Finalmente, dopo molti rinvii e smentite di vario genere, il ministro dei trasporti Bianchi ha preso una decisione ed ha ufficializzato la notizia che Viterbo sarà il terzo scalo aeroportuale del Lazio.
Io, da buon "etrusco" viterbese accolgo la notizia e penso al futuro, mio e di tutti i Viterbesi.
Visto dalla parte del comitato promotore http://www.aeroportoviterbo.it/ la notizia è a dir poco grandiosa, l'aeroporto porterà nella tuscia ingenti somme di denaro per realizzare non solo lo scalo ma anche le infrastrutture necessarie a collegare adeguatamente la tuscia con Roma e Civitavecchia.
Sono un pendolare, faccio tutti i giorni VIterbo Roma in macchina o in treno e le attuali infrastrutture le conosco assai bene...stendiamo un velo pietoso sul tratto ferroviario Viterbo-Orte, meglio la macchina, soprattutto ora che i lavori sul raccordo sono terminati. Dal mio punto di vista, quindi, la soluzione "migliori infrastrutture" non può che essere una buona notizia.
Ci sono tuttavia alcuni aspetti che dovranno, a prescindere, essere analizzati ed affrontati con serietà quali:
> Viterbo fino ad oggi è rimasta una sorta di "isola felice", lontana dalla metropoli Roma, dal traffico e dallo smog, una piccola oasi di serenità, sarà così anche dopo?
> L'inquinamento acustico ed ambientale della struttura che impatti avrà sulla verde Tuscia?
> Si assisterà ad una "colonizzazione" da parte della grande madre Roma alla piccola figlia Viterbo? Se realmente Roma sarà raggiungibile in breve tempo moltissime persone potrebbero "traslocare" definitivamente nella Tuscia! (immagino all'impennata dei prezzi delle case)
Con questo non voglio fare il solito "signor no" anzi, vedo nello scalo una reale opportunità di sviluppo per la Tuscia, da troppo tempo rimasta isolata, abbandonata a se stessa ed esclusa dalla "stanza dei bottoni".
Nonostante ciò credo che una sera riflessione, non solo sulle opportunità che uno scalo aereoportuale offre ma anche su quelli che potrebbero essere disagi e problemi, vada fatta.
Non mi resta che fare gli auguri a chi ha creduto in questo progetto e soprattutto a chi si appresta a gestirlo, speriando che per una volta in Italia le cose vengano fatte a dovere, con serietà, professionalità e soprattutto amore per il territorio.
Finalmente la casa editrice Salani ha rivelato la data di prossima uscita dell' ultimo libro della saga di Harry Potter.Si tratta del 5 Gennaio 2008, quindi proprio in corrispondenza della befana natalizia avremo anche in Italia la possibilità di leggere l'ultimo e avvincente capitolo dei sette previsti.
Nulla ancora si sa sulla traduzione del titolo originale "Harry Potter and the deathly hallows" , uno dei tanti titoli probabili è : Harry Potter e le Reliquie della Morte, ma a dire il vero non ci crede ormai nessuno.
Rimangono perciò da attendere ancora 163 lunghissimi giorni e...chissà se riusciremo ad arrivare all' 5 Gennaio 2008 senza sapere altro del maghetto?
Dico senza sapere altro perchè già televisioni e giornali, all'uscita del libro in inglese, si sono avvicendati nel rivelare il finale del settimo libro...per cui che dire:
COMPLIMENTI!....
Grazie per averci detto che Harry si sposerà con Ginny e che non morirà, che farà tre figli, che andranno ad Hogwarts e che sconfiggerà Voldemort....grazie di cuore per averci tolto la sorpresa!
L'unica soluzione è scappare in TIbet per 5 mesi....tornare il 5 Gennaio e sperare che qualche buontempone non si faccia venire dinuovo il desiderio di rivelare altre news del settimo libro
Leggendo un eccellente libro dal titolo "Platone Repubblica" di Simon Blackburn edito dalla Newton, sono rimasto colpito da una citazione di Virginia Woolf che lo scrittore riporta e che pongo alla vostra attenzione.
La riflessione della scrittrice è incentrata sulla virtù e sulla conoscenza applicate alla lettura della "Repubblica" di Platone, questo il testo:
"Il piacere e il bene sono la stessa cosa? E' possibile insegnare la virtù? La virtù è conoscenza? La mente stanca o debole può facilmente venir meno, mentre l'implacabile interrogatorio prosegue; ma nessuno, per quanto debole, può non riuscire, anche se non apprende altro da Platone, ad amare meglio la conoscenza. Poichè, mentre la discussione gradatamente si intensifica, con Protagora che retrocede e Socrate che incalza, ciò che conta non è tanto lo scopo che raggiungiamo, quanto il modo in cui lo raggiungiamo. Tutto questo si può sentire, l'indomabile rettitudine, il coraggio, l'amore per la verità che portano Socrate e noi nella sua scia alla vetta dove, se riusciamo a rimanere per un momento, è per godere la più grande felicità che siamo in grado di provare."
Questa riflessione, sapientemente ed a conclusione del libro riportata dallo scrittore per esprimere un suo giudizio complessivo sull'opera di Platone, mi ha colpito come antitesi di quella che la contemporanea società esprime.
"La Repubblica" è stata scritta da Platone nel 400 a.c. ovvero 2400 anni fa, prima di Cristo, prima delle Crociate, prima dei CheesBurger e dei telefonini cellulari, prima della nascita del colosseo e dello sgancio della bomba atomica; eppure, oggi più che mai, risulta essere attuale.
E' attuale non tanto, come sostiene anche Virginia Woolf, per i suoi contenuti quanto per come lo scrittore ce li presenta, per come Platone arrivi a sostenere alcune tesi, per il percorso da lui intrapreso.
"ciò che conta non è tanto lo scopo che raggiungiamo, quanto il modo in cui lo raggiungiamo", oggi sembrerebbe che la società abbia valori, ideali, virtù che seguono il processo inverso, non è importante come raggiungere uno scopo l'importante è raggiungerlo;
Conta solo ed esclusivamente il raggiungimento dell'obiettivo, questo ci viene insegnato, questo è diventata la principale virtù dell'essere contemporaneo.
Ed ecco che non importa se per raggiungere il successo si debbano commettere reati, si debba calpestare il prossimo, si debba uccidere un nostro simile; non importa se il potere oggi sia il riflesso di se stesso, si autoreferenzi e si autoalimenti a danno del prossimo generando una oligarchia ormai estranea alla società e da essa distante anni luce; La conoscenza è morta o comunque agonizzante a danno di una falsa conoscenza, di una falsa cultura che allontana sempre più l'individuo da se stesso creando un unico e superficiale pensiero.
La cosa è a mio avviso allarmante, non solo perchè accade ma perchè è diventata una virtù ormai radicata, il furbetto del quartierino è anche colui che ha successo e colui che ha successo è lo stereotipo da imitare, il modello da raggiungere, la moda a cui tendere.
Credo quindi che una riflessione seria, forte e profonda sia necessaria, una riflessione che deve nascere dentro di noi per consentire all'individuo di riappropriarsi della propria esistenza, del proprio io, per tornare a pensare il modo con il quale si debba raggiungere uno scopo, a prescindere dal raggiungimento dello scopo e dallo scopo stesso, riflettere sul viaggio, sulla strada e non solo sulla meta.
Concludo con una frase tratta dal libro II de "La Repubblica"
"Nessuno è giusto di sua volontà, ma per costrizione, come se non ritenesse la giustizia un bene di per sè: ciascuno, là dove pensa di poter commettere ingiustizia, la commette."
quando i diari si scrivevano con carta e penna, su carta bianca e chiusi a chiave. Le chiavi erano sempre piccolissime, quasi invisibili, sconosciute a tutti ma... non al proprietario, al custode di quei pensieri, di quelle emozioni e riflessioni che venivano gelosamente conservate su un pezzo di carta.
Guai a chi provasse a profanare tali intimi segreti, guai a chi ne venisse a conoscenza. Ed oggi?
Le proprie emozioni non si nascondono, come allora, su un diario, non si fissano su un pezzo di carta nascosto nel vecchio e caro libro di letteratura, no!
Oggi si crea un blog (Web-Log) ovvero una "traccia informatica", un diario virtuale, un archivio di pensieri ed idee rese digitali e condivise con il resto della community.
L'indivio moderno esiste in quanto esiste una traccia di se, del suo operato, del suo pensiero e tale pensiero deve essere visibile a tutti, condiviso con tutti. Allora blog come questo non sono più sufficienti per fissare indelebilmente il proprio io, si deve tracciare di più, con più chiarezza, senza ambiguità.
Ed ecco che spopolano siti come you tube (http://www.youtube.com) sui quali non ci si limita a "firmare" la propria esistenza, la si deve "filmare". E' il video, l'immagine digitale di noi, la massima espressione di tracciatura della nostra esistenza.
Telefonini, videocamere, fotocamere ci consentono di registrare ogni attimo, ogni singolo istante di vita e renderlo pubblico... ma perchè? Perchè l'individuo moderno sente di essere e di esistere solo se rappresenta, archivia e condivide se stesso in forma digitale a volte distorta altre volte anonima, non sempre conforme al proprio io? La risposta che mi son dato è frutto della contemporaneità stessa e dei modelli che costantemente ci vengono forniti dai media, dalla TV, dalla società nella sua interezza.
L'immagine per apparire, la digitalizzazione per raggiungere più teste possibili, più in fretta, più velocemente possibile... questo è il nuovo Vangelo, questo è il nuovo essere digitali. La mia non vuol essere una critica al mezzo ovvero alla digitalizzazione del pensiero, all'informatica come strumento di massa.
Non vuol essere una critica a chi dell'informatica ne sfrutta le potenzialità, contribuendo a renderla sempre più accessibile e inesauribile fonte d'informazione. La mia è forse una critica al modello, all'idea ormai radicata nell'individuo che per esistere si debba apparire e per apparire si debba digitalizzare...
Proprio oggi durante la celebrazione del battesimo della dolcissima Matilda, ho saputo dalle parole del parroco che il Papa Benedeto XVI sarà a Viterbo il giorno 6 Settembre 2009.
Il programma della sua visita (per ora ancora non dettagliato) è il seguente (fonte Viterbo Live)
Il Papa si recherà alla Cattedrale di Santa Rosa per un momento privato di preghiera, sarà poi al Sacrario, luogo dove celebrerà la Santa Messa per i fedeli; nel pomeriggio sosterà per breve tempo nel Santuario di Santa Maria della Quercia, per poi spostarsi a Bagnoregio, città natale di San Bonaventura, dove avrà lugo una conferenza sul Doctor Seraphicus. Al termine della giornata farà rientro a Roma.
Appena diventato Papa, Joseph Ratzinger era stato inviato dal sindaco di Bagnoregio, Erino Pompei e dal Vescovo Lorenzo Chiarinelli a visitare la patria di San Bonaventura, sulla cui figura il Pontefice aveva tenuto la sua tesi di laurea.
Mi sorge solo una domanda....come mai il Papa anzichè partecipare al trasporto della macchina di Santa Rosa il 3 Settembre verrà esattamente tre giorni dopo il trasporto?
La cosa mi ha subito incuriosito....forse non esiste un particolare motivo o forse quanto accaduto negli ultimi tempi potrebbe aver allontanato anche il Papa da una festa che sempre più spesso si palesa come un'auto celebrazione di alcuni anzichè come momento di preghiera e devozione.
Questo ovviamente è solo un mio personalissimo pensiero...non me ne voglia nessuno.
Dopo tanto attendere, aspettare e rimandare, tra uno sciopero degli sceneggiatori ed un altro, finalmente riparte Lost con la quarta stagione in italiano in anteprima su Fox.
Questo il trailer che è stato messo a disposizione di tutti gli appasionati:
Ovviamente per chi come me non ha saputo aspettare non sarà una novità, però certo non mancherò all'appuntamento in italiano.
Facciamo il punto della situazione:
Già trasmesse le prime 12 puntate in inglese, questi i titoli (fonte wikipedia) sia in inglese che in italiano e la programmazione ufficiale:
numero - titolo in inglese - titolo in italiano - uscita in america - uscita in italia - protagonista
1 The Beginning of the End - L'inizio della fine - 31 gennaio 2008 - 7 aprile 2008- Hurley (flashforward)
2 Confirmed Dead - Morte accertata - 7 febbraio 2008 - 14 aprile 2008 - Daniel, Miles, Charlotte, Frank e Naomi (flashback)
3 The Economist - L'economista - 14 febbraio 2008 - 21 aprile 2008 Sayid (flashforward)
4 Eggtown - Pessimi affari - 21 febbraio 2008 - 28 aprile 2008 Kate (flashforward)
5 The costant - ??? - 28 febbraio 2008 - ??? - Desmond (flashback)
6 The other woman - ??? - 6 marzo 2008 - ??? - Juliet (flashback)
7 Ji Yeon - ??? - 13 marzo 2008 - ??? - Jin (flashback) e Sun (flashforward)
8 Meet Kevin Johnson - ??? - 20 marzo 2008 - ??? - Michael (flashback)
Dovranno essere trasmesse ancora cinque puntate ossia dalla 9 alla 13 in America con il seguente calendario:
9 The Shape of Things to Come - 24 aprile 2008
10 - ??? - 1 maggio 2008
11 - ??? - 8 maggio 2008
12 - ??? - 15 maggio 2008
13 - ??? - 22 maggio 2008
Ancora non è chiara la programmazione in Italia delle rimanenti puntate.
Quindi la quarta serie di Lost sarà formata da 13 episodi in totale e non 18 come inizialmente programmato.
Che dire....buona visione a tutti e soprattutto....occhio ai flashforward ed occhio alla quinta puntata!
Immaginate di trovarvi in mezzo ad una giungla fittissima, alzando lo sguardo in alto vedrete solo ed esclusivamente foglie ed alberi e verde....di certo non vedreste l'azzurro del cielo!
Perchè allora di notte vediamo così tanto spazio "nero" (azzurro del cielo) rispetto alle stelle (foglie)? Se è vero, come è vero, che nell'universo ci sono infinite stelle e galassie che emettono luce allora perchè di notte il cielo non ci appare come una immensa ed indefinita miriade di stelle bianche? Perchè il cielo di notte non è bianco?
E' ormai dai tempi di Keplero che cosmologi, scienziati, pensatori e gente comune si interroga su questo dilemma "cosmolgico". Una risposta semplice e chiara ci viene data dal Prof. De Bernardis con uno splendido articolo dal titolo "BOOMERanG E LA NUOVA COSMOLOGIA" figlio del decennale esperimento appunto denominato BOOMERanG.
L'articolo è stato pubblicato sulla rivista scientifica "ANALYSYS Rivista di cultura e politica scientifica N. 4/2003"
Riporto, per brevità, un estratto dell'articolo dal titolo "Archeologia dell'universo" che spiega proprio le cause che determinano la presenza di cosi tanto spazio "nero" nel cielo stellato.
Buona lettura
ANALYSIS Rivista di cultura e politica scientifica N. 4/2003
BOOMERanG
E LA NUOVA COSMOLOGIA
di Paolo de Bernardis e Silvia Masi
Dieci anni fa iniziava il progetto BOOMERanG, destinato a realizzare la prima immagine
dettagliata dell’universo primordiale. In questo articolo vogliamo ripercorrere le tappe che
hanno portato alla realizzazione del telescopio e della navicella, ai suoi voli nella stratosferica
Antartica, alla prima misura delle tenui fluttuazioni di densità, velocità e temperatura
generate dalle oscillazioni acustiche del gas incandescente che formava l’universo primordiale.
Descriveremo l’impatto di queste misure sulla cosmologia, le prospettive che queste hanno
aperto e le nuove domande, passando per la recente, plateale conferma di tutti i risultati di
BOOMERanG da parte del satellite WMAP della NASA, per finire con il secondo volo
antartico di BOOMERanG, dedicato alla misura della debole polarizzazione della radiazione
primordiale, e con ipotesi di sviluppi futuri, in cosmologia e fisica fondamentale, ambiziose e
intriganti.
ARCHEOLOGIA DELL’UNIVERSO
È possibile osservare il passato
dell’Universo sfruttando semplicemente il
fatto che la luce si propaga a velocità
finita, ed impiega quindi tempi
estremamente lunghi per attraversare le
enormi distanze cosmiche. Ad esempio,
l’immagine della galassia di Andromeda
che ci arriva oggi è partita da Andromeda
più di due milioni di anni fa. Le immagini
delle più lontane Galassie che riusciamo a
visualizzare sono partite diversi miliardi
di anni fa.
Possiamo sperare di portare
all’estremo questa “archeologia
dell’Universo” osservando l’origine stessa
dell’Universo?
Possiamo cercare di
raccogliere luce proveniente da regioni
tanto lontane che quando la luce è partita
l’universo era appena nato?
La cosmologia moderna risponde
affermativamente a questa domanda,
sebbene con alcune limitazioni, dovute
alla lenta evoluzione della geometria e
dello stato fisico dell’universo. Sappiamo
infatti che non si osservano galassie più
vecchie di una decina di miliardi di anni
[Blackeslee, 2003]. Cercando di osservare
Galassie più lontane, anche con i più
potenti telescopi ottici, si trova solo il buio.
Una evidenza, questa, ben nota ai
cosmologi di tutti i tempi, già enunciata da
Keplero, e denominata nell’800 “paradosso di Olbers”.
Tra una sorgente e
l’altra il cielo è buio. La notte, il cielo è
buio. Questa affermazione,
apparentemente banale, ha in realtà un
profondo e paradossale significato
cosmologico. Il paradosso nasce dal fatto
che se il cosmo fosse una distesa infinita di
stelle (come voleva già Newton, per
evitare il collasso gravitazionale di un
universo statico e soggetto alla forza di
gravitazione universale), allora
osservando abbastanza lontano in una
qualunque direzione dovremmo prima o
poi incontrare una stella. Il cielo dovrebbe
quindi essere uniformemente luminoso, a
causa della luce proveniente da tutte le
stelle vicine e lontane. Ma evidentemente
non è così.
Solo con l’avvento della nuova
teoria della gravitazione, la relatività
generale di Einstein, e con le osservazioni
dell’espansione dell’Universo, fu possibile
superare il cosmo statico di Newton,
spiegare il paradosso di Olbers, formulare
la cosmologia relativistica (anni 30), e
introdurre poi la Fisica delle interazioni
fondamentali (anni 50) per completare il
quadro cosmologico di base valido ancora
oggi. Le equazioni del campo di Einstein
applicate ad un mezzo isotropo ed
omogeneo autogravitante (Equazione di
Friedmann) prevedono che esso evolva,
addensandosi o rarefacendosi, e
prevedono comunque una signolarità di
densità (nel passato o nel futuro
dell’evoluzione del mezzo). Se l’universo è
un mezzo omogeneo (e la distribuzione a
grande scala delle galassie ce lo conferma,
almeno in prima approssimazione), allora
la densità delle galassie deve variare nel
tempo, proveniendo da o evolvendo in
uno stato a densità infinita.
Le osservazioni di Wirtz prima [Wirtz 1922,
1924] e di Hubble poi [Hubble 1929]
dell’espansione dell’Universo erano
quindi perfettamente compatibili con un
universo isotropo ed omogeneo,
infinitamente esteso, i cui mattoni
costitutivi fossero la galassie. Si può allora
ipotizzare una prima soluzione al
paradosso di Olbers. Se la metrica di base
dell’universo si sta espandendo, cioè tutte
le lunghezze si stanno allungando, allora
anche le lunghezze d’onda dei fotoni lo
devono fare: i fotoni emessi molto tempo
fa arrivano all’osservatore oggi con una
lunghezza d’onda più lunga di quella che
avevano alla sorgente. Da blu possono
diventare rossi (per una espansione
dell’universo di un fattore due tra
emissione e ricezione) da visibili possono
diventare infrarossi o addirittura
microonde.
Questo fenomeno viene
denominato redshift, per sottolineare lo
spostamento verso il rosso della luce delle
sorgenti lontane. Ecco perché i più potenti
telescopi ottici non riescono ad osservare
galassie lontanissime: i fotoni prodotti
dalle galassie più lontane sono diventati
infrarossi e quindi non vengono più
ricevuti. In realtà, questa è una
spiegazione solo parziale del paradosso.
Anche conducendo osservazioni con
telescopi infrarossi non si riescono ad
osservare galassie più lontane di redshift 5
o 6. Si osserva inoltre che le galassie più
lontane (e quindi osservate in epoche più
antiche) sono anche morfologicamente e
spettralmente molto diverse da quelle
vicine. Se ne conclude che anche le
galassie hanno una loro evoluzione,
nascono addensando materia circostante,
vivono producendo diverse popolazioni di
stelle, modificando la loro composizione
chimica e fisica e interagendo con il mezzo
circostante.
Osservare a redshift maggiori
di 5 o 6 significa scandagliare regioni di
spazio così lontane e remote nel tempo che
le galassie non si erano ancora formate.
Ma la materia che costituisce le galassie
doveva essere presente anche allora !
Come potremmo osservarla ? Dobbiamo
usare telescopi infrarossi o addirittura a
microonde, per essere sensibili a
lunghezze d’onda abbastanza lunghe.
Dobbiamo inoltre aspettarci radiazione
diffusa, prodotta da materia non ancora
strutturata, e quindi approssimativamente
isotropa. La fisica di base ci permette di
formulare previsioni ancora più precise su
ciò che dovremmo osservare. Sappiamo
che un gas in espansione adiabatica
(isolata) si raffredda. Anche l’Universo in
espansione si deve raffreddare. Ci
aspettiamo quindi una densità ed una
temperatura dell’universo tanto più
elevate quanto più indietro andiamo nel
tempo.
Ci deve quindi essere stata una
fase in cui l’universo era caldo quanto il
sole: un gas incandescente ad alcune
migliaia di gradi di temperatura. Prima di
allora l’universo non era trasparente alla
luce. In un gas incandescente (un plasma),
i fotoni vengono continuamente diffusi
dagli elettroni liberi, procedendo lungo
direzioni casuali da un elettrone al
successivo (random-walk). Impedendo la
propagazione in linea retta della luce si
impedisce la propagazione delle immagini
luminose. Solo raffreddandosi sotto alcune
migliaia di gradi l’universo permetterà la
formazione di atomi neutri
(ricombinazione) che interagiscono molto
meno con la luce. L’Universo diventa così
trasparente alla luce, e permette le
osservazioni astronomiche.
Abbiamo quindi un limite invalicabile di tipo fisico
per le nostre osservazioni dirette
dell’Universo primordiale. Non possiamo
osservare com’era l’universo prima del
momento della ricombinazione, perché
l’universo era opaco prima di tale epoca.
Si può calcolare quanto tempo un gas
incandescente in espansione, composto
principalmente di idrogeno ionizzato e
luce, impiega a raffreddarsi, fino a
permettere, ad una temperatura di 3000
gradi, la combinazione degli ioni in atomi
neutri di idrogeno. Ci vogliono circa
400000 anni. Sembra un tempo lungo, ma è
solo un cinquantamillesimo dell’età
attuale dell’universo, pari a circa 14
miliardi di anni. Ci è precluso ricevere
immagini da epoche ancora più remote,
almeno usando i fotoni. Possiamo
investigare solo indirettamente le epoche
primordiali, e ne parleremo più avanti.
La possibilità di ricevere la luce
presente nell’universo quando era 50000
volte più giovane è comunque
entusiasmante. Secondo l’equazione di
Friedmann l’universo si espande circa
1000 volte tra allora e oggi. La radiazione
allora in equilibrio termico con la materia
(radiazione di corpo nero a circa 3000
gradi) aveva una lunghezza d’onda di
massima emissione di circa 1 micron. Oggi
tutti questi fotoni devono avere una
lunghezza d’onda 1000 volte più lunga,
quindi di circa 1 millimetro. Ci aspettiamo
quindi oggi un fondo di radiazione nelle
microonde (CMB, Cosmic Microwave
Background), con una distribuzione
ancora di corpo nero, ma a temperatura
circa 1000 volte inferiore: circa 3 gradi
Kelvin.
Questa è la luce mancante nel
paradosso di Olbers ! Questo fondo di
radiazione è stato effettivamente misurato
per la prima volta nel 1965 da Arno
Penzias e Robert Wilson, e subito
interpretato come il residuo fossile
dell’universo primordiale. Da allora,
misure sempre più raffinate ne hanno
confermato la natura di corpo nero fino ad
una precisione di una parte su 10000,
grazie all’esperimento FIRAS sul satellite
COBE della NASA, nel 1992 [Mather at al.
1990]. È quindi determinato
sperimentalmente che nel nostro universo
per ogni barione ci sono circa un miliardo
di fotoni: i 400 fotoni per centimetro cubo
del corpo nero che costituisce la
radiazione di fondo a microonde. Questo
fatto ha una grande importanza nei primi
minuti di evoluzione dell’universo,
quando, a temperature dell’ordine del
MeV, avvengono le reazioni nucleari che
producono i nuclei più semplici (He, Li, D)
a partire dalle particelle elementari. La
velocità di queste reazioni dipende
fortemente da quanti fotoni sono presenti,
perché a queste temperature i fotoni
possono fotodisgregare i nuclei appena
formati: con un miliardo di fotoni per ogni
barione ci aspettiamo una produzione di
elio di circa il 25% rispetto all’idrogeno, e
tracce di Deuterio e Litio. Nelle nubi in cui
non si sono ancora formate stelle, queste
abbondanze primordiali devono essere
rimaste inalterate: la loro osservazione
rappresenta quindi una conferma
indipendente dello scenario del Big Bang
Caldo, introdotto da George Gamow negli
anni 50 e fin qui descritto.
Oggi la teoria del Big Bang Caldo
rappresenta il modello standard di
riferimento per la Cosmologia. Basandosi
su un’ipotesi (l’omogeneità e l’isotropia
dell’universo a grande scala) e su tre
osservazioni fondamentali (espansione
dell’Universo, fondo a microonde e
abbondanze primordiali), permette di
spiegare un grande numero di evidenze
sperimentali indipendenti con una teoria
relativamente semplice.
Anno 1971, studi televisivi della RAI, conduttore Enzo Biagi, ospite (tra i tanti) Pier Paolo Pasolini, il video è questo ed è di una forza e di una attualità dirompente.
Pasolini con ben 30 anni di anticipo aveva già predetto quello che sarebbe stato il futuro della televisione di massa o come ama chiamarla lui dei "medium di massa".
La sua è una critica forte, lucida, profetica di quella che era e soprattutto sarà la televisione, il tubo catodico contemporaneo atto a mercificare il pensiero e la cultura.
