniti pseudomotivi, ma a che scopo?
Perchè la società contemporanea (e quindi tutti noi) crea, modella e forma nuove tipologie di "psicosi" collettive, sociali e di massa? E soprattutto perchè è proprio l'agente del disagio (la società e i suoi modelli) il primo inquisitore supremo, l'accusatore per eccellenza, l'ente morale o meglio moralizzante di tutta la società?
La risposta credo non sia affato semplice, nè scontata o banale! Certo è che in alcuni casi l'indifferenza farebbe meno male, nessuno si preoccuperebbe del problema e tutti vivrebbero felici e contenti o almeno in una parvenza di felicità; forse il problema stesso cesserebbe di esistere...
Invece prima si genera il disagio, poi lo si osserva, lo si guarda, si fanno ricerche su internet, si leggono blog e forum, si vedono reality e talk show, ci si stupisce ma non ci si pronuncia, non si fa nulla, non si interviene, non si pone l'accento ma si giudica proprio nel momento in cui il giudizio non è richiesto, senza mai far autocritica, senza mai dire o pensare noi stessi:"PERCHE'?".
Perchè un Romeno ruba? Perchè un italiano ruba? Perchè una ragazza cessa di mangiare? Perchè io sento la necessità di scrivere su un blog? Perchè....qualcuno direbbe "chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Detto ciò mi sento di ringraziare Miss la quale con le sue semplici ma allo stesso tempo durissime parole, mi ha permesso di fare questa riflessione, più generale, più larga e forse inutile, forse insulsa, forse inopportuna, ma pur sempre una riflessione, non sul problema ma sull'agente, la causa stessa del problema che dopo averlo creato, modellato ed ispirato si diverte ad osservarlo, spiarlo e per finire ad emettere ignobili quanto dannose sentenze.
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