Le considerazioni che a mio avviso non è possibile non fare vedendo l'intervista sono sostanzialmente due, la prima riguarda quanto già detto ossia l'eccezionale visione profetica di una delle più interessanti (a mio avviso) menti del novecento, la seconda è relativa al dibattito che nel 1971 fu fatto negli studi della RAI, un dibattito il cui spessore culturale oggi può essere solo un miraggio, un'utopia.
Parlare in TV della TV in sè e della mercificazione culturale che la TV porta nelle case, farlo con tale franchezza e chiarezza di idee, senza battibecchi, urla, insulti è decisamente un fatto irripetibile visto il livello culturale medio dei dibattiti odierni.
Un filmato da osservare e sul quale riflettere...in silenzio.
Platone, nella sua opera "La Repubblica", aveva teorizzato una città-stato ideale nella quale tre diverse classi sociali potessero, in armonia e con consapevolezza, convivere e prosperare. Tali classi erano rappresentate idealmente dalla "ragione", dallo "spirito" e dal "desiderio".
La "ragione" era dei filosofi, classe dirigente e sapiente delle città-stato, ovvero coloro che oltre a governare dovevano istruire moralmente le altre due classi; Lo "spirito" era dei soldati, classe forte e sanguigna che doveva proteggere la città; Infine c'era il "desiderio" tipico degli artigiani e dei commercianti, del popolo che viveva in città, le cui figure erano associate alla lussuria e al desiderio ma che anch'essi, grazie all'operato dei filosofi, dovevano prender coscienza del proprio status e impegnarsi per il bene comune e collettivo cercando di dominare le proprie pulsioni.
Tale ideale di città stato, seppur con le sue debolezze e carenze, non fu mai raggiunto.
Tuttavia nei 2400 anni circa che ci dividono dalle parole del filosofo la società è mutata, cambiata, si è evoluta e con essa le classi che la componevano.
La riflessione che mi ha spinto a scrivere questo articolo è la seguente: quale è la composizione della società e più in particolare quali sono le attuali classi sociali con le quali ci troviamo a convivere? E' ancora attuale la distinzione ottocentesca tra proletariato e borghesia? E se lo è quali strati sociali oggi compongono borghesia e proletariato?
Il termine borghese e soprattutto la classe come entità rivoluzionaria ebbe inizio dopo il Mille nelle città (Burg, borgo) francesi, italiane e tedesche. La peculiarità di tale classe sociale era il commercio e l'arigianato, in netto contrasto con la nobiltà feudale ed ecclesiastica del tempo. Tale contrasto sfociò drammaticamente nella rivoluzione francese del 1789, una rivoluzione dalle connotazioni nettamente borghesi e che sancì definivamente il crollo dell'ancién regim e della monarchia assoluta con la nascita della prima repubblica Francese.
Successivamente fu Karl Marx, con il suo capitale, a ridefinire la borghesia come classe sociale che ha l'assoluto controllo dei mezzi di produzione, la classe cioè che dispone del capitale e attraverso il quale trae beneficio sfruttando la forza lavoro del proletario.
Il termine proletario è quindi, a differenza del termine borghese, assai più recente. Con proletariato si indica quella classe sociale il cui ruolo, nel sistema di produzione capitalistico, è la prestazione della propria forza lavoro dietro compenso di salario. Tale classe è talmente povera da possedere solo la propria prole e null'altro.
Sono spesso contadini che a seguito della rivoluzione industriale abbandonano le campagne per la città e la fabbrica generando cosi la nascita di un nuovo nucleo sociale, di una nuova larghissima classe, appunto il proletariato.
Ed oggi? Sono ancora attuali tali diversificazioni sociali oppure deve essere completamente rivista la classificazione sociale? Ma soprattutto la suddivisione in classi sociali è da attribuirsi al solo potere economico oppure sono anche altri fattori che determinao lo status, l'appartenenza di un individuo ad una classe anzichè ad un' altra?
Per Karl Marx una classe è un insieme di individui che hanno lo stesso rapporto con i mezzi di produzione mentre per Max Weber la classe è connessa con tre distinte dimensioni: ricchezza, prestigio e potere.
A mio avviso la seconda definizione è più completa anche se più che di prestigio parlerei di cultura, conoscenza, sapere. Nella società contemporanea non possiamo limitarci al solo salario per definire lo status di un individuo all'interno della collettività, per cui va analizzato anche il suo livello culturale, la sua conoscenza che spesso, associati alla ricchezza, ne determinano il potere. Il mix di questi tre attibuti applicati all'individuo ne possono determinare l'apparteneza ad un tessuto sociale anzichè ad un altro.
Ma quale sono oggi questi tessuti sociali? Come ridefinirli?
Sicuramente la società oggi è assai più complessa e difficilmente definibile a causa della dinamicità che in essa è intrinseca . Ritengo che, volendo utilizzare termini ottocenteschi come borghesia e proletariato, come nobiltà e clero... la società oggi possa essere articolata secondo i seuguenti schemi concettuali.
Il proletariato è decisamente mutato, forse con l'accezione del termine prima definito non esiste più, esiste invece una classe "proletaria" dal reddito basso o nullo, composto da individui di varie razze ed etnie con basso grado di scolarizzazione e difficoltà enormi legate all'assenza delle più basilari necessità legate alla sopravvivenza, la classe povera, nulla tenente e decisamente "non consumatrice".
C'è poi, a mio avviso, una nuova classe borghese assai più ampia che in passato e nella quale confluiscono tutti gli altri strati sociali caratterizzati dalla capacità di "consumare".
Questa nuova borghesia, tutta contemporanea, otre alle tre suddivisioni già coniate nel novecento di piccola, media e alta borghesia comprende una nuova classe che io definirei "borghesia proletaria", ovvero quello strato sociale caratterizzato da una chiara ed evidente evoluzione del proletariato ottocentesco ma dai connotati più capitalistici, più moderni, quella borghesia cioè che ha capacità di "acquistare", "consumare" e "spendere", che detiene alcune proprietà come la prima casa con mutuo ventennale, macchina spesso di lusso acquistata a rate ma che oltre allo stipendio non ha altre fonti di reddito. In questa nuova classe, a mio avviso, confluiscono operai, impiegati, co.co.co., collaboratori a progetto, operatori di call center e figure similari la cui scolarizzazione è medio alta ma il cui reddito non supera i 1.500/2.000 euro al mese, questa è decisamente la classe più ampia della società italiana e che spesso i sociologi definiscono "ceto medio".
Ci sono poi le solite classi della borghesia ovvero piccola, media e alta che comprendono nella prima impiegati, dirigenti, commercianti insomma quella fascia sociale di scolarizzazione anch'essa medio alta ma con salari che oscillano tra i 2.000 e i 5.000/10.000 euro al mese. La terza fascia, quella della media borghesia comprende invece dirigenti, manager d'impresa, commercianti, imprenditori, medici, dentisti dal reddito alto o altissimo ossia con reddito che arriva a 150.000/200.000 euro al mese. C'è infine l'alta borghesia caratterizzata da quel ristretto nucleo di persone che sempre più formano una vera e propria oligarchia del potere, a questa classe appartengono politici, industriali, grandi avvocati, costruttori... insomma quel 5% del paese che guadagna il 95% e soprattutto detiene il potere e lo amministra creando i presupposti affinchè tale status non muti. Spesso è questo 5% lo strato meno scolarizzato, dal livello culturale più basso tra quelli descritti poc'anzi che compongono la borghesia.
Vorrei concludere con un'ultima riflessione...
Platone sosteneva che solo i filosofi, figure dall'animo retto e dalla coscienza di ferro, avrebbero potuto amministrare con sapienza la polis... bè sembrerebbe che Platone non abbia immaginato l'Italia del 2007!
Cosi come Beppe Grillo riporto il testo integrale dell'intervento di Marco Travaglio, perchè tutti si rifletta più seriamente su quello che potrebbe essere il nostro futuro:
"Buongiorno a tutti. Mi dispiace, ma dobbiamo ricominciare a parlare di intercettazioni, perché questo è quello che offre il convento e quello che chiedono anche gran parte dei frequentatori del blog di Beppe e del blog nostro – voglioscendere – e di tanti altri che si stanno sintonizzando con noi, il lunedì alle due. Ne parliamo, anche se presto dovremo occuparci anche di altre leggi vergogna, che sono quelle, per esempio, del ritorno all’impunità per le alte cariche (soprattutto di quella bassa) lodo Schifani bis, ma questa – ogni giorno ha la sua pena – la vediamo un’altra volta.
È interessante, ora che finalmente abbiamo un testo che sembrerebbe definitivo per quanto riguarda il cosiddetto disegno di legge Berlusconi-Alfano-Ghedini sulle intercettazioni, capire che cosa succede esattamente. Capire quelli che i telegiornali non solo non ci dicono, ma che addirittura cercano di nasconderci. Mentendo anche sulle parole. Questa non è una legge sulle intercettazioni. È anche una legge sulle intercettazioni. Ma questa è una legge che abolisce di fatto la cronaca giudiziaria per tutta la lunga fase delle indagini, fino all’inizio del processo. Cioè da quando viene commesso un fatto, a quando viene scoperto, a quando viene processata la persona sospettata di averlo commesso, i cittadini non potranno più sapere nulla.
Cominciamo però a vedere il primo versante, cioè quello delle intercettazioni, laddove non saranno più possibili e con quali conseguenze tutto ciò avverrà. Ce l’hanno condita e intortata dicendoci che negli altri paesi ce ne sono meno. Ho sentito ancora ieri qualche demente in televisione, naturalmente ministro, dire che negli Stati Uniti vanno avanti a reprimere i reati con 1.500 intercettazioni all’anno, in un paese che ha il quintuplo della nostra popolazione. Com’è possibile invece che noi abbiamo 125.000 intercettazioni all’anno e ancora non siamo contenti? In realtà, l’abbiamo già visto, noi non abbiamo 125.000 intercettazioni. Noi abbiamo 75.000 decreti per intercettare che riguardano spesso i vari telefoni di una stessa persona. Quindi le persone intercettate, l’altra volta abbiamo detto essendo molto ottimisti 80.000, i magistrati calcolano che siano circa 20-30.000 all’anno. Negli Stati Uniti non sono affatto 1.500. Sono milioni le persone intercettate, soltanto che la non risulta nelle statistiche perché là a intercettare sono l’FBI, la CIA, i vari servizi di sicurezza e le varie polizie locali e federali. Pensate, Giancarlo Caselli soltanto nella procura di Torino ha calcolato che lo 0,2% dei processi che si fanno contiene intercettazioni. Lo 0,2% dei processi. Altro che “tutto intercettato, tutti intercettati”. Comunque. Il fatto che non si possa più intercettare per reati puniti con pene inferiori ai dieci anni o quelli contro la pubblica amministrazione, significa che non potremo più scoprire con le intercettazioni reati di: usura, truffe – anche le truffe scoperte da De Magistris, le ruberie sui fondi Europei, sui fondi regionali; l’Europa sarà contenta di noi – sequestri di persona. Se fosse vera la leggenda secondo cui gli zingari rubano i bambini, ebbene se uno zingaro ruba un bambino quello è un sequestro semplice perché non è a scopo di estorsione e non può più essere scoperto con intercettazioni. Il contrabbando, altra specialità delle mafie come l’usura. Lo sfruttamento della prostituzione. La rapina. Il furto in appartamento...
Quante piccole gang o grandi gang di ladri vengono sgominate intercettando? Non si può più. Associazione per delinquere; persino l’associazione per delinquere. Lo scippo. L’incendio. La ricettazione: i ricettatori sono quelli che smaltiscono e diffondono la refurtiva. Bene, nemmeno quello. La calunnia. I reati ambientali: tutti i reati sull’ambiente, discariche, ecc. Salute e sicurezza sul lavoro, per nulla più si potrà intercettare. Reati ovviamente – quelli li sappiamo – reati economico finanziari. Pensate a tutte le turbative di borsa, le frodi fiscali, le frodi sull’IVA che scoperte con le intercettazioni portano lo Stato a recuperare un sacco di evasione. Nulla di nulla. Ricerca dei latitanti, nemmeno. Quando uno mette sotto intercettazione tutti gli amici e i parenti e i possibili favoreggiatori di un latitante e poi sta lì ad aspettare che qualcuno compia un passo falso, non si potrà più fare. Perché? Perché c’è un’altra clausola che dice che l’intercettazione può durare al massimo tre mesi. Dopodichè si staccano gli apparecchi e si va a casa. Quindi se il latitante si fa beccare entro tre mesi, bene, se invece rimane uccel di bosco più di tre mesi, pazienza. tempo scaduto. Lo Stato si da la scadenza. Mentre il latitante no, ovviamente. Questo vale anche per i sequestri di persona. Voi sapete che quando viene sequestrata una persona, tipo un bambino, si mettono sono osservazione i telefoni della famiglia nella speranza di risalire ai telefoni dei sequestratori e di localizzarli. Bene, anche qui dopo i tre mesi si stacca tutto. Quindi, o l’anonima sequestri ci fa il favore di restituirci gli ostaggi entro e non oltre i novanta giorni, oppure sennò pazienza. Chi si è visto, si è visto. Altra genialata: ci vorranno tre giudici, non più un GIP, tre giudici per decidere su un’intercettazione. Pensate che in Italia il GIP monocratico, cioè lui da solo, può condannare addirittura per omicidio, ti può dare trent’anni per omicidio con rito abbreviato. Bene, da solo potrà condannarti per omicidio, ma non potrà più autorizzare l’intercettazione di un telefonino. Pensate l’assurdità. Ci sono tribunali che hanno dieci giudici in tutto, i quali dovranno fare: in tre il collegio per autorizzare le intercettazioni, poi un quarto dovrà fare il GIP, poi un altro dovrà occuparsi del processo e alla fine non si troveranno più i giudici che potranno occuparsi tutti dello stesso processo e quindi si bloccherà la giustizia nei posti medio-piccoli. Perché? Perché i giudici diventano incompatibili quando hanno deciso una volta su un caso.
I giudici non potranno più parlare. Le due magistrato che hanno fatto arrestare gli scannatori della clinica Santa Rita di Milano hanno fatto una conferenza stampa assieme alla polizia giudiziaria per spiegare ai cittadini che cosa era successo, per metterli in guardia da quello che era successo. D’ora in poi, quando entrerà in vigore questa legge porcata, il fatto che hanno parlato della loro inchiesta nella conferenza stampa fa sì che debbano lasciare l’inchiesta. Non possono proseguirla loro, la devono lasciare a qualcun altro. Se un magistrato parla male di Provenzano, non potrà più indagare su Provenzano. Perché si è già pronunciato. Non sto parlando del giudice che dovrà giudicarlo, sto parlando del pubblico ministero che spiega quali indizi ha raccolto a carico di Provenzano oppure degli scannatori della clinica.
Quindi, non solo i giornalisti non possono più raccontare le inchieste, ma non le possono più raccontare neppure i magistrati, sennò perdono l’inchiesta all’istante. Ma non solo. Se anche il magistrato sta zitto, per conservare la sua inchiesta, c’è modo di farlo fuori lo stesso. Decide l’imputato. Se l’imputato denuncia il suo pubblico ministero, o meglio, se l’indagato denuncia il suo pubblico ministero accusandolo di una fuga di notizie che magari non ha fatto – tipo De Magistris, adesso sta venendo fuori che le fughe di notizie le facevano i suoi superiori per farle ricadere su di lui – facciamo il caso che uno viene denunciato nella procura vicina per avere fatto una fuga di notizie – non si sa se è vero o non è vero – bene, il fatto stesso che sia stato denunciato consente al suo capo di levargli l’inchiesta. Anche se lui non ha fatto niente. Quindi è l’imputato che decide in qualche modo di scegliersi il suo pubblico ministero. Se gli piace perché è morbido, se lo tiene, sennò lo denuncia e il capo gli toglie l’inchiesta.
C’è una "normina", l’avrete forse letta, la “salva-preti”. Dopo la “salva-Previti” adesso abbiamo la “salva-preti” per cui se uno è un cittadino normale, niente, legge normale. Se invece è un sacerdote, per indagare bisogna avvertire il suo vescovo. Dopodichè, se viene indagato un vescovo – ed è capitato anche recentemente – allora bisogna avvertire la Segreteria di Stato vaticana, cioè un ministero estero per processare un cittadino italiano. Un gentile omaggio al Vaticano. Uno dei tanti.
I giornalisti. E veniamo alla parte che non riguarda più i limiti alle intercettazioni, ma riguarda l’abolizione della cronaca giudiziaria e una pesante limitazione alla libertà di stampa e alla libertà dei cittadini di essere informati, al diritto dei cittadini di essere informati. Dunque, dico subito che con questa legge non si potrà più scrivere nulla degli atti giudiziari, quindi non solo delle inchieste, ma anche degli interrogatori, dei verbali, di quello che dice la difesa, di quello che dice l’accusa, dei decreti di perquisizione, degli avvisi di garanzia, dei decreti di custodia cautelare, dei decreti di sequestro, ecc. Niente. Tutti gli atti giudiziari dell’indagine sono non pubblicabili. Attenzione: non sono segreti, sono non pubblicabili. La nostra legge stabilisce che quando il magistrato li consegna all’avvocato e all’indagato, in quel momento cessano di essere segreti e quindi oggi, giustamente se non sono più segreti, i giornalisti li possono pubblicare. Qui non stanno vietandoci di pubblicare roba segreta, perché pubblicare roba segreta è già vietato. Ci stanno vietando di pubblicare roba pubblica. Che è un’altra cosa. Infatti nella legge c’è scritto che non si può più nemmeno parlare, nemmeno nel contenuto e nemmeno per riassunto, degli atti, anche se non sono più coperti da segreto; perché se sono coperti da segreto è già vietato pubblicarli. Quindi stiamo parlando di roba pubblica, roba legittimamente conosciuta dai giornalisti, e quindi dai cittadini. Se uno li pubblica, se un giornalista li pubblica, sono da uno a tre anni di galera. Più un’ammenda che va a mille e rotti euro. “Va beh – uno dirà – ti pigli la multa: mille euro, li avrai?! Sì, certo, non per tutti gli articoli che scrivi, ma non è un danno drammatico essere condannati a pagare una multa fino a mille euro”. Il problema è che qui la pena pecuniaria e la pena detentiva sono associate: te le danno tutte e due assieme. Il minimo della pena detentiva è un anno. Che significa? Significa che con le attenuanti ecc. la prima volta che ti condannano, ti condannano a un minimo di nove mesi e non vai in carcere, perché sapete che in Italia fino a due anni c’è la condizionale, la sospensione condizionale, e fino a tre anni di può chiedere l’affidamento al servizio sociale, come Previti. Viceversa, se uno scrive tre articoli contenenti tre notizie non più segrete, ma che diventano non più pubblicabili, - fate il calcolo – nove per tre, ventisette: sono 27 mesi, il che significa due anni e tre mesi, si va fuori dalla sospensione condizionale e si finisce in carcere o all’affidamento al servizio sociale. E alla quarta condanna si superano i tre anni e si va direttamente in galera. Quindi bastano quattro articoli, a un giornalista capita di scriverne anche uno o due al giorno, oppure basta un libro contenente quattro notizie pubbliche, ma non più pubblicabili, per finire in galera. La galera! In un paese in cui in galera non ci va più nessuno, salvo i poveracci. Bene i giornalisti concretamente rischieranno di andarci per quel meccanismo del minimo di pena, che è molto alto – un anno – e l’associazione obbligatoria con la multa, che non è sostitutiva, ma associata. Allora che cosa succederà? Succederà che nessuno scriverà più niente, a meno che non sia un masochista e voi non saprete più niente. Di tutta la lunga fase delle indagini finché non inizia il processo… Ma se voi mettete insieme i limiti alle intercettazioni – quello che i giudici non potranno più scoprire – e i limiti alla pubblicazione – quello che i cittadini non potranno più sapere – voi avete il quadro di una filosofia che individua esattamente nei due poteri di controllo democratici rispetto al potere politico, i nemici da abbattere, i nemici politici numero uno, i veri criminali del nostro paese, la vera emergenza sicurezza è rappresentata dalla presenza di giornalisti che informano e magistrati che indagano e quindi dagli al giornalista e dagli al magistrato. È una legge liberticida che ha almeno il pregio della chiarezza: individua nei poteri di controllo i nemici del potere e li abbatte.
Il risultato qual è? È che non si potrà più scoprire uno scandalo come quello del SISMI, delle deviazioni dei dossieraggi di Pollari e Pompa. Pensate che hanno trovato a Pompa centinaia di migliaia di dossier su giornalisti, politici, magistrati, ritenuti pericolosi, non per la sicurezza dello stato, mica è Al Qaida, pericolosi per Berlusconi. Questo scandalo non si potrà più scoprire. Un sequestro come quello di Abu Omar non si potrà più scoprire, perché non è stato un sequestro a scopo di estorsione, era un sequestro semplice e quindi punito con pene inferiori ai dieci anni. Non si potrà più scoprire calciopoli, ovviamente. Calciopoli inizia da una ipotesi di frode. Solo dopo si arriva a scoprire l’associazione a delinquere. Quindi, non sarebbero state autorizzate le intercettazioni, quindi non si sarebbe scoperta l’associazione a delinquere. In ogni caso, anche se si fosse scoperta, per assurdo, noi non avremmo potuto scrivere niente e non sapremmo ancora niente ora, perché il processo non è ancora iniziato – il processo di Napoli su calciopoli. Non avremmo scoperto lo scandalo delle scalate bancarie e al Corriere della Sera dei furbetti del quartierino. Perché? Perché i reati finanziari non sono più compresi, quindi i magistrati non avrebbero potuto intercettare, non avrebbero potuto scoprire che Fazio avvertiva segretamente Fiorani di notte e che Fiorani gli mandava i bacetti e che turbavano completamente il mercato perché l’arbitro tifava per una squadra anzi ne faceva parte, era il capitano non giocatore, anzi capitano giocatore. In ogni caso i giornali non avrebbero pubblicato ancora adesso visto che il processo per Antonveneta, Fiorani, per Unipol, BNL e per Ricucci, Rizzoli Corriere della Sera, non è ancora iniziato. Siamo alla fine delle indagini.
La clinica degli orrori. Abbiamo sentito questo – mi dispiace dirlo, ma tecnicamente si chiama così – ignorante, uomo che ignora la materia di cui dovrebbe occuparsi. Questo ignorantissimo ministro “ad personam” Angelino Alfano ridacchiare in televisione e dire: “Ma figuriamoci, un processo di omicidio nella clinica degli orrori, sarebbe possibile anche oggi perché noi l’omicidio l’abbiamo compreso nei reati per cui si può intercettare”. Già. Peccato che l’indagine nella clinica Santa Rita sia partita da intercettazioni disposte per truffa e falso. Due reati puniti con pene sotto i dieci anni, quindi oggi non più “intercettabili”, quindi da lì non si sarebbe più potuto scoprire che questi non solo facevano i falsi delle cartelle cliniche, ma ammazzavano o scannavano la gente. Non si potrebbe più scoprire niente. E in ogni caso, facendo finta che si potesse ancora scoprire, noi non potremmo più raccontarlo e voi non potreste più saperlo.
Pensate che bellezza per i risparmiatori dell’Antonveneta non sapere ancora adesso che quello che li vuole comprare, cioè Fiorani, è uno che mette le mani nei conti dei correnti della Popolare di Lodi. E pensate che bellezza per i correntisti della Popolare di Lodi non sapere che fine fanno i soldi che loro pensano di avere messo al sicuro nella Banca di Lodi. E non potrebbero organizzarsi per denunciare Fiorani. E Fiorani sarebbe ancora lì. Anzi, avrebbe comprato l’Antonveneta se non fosse stato bloccato dalla pubblicazione delle intercettazioni e fatto fuori giustamente dagli organi di vertice della sua banca.
E Fazio sarebbe ancora lì. E Moggi sarebbe ancora lì a truccare i campionati con tutta la sua banda. Perché? Perché non si saprebbe niente e quindi, in base a cosa puoi mandare via uno se non è stato ancora processato e non si sa nemmeno che cosa ha fatto?
Pensate ai malati della clinica che si ritrovano senza uno o due organi, oppure con l’organo al posto sbagliato, il fegato al posto del cervello, la milza al posto del tendine, ecc. che si stanno organizzando in una class action per chiedere i danni a quegli scannatori che li hanno ridotti così, o a i parenti di quelli che sono già morti, che si stanno organizzando per chiedere i danni. Bene non saprebbero nemmeno quello che è successo. Non verrebbe loro nemmeno in mente di chiedere i danni, perché non saprebbero di aver subito i danni e ci sarebbero persone che pensano che i loro congiunti sono morti per una tragica fatalità, perché era giunta la loro ora, mentre invece sono stati massacrati dall’ospedale e poi sono stati pure falsificati i referti nelle loro cartelle cliniche.
Scalfari ieri su Repubblica ricordava che se la mafia è stata condannata la prima volta nella sua storia al maxi processo, è stato perché i giornali hanno raccontato che cosa faceva la prima sezione della Cassazione presieduta da Carnevale che annullava regolarmente le condanne di mafia, per cui per fortuna, su input di Giovanni Falcone, il ministro Martelli chiese al presidente della Cassazione di fare un turno nelle presidenze dei processi di mafia, in modo che non presiedesse solo Carnevale ma anche qualcun altro. Appena Carnevale fu sostituito da un altro, la mafia fu condannata per la prima volta e fu lo scatenamento della vendetta mafiosa, ma intanto abbiamo messo dentro centinaia di mafiosi.
Perché è successo tutto questo? Perché la stampa ha potuto esercitare un controllo su quelle zone d’ombra della magistratura, perché mica i magistrati sono tutti buoni.
Il caso di Rignano Flaminio, cioè un’indagine probabilmente farlocca dove era state accusate ingiustamente delle persone, almeno questo è quello che è emerso finora, lo dobbiamo al fatto che giornali, giornalisti come Bonini, per esempio, di Repubblica, ma anche del Corriere della Sera, hanno svelato la debolezza dell’impianto accusatorio e quindi quando l’informazione fa il suo dovere, esercita un controllo democratico sui magistrati.
Non possiamo lasciare i magistrati indagare per anni senza sapere cosa stanno facendo, magari sbagliano e noi li aiutiamo anche a non sbagliare. Oppure smascheriamo i loro errori, se sono dolosi, e loro sono costretti a fermarsi. Chi lo garantisce questo controllo se adesso non si scrive più niente sulle indagini? Anche le indagini sbagliate partiranno sbagliate e finiranno sbagliate. Avremo più errori giudiziari. Come faremo a sapere come si difende una persona se non potremo pubblicare il suo interrogatorio. Quindi magari, chi si difende ha ragione e chi lo accusa ha torto, ma noi non lo potremo sapere.
Pensate a livello democratico che cosa vuol dire tutto ciò. Gli editori saranno sempre più frenati dal consentire ai giornalisti di pubblicare cose a rischio, perché? Perché a loro volta rischiano una multa fino a 400.000 euro – ogni articolo, fino a 400.000 euro - di e rischiano soprattutto di essere portati a processo non solo come singoli editori, ma anche come società, in base alla legge 231 sulla responsabilità giuridica delle società. Per evitare alla società di finire in tribunale con ripercussioni sulla Borsa, che cosa devono dimostrare gli editori? Di aver adottato tutte le precauzioni all’interno della loro azienda, cioè all’interno del giornale, della televisione o della radio, per impedire la commissione di questo reato di pubblicazione indebita di atti. Che cosa faranno per dimostrare che loro si sono premuniti e non sono responsabili di eventuali violazioni che commettano i loro giornalisti e i loro direttori? Licenzieranno i giornalisti e direttori che non voglio obbedire a questa legge.
In più, ogni volta che un giornalista verrà indagato per pubblicazione indebita di atti, la procura dovrà per leggere mandare la notifica all’Ordine dei Giornalisti che potrà sospendere il giornalista fino a tre mesi. Quindi ogni articolo che scrivi ti sospendono per tre mesi e tu per tre mesi non lavori. Fai quattro articoli e non lavori per un anno. Se l’Ordine ottempererà, ma bisogna vedere se avrà la possibilità di non ottemperare a questa sanzione disciplinare, perché l’ordine è tenuto a rispettare le leggi esistenti.
Voi capite che cosa è stato messo in piedi? È stato messo in piedi un meccanismo di regime – l’altra volta abbiamo parlato di prove tecniche di fascismo – qui siamo stati minimalisti. Qui non stanno facendo prove, lo stanno attuando. Un regime moderno. E per chi fosse nostalgico dei regimi passati, mandano anche l’esercito per le strade, perché si capisca cosa sta succedendo.
Io vi posso dire quello che ho scritto sull’Unità e cioè che io farò disobbedienza civile rispetto a questa legge. Farò obiezione di coscienza. Quindi tutti gli atti che mi capiteranno o che riuscirò a procurarmi – e che farò di tutto per procurarmi come sempre – li pubblicherò. E integrali, e nel contenuto e nel riassunto o come mi gira in quel momento, perché penso che questo sia il mio dovere, altrimenti dovrei cambiare mestiere.
Spero naturalmente che altri, ma sta ricevendo questo appello che abbiamo lanciato dall’Unità e dal blog voglioscendere, moltissime adesioni di moltissimi cronisti giudiziari, penso che bisognerà prepararsi a fare da cavie per essere anche eventualmente arrestati e poter impugnare davanti alla Corte Costituzionale, davanti alla Corte Europea di Giustizia, questa legge veramente infame.
Dopodichè speriamo di riuscire anche per via referendaria a cancellarla. Da questo punto di vista tutte le iniziative che si fanno in questo settore sono le benvenute. Segnalo, per esempio, quella del sito micromega.net, dove Furio Colombo, Giulietti, Pardi e altri invitano i leader dell’opposizione a manifestare.
Se i leader dell’opposizione non vorranno manifestare, cosa abbastanza probabile, bisognerà organizzarsi e quindi, Beppe preparati!
Voi sappiate che questa non è una legge contro i giornalisti, non è un legge sulle intercettazioni, è una legge contro di voi per impedirvi di sapere.
Al cittadino non far sapere quali sono i delitti del potere. Questo è lo slogan di questa legge infame. Passate parola. A lunedì."
Da oggi su pensando.it (questo blog per chi non lo sapesse...hihihihi) ho aggiunto la gestione delle icone gravatar nei commenti, per dare un tocco di gioia alle discussioni.
Ma che cosa è Gravatar direte voi?
Gravatar (globally recognized avatar) altro non è che un servizio web che permette a chiunque di associare un'avatar (immagine del sè virtuale) al proprio indirizzo email, in questo modo sarà possibile utilizzarla in tutti i blog/forum/siti che adottano questa gestione (da oggi anche pensando.it)
Come fare per associare una immagine alla nostra mail?
Semplicissimo, basta collegarsi al sito www.gravatar.com, iscriversi ed associare alla propria email una immagine a noi gradita, un'avatar appunto.
L'avatar ci rappresenterà nel web, sempre e ovunque, sarà come la foto che abbiamo sulla nostra carta d'identità, passano gli anni, ci invecchiamo ma lei rimane sempre là, impassibile, immobile. Quindi un'avatart potremmo definirlo "l'immagine del sè virtuale" ovvero l'immagine che noi scegliamo di dare al nostro "io digitale" e proprio qua sta il bello perchè l'immagine la scegliamo noi.
Alti o bassi, belli o brutti con l'avatar siam contenti tutti ^_^
Così nei commenti ho aggiunto la textBox "Email", la quale non verrà mai mostrata ma servirà appunto ad associare al commento la nostra virtual image.
Se volete vedere l'avatar che ho scelto....basta dare uno sguardo nel blog, l'ho tappezzato di quella faccina sorridente (creata grazie al mago) che certo non è che mi somigli molto.
Prometto anche un bel plugin (se trovo il tempo e se qualcuno mai lo chiederà) ovviamente sempre che non ce siano già in giro!
Comunque, bando alle ciancie.... se anche voi avete una immagine del vostro "io digitale" su Gravatar.com, bè presentatevi! Un commentino a questo post cosi, oltre a salutarci, potremmo anche....vederci ^_^
Ero da tempo alla ricerca di un mediacenter ad un prezzo contenuto per poter vedere i contenuti digitali del mio PC direttamente sulla TV della sala.
Cosi ho cercato in rete partendo da queste irrinunciabili premesse:
- deve avere il WiFi e deve consentirmi l'accesso al PC senza dover ogni volta masterizzare un DVD o usare una pennetta USB
- deve costare meno di 200 euro
- deve essere carino (per la sala)
- deve gestire l'alta definizione
Beh, decisamente non poco come richieste....comunque non mi sono perso d'animo ed ho iniziato a cercare sui vari siti di HiTech, sono cosi approdato nel sito della 4geek che mette in vendita un oggettino niente male (ed infatti l'ho acquistato^_^)
Il mediacenter che 4geek offre ai suoi clienti si chiama Medley HMR-500, un media player/recorder tutto fare, questa una breve descrizione dell'oggetto (fonte yoybuy.it) :
Definirlo gioiellino di alta tecnologia è quasi riduttivo...Medley è molto di più!
Puoi anche buttar via il tuo videoregistratore o DVD-Recorder, grazie a Medley non ne avrai più bisogno. Un unico prodotto che ti permetterà di registrare su Hard Disk SATA (I e II, interno o esterno, non incluso nella confezione, e di diversi tagli - a breve aggiornamnete firmware anche per Hard Disk SATA III) i tuoi programmi preferiti, film, partite di calcio e tutto ciò che vorrai, semplicemente collegandolo al televisore di casa, al lettore DVD, al PC...insomma, puoi collegarlo e registrare da qualsiasi fonte Audio/Video, grazie alle numerose connessioni di cui dispone (Attenzione, non è possibile registrare contenuti protetti da copyright). Naturalmente, è possibile registrare anche su HD Esterno (USB, FIREWIRE o NAS/RETE o Pen drive, senza necessità di acquistare obbligatoriamente un HD SATA interno.
Difatti, sul Medley, troviamo:
1 RCA Video IN
1 RCA Video OUT
1 Component OUT
1 Audio Coassiale OUT
1 Audio Ottica OUT
1 RCA Stereo OUT
1 RCA Stereo IN
1 HDMI OUT
1 SCART IN
1 SCART OUT
3 USB 2.0 HOST
1 USB 2.0 PC
1 LAN ETHERNET
1 Estensione IR Raggi Infrarossi
1 Wireless Wi-Fi
1 Firewire / DV-IN (IEEE 1394)Come puoi ben vedere, puoi collegarci davvero di tutto, compresa la videocamera camcorder, che, una volta collegata all'entrata Firewire posta sul frontale di MEDLEY, ti permetterà di vedere in anteprima il filmino della festa di tuo figlio o delle vacanze estive e, grazie al semplicissimo menu ON-Screen, potrai anche manipolare il video inserendo effetti grafici, tagliare delle scene ecc, prima di masterizzarlo su CD o DVD!
Tantissimi sono anche i file multimediali supportati dal Medley...avi, mpeg4, divx, xvid, jpeg, mp3, wma, dv25, ac4, ogg, H264 e gli ultimissimi mkw (questi ultimi necessitano di apposito codec fornito nell'Utility CD ed installato su PC per convertire il file) e moltissimi altri, per un divertimento a 360°Puoi registrare direttamente dalla tua videocamera dal videoregistratore o dalla TV, HMR-500 supporta HD AV files, come MPEG2 HD(TS), XvidHD e File Video come MPEG 1/2/4, XviD, puoi goderti l'alta definizione (fino 1080i) sul tuo TV HD(Ready). Puoi inoltre pianigicare una registrazione (data,ora e qualità di rec) grazie alla funzione TIMER RECORDING. Fantastico suono digitale con le uscite optical /coaxial.
Caratteristiche tecniche
1) Recording & Upscaled Playback
Puoi registrare direttamente dalla tua videocamera dal videoregistratore o dalla TV, HMR-500 supporta HD AV files, come MPEG2 HD(TS), XvidHD e File Video come MPEG 1/2/4, XviD, puoi goderti l'alta definizione (fino 1080i) sul tuo TV HD(Ready). Puoi inoltre pianigicare una registrazione (data,ora e qualità di rec) grazie alla funzione TIMER RECORDING. Fantastico suono digitale con le uscite optical /coaxial.2) Digital A/V in HD (1080i)
HD AV files : MPEG2 HD (TS.TP)
Video File: MPEG1/2/4, XviD, .ISO
Audio File: Dolby Digital, AC3, OGG
Photo File: JPG, BMP (16/32bit)3) Menù Guida One Touch
La semplicità del telecomando e dell'interfaccia grafica del Medley HMR-500 ti aiuteranno a godere semplice e veloce di tutte le sue funzioni.4) Multi Multi-way File Copy
Puoi trasferire i files tra il Medley HMR-500 ed il tuo pc, o i vari altri componenti attraverso LAN (anche Wi-Fi) o USB2.0, senza l'uso del PC. Puoi anche creare cartelle, salvare o spostare i file senza bisogno del tuo PC.4) Video Edting
Puoi formattare l'hard disk e montare i tuoi video senza bisogno del PC. Tagliare, dividere, unire, cancellare e rinominare, il tutto tramite una comoda interfaccia grafica facile da usare.5) Digital Photo Album
Puoi goderti le tue foto (JPG) consevate nel Medley HMR-500, nel tuo PC o dalle periferiche USB2.0, come Pendrive o Hard disk esterni.6) Audio Juke Box
Il HMR-500 Supporta file audio come MP3, Dolby Digital and OGG. Puoi ascoltare la tua musica che conservi sul Medley HMR-500, sul tuo PC o sulle tue periferiche USB 2.0 tipo Pendrive o Hard disk esterni.7) Mobility
Puoi goderti le potenzialità del HMR-500 nella tua auto collegandolo al tuo autoradio, grazie alle ridottissime dimensioni ed al jack IrDA al quale potrai collegare un ricevitore ad infrarossi per utilizzare il telecomando anche in auto.8) External HDD
Il Medley HMR-500 Può essere utilizzato anche come Hard Disk esterno USB9) Funzioni senza Hard Disk
La maggior parte delle funzioni sono disponibili anche senza L'hard disk.. Ad eccezione di quelle che richiedono la presenza dell'HD, come la registrazione10) Design
Medley HMR-500 è unico, elegante e di facile utilizzo, disegnato per aiutarti ad un facile cambio dell'hard disk. Apri il coperchio e cambia l'Hd senza bisogno di viti e cacciaviti vari, anche un bambino ci riuscirebbe!Funzione TIMESHIFT:
Utilissima, in caso di registrazione, l’ottima funzione timeshift con la quale è possibile registrare e riprodurre video contemporaneamente. Questo torna utilissimo quando si deve interrompere momentaneamente la visione di un programma TV. Abilitando il timeshift e premendo il tasto pausa il video sullo schermo si mette in pausa ma prosegue la sua registrazione. Per riprendere la visione è sufficiente premere nuovamente il tasto pausa e il programma proseguirà normalmente dal punto in cui si era fermato. Si potrà avanzare velocemente (per evitare le pubblicità) fino al punto in cui la trasmissione è arrivata, o tornare indietro come si trattasse di un dvd. Tutto questo nel modo più trasparente possibile e senza interrompere la registrazione contemporanea. In sostanza si ha la possibilità di mettere in differita un programma senza perderne un solo secondo.Medley è pronto per l'ALTA DEFINIZIONE!
Grazie all'entrata HDMI, potrai collegarlo ad una TV HD READY o Full HD per guardare, ad altissima definizione, foto e video presenti su HD Interno Serial ATA, su Pen Drive o HD Esterno collegati al Medley!
Anche l'audio non è da meno, grazie alle uscite ottica e coassiale, potrai collegarlo al tuo amplificatore o ad un sistema home theatre per un audio digitale multicanale senza precedenti!Condivisione file multimediali:
Ciò che differenzia il MEDLEY HMR-500 4GEEK dagli altri comuni Media Recorder, è la possibilità di condividere, tramite rete locale LAN, i contenuti del disco rigido e degli apparecchi collegati al Medley, con tutti i PC collegati e viceversa! Collegandolo tramite cavo di rete RJ45 ad una rete LAN (Router o diretto al PC), oppure tramite il comodissimo modulo Wi-Fi, potrai visualizzare in TV i file multimediali presenti sul Hard Disk di un PC presente in rete o viceversa...non dovrai necessariamente masterizzare tutti i tuoi film in Divx per rivederli in TV!!!
In più, tramite chiavetta/adattatore Wi-Fi , il Medley avrà la possibilità di collegarsi ad una rete locale anche senza fili in modalità wireless.Design e Contenuto della confezione:
E quì ti renderai conto che 4GEEK ha pensato davvero a tutto!
Il dispositivo è fornito in una confezione di pregio, robusta, dalla grafica colorata ed accattivante. L’imballaggio è ottimo e la scatola è sufficientemente capiente per contenere dispositivo e i numerosi accessori a corredo. Il design del Medley lo rende molto simile ad un Hard Disk esterno per PC. Infatti la forma di base a parallelepipedo (dimensioni 222 x 186 x 88 mm) è orientata verticalmente e propone da un lato il frontale con i controlli e gli ingressi a scomparsa USB e firewire per videocamere e dall’altro il parco connessioni. Le linee estetiche sono curve e nella parte più visibile smussano lati ed angoli, regalando al dispositivo un look moderno e davvero elegante. La scocca è realizzata in plastica rigida di colore nero lucido, molto resistente e perfetta da abbinare ai tipici dispositivi sotto la TV.Il dispositivo è maneggevole e, data la sua forma, poco ingombrante. Pesa circa 900 grammi (senza hard disk interno incluso) ed è quindi facilmente trasportabile.
Insomma...leggendo le varie recensioni sembrava decisamente quello che stavo cercando. Sono andato a vedere cosi il prezzo, sempre sul sito www.yoybuy.it ed ho visto che c'era una promozione per vendevano il MEDLEY HMR-500 FULL (compreso un HD da 500 Gb SATA) a 199 euro e cosi l'ho acquistato.
E' ormai circa un mesetto che si trova in salotto (vicino alla TV grande) connesso in WiFi con il PC fisso (che si trova nello studio a circa 10 metri) ed ho avuto modo di testarne alcune (non tutte ovviamente) funzionalità con risultati a volte soddisfacenti a volte un pochino meno.
La prima cosa che ho testato e che a me interessava troppo era la funzionalità WiFi, ossia la possibilità di connettermi al PC e poter vedere DivX, foto ed ascoltare musica direttamente sul TV sfruttando l'alta definizione e l'Home Theatre.
Cosi, dopo averne formattato l'HD, ho avuto il primo contatto con il Firmware del Medley che è risultato subito semplice ed abbastanza intuitivo.
Sono riuscito a far funzionare il WiFi dopo aver smanettato per circa due giorni con chiavi Wep, permessi, IP address statici della mia LAN e firewall vari... adesso funziona benissimo, mi collego con il telecomando a PC e vedo/ascolto praticamente qualsiasi contenuto multimediale.
Torniamo al firmware....qui qualche pecca c'è perchè le varie release di firmware per il medley hanno sempre presentato qualche baco e/o malfunzionamento....siamo ancora in attesa di una release definitiva e soprattutto stabile per alcune funzioni (non mi dilungo troppo su cosa va e cosa non va)...siamo comunque fiduciosi.
Insomma a conti fatti sono molto soddisfatto della scelta fatta, un ottimo prodotto, piccolo, carino, funzionale e soprattutto ad un prezzo molto accessibile....visto che il Natale si avvicina potrebbe essere un'ottima idea per i vostri regali!
Vi fornisco una serie di utili link:
sito della casa produttrice : http://www.4geek.it
sito dei venditori : http://www.youbuy.it
forum ufficiale : http://www.medleyme.com/
forum unofficial : http://ziogeek.com/forum/
recensione su p2p : http://www.p2pforum.it/forum/showthread.php?t=258062
recensione su dianalogic : http://dianalogic.blogspot.com/2008/01/medley-hmr-500.html
recensione di Daniele Salamina : http://www.danielesalamina.it/4geek-medley-hmr-500-non-solo-hard-disk-media-recorder
recensione di gekissimo : http://www.geekissimo.com/2007/12/18/ecco-un-gran-bel-regalo-da-fare-o-regalarvi-per-natale-media-recorder-medley-hmr-500/
recensione di almarengo : http://alemarengo.wordpress.com/2008/01/11/deciso-4geek-medley-hmr-500/
Pochi giorni fa è terminata la terza serie di Lost, andata in onda su Fox in America e da me vista con i sottotiloli in Italiano.
Visto che la terza serie non è ancora andata in onda in Italia consiglio a quanti non l'abbiano vista in inglese di non leggere questo articolo perchè contiene numerose anticipazioni.
Dunque, la terza serie è terminata e il titolo prologo o epilogo credo che non potesse essere più azzeccato perchè, come sempre accade nelle ultime puntate di Lost, questa oltre a tanto amaro in bocca e curiosità ci ha lasciato un pò di tristezza nel cuore
L'ultima puntata è incentrata tutta su Jack; all'inizio della puntata il flashback sembrerebbe riferirsi ad un periodo di vita dell'attore fino ad oggi mai conosciuto, un periodo nero, buio, che mostra il lato peggiore del nostro eroe. Fino all'ultimo fotogramma i produttori ci fanno credere che Jack sia in un periodo di profonda depressione, che abbia iniziato a bere e che sia ormai dipendente da psicofarmaci, con la barba incolta e la casa in disordine... il periodo sembrerebbe allocarsi dopo il fallimento del suo matrimonio e con suo padre lontano, forse già in Australia ma... troppe cose non tornavano!
In tre serie mai avevamo visto Jack nella sua vita lontano dall'isola in queste condizioni. Una crisi di quelle dimensioni non poteva risolversi in breve tempo per cui l'immagine di Jack che deve tornare a prendere il padre morto, un Jack lucido, nel pieno delle sue forze sia mentali che psichiche strideva troppo con il Jack dell'ultima puntata; io personalmente ho trovato difficoltà a collocare temporalmente nel passato questo flashback... Ma ormai si sa, gli autori di Lost non finiscono mai per stupirci e alla fine della punatata, proprio negli ultimi fotogrammi ci svelano la verità, non è un flashback, non è il passato di Jack, bensì il suo futuro... è l'immagine di Jack tornato dall'isola, salvo, eroe ma con l'isola nella mente, convinto, non si sa bene perchè, di aver commesso un errore imperdonabile, convinto che debba tornare, che ormai Los Angeles non sia più casa sua.
Tutto ciò lo si capisce perchè... incontra Kate all'aeroporto, la cerca disperatamente per tutta la puntata finchè, dopo essere stato al funerale di qualcuno dei personaggi ma del quale non viene svelata l'identità, riesce a fissare con lei un appuntamento e le rivela la sua profonda depressione, il suo profondo convincimento di aver commesso un errore... che quello non era il loro destino.
L'immagine di Jack nel futuro, a mio avviso, copre e sovrasta ogni altro elemento della storia, risulta di second'ordine tutto, da Charlie che muore per salvare i suoi amici, a Desmond che rivede finalmente in un video Penny, a Jack che riesce a parlare attraverso un cellulare satellitare con una nave a largo dell'isola.
Il flashback futuro di Jack soverchia tutto e forse ci indirizza nel contenuto di quelli che saranno i prossimi episodi della serie ovvero visoni del futuro lontano dall'isola, simili a quelle avute da Desmond, scampoli di vita distrutta perchè ormai, in tutti loro, una breccia, un'esperienza unica, eccezionale ha prodotto delle mutazioni, dei cambiamenti.
A molte domande abbiamo avuto risposta ma ancora moltissimi interrogativi aleggiano sulla serie, in primis quanto visto su Jack è realmente il futuro oppure uno dei possibili futuri, è già tutto scritto, segnato oppure ha ragione John Locke gridando a Jack che quello non è il suo destino e poi domande come "Chi è Jacob?", "Perchè John Locke rappresenta l'anti Ben per gli Altri?", "Sono realmente tutti morti oppure la ragazza piovuta dal cielo mentiva?", "perchè sull'isola non è possibile riprodursi?", "perchè alcuni personaggi sembrano non morire mai?".
Credo che mai nessun serial televisivo potesse essere più attinente allo spirito e alla filosofia di questo blog.
A presto con altre riflessioni sulla serie TV.
I concetti di spazio e di tempo sono stati, fino alla formulazione della relatività di Einstein, dei concetti piuttosto "intuitivi" ossia ognuno di noi percepiva (e percepisce) queste grandezze senza pensare troppo sul "cosa realmente sono".
Galileo, Newton e molti altri fisici "classici" ossia pre-einsteiniani avevano postulato delle formule molto intuitive su come lo spazio e il tempo possano essere utilizzati per "misurare" i più svariati fenomeni fisici, dal micro al macro.
Mi sposto con la bici su un piano di 20 metri (spazio) impiego 20 secondi (tempo) la mia velocità (media) è pari a:
V = S/T ovvero 20m/20s = 1 m/s
La formula è piuttosto intuitiva, può essere complicata a piacere introducendo concetti come accelerazione (varia la velocità) e cosi via, però con un pò di studio, fantasia e applicazione riusciamo sempre a spiegare "il come" un determinato fenome fisico accada.
Poi è arrivato Einstein con la sua teoria rivoluzionaria e non è che ci abbia agevolato granchè la vita, anzi! La sua teoria della relatività dello spazio e del tempo ci ha confuso ancor più le menti, ancora oggi viene percepita in maniera erronea, non è compresa ed considerata materia ostica e poco intuitiva.
Ma allora cosa sono in realtà lo spazio e il tempo?
C'è chi sostiene che in realtà lo spazio ed il tempo non esistano (lo credo anche io). Per Einstein non esistono come entità separate ed immutabili ma solo come "accoppiata" ossia come concetto di "spazio-tempo", questo si che è invariante!
E cos' è lo spazio-tempo di Einstein?
Non voglio assolutamente entrare in tecnicismi che non mi competono, basti sapere che per Einstein l'unica costante dell'universo è la velocità della luce c (circa 300.000 Km/s) mentre tempo e spazio variano proprio in funzione di questa grandezza limite, ossia al tendere della velocità di un corpo a quella della luce lo spazio si dilata (cresce) e il tempo si accorcia (tende ad annullarsi).
Non esistono più concetti separati come spazio e tempo ma un unico concetto chiamato appunto "spazio-tempo" che potremmo tranquillamente associare al concetto di evento spaziale.
Un evento "accade" in un determinato istante temporale e spaziale ossia il fuoco d'artificio esploso (evento) accade alle 23:35 alle coordinate spaziali (x,y,z) ossia a trenta metri di altezza sopra il Colosseo.
Cosa ho detto?...mostruosità! In questi casi gli esempi sono il mglior viatico:
Immaginiamo di vedere l'etrusco e un vecchietto, il primo (io) viaggiare su una moto ad alta velocità il secondo (il vecchietto) su un graziella scassata.
Il vecchietto è molto più avanti nel percorso e viaggia ad una andatura costante(1Km/h), io sono molto più indietro del vecchietto e anche io viaggio a una velocità costante(300 Km/h).
Dotiamo poi sia l'etrusco che il vecchietto di una pistola (accipicchia) identica e costringiamo il vecchietto e l'etrusco a sparare un colpo proprio nel preciso istante in cui io raggiungo il vecchietto. Davanti a loro a 1 Km di distanza c'è un bersaglio.
Quale proiettile arriverà prima?
Bè la risposta è abbastanza scontata...ovviamente arriverà prima il mio proiettile in quanto alla velocità del proiettile dobbiamo sommare la mia velocità inerziale (300Km/h) per cui non ci sarà partita...vincerò io ed il vecchietto rimarrà assai deluso (tiè!).
Ora però immaginiamo la stessa gara studiata da Einstein...la prima cosa che farebbe (visto che il fisico è un pacifista) è quella di togliere a me e al vecchietto la pistola e di fornirci una bella lampada! Al posto del bersaglio un sensore che percepisce la luce emessa da questa lampada, tutto il resto rimarrà tale e quale per cui nel preciso istante in cui ci incroceremo dovremo accendere la lampada.
Quale fascio di luce arriverà prima?
Bè anche in questo caso la risposta è scontata direte voi....vincerò sempre io visto che la mia moto è 30 volte più veloce della vecchia graziella del vecchietto! Invece no, sarà pari e patta....tutte e due i fasci di luce ecciterebbero il sensore nello stesso medesimo istante.
Come è possibile? Come può il fascio di luce del vecchietto arrivare in contemporanea al mio? Misteri della fisica moderna!
La cosa è sia fisicamente che matematicamente dimostrabile, anche in maniera piuttosto semplice...a noi basti pensare che questo esempio è proprio la dimostrazione del fatto che la luce (la sua velocità) è una costante universale per cui a prescindere dal moto iniziale del corpo che emette il fascio luminoso questi arriverà a destinazione sempre con la velocità di 300.000 Km/s, è come se io e il vecchietto non fossimo mai esistiti....non contiamo nulla.
Ovviamente visto e considerato che la velocità della luce rimane costante a prescindere da tutto e che la velocità è espressa come spazio diviso tempo, se la velocità rimane costante devono essere le altre due grandezze a variare e cioè proprio lo spazio e il tempo.
Se due mosche fossero aggrappate una ad un fascio di luce e l'altra ad un proiettile velocissimo (ma non alla velocità della luce) il nostro tempo e il nostro spazio avrebbero dei valori diversi tra loro e ancor più diversi rispetto ad una terza mosca ferma sulla terra....
Maggiore è la velocità di un corspo (che tende a quella della luce) e più il suo tempo...rallenta e il suo spazio....si dilata! (fico vero?)
C'è chi sostiene che le leggi della fisica non valgano nei buchi neri o prima del Big Bang perchè in questi sistemi di riferimento limite il tempo è....FERMO....! (fico anche questo, no? ....vivere senza orologi)
Ma torniamo a noi, sulla terra e con le leggi che conosciamo... e cerchiamo un attimo di riflettere in termini filosofici sul concetto di tempo.
Cos'è il tempo?
Altro non è che la percezione che noi abbiamo dell'evolversi delle cose, dell'intervallo che intercorre tra un evento ed un'altro. Acor3 mi da una pacca sulla spalla (evento1) ed io infilo il dito nel naso (evento2), tra questi due eventi che il mio cervello ha "memorizzato" intercorre un determinato lasso di tempo che sempre il mio cervello percepisce e al quale attribuisce un valore discreto.
Tutto ciò ha senso se e solo se ci dotiamo di un Hard Disk sensoriale chiamato "memoria", senza questa "memoria" il tempo non avrebbe senso di esistere o meglio non esisterebbe proprio e la nostra esistenza altro non sarebbe che oblio, vuoto ed ignoto. Totale incapacità sensoriale, assoluta assenza, in poche parole avremmo cancellato di colpo il tanto complesso e ostico concetto di tempo.
Detto ciò non possiamo asserire che il tempo non esiste?
Forse si .... ma questa è proprio grossa....
Al prossimo post
L'argomento è a mio avviso talmente interessante e complesso che merita di essere nuovamente analizzato....sempre che la memoria ce lo consenti.
Vorrei fare una riflessione, indotta da un colloquio avuto con alcuni colleghi, sul tema "antropologia della morale e ricerca della verità".
Perchè antropologia della morale e soprattutto perchè ricerca della verità?
La riflessione è partita dalla seguente domanda che pongo a tutti voi:
Esiste una cultura superiore, un popolo che abbia sviluppato una morale (collettiva e/o individuale) che possa essere considerata superiore ad altre culture sia nello spazio che nel tempo?
Quando parlo di "spazio-tempo" mi riferisco alla cultura di un popolo messa a confronto sia con le culture di altri popoli nello stesso tempo ed in luoghi diversi (Es: la cultura occidentale VS la cultura orientale) sia con le culture di altri popoli in epoche e luoghi diversi (Es: la cultura nostra VS la cultura degli antichi greci).
Proviamo a rispondere alla domanda e capiremo perchè "antropologia morale e la ricerca della verità".
Comincio con il rispondere io e dico seccamente: NO, non esiste una cultura superiore di un'altra (sia nello spazio che nel tempo).
Quale indice consideriamo per effettuare tale misura, semmai ne esistesse uno?
L'errore più grossolano che si fa quando si affrontano questi temi è quello di utilizzare la "nostra" morale, quindi ciò che è "giusto" per noi, per determinare il grado di civiltà di un'altro popolo che ha delle diverse "leggi" morali.
Per comprendere una civiltà non possiamo non considerare fattori quali l'epoca, il luogo, le tradizioni, il livello di scolarizzazione, la tecnologia, etc.. Solo considerando tutti questi fattori in maniera olistica e "immergendoci" poi in quel contesto potremmo comprendere con più obiettività gli usi e costumi dei vari popoli.
Non era comunque questo lo scopo della riflessione, non era rispondere NO alla domanda che mi premeva.
Quanto detto fin quà sembrerebbe avvalorare la tesi secondo la quale la "morale" di un individuo, di un popolo, di una civiltà sia influenzata e/o determinata da fattori esogeni (esterni) ossia da quei fattori che dovremmo trattare olisticamente per un'analisi completa del grado civilizzazione di un popolo.
Questo è vero ma solo in parte, perchè se così fosse un popolo non progredirebbe mai, non esisterebbero mai mutazioni e stravolgimenti. Se i fattori esterni determinassero l'idea di "giusto" e se questi fattori non mutassero mai, per noi sarebbe ancora giusto effettuare un sacrificio umano, rendere in schiavitù un individuo, etc...
Se invece consideriamo "l'antropologia della morale" ossia il cambiamento e l'evoluzione di essa, non possiamo non asserire che nello spazio-tempo ci siano delle enormi diversità in tema di morale ma sostenere che la civiltà A è diversa dalla civiltà B non significa dire che una sia superiore dell'altra, sono semplicemente diverse.
Allora cosa determina queste differenze? Se non sono i fattori "esogeni" a determinare queste differenze, cosa ha consentito ai Romani di oggi di "sentire" il giusto in maniera assai diversa dai Romani di Cesare?
Deve esistere un comun denominatore tra tutti i popoli che determini questa sorta di evoluzionismo morale, un fattore "endogeno" che funga da motore per la ricerca continua di nuove strade, ipotesi, idee a prescindere dall'ambiente che ci circonda, dalla cultura e dalle tradizioni.
Questo "motore" cos'è?
Kant direbbe che la legge morale è universale, quindi non può essere ricavata dall’esperienza: è "a priori" ossia la ragione è sufficiente "da sola" - senza impulsi sensibili - a muovere la volontà.
Muovere la volontà quindi determinare questa evoluzione etica del giusto percepito in sè a prescindere dai fattori esogeni ossia dall'esperienza e da ciò che ci circonda.
Questo ci basta, senza entrare troppo in formalismi filosofici, a comprendere come l'evoluzione delle civiltà sia determinata proprio da questa esigenza "imperativa" ed "ineludibile" che ogni individuo ha in quanto dotato di ragione, in quanto essere pensante.
Ecco perchè l'analisi dell'antropologia morale ci aiuta a comprendere non tanto il nostro passato quanto il nostro futuro, da ciò ne deduciamo, come unica certezza, che questo "motore" non cesserà mai di indurre gli individui ad una costante e continua "ricerca della verità".
La costante e continua "ricerca della verità" produrrà sempre nuovi e costanti mutamenti di pensiero, ci sarà quindi una continua evoluzione indotta da questo "magico fattor comune", da questa "voce interiore", da questa "forza motrice" innata che Kant rappresentò con la famosa frase "il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me".
Esiste un punto di arrivo in questa ricerca? Credo sia meglio parlare di limite tendente all'infinito, se fossimo a conoscenza della verità cesseremo di chiederci il perchè!
Se per voi:
L'esposizione è una mostra di pittura contemporanea, il fuoco automatico è la fiammella di Silente in Harry Potter ed il diaframma un anticoncezionale ormai in disuso, allora non potete non leggere questi articoli, veramente ben fatti e chiarissimi.
A parlare di fotografia digitale e non è Andrea Olivotto, in maniera semplice e soprattutto fornendo risposte a quelle domande che spesso si pone chi inizia a cimentarsi nel campo della fotografia.
Alcuni esempi....
Cosa diavolo è il pulsante AEL?
Come si legge un istogramma?
Cosa si intende con sovraesporre?
link con molte delle risposte a queste e ad altre domande....
Ed eccoci qua, finalmente onLine.
Mi son detto "ce l'abbiamo fatta!", il Blog o meglio il (d)Blog pensando.it è attivo e in linea.
Però, come sempre accade in questi casi, il panico ha invaso il mio animo.
Sono in linea, posso inizare questa avventura, iniziare a postare riflessioni, pensieri, commenti, articoli ma...da dove cominciare?con quale articolo dare il la a questa raccolta?
Mi sento come i bambini quando a Natale ricevono decine di regali e, sopraffatti dalla contentezza, non sanno da quale pacco iniziare. Quale scartare per primo? Quale sarà il regalo più bello? Ma soprattutto quanto durerà questa euforia? Rimarrò deluso?
E cosi ho deciso di cominciare proprio da questo, partire dalla fine, raccontare quello che si prova in questi casi e la bellezza dell'aspettativa.
Un pò come descritto da Leopardi nel "Sabato del Villaggio"...la felicità risiede nell'attesa, aspettare il giorno di festa è assai più bello e ricco di aspettative del giorno stesso, che spesso delude!
Per il poeta il sabato prelude al giorno festivo, segna la vigilia della domenica, simboleggia l'attesa di qualcosa di più grato e propizio, in questo modo ribadisce il concetto della non esistenza della felicità: il piacere è nell'attesa, poi delusa, della gioia.
In questo caso, però, spero e mi auguro che la "Domenica del villaggio" ripaghi nella sostanza quelle che sono state le aspettative del (d)Blog, nel nome stesso assegnatogli : pensando.it, nell'impegno profuso nella stesura e realizzazione del progetto.
Per cui non mi resta che fare gli auguri a questo book di pensieri, un in bocca al lupo di cuore, a tutti noi che vi abbiamo partecipato e che vi parteciperemo in futuro, nella stesura di idee, emozioni, articoli...
Tanti auguri, pensando.it
Il Sabato del Villaggio
La donzelletta vien dalla campagna
in sul calar del sole,
col suo fascio dell'erba; e reca in mano
un mazzolin di rose e viole,
onde, siccome suole, ornare ella si appresta
dimani, al dí di festa, il petto e il crine.
Siede con le vicine
su la scala a filar la vecchierella,
incontro là dove si perde il giorno;
e novellando vien del suo buon tempo,
quando ai dí della festa ella si ornava,
ed ancor sana e snella
solea danzar la sera intra di quei
ch'ebbe compagni nell'età piú bella.
Già tutta l'aria imbruna,
torna azzurro il sereno, e tornan l'ombre
giú da' colli e da' tetti,
al biancheggiar della recente luna.
Or la squilla dà segno
della festa che viene;
ed a quel suon diresti
che il cor si riconforta.
I fanciulli gridando
su la piazzuola in frotta,
e qua e là saltando,
fanno un lieto romore;
e intanto riede alla sua parca mensa,
fischiando, il zappatore,
e seco pensa al dí del suo riposo.
Poi quando intorno è spenta ogni altra face,
e tutto l'altro tace,
odi il martel picchiare, odi la sega
del legnaiuol, che veglia
nella chiusa bottega alla lucerna,
e s'affretta, e s'adopra
di fornir l'opra anzi al chiarir dell'alba.
Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.
Garzoncello scherzoso,
cotesta età fiorita
è come un giorno d'allegrezza pieno,
giorno chiaro, sereno,
che precorre alla festa di tua vita.
Godi, fanciullo mio; stato soave,
stagion lieta è cotesta.
Altro dirti non vo'; ma la tua festa
ch'anco tardi a venir non ti sia grave.
G.Leopardi, 1829
In relazione al tema trattato, il sabato del villaggio e il dì di festa, interessante è la manifestazione che si terrà nella città di Crema, un festival della filosofia dal titolo "Ricordati di santificare le feste II", ovviamente il tema principale sarà il giorno di festa e il rapporto tra esso e l'individuo nella società contemporanea.
Questo il link al manifesto dell'evento http://www.cremadelpensiero.it/.
Sul sito www.matrimonio.it ho trovato un'ottimo promemoria per verificare se si è pensato a tutto in relazione al matrimonio.
Come saprete il due agosto 2008 io (l'etrusco) e Cinzia (la mia pulce) ci sposeremo...come credo sia accaduto a tutti a distanza di pochi mesi dal grande giorno, prende il panico del tipo: "tutto fatto?", "mancherà qualcosa?", "cosa mi dimentico?"
Grazie a questa guida...vediamo come c'è e cosa manca! (tra virgolette le parole di matrimonio.it)
Si sa, il matrimonio richiede una certa organizzazione..ma non fatevi prendere dall'ossessione delle scadenze!
Vi diranno che deve essere tutto perfetto ma non è detto: molti matrimoni "imperfetti" sono stati molto più belli e divertenti di altri super organizzati. Ecco una guida non esaustiva e molto personale alle scadenze:Un anno prima
Immaginando che abbiate deciso di sposarvi forse vale la pena di iniziare a pensare di fissare la data e il luogo della cerimonia.
Se vi sposate in chiesa cominciate ad informarvi presso il parroco per la data ed il corso prematrimoniale. Diversamente sentite il sindaco.
Per le spose: non iniziate a pensare adesso all'abito..c'è tempo :)
Fatto....anche se ancora non sappiamo quale sarà il parroco
....per il vestito.... ooooommmiiiioooooDDDDDDiiiiooooo.... ma quanto ci tengono le donne?!?!?!?!?!?!? .... e che sarà mai!...è un vestito! ...costa pure poco (mumble mumble)! ...tutto bianco! ...si mette solo una volta (speriamo)!...insomma, scegliete con più facilità
Cribbio! ...comunque fatto!
9-10 mesi prima
Se avete fissato la data cominciate ad informarvi per i documenti da preparare per le pubblicazioni di matrimonio.
Cominciate a fare un pensiero sul luogo del ricevimento: è più difficile di quanto si creda trovare quello giusto e molti sono prenotati per secoli a venire.
P.s. Avete parlato con i parenti vero?
Fatto anche questo, fissata la data, il luogo e i documenti!....e soprattutto parlato con parenti ed amici....
8-9 mesi prima
Giunti a questo punto dovreste aver fissato data della cerimonia ed individuato il luogo del ricevimento che vi piace.
E' ora forse di iniziare a pensare anche al lato economico della faccenda. Provate a pensare quanto volete (o potete) spendere per il matrimonio, quanti invitati potete permettervi e parlate con le rispettive famiglie. Il prossimo passo è versare la caparra per il ricevimento.
...già versate fin troppe caparre.....casse già vuote!!!!! (.....e quando mai son state piene 
7-8 mesi prima
Per quanto riguarda la cerimonia: è ora di pensare ai testimoni, ai canti, etc..
Le spose possono iniziare a pensare all'abito: siamo sicuri che molte si saranno già portate avanti..
Definite bene la lista degli invitati così da poter passare un numero indicativo a chi vi organizza il ricevimento.
La data fatidica si avvicina: se siete improvvisamente assaliti dai dubbi consigliamo un'occhiata alla sezione perchè sposarsi?
Testimoni...fatto! Canti....fatto! Abiti...fatto!
Riflessione intermedia
Di solito in questo periodo vi accorgerete che il problema budget non è secondario. Arriveranno spese impreviste e naturalmente vorrete che tutto sia il meglio possibile.
Che dire? Anche se avete un buon budget il nostro consiglio è: spendetelo con attenzione comunque. Ci sono cose per le quali vale la pena di non lesinare ed altre per le quali potreste spendere una fortuna senza che nessuno se ne accorga. Questo potete saperlo solo voi perchè conoscete i vostri invitati ma non mettete in tavola il brunello se sapete che la metà dei vostri ospiti lo berrà scambiandolo per il vino della casa.
Ho visto matrimoni dove anche il giardino del ristorante era riempito di fiori freschi dappertutto: dopo mezz'ora si è fatto buio ed i fiori non li ha visti piu' nessuno. E per valore potevano valere il vostro prossimo televisore :)
5-6 mesi prima
Rimettendo l'attenzione sulle scadenze a questo punto della storia dovreste aver definito più o meno tutto per quanto riguarda la cerimonia ed il ricevimento. Se non avete ancora scelto i testimoni, beh, è ora di farlo.
Potete quindi dedicarvi ai corollari.
Aprite una lista nozze. I parenti inzieranno a scatenarsi..
Scegliete il fotografo confrontando prezzi e qualità.
Pensate se volete mettere dei fiori, quanti e dove. Cominciate a pensare alle partecipazioni, quante e dove stamparle. Se andate in viaggio di nozze, fatevi un'idea di dove andare e quanto spendere.
Anche qua siamo in linea...fiori, lista e fotografo....fatto!
3-4 mesi prima
E' tempo di comprare i vestiti e versare gli eventuali pagamenti ancora in sospeso (rinfresco, fiori, partecipazioni, bomboniere, etc..)
Se avete scelto di fare il viaggio di nozze nell'africa nera o altri posti particolari controllate documenti, vaccinazioni e i visti che vi servono altrimenti rimarrete nella hall dell'aereoporto.
Fatelo anche se andate in posti vicini perchè con i documenti scaduti, o peggio senza, non si viaggia (esperienza personale).
....anche qua ci siamo....vacanze....fatto!...per i pagamenti....ancora manca qualcosa
...ma prima o poi salderemo!
2-3 mesi prima
Dovrete scambiarvi gli anelli giusto? E' ora di ordinarli.
Finalizzate la lista degli invitati e cominciate a pensare a come distribuire le partecipazioni.
Per la cerimonia pensate a chi far fare le letture ed eventuali canti. Provate a pensare a chi vi accompagnerà ed all'auto della sposa.
La sposa dovrebbe aver definito chi le farà trucco e acconciatura.
Se avete scelto il fotografo magari incontratelo: può essere utile per capirsi meglio e definire gli ultimi dettagli.
Se la prima notte di nozze non sarà a casa vostra prenotate l'hotel e definite con il gestore tutti i dettagli.
anelli....fatto! o meglio, ordinati. L'auto dovrebbe essere ok...anche se ancora non sappiamo quale sia! Il trucco del mio amore....fatto! Ed anche l'acconciatura....fatto!....io....NON CONTO NIENTE (grrrrr) ...se ho capito una cosa da questa esperienza è che la regina della giornata sarà la sposa ... per noi maschietti sarà un pò come sempre....non conteremo un c.....
scherzo (mica tanto)!!!
1-2 mesi prima
Spedite gli inviti e cominciate a raccogliere le conferme: serviranno per passare il numero definitivo di persone al ricevimento.
Controllate di aver fatto tutti i documenti necessari per il matrimonio: se così non fosse correte ai ripari!
Se avete tempo pensate a cosa volete regalare a testimoni, genitori e parenti.
...per le partecipazioni...c'è ancora tempo...comunque sono a casa....per cui...fatto!
2-3 settimane prima
Se potete incontrate il prete che vi sposerà: quando ci si avvicina alla data e si è presi dal turbinio delle faccende è una cosa utile :)
Ritirate fedi e vestiti. Chiedete una mano a qualche amico o parente di fiducia perchè vi assista nelle faccende pratiche: stampare le cartine per il ricevimento, dare una mano agli invitati circa il parcheggio, avvisare il ristorante, etc..così potrete pensare di più al vostro matrimonio.
...grrrr...ancora non sappiamo quale sarà il parroco che ci sposerà! Faccio un appello: "AAA Cercasi parroco volenteroso, giovane e simpatico per sposare l'Etrusco e la Pulce!!!!!!" ...possibilmente alla "Caso Mai" di Fabio Volo. C'è nessunooooooooo.....tutti scappati! speriamo bene!
1-2 settimane prima
Chiudete la lista degli invitati chiamando eventuali persone che non vi hanno dato risposta. E' brutto dirlo ma una strana prassi vuole che molti non vi facciano sapere se verranno o meno, con lo spiacevole risvolto economico dei posti pagati e non utilizzati che peserà sul vostro bilancio. Non fatevi scrupoli e chiamate tutti per poter passare un numero certo.
Abbassate questo numero di un 10-15%: sono persone che, pur avendovi detto che verranno, all'ultimo momento non presenzieranno al ricevimento. Tenetene conto.
Volete fare un addio al nubilato/celibato?
Qualche giorno prima
Se volete farvi del male ripensate a tutti i dettagli e vedete se c'è tutto. Pensate un minimo a cosa farete "dopo" il matrimonio: casa? si parte? Che macchina userete? Qualcuno vi dovrà accompagnare o venire a prendere? Etc..Etc..
Avete portafoglio, soldi, documenti, etc..? Bene. A questo punto rilassatevi e pensate a quello che state per fare. Se vi sposate con rito religioso confessarsi prima delle nozze è un'ottima idea.
The D-Day
E' il grande giorno: auguri!
Se il matrimonio è di mattina puntate la sveglia (anche se non ne avrete bisogno).
Vedete che tempo fa e vestitevi di conseguenza.
In bocca al lupo!
....bè...tutto questo ancora dovrà accadere, per cui .... sicuramente da fare, con immensa gioia, infinito amore e soprattutto tanta tanta serenità....
Questa guida serve più che altro a sorridere perchè quel che conta è esserci in due....tutto il resto, fatto o non fatto, da fare o da decidere, è solo qualcosa in più, che serve certo, ma che non deve impedirci di sognare e ridere accanto al nostro amore.
...credo che l'idea "niente panico su cosa c'è e cosa manca" sia la vincente, fino a quel giorno e soprattutto il grande giorno solo sorrisi e gioia di vivere!
Forse è periodo, sta di fatto che questa volta è stato un mio amico, non mia madre, a mandarmi una mail a dir poco "strana" (Lurièèèè....te pozzino!!!! proprio tu ci caschi?)
Questa la mail:
Oggetto: FW: Questa deve girare, non quelle stupide catene.....URGENTE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Mar. A. Marco BIANCHI
Comando Generale della Guardia di Finanza
IV Reparto - Ufficio I nfrastrutture Viale XXI Aprile, 51 00162 ROMA
Telefono: 06/44...
e-mail: Bianchi.Marco@gdf.itOggetto: Leucemia - Per favore leggete di seguito
Se la cestinerete davvero non avete cuore.
Salve, sono un padre di 29 anni.
Io e mia moglie abbiamo avuto una vita meravigliosa.
Dio ci ha voluto benedire con una bellissima bambina.
Il nome di nostra figlia è Rachele. Ed ha 10 anni.
Poco tempo fa i dottori hanno rilevato un cancro al cervello e nel suo piccolo corpo.
C'è una sola via per salvarla è operare.
Purtroppo, noi non abbiamo denaro sufficiente per far fronte al costo.AOL e ZDNET hanno acconsentito per aiutarci.
L'unico modo con il quale loro possono aiutarci è qu esto:
Io invio questa email a voi e voi inviatela ad altre persone.
AOL rileverà la traccia di questa e-mail e calcolerà quante persone la riceveranno.Ogni persona che aprirà questa e-mail e la invierà ad altre persone ci donerà 32 centesimi.
Per favore aiutateci...!!!
Con sincerità George Arlington
Questa poi è davvero forte....AOL e ZDNET doneranno 32 cent al maresciallo Bianchi per ogni mail che girerà in rete.....hihihihihihi 
Su attivissimo, come al solito, tutti i dettagli della bufala....
E' ormai ufficiale che l'uscita del sesto film di Harry Potter e il Principe Mezzosangue è confermata per il 28 Novembre 2008 in contemporanea quasi mondiale.
Sono stati riconfermati quasi tutti gli attori principali e il regista sarà lo stesso del quinto film - che non ha riscosso un grande successo - ossia "David Yates".
Questa la lista completa degli attori riconfermati:
Daniel Radcliffe è Harry Potter
Emma Watson è Hermione Granger
Rupert Grint è Ron Weasley
Helena Bonham Carter è Bellatrix Lestrange
David Bradley è Argus Gazza
Robbie Coltrane è Rubeus Hagrid
Warwick Davis è Professor Vitious
Tom Felton è Draco Malfoy
Michael Gambon è Albus Silente
Alan Rickman è Severus Piton
Maggie Smith è Professoressa McGranitt
Natalia Tena è Tonks
Julie Walters è Molly Weasley
David Thewlis è Remus Lupin
Evanna Lynch è Luna Lovegood
Matthew Lewis è Neville Paciock
Bonnie Wright è Ginny Weasley
Hero Fiennes Tiffin è Tom Riddle all'età di 11 anni
Frank Dillane è Tom Riddle da teenager
Jessie Cave è Lavanda Brown
Jim Broadbent è Horace Lumacorno
Io mi auguro che a differenza del quinto questo sia all'altezza del libro, soprattutto in considerazione del fatto che il principe mezzo sangue è, dei sette, in assoluto il mio preferito, il migliore...quello che dalla prima all'ultima pagina mi ha tenuto col fiato sospeso ed incollato ad ogni capitolo.
E' pur vero che i film non sempre riescono a trasmettere le emozioni che ci vengono trasmesse attraverso i libri, molto dipende da noi ovviamente, dalla nostra fantasia, sensibilità e passione alla lettura.
Quando si ama un libro difficilmente si riuscirà ad amare nello stesso modo la versione cinematografica, speriamo di essere smentito questa volta e che il sesto film, al pari del libro, risulti il migliore dei sette.
La scienza è infallibile? Possiamo fidarci ciecamente di essa e delle risposte che ci fornisce? Sono realmente risposte quelle che ci da? Ci spiega forse il "perchè" oppure ci descrive il "come"?
Su questi temi spesso mi sono interrogato e confrontato con altre persone, amici e colleghi. La cosa mi ha sempre affascinato perchè ritengo il mio sapere sempre in bilico tra la "certezza" e il "dubbio", tra la "risposta" e la "domanda". Certo è che riflettere sulla domanda e sulle possibili risposte è assai più interessante che avere la risposta in sè.
Giorni fa scrissi un articolo "Il Dr. House e la logica dell'abduzione" nel quale cercavo di far chiarezza (soprattutto a me stesso) su quelle che fossero le principali metodologie di approccio logico ad un problema, come strumento di analisi del problema stesso ma anche della realtà e soprattutto della nostra percezione della realtà. Di questi il metodo che forniva minor certezze era sicuramento quello "induttivo" ossia il metodo logico di ragionamento che porta alla definizione di una regola partendo dall'osservazione (inferenza ampliativa ma solo probabile).
L'esempio che feci era il seguente:
Supponiamo di sapere che una decina di fagioli bianchi provengano da un sacchetto con più di mille fagioli dei quali non conosco il colore, sarei tentato a dire che nel sacchetto "potrebbero" esserci tutti fagioli bianchi, in realtà non è detto che sia proprio cosi. Potrebbero esserci una parte di fagioli rossi, una parte di fagioli neri, etc... e che io per pura fortuna (o sfiga) ne abbia presi dieci tutti dello stesso colore (bianco).
Il metodo induttivo, quindi, ha come scopo l'analisi della realtà e l'osservazione degli effetti per arrivare, attraverso un percorso logico, a quelle che sono le probabili cause dell'effetto; si parte dall'osservazione e si cerca di determinare la causa che l'ha generato.
Torniamo all'esempio dei fagioli, supponiamo di ripetere l'osservazione per 10 anni, tutti i giorni a tutte le ore prendiamo dieci fagioli dal sacchetto ed analizziamone il colore. Se dopo 10 anni osservo che i fagioli estratti sono sempre bianchi allora posso, con una buona certezza, asserire che TUTTI i mille fagioli del sacchetto siano bianchi.
Reiterando il processo logico induttivo sono, per forza di cose, portato a formulare una teoria che si basi sull'osservazione del fenomeno stesso.
Questo altro non è che lo stesso ed identico metodo che gli scienziati utilizzano per formulare le loro teorie.
La scienza empirica, tutta, si fonda sul metodo logico "induttivo"; osservo, analizzo, sperimento e definisco una teoria che sia la più "universale" possibile, che sia sperimentabile anche in futuro e che riesca a spiegare qualunque tipo di fenomeno osservabile.
Facciamo un altro esempio, supponiamo di essere un gallo e di svegliarci tutte le mattine per dieci anni e di osservare che il contadino ci ha dato la nostra razione di cibo. Cosi come successo per i fagioli bianchi, anche in questo caso siamo portati ad ipotizzare che il cibo sarà nella nostra vaschetta anche domani, a definire quindi una sorta di "legge" in base alla quale saremmo portati a pensare che anche domani il cibo sarà al suo posto (cosi è accaduto per i dieci anni passati -> induzione).
Invece il giorno dopo ci svegliamo, il cibo non c'è più ed il contadino ci torce il collo!
Con questo esempio, tratto da un esempio di un filosofo, ho semplicemente voluto mostrare come l'induzione per sua natura sia un processo logico che non porta a certezze e che a differenza del metodo deduttivo può solo fornirci una descrizione della realtà attuale, ma nulla può dirci su come tale realtà sarà domani, su quello che accadrà o su quello che dovremmo attenderci in futuro.
Possiamo fare delle ipotesi, dei calcoli statistici, credere che anche domani il sole sarà dove è sempre stato e che il rosso sarà sempre rosso ma la certezza non potremmo mai averla perchè, come dimostrato, l'induzione non porta a ipotesi certe.
E la scienza?
Come già detto la scienza si basa proprio su tale metodologia, su tale approccio, sfruttando la logica induttiva per definire nuove leggi, tesi, norme e regole. Tali leggi regolano la nostra vita, le nostre percezioni e determinano il nostro sapere, spiegano perchè una mela cade con una accelerazione costante pari a 9.8m/s2, perchè il rosso è tale e perchè se ci tagliamo sentiamo una fitta di dolore.
Ma allora se fossimo come il gallo? Se domani ci svegliassimo e tutte le leggi conosciute cessassero di valere? Rifacendoci a tale "dimostrazione" logica basata sulla scarsa certezza del metodo induttivo dovremmo riformulare le nostre credenze e smettere di parlare del "perchè" ed affidarci anima e corpo al "come"!
E cosa significa passare dal "perchè" al "come"?
Significa semplicemente ridefinire il nostro sapere, pertanto credere che sia lecito dire che la legge di Newton non spiega "perchè" una mela cade bensi descrive "come" la mela cade e soprattutto lo descrive oggi sulla base della nostra attuale conoscenza. Infatti, oggi, i fisici contemporanei spiegano "come" una mela cade non più sulla base delle teorie di Newton ma su quelle di Einstein, e tali leggi saranno valide fintantochè non ci sarà una nuova legge che ridefinirà "come" possa cadere una mela.
Una legge sarà valida fino a prova contraria e tale legge non ci dirà mai "perchè" esiste un determinato fenomeno ma descriverà "come" tale fenomeno si palesi, ci appaia e sia da noi percepito.
Per concludere credo che la scienza, nella sua accezione del termine, non sarà mai in grado di definire con certezza i "perchè" del percepito e dell'esistente ma solo di fornire un ottimo strumento di conoscenza atto a comprendere "come" oggi sia e come, molto probabilmente, sarà domani.
Riporto di seguito alcuni dei nomi di filosofi che hanno segnato la storia della filosofia:Talete (620-550 a.c.), Democrito (460-370 a.c.), Socrate (469-399 a.c.), Platone (428-347 a.c.), Aristotele (384-322 a.c), Agostino (350-430),Locke (1632-1704), Hume (1711-1776), Kant (1724-1804), Hegel (1770-1831), Schopenhauer (1788-1860), Kierkegaard (1813-1855), Nietzsche (1844-1900), Croce (1866-1952), Heidegger (1889-1976), Sartre (1905-1980)
Ovviamente questa è solo una minima parte rispetto al panorama di filosofi che, nel corso della storia, hanno segnato in maniera indelebile il pensiero occidentale.
A questo punto una domanda sorge spontanea....
E le donne?
Perchè nella "lista" non c'è una donna? perchè quando si parla di filosofia, di filosofi e pensatori ci si rivolge sempre al maschile? perchè risulta cosi difficile anche il solo definire la filosofia in termini di pensiero femminile? Ci sono donne che hanno inciso, segnato il pensiero occidentale con le loro teorie, con i lori pensieri, con la loro esistenzialità?
La risposta a tale domanda ci viene fornita dalla storia del pensiero filosofico occidentale che vede la presenza, sin dai tempi dei Greci, di numerose donne il cui pensiero è stato di rilevante importanza, che hanno spesso segnato, influenzato e condizionato il pensiero occidentale, nomi come:
Aspasia di Mileto (440 a.c.) discepola di Pitagora , Ipazia (400 a.c.) di tendenze Neoplatoniche, Plotina (53-117 d.C.) consorte dell'imperatore Traiano, la principessa Elisabetta (1643) che intrattenne uno studendo rapporto epistolare con Cartesio, fino ad arrivare ai giorni nostri con personaggi di grande rilevanza filosofica come Edith Stein (1891-1942), Simone Weil (1909-1943), Hannah Arendt (1906-1975) o Simone De Beauvoir (1908-1986).
La storia, quindi, ci dice che molte donne hanno contribuito alla nascita del pensiero contemporaneo.
Tuttavia, quando si pensa ad un grande filosofo (termine maschile), la nostra mente cerca subito uno dei nomi della prima lista, il filosofeggiare stesso è una tendenza, una abitudine che la si associa, in linea di massima, al genere maschile.
Perchè?
Questa domanda è stato l'argomento principe di una discussione fatta con alcuni colleghi, ci tengo a sottolineare tutti maschi, dalla quale sono emerse numerose idee, pareri, opinioni.
La più gettonata ed anche la più consona al mio di pensiero è molto semplice, la cui semplicità risulta essere quasi disarmante e comunque formulata da una platea di uomini e che sottopongo con estremo piacere e spirito critico alla vostra attenzione.
Perchè la donna non la si associa al filosofeggiare? Perchè l'icona del filosofo è un soggetto maschio?
La donna non la si associa al filosofeggiare perchè, in linea di massima, la donna non ha bisogno di filosofeggiare, non sente questa esigenza esistenziale, maniacale, interiore.
Perchè?
Il perchè risiede nel fatto che mentre gli uomini cercano continuamente risposte, le donne le hanno.
Gli uomini si pongono le domande per le quali le donne hanno già la giusta risposta, in maniera innata, ancestrale, istintiva.
Ma da dove nasce questa differenza?
La differenza sostanziale risiede nel fatto che la donna è assai più vicina a Dio, alla vita, alla creazione di quanto possa esserlo un'uomo perchè essa vive in se il miracolo stesso della vita; la donna è in grado di generare, creare, dare la luce; l'uomo, proprio in virtù di questa sua distanza biologica, cerca in sè tali risposte, cerca esso stesso di avvicinarsi all'essenza della vita con la riflessione, con la filosofia, con il pensiero.
Per la donna la domanda cardine della filosofia..."perchè esisto? quale è il mio scopo?" ha una ben precisa risposta, "io esisto, in quanto donna, per generare il mondo stesso, senza me nulla esisterebbe".
L'uomo mai potrebbe rispondere in tal modo, un uomo, alla medesima domanda, non sa rispondere... risponde con una nuova domanda, cerca in sè, con la filosofia, la risposta giusta, vola di pensiero in pensiero, crea nuove teorie, ipotesi, formula centinaia di aforismi, ma poi si ritrova, nudo, di fronte al "sè" e alla inspegabilità del suo stesso essere.
Per approfondire la filosofia al femminile consiglio:
La filosofia è donna? al link http://bfp.sp.unipi.it/bibliofdd/fddnota.htm
Donne Filosofe al link http://www.filosofico.net/donnefilosofe.htm
Le donne filosofe al link http://www.linguaggioglobale.com/filosofia/donne/DONNE.htm
Libro "Storia delle donne filosofe" di Ménage Gilles
Foreman: Nascondi le pillole nel manuale del Lupus?
House: Tanto non è mai il Lupus.
Tra le moltissime serie TV che spopolano in questo periodo ce ne sono alcune il cui successo è ormai appurato e indiscutibile; tra queste sicuramente possiamo annoverare tutti i serial americani a sfondo "medico - sanitario" ossia serial come "Grey's Anatomy" o "E.R" che per molto tempo hanno e stanno appassionando fan italiani e di tutto il mondo.
In me, però, ha suscitato un interesse particolare la serie televisiva "Dr. House M.D.", credo che l'interesse non lo abbia suscitato solo in me visto e considerato che, ad oggi, è una delle serie più amate e seguite dal pubblico italiano.
Perchè? Cosa c'è di cosi interessante in un pazzo furioso come Greg?
Non sono l'unico ad essersi posto il dilemma visto e considerato che un gruppo di quattro giovani filosofi ha deciso di scrivere un libro proprio sulla filosofia del Dr. House.
Il titolo è "La filosofia del Dr. House. Etica, logica ed epistemologia di un eroe televisivo" editore "Ponte alle grazie".
Ho messo questo libro nella lista delle priorità...speriamo non tradisca le mie aspettative.
Ma torniamo a Greg e alla sua folle misantropia.
Credo che a differenza degli altri serial televisivi "medico-sanitari" il Dr. House abbia qualcosa in più, di più forte e geniale, di più profondo riconducibile proprio al personaggio Gregory House e alla sua filosofia di vita.
La frase:
Dimmi cosa preferisci: un dottore che ti tiene la mano mentre muori o uno che ti ignora mentre migliori?
credo sia significativa del personaggio, curare la malattia e non il malato perchè i malati sono tutti bugiardi, mentono sempre!
E le malattie? Curare solo casi disperati, estremi, che riescano a solleticare l'attenzione e soprattutto l'ego del dottore... usare ogni mezzo, ogni cura pur di riuscire nell'impresa, a prescindere da qualsiasi deontologia medica, contro ogni morale, calpestando qualsiasi comportamento etico.
Il dottore che comunque ci guarisce, la malattia che non è mai Lupus...
Con il dottor House scacciamo le nostre paure, allontaniamo l'idea della morte e ci avviciniamo all'immortalità suggellata proprio dall'ego del personaggio, incosciamente scacciamo streghe e fantasmi dai nostri armadi perchè tanto "House è Dio" (il titolo di una puntata...), House ha sempre la soluzione; ci disprezza, si disprezza, ci considera dei bugiardi ma alla fine ci cura sempre e comunque.
Ecco, credo che l'enorme successo della serie televisia sia riconducibile a questo sottile gioco psicologico che incosciamente ci lega alla poltrona e ci fa amare cosi tanto un personaggio che ha come unica priorità l'utilizzo del sistematico di oppiacei per alleviare il proprio dolore esistenziale.
Alessandro Baricco è decisamente uno degli scrittori più controversi, eclettici e discussi del nostro tempo.
Io sono, senza ombra di dubbio, un suo accanito fan, ho letto tutti i suoi libri ed ognuno di questi mi ha lasciato qualcosa di diverso, unico ed il più delle volte non descrivibile.
Si perchè i suoi libri non puoi raccontarli, non puoi dire...."Oceano Mare parla di...." perchè ti fermeresti subito dopo pochissime parole.
Ed è proprio questo che adoro di Baricco, l'utilizzo che egli fa delle parole, della metrica, della composizione narrativa; i suoi libri sono poesia, musica, arte, vanno sorseggiati come un buon bicchiere di vino rosso ed "ascoltati" perchè le parole, da lui sapientemente incastonate, riecheggiano in noi durante la lettura come tante e dolcissime note musicali.
I suoi libri non vanno compresi, i suoi libri vanno "seguiti" con passione perchè sempre riescono a toccare le corde più nascoste del nostro cuore.
E' anche vero che Baricco o lo si ama, come lo amo io, o lo si odia; non ho mai sentito dire che Baricco è "bravino"! No con lui o è bianco o è nero, non esistono sfumature di grigio nel giudizio dei suoi libri.
Ora però è arrivato il momento di correre al cinema per vedere il suo primo lavoro da regista : "Lezione 21", un film sulla Nona Sinfonia di Beethoven, per cui un omaggio alla lirica, alla musica ma anche alla senilità, alla vecchiaia.
Per comprendere meglio quello che sarà il filo conduttore del film riporto un estratto di una sua intervista (fonte l'espresso)
Il tema è incentrato su uno studente che rievoca la lezione più bella del professor Kilroy, la numero 21 appunto, sul mistero della genesi della Nona di Beethoven. Com’è nata in lei l’idea di scrivere questa sceneggiatura e farne un film?
«Più che della genesi, il film parla della serata in cui, la Nona Sinfonia, fu eseguita per la prima volta. Una storia molto interessante sulla quale si conoscono in generale alcune cose mentre altre no. È un racconto molto bello e istruttivo, che insegna parecchie cose sulla musica classica e in generale su certe dinamiche della cultura europea dell’Ottocento. Mi piaceva l’idea di raccontarla e ho trovato che il cinema fosse la forma più adatta per farlo».Un omaggio a Beethoven ma anche un film sulla vecchiaia...
«Parte come un film che narra quell’episodio poi, come sempre, dietro il desiderio di raccontare una storia, spesso c’è quello di abitare uno spazio mentale. La Nona e tutta la vicenda di Beethoven ti portano ad abitare quello della vecchiaia per cui, sì, è un film anche sulla senilità».Il film si sofferma dunque sull’avanzare dell’età dei due personaggi?
«È difficile spiegarlo, diciamo che il tratto più significativo, in questa avventura beethoveniana, è proprio la difficoltà e al tempo stesso la bellezza degli anni maturi. Un aspetto che, raccontato da un anziano professore, porta un po’ all’immedesimazione».È un tema al quale le capita di pensare?
«Diciamo che sono ancora un po’ troppo giovane per farlo, però il profumo della vecchiaia lo puoi sentire anche a trent’anni. Come spesso mi succede anche coi libri, racconto un aspetto che in realtà non mi appartiene perché magari l’ho visto in altre persone ma che però ha una qualche eco di me».Cast internazionale e scene girate in inglese. Una volta finito il film, guarderete al mercato straniero e ai festival internazionali?
«Sia io che il produttore, Domenico Procacci, abbiamo avuto in mente fin dall’inizio di realizzare un film non per un pubblico italiano in particolare ma, quantomeno, europeo. L’idea è farlo girare appunto in Europa, non pensavo ai festival ma proprio ai cinema. La pellicola è girata in inglese anche per questo motivo».Il Trentino, Londra e ora Mantova. Come mai questa scelta?
«Dobbiamo girare una scena in teatro. È un’immagine quasi di sogno, di memoria, molto sfocata, con visi poco riconoscibili. Si trattava di trovare gente che avesse la pazienza e il piacere di prender parte alle riprese e ci è venuta l’idea di scegliere una città e coinvolgere il pubblico. Visto che ci troveremo al Sociale e la gente verrà gratuitamente, ho pensato di ricambiare la gentilezza fermandomi a fare una lezione. L’idea è quella di leggere insieme qualcosa ed è appunto ciò che farò».Baricco scrittore e Baricco regista.. cosa li accomuna e cosa li divide?
«È troppo presto per dirlo. Finché si lavora è difficile capire il quadro globale. Fra un anno o due forse potrò dire qualcosa in più, adesso sono troppo impegnato. Comunque è sicuramente uno dei mestieri più belli del mondo quindi è impossibile non appassionarsi. Girare è stato emozionante».Il professor Killroy preso a prestito dal suo romanzo ‘City’, un film immerso in un mondo visionario, strani personaggi, foreste e cime innevate, velieri, Beethoven. Con questi elementi si fa fatica a trovare un filo conduttore. Che film sarà, insomma?
«Una pellicola sicuramente molto strana e dalla costruzione bizzarra, tant’è che è stato difficile spiegarla anche ai potenziali produttori e finanziatori. Il film bisogna vederlo insomma. Quello che si è detto ultimamente serve giusto per capire a grandi linee di cosa tratta».I bozzetti che hanno ispirato scenografie e costumi sono di Tanino Liberatore. Nel crearli ha seguito le sue indicazioni?
«Abbiamo lavorato insieme ed è stato indubbiamente molto coinvolgente, perché ti siedi e lui si mette subito a disegnare. Una parte del film è ambientata nella neve per cui siamo andati a girare in Trentino. Per i personaggi immaginati da Kilroy c’era libertà totale, potevamo fare più o meno quello che volevamo. In parte erano nella mia testa, così come erano in quella di Kilroy, si trattava dunque di farli vivere, dar loro un volto, un vestito».Quasi fantascienza?
«No, direi solo il piacere dell’immaginazione e della fantasia».
Ho letto con molta molta attenzione i post di acor3, mago e Wodka40 anche perchè l'argomento è di quelli interessanti, complessi e soprattutto che riguardano la vita di tutti noi, le nostre scelte, il nostro futuro, la nostra soddisfazione non solo professionale ma anche personale: il lavoro, o meglio il lavoro precario!
La parola "lavoro precario" è ormai decisamente inflazionata, soprattutto da chi cerca voti per la prossima settimana, si parla continuamente di precariato, lavoratori "atipici" (...zzo significa), cococo, cocopro, pippiripì e bububu! Ma soprattutto si parla di come risolvere il precariato in Italia, come far diventare un lavoratore "atipico" in un lavoratore...."tipico".
Ora la domanda che non posso non pormi è la seguente: Perchè cercano di cancellare dal mondo del lavoro le figure "atipiche" solo in campagna elettorale e soprattutto perchè chi cerca di risolvere il problema è chi il problema l'ha creato, chi ha introdotto queste nuove figure "professionali", chi ha detto "è il mercato belli....rimboccatevi le mani"!!!
Qualcosa non torna soprattutto nel nostro mondo, tra le figure professionali legate al mondo dell'informatica o come si suol dire nel mondo dell' "INFORMATION TECHNOLOGY", dei "SENIOR CONSULTING", degli "IT MANAGER".....insomma di tutti quelli a cui hanno cucito addosso un bel nome roboante ma che poi in realtà fanno i programmatori o i progettisti di software e/o dati!
Come si sarà capito anche io lavoro presso una società di informatica e mi ritengo discretamente fortunato... lavoro a tempo indeterminato, ho quindi potuto fare un mutuo, programmare un matrimonio...nonostante ciò l'aria che si respira mangiando "pane e bit" è quella della continua precarietà, del continuo "occhio al mercato" ma soprattutto del continuo "occhio alla carta d'identità"....perchè il tempo passa!
Come dice acor3, che conosco benissimo e stimo molto avendo lavorato con lui, una persona potrebbe investire su se stessa, specializzarsi, informarsi ed aggiornarsi continuamente, aprire una Partita Iva e mettersi in proprio; ci vuole coraggio, spirito d'iniziativa, capacità imprenditoriale ma....
...se ti ritrovi fuori da un'azienda a 45 anni con tre figli, un mutuo da pagare e la spesa da fare giornalmente...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se ti ritrovi nel mondo del mercato oggi a venti/venticinque anni e nessuna azienda si degna di farti crescere, apprendere e conoscere...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se nessuna azienda vuol più fare contratti di "freelance" a soggetti con Partita Iva ma solo contratti a tempo determinato...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se non hai le spalle coperte da un papà imprenditore, da uno zio avvocato e da un nonno medico...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se sei nato in una "favelas italiana" (e ce ne sono tantissime) ...non credo sia semplicissimo intraprendere!
Potrei farne infinità di esempi, ma quello che conta e che va ribadito è che ci hanno derubato di alcune fondamentali speranze che sono in primis il diritto al nostro futuro, alla nostra felicità e alla nostra serenità. Siamo tutti "schiavi moderni", per usare un termine alla Grillo, ci hanno pian piano tolto ogni speranza e noi non abbiamo fatto nulla!
Ci hanno scippato il TFR e noi zitti, ci hanno tolto le pensioni e noi zitti, ci hanno fatto contratti svilenti e noi zitti, ci hanno reso macchine utili solo a consumare e noi zitti, ci hanno tolto l'anima e fornito un cellulare e noi sempre zitti, fermi... e dopo che ci hanno calpestato gli abbiamo detto "TI PUOI ANCHE MUOVERE....E NOI SEMPRE ZITTI, FERMI!" ... neanche Mario e Saverio nel film "Non ci resta che piangere" avrebbero saputo far meglio nei confronti di Savonarola!
Ed allora? Come andare avanti? Cosa fare?
... io... non lo so!
Ciò che vedo e che mi duole è l'appiattimento generalizzato della cultura, dell'interesse per la conoscenza, per il sapere, non ci si stupisce più per nulla, non si ama più, non si sogna più, si parla per frasi fatte, risentite e riascoltate un'infinità di volte (come forse anche questo mio post).
Il politico di turno dice in TV "A è bello e B è brutto" e ti ritrovi al bar a parlare con un tuo amico che ti dice "A è bello e B è brutto" ed allora come posso spiegare io a chi mi risponde che "A è bello e B è brutto" che utilizzando questo linguaggio non risolve i miei problemi, non mi aiuta a capire, a comprendere, non mi fa crescere.... Dove sono finite la capacità di analisi e di critica? E la consapevolezza?
Se ormai l'unico valore è quello del furbetto di quartiere la guerra è persa in partenza, alla radice, nella base...
...ecco perchè sono critico nei confronti della società nel suo insieme, perchè sono convinto che la colpa è solo la nostra e di nessun altro, perchè ci siamo fatti derubare l'anima e gli abbiamo detto "ti puoi anche muovere"!
Ho visto che ultimamente in molti blog ci si chiede "ma cos'è un blog?"
Un Blog è un'archivio digitale di idee, pensieri, opinioni...
Un Blog è tracciare, salvare e condividere il proprio io, la propria esistenza...
Un Blog è diretta espressione dell'individuo in quanto frutto del suo pensiero...
Un Blog è la vetrina attraverso la quale ci si spoglia delle nostre paure e al contempo si mascherano le nostre insicurezze...
Un Blog è un'insieme di blog, la cui interezza è cultura, arte, scienza, contemporaneità...
Un Blog è lo specchio del vissuto moderno, manifesto dei manifesti, archivio degli archivi...
Un Blog è libertà di espressione...
Un Blog è confusione e caos, ordine e chiarezza...
Un Blog è ricerca filosofica dell'essere...
Un Blog è tutto questo e il contrario di questo...
Un Blog!!!
Ieri sera si è conclusa la serie televisiva Heroes, nonostante ci abbiano spostato gli ultimi quattro episodi dalla domenica al mercoledi in seconda serata, siamo riusciti a vederene la fine.
Impressioni? serie televisiva Favolosa.
I motivi per cui dico "favolosa" sono moltepicli, in primis non posso non apprezzare il fatto che gli autori si siano dati una scadenza, un termine e lo abbiano rispettato. Dico ciò perchè spesso si vedono altre serie, magari anche di maggior successo, la cui fine viene sempre rimandata, posticipata ingenerando nel telespettatore una sorta di "sindrome da finale" ossia si rischia di passare dai tre ai sei anni nell'attesa del colpo di scena conclusivo, cosa che spesso o non accade, perchè finiscono i soldi e si chiude tutto, o se accade non ha più lo stesso sapore, lo stesso fascino, ormai si è persa la foga iniziale.
Ricordo quando ancora studente universitario mi appassionai, come molti altri ragazzi della mia età, al fumetto Dylan Dog, ne divenni un autentico fanatico. A casa ancora oggi ho tutti i primi 100 numeri ORIGINALI (alcuni acquistati a cifre esorbitanti) tutti gli speciali, inserti e albi speciali immaginabili, però solo per i primi 100 numeri.
Perchè solo per i primi 100 numeri? Perchè la Bonelli, inizialmente, disse che il fumetto sarebbe terminato al numero 100, il numero nel quale Dylan Dog finalmente avrebbe fatto i conti con il suo passato in maniera definitiva, invece...Dylan Dog è ancora oggi in edicola e sinceramente non so a che numero sia arrivato.
La mia collezione si è conclusa con il numero 100.
Tornando a Heroes dico che è una serie "favolosa" perchè le prime 23 puntate rappresentano una storia compiuta, conclusiva, con un finale ben definito e compiuto; questo mi è piaciuto molto....per farla breve non hanno allungato la minestra di proposito!
Poi ci sono tutta una serie di elementi che la rendono unica nel genere, e che la rendono "fantastica" ai miei occhi, al mio gusto, come la forte impostazione "fumettistica"; i connotati ci sono tutti a partire dal concetto di supereroe, alla lotta tra bene e male, alla forte matrice fantastica.
Altra cosa a mio avviso interessante ed unica è la strutturazione temporale (o forse atemporale), facilitata anche dalle peculiarità dei personaggi in grado di viaggiare nel tempo, per cui sin da subito si conosce l'epilogo del fumetto, sin da subito ci dicono quello che sarà il finale ovvero la distruzione di New York.
Tutte le altre puntate che si trovano in mezzo tra prologo ed epilogo servono a costruire la storia a dare una impronta ai personaggi, molto forte e caratteristica, a generare suspance e attesa per poi appurare che il finale sarà esattamente come predetto o almeno nelle intenzioni perchè......"Un mondo diverso è possibile".....
Speriamo lo sia davvero.
Ho da poco terminato la lettura del libro "Platone. Repubblica" di Blackburn Simon distribuito da Newton & Compton e ne consiglio la lettura a tutti quelli che vogliono scoprire per la prima volta il pensiero del filosofo. Il libro è strutturato in chiave critica e non si limita a descrivere il pensiero del filosofo, ma ne analizza ogni singolo passo, ogni singolo pensiero, ogni singola riflessione soprattutto in riferimento a quelle che sono state le ripercussioni sul pensiero occidentale moderno e contemporaneo.
Platone maestro di vita e filosofo superbo? No, Platone figlio del pensiero occidentale, Platone come filosofo dal quale hanno tratto spunto gran parte dei pensatori dal 400 a.c. ai giorni nostri e sui quali pensieri si è dibattuto sempre, comunque a prescindere dal giudizio.
La sua opera come eterno spunto di riflessioni, come terreno fertile sul quale dibattere di filosofia, dell'uomo, dell'esistenza... "La Repubblica" come opera temporalmente e culturalmente distante da noi ma eternamente viva e presente nel nostro vissuto quotidiano.
L'avevo promesso a me stesso, dopo la "lost experience", basta serial televisivi. Invece, su consiglio di ac3 e di altri colleghi, mi son fatto trascinare nella "Heroes experience".
Risultato?...Amore a prima vista!
Si perchè la serie è veramente ben fatta, incalzante, affascinante, non lascia tregua, mozza il fiato e fa sognare quanti come me sono cresciuti a pane e fumetti.
Il mix?
Un errore genetico e una nuova generazione di mutanti alla X-Men iniza a prender coscienza dei propri poteri, cosi c'è chi scopre di riuscire a piegare lo spazio-tempo, chi sa volare, chi ha una doppia personalità e chi riesce a prevedere il futuro, chi annulla i poteri degli altri, chi legge il pensiero e chi risulta essere "intangibile", nasce l'uomo invisibile e colui rigenera i propri tessuti cellulari...
Ovviamente non mancano i cattivi, le figure ambigue e i soggetti oscuri, personaggi mai visti ma di cui tutti parlano.
A tutto questo aggiungete tanta, tanta fantasia, una buona recitazione, un epilogo da mutare ed il capolavoro è fatto.
Per cui vi saluto, ho una missione da svolgere: "salva la cheerleader, salva il mondo"!
tempo fa scrissi un articolo su quanto sia stato difficile rinegoziare il mio mutuo da variabile a fisso, questo l'articolo :
Rinegoziare un mutuo, le bugie delle banche.
Oggi noto con stupore che l'articolo viene citato da Repubblica al link:
Mutui, la rinegoziazione è una favola (e la surroga quasi impossibile)
Cito testualmente l'articolo:
C'è chi rinegozierebbe, ma la banca nicchia
Tuttavia c'è chi è convinto che la rinegoziazione potrebbe convenirgli, ma la banca non gliela propone. Alessandro De Marchi, esperto informatico, scrive sul suo blog: "Quattro anni fa ho stipulato un mutuo a tasso variabile con la mia banca ed ora mi ritrovo, come molte persone in Italia, con una rata cresciuta a dismisura". Dato l'aumento dei tassi, la rata di Alessandro è cresciuta dagli iniziali 262 agli attuali 350. E dunque si è rivolto alla banca per rinegoziare, ma è stato scoraggiato. "Se io rinegoziassi a tasso fisso senza variare alcunchè delle altre voci - conclude Alessandro - andrei a pagare una rata di 323 euro e a fine ammortamento avrei restituito ben 5.000 euro in meno alla mia banca di interessi. Ecco perché, da ottimi professionisti, ci sconsigliano di rinegoziare".
Evidentemente il tema è scottante e di grande attualità e di certo non sono le ultime norme in tema di rinegoziazione ad averne attenuato la portata....le persone continuano a faticare nel pagare le rate del mutuo.
Io, come scritto più volte, per la rinegoziazione ho ragionato da informatico e non da economista, calcoli alla mano (e non complessi vi assicuro) mi sono detto: "O son cretino io o mi prendono in giro" perchè non si comprende come sia possibile che rinegoziando a tasso fisso la rata sia scesa....ancora oggi non riesco a comprendere!
Ora è più di un anno che al mutuo non penso più, ho la mia rata fissa e non mi interesso più di Euribor di Tan e Taeg dello Spread, dei rialzi della BCE o cose similari; interessarmi a ciò non mi appassionava, non mi piaceva, ma dovevo farlo perchè costretto.
Costretto a tutelarmi, ad auto-informarmi per sopravvivere nella giungla del libero mercato dove le persone sono ormai solo clienti, budget e guadagno, se cedi il passo sei out, se non conosci vieni ingoiato, divorato e dimenticato.
Piccolo appunto anche per Repubblica che...quando cita articoli dimentica sempre di indicare la fonte!
Sulla rivista computer foto (www.fotocomputer.it) ho letto un interessante articolo sul futuro della fotografia reflex in 3D.
L'idea che sta alla base del 3D è semplice quanto innovativa, si parte dall'osservazione del cervello umano il quale riesce ad elaborare la "profondità" (terza dimensione) grazie alle informazioni che gli arrivano dagli occhi; gli occhi sono due ed è grazie a questo "dualismo" informativo che il cervello riesce ad elaborare il più fedelmente possibile la realtà.
Per cui basterebbe utilizzare due obiettivi, due sensori ad altissima fedeltà ed un superprocessore in grado di sincronizzare ed elaborare le informazioni sulla luce catturata per riprodurre il più verosimilmente possibile il sistema umano.
La società che sta sperimentando il 3D è la Fujifilm, la quale ha sviluppato due supersensori CCD ad alta sensibilità e gestione del noise la cui tecnologia è stata denominata RPT (Real Photo Technlogy), il superprocessore in grado di sincronizzare le informazioni provenienti da due fonti luminose è stato chiamato RPP (Real Photo Processor).
La nuova reflex verrebbe inoltre dotata di un LCD da 2,8'' e 230.000 pixel, in grado di gestire e modulare la direzione della luce sulle due diverse fonti di ingresso (obiettivi-occhi) dando cosi una visione "stereoscopica" dell'immagine anche in LiveView.
I "due occhi" della reflex aprirebbero nuove frontiere anche per quel che concerne il 2D, ad esempio scattare nello stesso momento con un grandangolo e con un supertele, o filmare e scattare contemporaneamente.
Ovviamente Fuji sta lavorando anche alla parte di stampa per dare anche al prodotto finale l'effetto tridimensionale voluto.
Cos'è l'arte? Questa è una di quelle domande che prima o poi ogni individuo si pone; è una domanda dal carattere fortemente filosofico perchè è un pò come chiedersi "cosa è la vita?" o "perchè esistiamo?".
Una domanda che amo definire a "risposta aperta" perchè la risposta è spesso soggettiva, intima, personale e mai univoca, che spesso attinge la sua energia vitale dalla filosofia.
Vagando nel web, chiedendo ad artisti, leggendo, ho potuto riscontrare quanto appena detto.
Tuttavia una sintesi, un "riassunto" di risposte a tale quesito possiamo anche farlo, cerchiamo quindi di fare un'opera sintetica di ricostruzione delle risposte date alla domanda "cosa è l'arte", dopodichè cercheremo di definirne una nostra, personale, soggettiva.
Decisamente la risposta migliore che ho trovato e che a mio avviso è quanto di più aperto e tecnicamente perfetto è :
1) "L'arte è tutto ciò che gli esseri umani definiscono arte!"
Eccezionale, stupefacente!
Nella sua semplicità e, a prima vista, banalità racchiude il senso vero della risposta. In tale definizione possiamo trovare due chiavi di lettura diverse.
La prima riguarda il fatto che l'arte altro non è che la visione, la sensazione, la percezione che gli individui hanno di arte; per cui nel momento in cui si prova a definirla, ad etichettarla si arriva sempre ad una banalizzazione e semplificazione del termine stesso, meglio quindi non formulare definizioni.
La seconda lettura riguarda l'atemporalità del concetto di arte ovvero arte è ciò che in un determinato periodo, contesto storico, culturale e scientifico viene definito arte dalla società stessa.
Non importa se poi, in epoche successive, tale opera venga svalutata, svilita, sminuita; ciò che conta è il giudizio dato nel periodo appena successivo all'opera o comunque in un arco di tempo caratterizzato da una visione comune della società.
Un'altra definizione, tratta da wikipedia, che ho trovato navigando sul web è la seguente:
2) "L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che, poggiando su accorgimenti tecnici e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza, porta a forme creative di espressione estetica."
Questa definizione è decisamente impeccabile, direi perfetta, in quanto comprende un pò tutte le attività umane classificabili con il termine "arte".
Nonostante ciò appare troppo "fredda", "tecnica", "perfetta" e perciò in contrasto con la prima definizione data di arte.
Sembra quasi non tener conto dell'aspetto emotivo, passionale, intimo che spesso è legato all'arte. La sua perfezione e il suo tecnicismo sembrano quasi non rendere giustizia al vero significato che si dà all'arte.
Sempre su wikipedia ho poi trovato una definizione più moderna del termine arte, data da Carlo Sarno, che è la seguente:
3) "L'arte è una attività-olistica costituita da una attività-teorica fondata sull'intuizione che determina una attività-pratica in cui il valore dell'opera realizzata risulta individuato dal suo significato etico, estetico e spirituale ".
Questa definizione sembra essere più generalizzata e più legata al concetto reale di arte in quanto definisce tre diversi ambiti/attività correlati all'arte.
A) L'attività teorica fondata sull'intuizione ovvero il processo creativo iniziale, il "pensare" l'opera stessa.
B) L'attività-pratica di realizzazione dell'opera stessa.
C) Il giudizio dato dagli individui all'opera appena realizzata analizzandone il significato etico, estetico e spirituale.
Queste tre attività non possono essere scisse nel definire l'arte, ecco perchè viene definita come "attività-olistica" ovvero attività nella cui interezza è racchiuso il significato dell'attività stessa (l'arte) e il cui significato non può essere dedotto dall'analisi delle tre componenti singolarmente.
Probabilmente quest'ultima definizione vede nel termine "olismo", quindi nella complessità del sistema "arte", il punto di forza della definizione stessa.
Cerchiamo a questo punto di vedere solo cosa ne pensavano, in tema di arte, altri eminenti personaggi e alla fine cerchiamo di dare una nostra definizione d'arte.
Per Platone l'arte altro non era che la realizzazione dell'artigiano di una copia di un oggetto che a sua volta era una copia dell'oggetto visibile solo al filosofo ovvero l'idea dell'oggetto stesso.
In antitesi a Platone, per cui l'arte è copia di una copia, per Aristotele l'arte ricrea le cose secondo una nuova dimensione, "Alcune cose che la natura non sa fare l'arte le fa, altre invece le imita".
Per Benedetto Croce, invece, l'opera d'arte è come una sorta di "intuizione lirica" che accade nella mente e deve essere ben distinta dalla traduzione e realizzazione materiale.
Kant ritiene che ciò che contraddistingue l'arte è una serie di proprietà percettibili e formali individuate da particolari facoltà mentali umane, quali il gusto e l'estetica, che generano il piacere.
Insomma, ogni pensatore da Platone a Kant ha espresso un suo giudizio, ha fornito una sua definizione del termine arte e di opera d'arte, il che sta ad indicare che tale termine, da sempre, ha suscitato passione, interesse ed è indissolubilmente legato all'individuo ed alla sua percezione della realtà.
Avevo promesso una mia definizione di arte, un mio pensiero, una mia riflessione in proposito per cui detto-fatto...
Come già analizzato tutte le definizioni, i pensieri, le teorie appena citate, sono più o meno condivisibli, le sentiamo più o meno nostre e più o meno vicine al nostro "sentire" l'arte, all'idea di arte che abbiamo dentro di noi e che, sulla base della nostra sensibilità e spiritualità, ci spinge a "percepire" l'arte, a sentirla dentro di noi, viva, emozionale.
Ogni individuo ha dentro di sè il concetto di arte, più o meno vivo, più o meno formato e ciò è parte integrante della coscienza umana, al pari della percezione del sè, del vissuto, dell'io.
Così è sempre stato, da sempre l'uomo ha avuto una sensibilità artistica, una capacità creativa, realizzativa, intuitiva che l'hanno poi spinto ad evolversi, a crescere e migliorare, a lasciare tracce indelebili di sè e del suo operato, della sua grandezza.
Tutto ciò altro non è che "capacità comunicativa" dell'individuo per cui ritengo che...arte sia comunicazione, l'espressione del sè e del proprio io, il mettere a nudo la nostra anima, l'esprimere al massimo le nostre potenzialità gridando con forza le nostre convinzioni, arte è la traccia che l'individuo lascia della sua esistenza per comunicare alle generazioni future, per imprimere in eterno la sua voce interiore.
Potremmo poi discutere su quale e cosa è "l'opera d'arte", il capolavoro, quale è la differenza tra un'artista alla "Leonardo" o "Picasso" e un artista che non ha tale nome.
In questo caso, però, non stiamo definendo cosa è l'arte bensì stiamo cercando di definire dei canoni di valutazione dell'opera d'arte, entriamo quindi nell'ambito dell'estetica, della valutazione dell'opera stessa.
Ripartendo dalla nostra definizione di arte, che altro non è che comunicazione, l'opera d'arte per eccellenza è quella che, in sè, definisce nuovi standard, nuove regole comunicative.
Con tali opere ed attraverso esse l'artista, per riuscire a pieno nella sua opera comunicativa, rompe con il passato, scardina regole, crea nuove forme, analizza nuovi orizzonti, vede oltre, al di là delle comuni regole creative e comunicative, plasma un suo stile, una sua forma e definisce nuovi canoni artistici esso stesso con la sua opera.
In una parola "rompe con il passato e definisce nuove regole comunicative".
Questo, per me, è arte!
Riguardando l'articolo pubblicato appena dieci giorni fa sull'ormai famoso crollo della macchina di Santa Rosa, sembrava impensabile che per il 3 Settembre 2007 la macchina avrebbe percorso le strade di Viterbo, invece l'impresa è riuscita.
Infatti ieri sera, più di 100 facchini hanno trasportato una struttura del peso di oltre 50 quintali e alta circa 28 metri per oltre 2 Km di percorso, tra una folla festante e al tempo stesso incredula, tra fede, cultura e tradizione.
La gioia di una città fortemente legata al passato, alle sue radici, alla sua patrona, Santa Rosa, alla sua..."machina".
Questo il link a tutte le foto da me fatte la sera del 3 Settembre.
Ormai possiamo darlo per definitivo, la quarta stagione di Lost sarà composta di 14 episodi!
Inizialmente credevamo fossero 16 (8 + 8), poi siamo passati a 13 (8 + 5) a causa dello scipero egli sceneggiatori, ora sembra definitivo ed ufficiale gli episodi complessivi saranno 14 (8 + 6).
Pertanto la programmazione delle ultime sei puntate in inglese su FOX è la seguente:
Episodio 9: 24 aprile
Episodio 10: 1 maggio
Episodio 11: 8 maggio
Episodio 12: 15 maggio (finale, prima parte)
Episodio 13-14: 29 maggio (finale, seconda e terza parte)
Questo significa che l'ultima puntata sarà suddivisa in ben tre sottopuntate (e non due come sempre accaduto) e che queste tre sottopuntate vedranno la prima andare in onda il 15 maggio, poi ci sarà un stop di due settimane ed infine il 29 Maggio il gran finale.
fonte Lostpedia Blog
E Lost in italiano sempre su FOX?
Siamo ormai arrivati alla quinta puntata, quella su Desmond dal titolo "La Costante", alla quale avevo già dedicato un articolo ed a mio avviso una delle più belle ed avvincenti della quarta serie.
Comunque questo il riepilogo di tutta la programmazione:
n° - Titolo originale - Titolo italiano - Prima TV USA - Prima TV Italia
01 - The Beginning of the End - L'inizio della fine - 31 gennaio 2008 - 7 aprile 2008
02 - Confirmed Dead - Morte accertata - 7 febbraio 2008 - 14 aprile 2008
03 - The Economist - L'economista - 14 febbraio 2008 - 21 aprile 2008
04 - Eggtown - Pessimi affari - 21 febbraio 2008 - 28 aprile 2008
05 - The Constant - La costante - 28 febbraio 2008 - 5 maggio 2008
06 - The Other Woman - L'altra donna - 6 marzo 2008 - 12 maggio 2008 Juliet (flashback)
07 - Ji Yeon - Ji Yeon - 13 marzo 2008 - 12 maggio 2008
08 - Meet Kevin Johnson - 20 marzo 2008 - 23 giugno 2008
09 - The Shape Of Things To Come - ??? - 24 aprile 2008 - 23 giugno 2008
10 - Something Nice Back Home - ??? - 1 maggio 2008 - ???
11 - Cabin Fever - ??? - 8 maggio 2008 - ???
12 - There's No Place Like Home (Part 1) - ??? - 15 maggio 2008 - ???
13 - There's No Place Like Home (Part 2 and 3) - ??? - 29 maggio 2008 - ???
Ancora incerti i titoli in italiano e la data di programmazione dalla puntata 9 alla puntata 13
fonte wikipedia
Buona visione
Come da tempo annunciato da Beppe Grillo dalle parole si è passati ai fatti, dai MeetUp si è passati alle liste civiche comunali, dai blog e dalla rete si è arrivati in piazza, alla gente in carne ed ossa, reale, vera.
Il "fenomeno Grillo" ha sempre richiamato la mia attenzione per una serie di motivi legati al personaggio, alla sua simpatia, al suo modo di fare satira e politica ma soprattutto per il suo modo di intendere l'informazione, grazie al quale ha spazzato via metodi obsoleti e arcaici sfruttando al massimo le potenzialità delle nuove tecnologie, in primis dello strumento che anche io sto utilizzando per comunicare: "la rete ".
Per cui "Diamo a Grillo quel che è di Grillo!", riconosciamogli questo enorme merito.
Beppe è riuscito in una duplice ed ardua impresa che va dall'essere riuscito a non crollare dietro gli attacchi che i media - in primis la TV - gli hanno inferto tempo fa e soprattutto nell'essere riuscito, come una Fenice, a risorgere dalle sue stesse macerie più forte e combattivo che mai, sfruttando nuovi canali, introducendo nuovissime forme di comunicazione e promuovendo la rete nella sua globalità, interezza e democrazia.
Da tutto ciò è nata una community, inizialmente di nicchia, poi di massa, globale e che pian piano si è trasformata, ha mutato il suo spirito seguendo le orme del suo fondatore "morale" passando da "virtuale" a "reale"; quindi non più community, non più MeetUp ma insieme di persone in carne ed ossa che scendono in piazza e partecipano in massa al V-Day, si aggregano, propongono soluzioni, idee ed infine iniziano un percorso di lotta dal basso, dalle amministrazioni comunali, fondando delle liste civiche e proponendo soluzioni alternative.
Nella mia città, Viterbo, poche ore fa è stata presentata la lista civica "Amici di Beppe Grillo" nata dall'impegno del meetUp "un Grillo per la testa!" di Grotte S. Stefano (VT) :
Conosco molte delle persone candidate per cui, in maniera del tutto apolitica e disinteressata, faccio i miei più vivi auguri a tutti loro nella speranza che questa esperienza riesca a cambiarli e soprattutto a cambiarci, a cambiare la nostra stupenda città, a cambiare il nostro modo di pensare, ragionare e riflettere, perchè non ci si dimentichi mai che....la società civile siamo noi!
Il termine ontologia deriva dal greco οντος, "òntos" (participio presente di ειναι, "einai", il verbo essere) più λογος, "lògos". Significa letteralmente "discorso sull'"essere" (fonte wikipedia).
Si riferisce a quella parte della filosofia che si occupa dello studio dell'essere in quanto tale, nonché delle sue categorie fondamentali.
Spesso si usa come sinonimo di metafisica, fatto sta che da sempre filosofi e persone dotate di coscienza si siano poste domande sull'essere del tipo: chi sono? cosa c'è oltre la mia coscienza? perchè esisto?
L'ontologia è quindi riconducibile a quell'esercizio mentale che porta oltre le apparenze, spinge a riflettere sul reale significato dell'esistenza e dell'esistente nella sua interezza, ecco perchè spesso si parla di "ricerca ontologica".
Riflessioni di tale natura ci spingono da un lato verso la comprensione del nostro "essere" o soggetto e dall'altro verso la comprensione della realtà percepita che ci circonda, ovvero verso l'oggetto delle nostre percezioni.
Nonostante la naturale radice teoretica dell'ontologia è proprio questo secondo aspetto, dai risvolti più pratici, ad aver suscitato in me interesse, ossia la percezione moderna che l'individuo ha della realtà, dell'oggetto, come la sente, come la vive e soprattutto da cosa ne è influenzato.
Moderni studi sull'ontologia applicata alla società (vedi sovraccarico informativo, guerra informativa, dipendenza da Internet, guerra asimmetrica, terrorismo e biosicurezza) hanno appurato come la nostra società, civilizzata, consumistica, occidentale sia fortemente influenzata dai mezzi di comunicazione di massa quali TV, radio, giornali, internet, etc... Questi nuovi input mediatici hanno portato l'individuo a percepire "ciò che esiste" in forme nuove, metafisiche direi, non presenti nel passato, intangibili e spesso fittizie.
Potremmo quindi asserire che se da un lato la scienza e il progresso culturale ci hanno distanziato da credenze popolari e superstizioni, dall'altro ci hanno donato nuovi mondi, nuove sfere percettive e sensoriali.
In passato l'individuo, pensando a streghe, maghi e Dei mitologici, percepiva queste "entità" come reali, concrete, pur non avendo mai visto da vicino il Dio Thor in persona.
Oggi la società ha creato nuovi miti, sconfessando ciò che empiricamente non riesce a dimostrare ma abbandonandosi a realtà comunque illusorie, fittizie e surreali.
Quando si parla, ad esempio, di "blogosfera" ci si riferisce ad un insieme di blog che hanno un comune denominatore, tuttavia non è solo la definizione a renderla percettibile e tangibile, è qualcosa di più, è la sua essenza, il suo concetto, la sua teorizzazione soggettiva che esulano da qualsiasi definizione o schema predefinito.
Un pò come la definizione di tempo data da Agostino "Che cosa è dunque il tempo? Se nessuno me ne chiede, lo so bene: ma se volessi darne spiegazione a chi me ne chiede, non lo so".
Il problema maggiore di questa "ridefinizione" della realtà percepita sta alla fonte, al primo anello della catena, perchè se mal gestita o pilotata a dovere può causare seri traumi, incertezze e paure nelle umani coscienze.
Si pensi ad esempio al terrorismo, chi di noi non ha paura del terrorismo, di un attacco terrorista, i media non fanno altro che fornirci continue informazioni a riguardo, creando paure, psicosi che indirettamente ci portano a cambiare il modo d'essere e di percepire.
Tuttavia quanti di noi hanno realmente vissuto un attacco terroristico in prima persona? Quanti hanno visto con i loro occhi un terrorista o parlato con Bin Laden? Probabilmente nessuno...
Per concludere non possiamo non notare che se in passato era la deriva metafisica, basata su credenze popolari, sulla teologia esasperata, sul misticismo a forgiare le menti umane oggi il rischio è quello di una deriva, sempre metafisica, verso nuovi mondi, nuove realtà, fondate sul nulla e prive di concreta oggettivizzazione ma dall'impressionante impatto sociale sulle coscienze degli individui.
La ricetta?..."spegnere la tv ed accendere il cervello"...
In quante serie televisive, film, libri e fumetti abbiamo visto trattare il tema dello spazio-tempo? Moltissime!
Basti pensare alla mitica trilogia di "Ritorno al futuro", per poi passare al serial televisivo "Heroes", che faceva del controllo dello spazio-tempo uno dei super poteri di Hiro Nakamura; ma questi sono solo due esempi di una vastissima filmografia e letteratura in merito.
Ovviamente l'input, la novità sono da ascriversi al pensatore primo dell'idea di spazio-tempo, non solo dal punto di vista fisico ma anche filosofico-esistenziale ossia Einstein.
Da Einstein ad oggi, soprattutto negli ultimi venti anni, si sono succeduti film, libri e fumetti che avevano come tema principe un paradosso spazio-temporale, una macchina del futuro o del passato, delle capacità cognitive extrasensoriali legate al "tempo", insomma da Einstein ad oggi passando per "il flusso canalizzatore" di ritorno al futuro di strada ne è stata fatta moltissima.
Però da ieri una nuova idea, in tema di concezioni e ipotesi fantastiche sullo spazio tempo e sulle sue implicazioni al reale, è stata introdotta nel 'calderone' cinematografico, tale merito va dato ai creatori di Lost.
ATTENZIONE POSSIBILE SPOILER SE NON HAI VISTO LA QUARTA SERIE
Non so quanti di voi abbiano visto la quinta puntata della quarta serie in inglese intitolata "4x05 - The Constant", la costante! Una punta a dir poco eccezionale, innovativa che apre nuovi scenari e delinea quella che sarà la linea guida delle serie successive.
Insomma, finalmente sembra esserci "un costante", un punto fermo, sicuro e certo tra l'isola (ed i suoi personaggi) ed il mondo esterno, questo punto fermo, questa "costante" altro non sono che la differenza spazio-temporale che intercorre tra i due mondi.
Sembrerebbe che l'isola fosse una sorta di "buco nero" caratterizzato da un campo elettro-magnetico fortissimo, dalle coordinate ben precise ossia 2.342 a 11 Hz per la macchina di Faraday.
Un luogo lontano non solo nello spazio ma anche e soprattutto nel tempo, difficilissimo da raggiungere se non tramite tali coordinate il cui significato, ovviamente, ci è ancora ignoto.
Chi è il protagonista dell'episodio?
Desmond! L'ulisse di Lost, già capace di visioni spazio-temporali sul futuro di Charlie, ma che questa volta si trova a vivere lui stesso in prima persona un paradosso, il tutto indotto o causato dalla fuga dall'isola stessa.
Desmond nell'attraversare lo spazio-tempo con un elicottero riesce a vivere un'esperienza unica nel suo genere: una migrazione del suo inconcio nel futuro, con continui vai e vieni; la cosa forte, innovativa come idea cinematografica, è che la linea temporale del protagonista, quella che sembra essere reale, non è quella relativa al Desmond dell'elicottero (dell'isola per intenderci), bensi a quella del Desmond di sei anni prima, ancora arruolato nell'esercito e che si era da lasciato con Penny (Penelope)...
Non vorrei svelare ulteriori novità in materia, la puntata è stata bellissima ed affascinante, degna di Lost. Una puntata che "riabilita" una quarta serie partita un pochino in sordina e dalla quale ci attendiamo tanto... non solo domande ma anche risposte, risposte ed ancora risposte.
A distanza di quasi un anno dal rilascio del plugin_tagCloud_2.2.0 mi sono deciso ed ho fatto una modifica che già da tempo avevo in testa.
La patch è scaricabile dall'area download o direttamente da questo link, comunque la modifica è semplicissima e riguarda l'affinità tra articoli ossia il famoso:
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Salva la cheerleader, salva il mondo. (50%)
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Lost, il gioco di ruolo televisivo (31%)
Con questa modifica i link a fine post non vengono più ordinati per data generazione articolo bensì per affinità decrescente, ossia dalla maggiore alla minore.
Inoltre ho inserito una nuova variabile nel pannello di controllo di dblog chiamata :
'Numero di articoli affini al post
Num_FrequenzaAffinity = 5
Il cui valore vi consentirà di mostrare quanti articoli affini volete mostrare dopo ogni post.
L'installazione è semplicissima ed è formata da due semplici passaggi:
1) Copiare il nuovo file: inc_modulo_affinity.asp
nella directory /dblog/ del vostro server.
2) Editare e Modificare il file originale: inc_costanti_pannello.asp
aggiungendo alla fine del file la variabili:
'Numero di articoli affini al post
Num_FrequenzaAffinity = 5
Ovviamente ricordatevi di dichiarare la variabile nell’intestazione del file alla riga 5.
La patch è scaricabile dall'area download o direttamente da questo link
Buona installazione
Leggendo l'interessante articolo di wodka 40° sulla tristezza della TV oggi, la mente è tornata a sabato sera, ore 24:00 circa.
Immaginate la scena:
Io febbricitante (37,5°C), rincoglionito, assonnato e infreddolito
La mia ragazza accanto a me con il biglietto della lotteria in mano
Speranze (poche anzi nessuna) per il primo premio
Attesa dell'estrazione (poca anche quella)
Più che altro ci siam detti..."chissà, controlliamo! non si sa mai..."
Abbiamo quindi acceso la TV e ci siamo sintonizzati sul programma che avrebbe dovuto dirci chi avrebbe festeggiato grazie al biglietto milionario....."Sotto il treno (dei desideri)"!
La tristezza è cresciuta in maniera esponenziale nei successivi 5 minuti sotto il treno (dei desideri)...vedere "Botton D'oro" fare la paternale ai bambini ricchi è stato veramente quanto di peggio potesse offrire la televisone pubblica.
Non sapevo se piangere (per la tristezza della scena non per le parole) o ridere o infuriarmi (il canone è dietro l'angolo....) o spegnere.
Alla fine ho invece deciso di "guardare", osservare, vedere con spirito critico quella lacrimevole scenetta con Ascaniux che piangeva-ringraziava, la famiglia povera che piangeva-ringraziava e "Botton D'Oro" che faceva la morale ai bambini ricchi perchè....non apprezzano più i regali!!!! Oddio che riflessione profonda....i bambini ricchi non apprezzano più i regali!!!
TI CREDO! Vedono voi in TV!!!!!........
Il biglietto è poi stato annunciato da "Botton D'Oro" mentre passavano i titoli di coda, tra mille lustrini sfavillanti, coriandoli e musica epica....
Ma un tempo non venivano estratti direttamente in trasmissione? Sei biglietti che poi venivano associati ai premi...o sbaglio?...l'interesse stava proprio in questo e non nelle "lacrime" d'amore dell'Ascaniux o nella morale-immorale di "Botton D'Oro".
Questo è quanto oggi ci viene offerto in TV allora approvo quanto detto da Wodka 40° che cito testualmente:
"Potete voi incolparmi di qualcosa....se avvio il muletto ...mi scarico tutte le puntate di Lost...e me le guardo la sera ...dalle 21.00 alle 22.00...senza pubblicità e bacamento di scatole?
Avrò diritto anche io alla mia dose di divertimento...senza per questo dover far ricorso al Whiskey armeno?
Vale la pena diventare alcolizzati...per vedere un film alla tv???"
Where is my mixbook?
Dov'è il mio mixBook? Me lo sto domandando da circa due mesi, avendo ordinato l'album "Luna di Miele alle Madive" il giorno 4 Settembre 2008 (questo il link all'articolo che feci sul blog) ma ancora mai visto di persona!
Vi faccio brevemente la cronistoria di un'epopea (o sfiga) che, speriamo, riesca a risolversi al più presto.
Come detto il giorno 4 Settembre 2008 ordino dal sito www.mixbook.com una copia del fotoalbum digitale "Luna di Miele alle Madive", questo il contenuto della mail ricevuta:
Shipping Method: UPS Mail Innovation International
Expected Delivery Date: Monday, September 29
Items Ordered:
1 copies of Luna di miele alle Maldive ($34.49 each)Subtotal of Items: $34.49
Shipping and Handling: $7.99
Order Total: $42.48
Come si vede dall'ordine la copia sarebbe dovuta arrivare il giorno 29 Settembre, ossia circa un mese fa.
Il 10 Settembre mi mandano una mail di conferma relativa all'invio dell'album (shipping date) tramite il servizio delle poste americano UPS Mail Innovation International.
Quindi hanno impiegato circa 6 giorni per stamparlo, il che mi fece pensare alla celerità del servizio vista la mole di album che giornalmente vengono creati, ero ancora felice e contento ^_^.
Passa più di un mese e il giorno 15 Ottobre (dopo l'accredito dei $42.48 su paypal) ancora nulla, decido quindi di mandare una mail al supporto mixbook spiegando che a distanza di un mese e mezzo l'album ancora non c'è; per sicurezza mando la mail sia all'indirizzo support@mixbook.com che a feedback@mixbook.com.
Passano ulteriori cinque giorni e ancora nulla, nessuna risposta via mail e nessun album arrivato a casa, decido quindi di lasciare un feedback negativo sull'ottimo sito http://getsatisfaction.co che nel frattempo avevo visto comprendere anche la mixbook, tra le aziende affiliate, ovviamente per rilevare la soddisfazione del cliente.
Lascio quindi un nuovo problem su getSatisfacion (questo il link) proprio dal titolo Where is my mixbook?
Lascio il messaggio alle 14:00 circa e dopo poche ore mi arrivano due belle mail da parte della mixbook e due reply al problem insomma sembrerebbe che l'appello abbia funzionato.
In sostanza mi si dice che:
Because of the nature of international delivery, orders shipped internationally are more likely to be delayed or lost in transit. If your order has not arrived for 30 days past your delivery date, please contact us at support@mixbook.com to receive a new copy of your photo book.
Ossia vista la spedizione internazionale e visto che a distanza di 30 gg l'album ancora non è arrivato è molto probabile che si sia perso per strada ;-( per cui mi invieranno un nuovo album a spese loro.
Non solo, nella mail mi si dice anche che:
I will reorder your book and give you a new copy, you won't need to do anything. I am processing your order now. I have upgraded you to a hardcover book. Thank you for your patience.
Ovvero che non solo faranno tutto a spese loro, ma che mi faranno l'upgrade della copertina da morbida a rigida senza uteriori spese visto lo spiacevole inconveniente in cui sono incappato ^_^
Come si dice, speriamo sia bene tutto quel che finisce bene...sempre che bene finisca però!
PS per mago
Avevo promesso di farti sapere la qualità della carta....per ora posso solo riferirti sulla qualità del supporto al cliente che, dopo il problem aperto su GetSadisfaction.com, è stato ottimo....
...speriamo prima o poi arrivi cosi ti faccio finalmente sapere 
tempo fa scrissi un articolo sul fotogiornalismo di matrimonio attratto ed affascinato dalle stupende foto di matrimonio scattate dagli associati del wedding photojournalist association ossia Associazione di fotogiornalista di matrimonio (WPJA)
Cosi ho deciso, anche in previsione del mio futuro matrimonio, di creare un nuovo gruppo su Flickr denominato:
Flickr Wedding Photojournalism
Le cui semplicissime regole rispecchiano proprio l'anima del fotogiornalismo di matrimonio, queste le regole del gruppo:
Su Flickr Wedding Photojournalism puoi postare foto di matrimonio in stile "Foto Giornalismo" o "reportage" ossia foto che rispettano i seguenti canoni:
• Ritratti (il fotogafo controlla la situazione di posa)
• Situazione (i soggetti riproducono simulando un momento o un’azione dietro richiesta del fotografo)
• Consapevole dell’apparecchio fotografico (soggetti che guardano l’obiettivo)
• Dettagli (fiori, torte, anelli, tavole, abiti da sposa, scarpe)
• Immagini manipolate (fotografie pesantemente alterate usando software: coloritura a mano, sfocatura, vignettatura, desaturation)
Tali regole sono riprese da quelle dell'associazione WPJA che in tema di perfezione dello scatto ha fatto un motivo di inclusione del fotografo all'associazione stessa.
Per comprendere bene che tipo di foto vorrei apparissero nel gruppo, riporto le migliori dell'anno tratte proprio dal sito wedding photojournalist association:
Azione
Bimbi
Cerimonia
Cerimonia #2
Eccezionali vero????.....
Dopo molte smentite, rinvii e ripensamenti anche Nikon esce sul mercato con un sensore digitale a formato pieno 36x24 mm, per la precisione il formato è 36x23,9 mm, per un massimo di 12,1 megapixel effettivi.
Il nuovo sensore per ora è montato solo sulla nuovissima reflex professionale D3, uscita ad agosto e dal prezzo ancora proibitivo (intorno ai 4.000 euro il solo corpo) ovviamente per chi nella fotografia vede un Hobby, non per chi ne fa una professione; il nuovo sensore, tuttavia, apre nuove strade per il futuro delle reflex marcate nikon in relazione al formato pieno.
Le novità legate alla nuova D3 non riguardano solo il formato del sensore ma anche il tipo, si passa infatti dall'ormai collaudatissimo sensore CCD in formato DX al sensore tipo CMOS in formato FX .
L'FX è il un nuovo formato Nikon che molto probabilmente andrà nel tempo a sostituire lo standard DX (24x16 mm), una sorta di mix tra il formato F analogico e il DX digitale.
La D3 mantiene comunque piena compatibilità con tutti gli altri standard, DX compreso, per cui il professionista potrà indifferentemente utilizzare ottiche analogiche, digitali DX o le nuovissime ottiche Nikkor FX (al momento ne sono state presentate cinque).
Altre importanti caratteristiche sono l'elevata velocità di scatto, si arriva ai 9 fotogrammi al secondo in formato FX, velocità che scende agli 11 fps se si utilizza il formato DX.
Dotata di un nuovissimo sistema autofocus a 51 punti con 15 sensori a croce , ISO da 200 a 6.400 (può arrivare fino a ISO 25.600), elaborazione delle immagini incorporata con Nikon EXPEED, Live view ovvero possibilità di visionare la foto sul dorso della macchina prima dello scatto, trasmettitore Wireless WT-4, doppio allogiamento card per l'inserimento di due schede CF, monitor LCD VGA da 3 pollici ad alta definizione (920.000 punti) e molto molto altro ancora.
Che dire, una macchina che al momento si pone nell'olimpo delle grandi reflex digitali e che come al solito farà "storia"... rimane solo il dubbio legato alle scelte fatte da Nikon su sensore pieno CMOS (sembra una scelta "di mercato" tendente al principale concorrente Canon che ha scelto il CMOS pieno ormai da tempo) e su Live View (anche questa sembra una scelta "di mercato" poco like reflex).
Per vedere come il mercato stesso reagirà a queste scelte fatte da Nikon non possiamo far altro che aspettare e vedere il nuovissimo sensore CMOS all'opera, magari su reflex più commerciali ed a basso costo.
E' da qualche giorno che qualche buontempone si diverte a inondarmi il blog di commenti del tipo:
It's cool!.. This is great work and it is good to meet you all. Yours, Webmaster.
Di URL
Il link al web site è una cosa del tipo: http://iverby.extra.hu/clonazepam/clonazepam-cost.html
gli ip address registrati sono ovviamente tutti tarocchi.... si va dal COMUNE DI ROSOLINA al paesino della Gran Bretagna.
Credo proprio che se andrà avanti cosi mi vedrò costretto a cambiare metodo anti-spam...sob sob!
Qualche idea?....somma di ac3?
Dicesi Bamboccione individuo di sesso maschile e/o femminile, tra i 25 e i 40 anni, ancora residente in immobile di proprietà dei genitori, presumibilmente single.
Tale definizione, desunta dalle affermazioni del ministro dell'economia Padoa Schioppa, ha tuttavia delle evidenti lacune, in quanto non tiene conto di numerose variabili che altresì andrebbero analizzate.
E' una definizione generica, potremmo dire "a pioggia", simile a quelle fastidiose tasse che ci costringono a pagare, leggasi IVA, accisa sulla benzina, canone rai, etc... ovvero tasse che in alcun modo tengono conto del reddito del cittadino.
Credo sia quindi necessaria una più rigorosa e formale definizione del termine bamboccione atta a comprendere se il cittadino può far parte o meno della suddetta categoria.
Si rimane, quindi, in attesa di una risposta da parte del ministro atta a delucidare quanto segue:
1) L'età non è stata ben definita, quale è la fascia entro la quale un cittadino può essere definito bamboccione?
2) Quale classe sociale deve avere il bamboccione?
Es:
nobile, borghese, proletario, nulla-tenente, povero, ricco, politico, etc...3) Quale tipologia di occupazione deve avere il bamboccione?
Es:
Assunto a tempo indeterminato (che culo!), assunto a tempo determinato (che sfiga), a progetto, a chiamata, condiviso, spezzato, imprenditore, statale, privato, disoccupato, studente, a partita iva, artigiano, operaio, impiegato, pensionato (un bamboccione anziano), etc...4) Quale stato civile deve avere il bamboccione?
Es:
Celibe (single maschio), nubile (Single donna), separato (un ex bamboccione che è tornato tale), divorziato, sposato (un bamboccione in famiglia), convivente (...convivenza in famiglia?)5) Quale è la fascia di reddito lorda annua del bamboccione medio?
Es:
0-1.000 (fai bene ad essere bamboccione)
1.001-10.000 (come sopra)
10.001-25.000 (come sopra)
25.001-50.000 (bamboccione ricco)
50.001-100.000 (bamboccione straricco)
100.001-oltre (superbamboccione)
In attesa di una risposta in merito, si porgono i più cordiali saluti
Mi sto pian piano avvicinando al mondo della fotografia per cui, prima di acquistare una reflex, ho iniziato a chiedere, informarmi, leggere e studiare ma soprattutto parlare con fotografi, appassionati e persone che da anni usano le reflex per Hobby, per passione o meglio ancora per lavoro.
Ho subito notato che non c'era assolutamente uniformità di giudizio da persona a persona, soprattutto in relazione alla domanda oggetto del post: "Reflex meccanica 35mm o Reflex digitale?".
L'appassionato, l'amante della fotografia che da anni studia, prova e sperimenta continuamente nuove tecniche ma soprattutto che ha acquisito una sua linea, un suo modo ben specifico di fare fotografia, è assai scettico in relazione al digitale; questa persona adora la camera oscura, ama il rullino, l'attesa, il lavoro che si cela dietro quell'immagine.
Per queste persone la fotografia non è solo "scatta e vedi" per queste persone la fotografia è "pensa, rifletti, scatta ed inizia a sognare", queste persone attendono che la magia esca nella speranza che il risultato sia quello atteso, che la luce abbia impresso nel giusto modo la pellicola, cosi come loro l'avevano pensato, sognato, desiderato. Per queste persone lo scatto è un gesto carnale, intimo, profondo da assaporare lentamente, con passione e desiderio estremo. Hanno passato la loro vita a sperimentare, gettando un'infinità di foto, strappandone altre, perdendo sonno e ore alla ricerca dello "scatto perfetto", della giusta esposizione, della giusta apertura focale, del perfetto rapporto tra queste entità.
Ci sono poi i "nuovi pionieri del digitale", come amo definirli io, ovvero quelle persone che hanno capito che il futuro della fotografia è il digitale (giustamente a mio modestissimo avviso). Queste persone non hanno nulla da invidiare a quelli appena descritti perchè anche loro provengono dalla 35 mm meccanica, anche loro hanno passato la loro vita dietro lo "scatto perfetto", dietro rullini, attese, camere oscure...poi hanno avuto l'illuminazione e pian piano, probabilmente con molta diffidenza, come una persona che per la prima volta entra in un luogo a lui oscuro, ignoto e deve solo comprenderlo, studiarlo, familiarizzare con esso, l'hanno abbracciato.
Leggendo forum e discutendo con essi mi son reso conto che queste persone sono come degli "adulti" che non hanno gettato il loro giocattolo preferito dell'infanzia, il trenino elettrico, il soldatino di ferro, tutti hanno ancora la loro reflex analogica accanto alla digitale, mai e poi mai potrebbero venderla perchè dietro quell'oggetto c'è un insieme di ricordi, emozioni e passioni per le quali sarebbe impossibile definire un prezzo.
Ci sono infine i neofiti come me e... bè noi non siamo molto interessanti, abbiamo ancora tutto da imparare, studiare e sperimentare per cui l'unica nostra peculiarità è "la fame", la voglia di apprendere e conoscere che ha poi animato questo mio post. A tal proposito consiglio il seguente articolo: http://www.nital.it/corso_foto_digitale/ , un'ottimo tutorial su tutto quello che c'è da sapere prima di iniziare a cimentarsi con la fotografia digitale e non solo.
Ma ora passiamo al tecnico, abbandoniamo le emozioni, le passioni e cerchiamo di capire se è meglio una fotografia scattata con una reflex digitale o una reflex meccanica a 35 mm.
Ovviamente io non ho le competenze tecniche per poter fare una analisi di questo livello, però ho trovato in rete una serie di articoli, uno in particolare, che hanno poi indirizzato la scelta da me fatta.
A mio avviso il migliore articolo è reperibile sul sito ufficiale della Nikon Italia www.nital.it, che mette a confronto il top analogico e il top digitale della gamma Nikon ed è raggiungibile al seguente link:
http://www.nital.it/experience/digitalevspellicola.php
Le macchine utilizzate per la prova sono le seguenti, riporto parte dell'articolo:
"Per la prova ci siamo avvalsi della prima reflex prodotta da Nikon, la gloriosa Nikon F del 1959, qui proposta con l'ultima versione del mirino esposimetrico Photomic Ftn introdotto sul mercato nove anni dopo. Al suo fianco una delle ultime realizzazioni Nikon, il modello D200, l'anello di congiunzione tra il mondo digitale amatoriale e quello professionale di Nikon."
La prova è stata effettuata utilizzando, nel limite del possibile, stessi obbiettivi, stesse condizioni di luce, esposizione e di apertura del diaframma. I risultati? Riporto sempre un estratto dell'articolo:
"Questo sembrerebbe il responso al termine di questa prima prova: il digitale vince su tutti i fronti."
....
"Ripensando al passato e analizzando i risultati ottenuti da queste prove, il digitale si è confermato uno strumento assolutamente rivoluzionario, capace di portare un nuovo e superiore livello qualitativo pur sfruttando ottiche anche non specificamente progettate per esso. Il confronto ha evidenziato come il digitale, rispetto alla pellicola formato 135, possa garantire prestazioni che un tempo, con la pellicola, erano raggiungibili solamente con formati superiori, grosso modo quelle possibili con il 6x4,5cm.
Tuttavia non bisogna dimenticare che la pellicola è stata passata in uno scanner che, seppur di qualità elevata, potrebbe aver introdotto delle limitazioni nelle potenzialità assolute di cui è capace l’emulsione fotografica."
Ovviamente a sancire il verdetto finale non sono io ma un esperto della casa madre Nikon, leader nel mercato delle reflex sia analogiche che digitali... Il digitale vince sull'analogico non solo per la facilità d'uso, il risparmio in termini di rullini e di stampa ma vince anche in termini puramente qualitativi, di definizione e calore dell'immagine.
In conclusione, quello che ho capito da questa lunga avventura, che poi mi ha portato ad acquistare una reflex digitale Nikon D40x con obbiettivo NIKKOR 18-55 mm, è che spesso la qualità che si pensa sia maggiore nell'analogico rispetto al digitale deriva dal condizionamento emotivo del fotografo stesso il quale, dal mondo digitale, si sente quasi tradito, come se avere la facoltà di ammirare subito uno scatto tolga ad esso la magia e il piacere dello scatto stesso.
Bisogna comprendere che il processo foto-chimico di impressione della luce non è ne migliore ne peggiore di quello foto-fisico che avviene nel digitale, sono entrambe due processi di trasduzione della realtà, in un caso la luce impressiona una pellicola dalla quale, tramite un procedimento chimico, si ottiene la fotografia, nell'altro la luce va ad eccitare gli elettroni di un'area sensibile della stessa e, mediante un procedimento di compressione dell'informazione quindi informatico, si ottiene la fotografia.
In entrambe i casi si parla di "cattura di informazioni", per cui maggior informazioni riusciamo a "catturare" e migliore sarà la qualità della foto, il soggetto principe è ovviamente la luce, questa va presa, catturata, e trasdotta in un formato, sia esso pellicola o file ed è sempre una "rappresentazione" distorta dal fotografo della realtà, nè analogico nè digitale sono reali, neanche il reale è tale perchè comunque filtrato dall'occhio umano che opera un processo del tutto simile a quello fatto dalla macchina fotografica, cambia solo ed esclusivamente come poi l'informazione venga trasdotta nel cervello, ma non dimentichiamoci mai che la fonte è sempre la stessa... LA LUCE.
La parola "fotografia" significa "scrivere con la luce" per cui ciò che conta è solo ed esclusivamente come il fotografo sappia rubarla dalla realtà e imprimerla in uno scatto, bloccando il tempo, fermando, per una frazione di secondo, lo scorrere continuo della realtà, fissando perennemente il lento fluire della nostra esistenza in tracce indelebili, senza tempo e senza passato.
Come ben saprete il numero complessivo delle stagioni che andrà a comporre il serial televisivo Lost è stato ormai definito.
Alle quattro già trasmesse (la quarta in programmazione) se ne aggiungeranno altre due ossia una quinta e una conclusiva sesta stagione.
Lindelof ha precisato che le tre stagioni finali (quarta, quinta e sesta) erano state previste come composte da 48 puntate totali, per la precisione 16 a stagione.
Lo sciopero degli sceneggiatori ha tuttavia consentito la produzione di soli 14 episodi per la quarta in programmazione per cui si è deciso di produrre 17 puntate per la quinta e 17 puntate per la sesta e ultima stagione.
Queste le parole di Lindelof (fonte hollywoodreporter)
"We were supposed to do 16-16-16, but we ended up doing 14 this season, so we owe two."
Ossia "avevamo programmato di fare un 16-16-16, ma abbiamo terminato questa stagione con 14 episodi, per cui siamo in debito di due"
I due episodi in debito verranno spalmati sulle restanti due stagioni finali.
Lo stesso Lindelof poi ha promesso un finale di stagione molto più movimentato stile "Cliffhanger" a differenza di quello più delicato e impregnato sull'ipnotizzante flash-forward di Jack e che ha decisamente stordito i fan della scorsa stagione (terza).
Speriamo bene anche perchè a me personalmente il finale della terza stagione ha fatto impazzire, l'ho trovato decisamente geniale.
Dirò di più, sono proprio le puntate ipnotizzanti quelle che più ho amato in queste quattro serie di Lost.
Le puntate nelle quali il tempo e lo spazio si confondono e si mescolano in intrighi parossistici al limite della comprensione, le puntate in cui fisica, esoterismo e metafisica si fondono insieme per formare una nuova materia, la LOST materia.
Desmond e la sua costante da questo punto di vista sono già leggenda...
Ormai è un appuntamento fisso, tutte le mattine alle 8:30 sintonizzo la radio della mia macchina su radio24 ed ascolto Melog di Gianluca Nicoletti, un programma la cui vocazione è l'analisi e la critica della società vista attraverso la televisione o meglio la critica della tv vista attraverso l'occhio della società contemporanea.
Ieri sera, poi, zappando di programma in programma, ho notato, con un misto di eccitazione e stupore che Gianluca Nicoletti era ospite del Maurizio Costanzo Show, insieme a lui attori, cantanti e soprattutto politici, tema della serata "il trasformismo".
Mi son subito detto, "chi meglio di Gianluca può parlare di questo tema"?
Ed infatti le mie aspettative non son state deluse, i brevi ma incisivi interventi del Melogmane Nicoletti hanno affondato e colpito il fiume di parole messo in campo dai tre politici (per la cronaca Soro, Pecorario Scanio e Gasparri).
La tecnica adottata da Gianluca, decisamente nuova rispetto agli standard televisivi, è stata quella di "entrare" all'interno del "mostro" per poterlo analizzare meglio, per poterne sviscerare pregi e difetti, infiltrarsi tra le fila del nemico per svelarne segreti, trucchi e nefandezze.
La sua intuizione è stata quella di porsi su un diverso piano di analisi della dialettica politica televisiva, evitando la solita "antipolitica" grilliana, che poi altro non è che un diverso modo di far politica, mettendo a nudo "la verità" ossia svelando quello che normalmente tutti noi vediamo, apprendiamo, ma sul quale non sempre riflettiamo e cioè che quanto messo in mostra altro non è che una "rappresentazione" della realtà, una finzione, una messa in scena verosimile, mai reale, mai schietta e genuina.
Il re è nudo!
Nicoletti ha tolto la maschera ai politici, ha svelato i loro avatar, tutti uguali, identici, simili; fatti degli stessi abiti, dello stesso trucco, delle stesse pettinature e movenze, le cui discussioni affrontano le medesime tematiche, con gli stessi toni e le stesse analisi... Insomma tre nick-name diversi ma dagli stessi contenuti, accomunati dalla medesima gelida maschera.
Evitando la critica dei contenuti (troppo facile farlo, troppo scontato) ma criticando l'autenticità di chi espone tali contenuti e soprattutto svelando questa cruda e al tempo stesso folgorante verità ha difatto messo in discussione l'intero palinsesto mediatico, sostenendo che è meglio sapere che la persona che si ha davanti ha una maschera, un avatar o un nick-name piuttosto che credere il contrario quando questo non è.
Quando andiamo ad una festa in maschera lo facciamo consapevoli, assistiamo ad una "carnevalata" scanzonata e divertente ma pur sempre consapevole, quando invece viviamo la messa in scena della realtà non lo facciamo consapevoli della presenza di individui "mascherati", crediamo alla loro "autenticità" e solo l'attenta riflessione ci porta a concludere non c'è nulla di più finto ed irreale, di più artificioso e costruito, proprio per rendere verosimile ciò che vero non è.
Seduto sul palco ha vissuto "da dentro" la messa in scena della finzione televisiva, amplificata dalle roboanti parole dei politici, costruite e modellate sul soggetto al quale conferiscono un'aria ancor più irreale se vista dal giusto lato, dalla giusta prospettiva, quella dello spettatore che vive in prima persona l'irrealtà del "reality show", la finzione della realtà contemporanea vista attraverso un tubo catodico, specchio dei nostri desideri, delle nostre aspettative, della nostra anima.
tempo fa scrissi un post, anoressia e bulimia queste sconosciute, con il quale cercai di porre l'attenzione su un problema spesso sottaciuto. Premetto che non sono un medico, non sono uno psicologo nè tantomeno uno psichiatra, faccio software di professione, per cui non cercai assolutamente di giudicare o trovare rimedi e soluzioni; volevo solo sottolineare alcune anomalie, riscontrate in rete e nella società in relazione a tali disagi.
A distanza di mesi devo dire che alcuni riscontri avuti con il post mi hanno non solo sorpreso ma anche spiazzato. Per cui se allora volli sottolineare questa volta voglio chiedere, non solo a me stesso ma anche a chiunque sappia o voglia riflettere sul tema.
Sul post ho ricevuto un solo commento, il commento di una persona che si firmò Miss, con il quale scriveva:
"Non potete capire,per questo giudicate e non capit,non capite"
Ora le possibili ipotesi sono due, o Miss è una invenzione della rete, la solita follia partorita da una tastiera, da un ragazzo che ama giocare oppure Miss è una persona reale, in carne ed ossa, realmente convinta che non solo io ma tutte le persone, il mondo intero non riescano a capirla, a comprenderla ma solo a giudicarla.
Un solo commento, ripeto UN SOLO COMMENTO.
Perchè sottolineo questo? Perchè se poi si analizzano le chiavi di ricerca più utilizzate per raggiungere il blog questa è la classifica aggiornata:
1 Chiave=trucchi per vomitare
2 Chiave=heroes 14 novembre
3 Chiave=lettera rinegoziazione mutuo
4 Chiave=nietzsche follia
Ebbene un solo commento per un semplicissimo post che, originariamente a mia insaputa, ha incrementato e di molto gli accessi al blog! La chiave più cercata è "trucchi per vomitare", più del video cult "Heroes", più della rinegoziazione di un mutuo, più della folle filosofia di nietzsche.
Perchè?
Questo non poteva non indurmi a fare questa riflessione, mi ha allarmato non tanto il commento di Miss quanto questa anomalia di accessi al post con la chiave appena descritta.
Mi è sembrata una perfetta metafora della società, del problema che nel post cercai di sollevare... l'indifferenza!
O forse no, non è questo il termine più adatto perchè noi tutti, spesso, non siamo indifferenti o almeno lo siamo solo in apparenza, perchè poi amiamo "guardare", "spiare", "osservare" dal buco della serratura senza mai proferire parola, sempre pronti a criticare e giudicare, a sputare sentenze e critiche di ogni tipo, come giustamente dice Miss.
Mi/Vi pongo un'altra domanda: Chi o cosa generera il disagio? Forse la società o forse i modelli, magari la famiglia disgregata o forse i valori ormai persi o....potremmo trovare infiniti pseudomotivi, ma a che scopo?
Perchè la società contemporanea (e quindi tutti noi) crea, modella e forma nuove tipologie di "psicosi" collettive, sociali e di massa? E soprattutto perchè è proprio l'agente del disagio (la società e i suoi modelli) il primo inquisitore supremo, l'accusatore per eccellenza, l'ente morale o meglio moralizzante di tutta la società?
La risposta credo non sia affato semplice, nè scontata o banale! Certo è che in alcuni casi l'indifferenza farebbe meno male, nessuno si preoccuperebbe del problema e tutti vivrebbero felici e contenti o almeno in una parvenza di felicità; forse il problema stesso cesserebbe di esistere...
Invece prima si genera il disagio, poi lo si osserva, lo si guarda, si fanno ricerche su internet, si leggono blog e forum, si vedono reality e talk show, ci si stupisce ma non ci si pronuncia, non si fa nulla, non si interviene, non si pone l'accento ma si giudica proprio nel momento in cui il giudizio non è richiesto, senza mai far autocritica, senza mai dire o pensare noi stessi:"PERCHE'?".
Perchè un Romeno ruba? Perchè un italiano ruba? Perchè una ragazza cessa di mangiare? Perchè io sento la necessità di scrivere su un blog? Perchè....qualcuno direbbe "chi è senza peccato scagli la prima pietra".
Detto ciò mi sento di ringraziare Miss la quale con le sue semplici ma allo stesso tempo durissime parole, mi ha permesso di fare questa riflessione, più generale, più larga e forse inutile, forse insulsa, forse inopportuna, ma pur sempre una riflessione, non sul problema ma sull'agente, la causa stessa del problema che dopo averlo creato, modellato ed ispirato si diverte ad osservarlo, spiarlo e per finire ad emettere ignobili quanto dannose sentenze.
Come ormai saprete il giorno 2 Agosto 2008 io (l'etrusco) e Cinzia (la pulce) convoleremo a nozze!
La decisione l'abbiamo presa già da tempo per cui ci troviamo nel bel mezzo dei preparativi, super-impegnati ad organizzare ogni minimo dettaglio, dal vestito alla cerimonia, dai fiori alle bomboniere per non dimenticare catering, location, musica, fotografia e corso prematrimoniale.
Cosi, da buon informatico, ho iniziato - insieme al mio amore - l'opera di esplorazione/analisi dell'evento cercando su internet, riviste, fiere, eventi, feste, manifestazioni chiedendo consigli di amici e parenti... insomma di tutto di più per cercare di fare la scelta giusta, la migliore, la più azzeccata e soprattutto con il miglior rapporto qualità/prezzo.
Ed è grazie a questa continua opera di esplorazione che mi sono imbattuto in una serie di fotografie di matrimoni sul sito di repubblica.it che sono a dir poco eccezionali.
Cosi sono entrato ancora più in dettaglio ed ho scoperto una associazione mondiale di fotografi denominata wedding photojournalist association ossia Associazione di fotogiornalista di matrimonio (WPJA)
Cito direttamente dal sito:
L' associazione di fotogiornalista di matrimonio (WPJA) è un'organizzazione professionale composta da fotogiornalisti e fotografi di matrimonio di tutto il mondo. Ciò che riserva un posto a parte ai nostri soci nell'industria è il loro approccio schietto e documentario, una visione artistica distintiva nei confronti della fotografia di matrimonio.
Questi sono solo alcuni dei loro eccezionali lavori....






Uno scatto, un'idea, un particolare, un'emozione....questo è il fotogiornalismo!
Quanti di noi almeno una volta nella vita si son chiesti "ma cosa è lo spazio-tempo?" oppure "ma cosa è la velocità della luce?" o hanno semplicemente riflettuto su come possano accadere alcuni eventi naturali tipo l'alba e il tramonto, come possa l'aria calda spostarsi verso l'alto o semplicemente chiedersi se esiste realmente la "linea retta"!
A tutte queste domande scientifico-filosofiche stanno rispondendo da tempo due ragazzi della mia città, Viterbo, quindi etruschi come me, alla loro maniera ovvero simpatica, scanzonata, in perfetto dialetto Viterbese ponendo non solo l'accento sul reale significato delle teorie ma anche sul perchè e sulla reale esistenza di tali concetti teorico-pratici.
Il loro approccio alla scienza è di natura empirico-dimostrativa, nel senso che cercano di argomentare le loro illuminanti tesi con esempi, dimostrazioni pratiche e domande retoriche.
Basta parlare di loro....vediamoli all'azione! 
Vi riporto ora solo alcune delle loro teorie a mio avviso rivoluzionarie, illuminanti, che faranno sicuramente discutere il mondo scientifico, su: fantastatistiche, lo spaziotempo, l'alba e il tramonto, la velocità del buio e la rotta di collisione.
Comunque per vedere tutti i loro simpaticissimi video il link è il seguente:
le torie degli scienziati di viterbo detti anche i gemelli
fantastatistiche
lo spaziotempo
l'alba e il tramonto
la velocità del buio
La rotta di collisione
Lunedi 7 Luglio 2008 si è conclusa, anche su Fox Italia, la quarta stagione di Lost con l'ultima puntata, suddivisa in tre parti, dal titolo "Casa dolce casa" (There’s No Place Like Home).
ATTENZIONE SPOILER - NON LEGGERE SE NON HAI VISTO LA QUARTA SERIE
La puntata, sulla falsa riga delle ultime puntate delle tre precedenti stagioni, è ricca di colpi di scena e rivelazioni su quello che potrebbe realmente essere l'isola.
Le ultime scene, riassunte nel titolo del post, sono quelle che più stimolano la fantasia mia e sicuramente di tutti gli appassionati del serial televisivo.
Procediamo con ordine e cerchiamo di capire chi è Jeremy Bentham e perchè si trova nella bara, l'ormai famosa bara vista nell'ultima puntata della terze serie da Jack.
Jeremy Bentham è John Locke, purtroppo nonostante io abbia visto la puntata in lingua originale avevo già letto questo megaspoiler (come viene definito in rete) che mi ha rovinato e anche molto l'ultima scena.
Non volevo crederci, speravo non fosse vero che nella bara ci fosse John, invece...c'era proprio lui. A questo punto scattano istintivamente una serie di domande:
Perchè John è morto?
Perchè si trova sulla terra ferma?
Avrà nuovamente perso l'uso delle gambe prima di morire?
Cosa sarà accaduto sull'isola non appena lui ha preso il comando al posto di Ben?
E molte altre ancora che terranno impegnate le nostre menti bacate da qua all'inizio della quinta serie ^_^
C'è da ricordare che per la scena finale della quarta stagione erano stati girati altri due finali alternativi, che avrebbero dovuto proteggere la serie dal problema degli spoiler. Invano a dire la verità, perché anche quest’anno il megaspoiler non ha fallito.
Ecco i due finali alternativi (fonte lostpedia), la cui differenza con l’originale sta nella diversa identità di Jeremy Bentham, l’uomo dentro la bara.
Il secondo finale prevedeva Desmond nella bara anzichè John Locke, ma non ha funzionato, il magaspoiler si è diffuso in rete come la gramigna 
Ma passiamo al secondo colpo di scena del finale ossia "all'isola che non c'è"; così amo definire lo spostamento dell'isola da parte di Ben.
Si perchè proprio alla fine si concretizza ciò che Jacob aveva detto a John per "salvare" l'isola dagli attacchi esterni e cioè che "l'isola va spostata".
Questo fa Ben nel finale, sposta l'isola lasciando sconcertati non solo gli Oceanic six ossia i sei superstiti che tornano sulla terraferma, ma anche tutti noi che eravamo "paralizzati" davanti lo schermo 
Puffff....e l'isola non c'è più! Anche questo apre la strada a numerosissime domande:
Come è possibile "spostare" un'isola?
Lo spostamento avviene grazie alle particolari onde elettromagnetiche che l'isola sprigiona?
Lo spostamento è reale o è solo uno spostamento dello spazio-tempo dell'isola?
Cosa sarà accaduto ai ragazzi sul gommone?
Jin è veramente morto o si è salvato?
Insomma, questo finale incandescente ha fornito numerose spiegazioni ma ha aperto numerose altre strade alternative, domande, quesiti, ipotesi in perfetto stile Lost.
Concludo con la frase più bella della puntata:
SCACCO MATTO MR.EKO!
Questa giornata, questo articolo e questa canzone sono per te, per noi e per questi due splendidi anni insieme.
A te che sei l'unica al mondo
L'unica ragione
Per arrivare fino in fondo
Ad ogni mio respiro
Quando ti guardo
Dopo un giorno pieno di parole
Senza che tu mi dica niente
Tutto si fa chiaro
A te che mi hai trovato
All'angolo coi pugni chiusi
Con le mie spalle contro il muro
Pronto a difendermi
Con gli occhi bassi
Stavo in fila
Con i disillusi
Tu mi hai raccolto
Come un gatto
E mi hai portato con te
A te io canto una canzone
Perchè non ho altro
Niente di meglio da offrirti
Di tutto quello che ho
Prendi il mio tempo
E la magia
Che con un solo salto
Ci fa volare dentro all'aria
Come bollicine
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che io
Ti ho visto piangere nella mia mano
Fragile che potevo ucciderti
Stringendoti un pò
E poi ti ho visto
Con la forza di un aeroplano
Prendere in mano la tua vita
E trascinarla in salvo
A te che mi hai insegnato i sogni
E l'arte dell'avventura
A te che credi nel coraggio
E anche nella paura
A te che sei la miglior cosa
Che mi sia successa
A te che cambi tutti i giorni
E resti sempre la stessa
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Essenzialmente sei
Sostanza dei sogni miei
Sostanza dei giorni miei
A te che non ti piaci mai
E sei una meraviglia
Le forze della natura si concentrano in te
Che sei una roccia sei una pianta sei un uragano
Sei l'orizzonte che mi accoglie quando mi allontano
A te che sei l'unica amica
Che io posso avere
L'unico amore che vorrei
Se io non ti avessi con me
A te che hai reso la mia vita
Bella da morire
Che riesci a render la fatica
Un immenso piacere
A te che sei il mio grande amore
Ed il mio amore grande
A te che hai preso la mia vita
E ne hai fatto molto di più
A te che hai dato senso al tempo
Senza misurarlo
A te che sei il mio amore grande
Ed il mio grande amore
A te che sei
Semplicemente sei
Sostanza dei giorni miei
Sostanza dei sogni miei
A te che sei
Semplicemente sei
Compagna dei giorni miei
Sostanza dei giorni miei
Testi di Jovanotti (Lorenzo Cherubini)
Auguri amore mio
Lunedi 3 Dicembre è stata una giornata importante per i fan italiani di Lost, infatti si è contemporaneamente conclusa su Fox e avviata su Rai2 la terza stagione della serie.
Ovviamente non potevo mancare all'appello su Rai2, nonostante abbia visto la terza serie ormai da tempo prima in inglese con sottotitoli in italiano e poi "su FOX"...ora la rivedrò per la terza volta con tanto di pubblicità!
Chi me lo fa fare? Nessuno! tuttavia... sapere che Jack e gli altri sono in TV mi obbliga "moralmente" a seguirli, nonostante io ormai sappia a memoria le battute (si lo so...sono un pochino folle)
Ma ora parliamo di news, di novità, abbandoniamo la terza serie della quale ormai si sa tutto o quasi ed iniziamo a parlare di quarta serie.
Per avere news è necessario andarsi a spulciare i siti americani, la chiave di ricerca migliore su google è "Lost season four".
Le certezze al momento sono su numero di puntate totali delle rimanenti serie, su numero di rimanenti serie e sullo startUp della quarta serie in america.
E' ormai quasi certo che i produttori sveleranno tutti i segreti dell'isola in ulteriori 3 serie (Lost season four, lost season five e lost season six) ognuna di 16 puntate per un totale di 48 puntate da spalmare tra il 2008 e il 2010.
Lost quarta stagione inizierà in America il 6 Febbraio 2008 e terminerà in Maggio sempre 2008, di questa serie verrà trasmessa una sola puntata a settimana mentre ancora non sappiamo nulla sulle date italiane di Fox e/o Rai2.
La prima puntata della quarta stagione avrà il seguente titolo:
4x01 - "The Beginning of the End"
"L'inizio della Fine"....non male come titolo, soprattutto se si pensa all'ultima puntata della terza serie.
I produttori hanno confermato che nella quarta stagione verranno svelati moltissimi enigmi, che le sedici puntate saranno tutte di qualità ovvero senza "tappabuchi" come amo chiamarle io, che altro non sono che puntate fatte ad arte per far numero ma che non dicono nulla nel contesto generale.
ATTENZIONE SPOILER, NON LEGGERE SE NON HAI VISTO LA TERZA SERIE
Hanno anche spiegato ai fan perchè hanno deciso di "uccidere" Charlie, favorendo indirettamente il personaggio Desmond.
In pratica è stata una scelta, a loro dire, "obbligata"; scegliendo di fornire a Desmond, a seguito del collasso della botola, la capacità di avere delle visioni sul futuro di Charlie, futuro che prevedeva sempre la sua morte, non hanno potuto non ucciderlo e la soluzione migliore era di farlo nel finale, come sempre ad effetto, della stagione.
Protrarre oltre tale paradosso spazio-temporale avrebbe tolto allo stesso il fascino iniziale.
Siamo tutti daccordo? Io non molto...anche se tanto si era detto di Charlie, e il personaggio aveva perso un pò di carisma, la sua morte è senza dubbio un fattore rilevante per la serie, che toglie alla stessa una figura di primo piano e molto amata dai fan.
Certo è che il valore sacrificale della sua morte avrà implicazione future per tutti gli altri personaggi, per cui aspettiamoci di tutto.
I produttori hanno confermato che nelle ultime tre stagioni faranno un intenso utilizzo dei Forward a discapito dei FlashBack, sulla falsa riga dell'ultima puntata della terza serie.
I FlashBack verranno utilizzati soprattutto per i nuovi personaggi (Ben e gli altri) dei quali non si sa molto, mentre i nostri eroi saranno analizzati con continui Forward ossia visioni sul futuro!
Non ci rimane che aspettare per sapere cosa accadrà sull'isola, per sapere chi è realmente Jacob o per sapere se realmente sono tutti morti, per conoscere il loro destino, se verranno salvati, per capire cosa implica la frase sacrificale "not penny's boat"! Nella speranza che le risposte siano come al solito affascinanti ed imprevedibili.
Buona visione a tutti noi 

E' di questi giorni la notizia che l'8 febbraio 2008 (venerdi) uscirà nelle sale italiane il film "Caos Calmo" tratto dall'omonimo libro di Sandro Veronesi vincitore del premio Strega 2006 , gli attori che lo interpreteranno sono Nanni Moretti, nel ruolo principale di Pietro Paladini, Valeria Golino, Isabella Ferrari, Alessandro Gassman, Kasia Smutniak e Silvio Orlando insomma un cast di ottimi attori che, alla luce del libro, sembrano realmente azzeccati.
Il libro non appena lo iniziai mi affascinò subito, per i temi profondi e al tempo stesso semplici e più che mai attuali come l'amore e la morte, il rapporto dei genitori con i figli, il rapporto che ogni individuo, ogni singola persona ha con se stesso e con la realtà che lo circonda, spesso inghiottito dalla frenesia del contemporaneità e che sempre più spesso si interroga su come bloccare, fermare, interrompere, anche solo per un istante, questa accelerata percezione dell'evolversi degli eventi e della vita stessa.
"Caos Calmo" è la ricetta di Pietro Palladini il quale decide di fermarsi, bloccarsi dinanzi il fluire della vita ed attendere, aspettare con "calma" il momento del dolore che sembra non sopraggiungere mai, disorientandolo. Questa decisione nasce spontanea, in maniera quasi involontaria dopo la morte della fidanzata, con la quale si sarebbe dovuto sposare di lì a breve e con la quale aveva già una bambina di nome Claudia . La morte stessa della futura moglie avviene in circostanze particolarissime, Pietro è in spiaggia con il fratello ed insieme salvano due donne in procinto di annegare, mentre soccorre questa donna Pietro ha anche un'erezione, spontanea, improvvisa, incontrollabile e mentre accade tutto ciò la moglie muore, in casa, in maniera anch'essa improvvisa, inattesa cosi come improvvisa era stata l'erezione di Pietro. Questo il prologo della storia, l'incipit che fa da eco a tutto il libro.
Ed ecco che non appena inizia la scuola Pietro decide di accompagnare la figlia e di attenderla lì, sotto scuola, in macchina, senza andarsene...decide di non abbandonarla e per un giorno non va in ufficio. Il secondo giorno accade la stessa cosa, Pietro rimane sotto scuola ad attendere la figlia, e cosi il terzo ed il quarto e via via decide di farlo sempre, ogni giorno attende non solo la figlia ma anche il dolore, per quella terribile scomparsa, con un "Caos Calmo " nella testa e nell'animo.
E cosi le giornate si succedono l'una all'altra e mentre i colleghi, i parenti ed i conoscenti lo passano a trovare per vedere "lo strano", "il diverso" si verifica una sorta di magia... Pietro diventa il loro confessore, la persona che li ascolta, che li comprende, che li consiglia. Si inverte il tema, da "diverso" Pietro diventa "normale" e tutti gli altri che corrono da lui per parlare e confessarsi risultano "diversi", coloro che ancora vivono la vita con frenesia, ansia, timore... Lui no, lui è sempre li ad attendere la figlia, immobile, fermo, in attesa, gli altri non hanno scampo!
Il libro è decisamente piacevole, ben fatto, fluido e dai temi interessanti; speriamo che il film non tradisca le mie (nostre) aspettative, che sappia evidenziare in chiave cinematografica le domande che dal libro emergono con forza, dure e terribilmente incisive.
Finalmente ci sono riuscito, era da tempo che volevo ottimizzare lo stile del blog, ma ogni volta rimandavo, cercavo cose nuove, stili, template, provavo, sperimentavo ma poi alla fine non facevo nulla.
Questa volta invece mi son deciso ed ho optato per il Sirsly's template nonzero.
Ovviamento l'ho adattato al mio blog-pensiero, modificandolo un pochino rispetto all'originale, anche per mantenere alcune linee originali alle quali ero molto legato.
Il risultato finale è quanto avete sotto gli occhi, a me piace molto!
Ultima cosa, un caloroso grazie a Sirsly, senza di lui non so come avrei fatto.
(Added)Un grazie anche ad acor3 senza il quale avrei dovuto togliere dalbum
Probabilmente nel sangue di tutta la dinasta Giulio-Claudia risiedevano fermenti malsani; infatti Augusto, che portò a termine la rivoluzione di Cesare e quindi è considerato il primo vero imperatore della Roma antica, era di salute cagionevole; Tiberio, suo successore, era affetto certamente da ipocondria; Caligola era spesso feroce e "folle"; Claudio, uomo di vasta cultura, era balbuziente e gracile fisicamente ed infine Nerone, ultimo imperatore della dinastia, visse prigioniero della sua megalomania. Tutti si macchiarono di diverse atrocità, ma forse, almeno in parte, furono ingigantite dalla tradizione storica e biografica anti-imperiale.Sicuramente il più "maltrattato" fu Gaio Cesare, soprannominato Caligola, ovvero stivaletto militare, dai soldati guidati da suo padre Germanico, per sottolineare il fatto che sin da bambino fu allevato negli accampamenti militari.
Caligola governò dal 37 d.c. al 41 d.c.; fin dall'inizio ebbe particolari attenzioni per i ceti medio bassi e ciò è attestato da alcune riforme in ambito fiscale e dai numerosi spettacoli che dede per il popolo, ma questa predilizione per gli umili gli procurò l'inimicizia del ceto senatorio e probabilmente gli costò la vita.
Le fonti ci dicono che negli ultimi anni della sua esistenza i suoi difetti e le sue debolezze si acuirono a dismisura come ad esempio la sua crudeltà; la sua lussuria, persino incestuosa per alcuni storici del passato; la sua imprevedibilità che oscillava continuamente dalla grande generosità alla crudeltà più estrema; la sua "follia", basti pensare che adorava essere paragonato a Giove in persona, che lo portò alla rovina.
Tali debolezze gli costarono nel 39 d.c. un primo attentato ordito da esponenti del ceto senatorio e militare, ma anche da persone a lui vicine come le stesse sorelle, Agrippina e Giulia Livilla.
Un anno dopo e precisamente il 24 Gennaio del 41 d.c., Caligola cadde sotto i pugnali dei suoi cospiratori, legati all'ambiente dei pretoriani, in un misero vicolo di Roma; i congiurati continuarono ad infierire su di lui anche quando ormai il suo corpo era privo di vita.
Detto questo le domande nascono spontanee:
Perchè Caligola fu così "maltrattato" dagli storici del passato quali Svetonio e Livio?
Perchè le congiure organizzate contro Gaio Cesare furono ordite da persone della sua stessa famiglia e dell'aristocrazia senatoria e militare? Si può parlare veramente di "follia al potere"? Ritengo che per troppo tempo questa affascinante e contradditoria figura sia stata definita "folle al potere" solo perchè inviso dalla classe senatoria, la quale a tutto era disposta pur di non perdere i privilegi acquisiti ma che di fatto, da quando cioè Caio Giulio Cesare pose le basi per la futura nascita dello stato imperiale, non deteneva più.
Gaio Cesare detto Caligola è una personalità sulla quale ancora oggi gli storici dibattono e si confrontano, il cui spessore e la cui vicenda politico/istituzionale risulta sempre attuale, moderna, parallelizzabile alle contemporanee tendenze per comprendere come una falsa, erronea o comunque pilotata propaganda possa imprimere in maniera indelebile giudizi e pensieri deviati per le future generazioni.
Tra le mie infinite passioni c'è anche quella per la serie televisiva Lost, la cui seconda serie si è appena conclusa martedi scorso sulla rai.Ovviamente, da fedele appassionato quale sono, non potevo attendere la terza serie, che forse verrà trasmessa in Italia il prossimo anno, e cosi mi sono scaricato le versioni in inglese con sottotitoli in italiano... Ma quale è la formula segreta di questo serial che ha appassionato milioni di persone nel mondo?
Mi sono posto questo interrogativo da subito, da quando ho iniziato, ingenuamente, a seguire la prima serie.
Dico ingenuamente perchè...forse...sarebbe stato meglio non iniziare mai. Una volta vista la prima puntata sei dentro, diventa una droga e assolutamente non puoi più aspettare, devi fare di tutto per sapere cosa c'è nella botola, chi sono gli "altri", perchè ricorrono cosi frequentemente i sei numeri "stregati" ovvero 4, 8, 15, 16, 23, 42 la cui somma poi da proprio 108 ovvero il numero di minuti del timer presente nel bunker, e cosa è il progetto Dharma, perchè il passato dei personaggi sopravvissuti è cosi intrecciato tra loro, cosè la "nube nera", perchè l'isola ha una sua fisiologia diversa dal resto del mondo? Questi sono solo alcuni interrogativi che assalgono la mente del povero spettatore! ma sono proprio questi interrogativi a rendere Lost una serie di cosi ampio successo. Addirittura su Wikipedia c'è una sezione intera dedicata a Lost e a tutti gli intrecci-interrogativi creati dagli sceneggiatori. A mio avviso il successo e la capacità di catturare lo spettatore deriva dall'originale format della serie televisiva molto simile, come struttura e organizzazione, ad un gigantesco gioco di ruolo.
La trama non è mai scontata, non è mai prevedibile anzi sembra prender corpo con il passar del tempo, crearsi, modellarsi, autoreferenziarsi e generare sempre nuove strade, nuovi sbocchi, soluzioni alternative al finale che lo spettatore aveva immaginato nella sua mente.
Credo che sia una scelta voluta, una "tattica" degli sceneggiatori che forti di una trama "open" ovvero aperta a qualunque soluzione narrativa, la creano la serie con il passar del tempo senza aver definito quella che fosse la fine, il capitolo ultimo, la scena finale. Nei giochi di ruolo accadeva proprio questo, si iniziava a giocare senza sapere quale fosse la strada da percorrere, tutto era lasciato alla libera fantasia dei partecipanti e alla maestria del "master", il direttore d'orchestra, colui che decideva le sorti dei personaggi in corso d'opera. Questo rendeva il gioco sempre nuovo, appassionante, mai definito, schematico e ogni volta diverso. Il gioco si faceva da se! Ecco, credo che Lost ricalchi questo format, che trai forza dalla sua autoreferenziazione, dal fatto che le storie lascino sempre dei vuoti, delle domande in sospeso, delle strade aperte. Detto questo non posso non citare alcune puntate, una in particolare della terza serie, che ho trovato incredibile, eccezionale, un vero capolavoro...parlo della puntata 3x8 (Flashes before your eyes), quella in cui Desmond ha un flash-back della sua vita passata e rivive le situazioni già vissute, conscio di tutto ciò e nonostante questo incapace di cambiare il suo destino che era solo uno, imperturbabile, immutabile...l'isola! Ma perchè, perchè il destino di tutti è l'isola, perchè sembra quasi che sia l'isola a chiamarli, prenderli, catturarli? Sono realmente tutti morti? E' forse l'isola il "purgatorio", la fonte di espiazione dei peccati capitali dei quali tutti si sono macchiati?... Speriamo che la terza serie riesca a darci qualche risposta.
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