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<title>pensando.it (d)blog - il blog delle riflessioni libere.</title><link>http://www.pensando.it/dblog/</link>
<description>pensando.it (d)blog - il blog delle riflessioni libere.</description><language>it</language>
<item>
	<title><![CDATA[Pensando.it trasloca su wordpress]]></title>
	<description><![CDATA[Pensando.it trasloca su wordpress, questo il nuovo indirizzo:<br /><br /><a href="http://www.pensando.it/wp" target="_blank">http://www.pensando.it/wp</a><br /><br />Buona navigazione]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pensando.it/public/post/pensandoit-trasloca-su-wordpress-214.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pensando.it/public/post/pensandoit-trasloca-su-wordpress-214.asp</guid>
	<dc:date>2009-10-12T23:41:21+01:00</dc:date>
	<dc:creator>etrusco</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[NikonClub.TV, un'ottima alternativa ai corsi fotografici.]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img alt="NikonClub.TV" hspace="0" src="http://www.pensando.it/public/box-tv.jpg" align="left" border="0" />Nikon da sempre offre ai suoi clienti non solo fotocamere e obiettivi di alta qualit&agrave;, ma anche tutta una serie di servizi correlati atti a migliorare le tecniche fotografiche di ogni singolo fotografo.</p>
<p>Sul web Nikon si distingue per l'ottimo sito in italiano <a href="http://www.nital.it" target="_blank">Nital.it</a> il quale fornisce moltissimi servizi ai clienti (e non solo) l'ultimo dei quali da me scoperto &egrave; il <a href="http://www.nikonclub.tv/" target="_blank">NikonClub.TV</a> </p>
<p>Un portale dedicato a numerosissime video gallery su numerosi canali tematici quali:</p>
<p>> <strong><a href="http://www.nikonclub.tv/nikon-tutorial/" target="_blank">Tutorial</a></strong> ossia video tutorial da parte di specialisti Nikon sulle pi&ugrave; svariate tecniche fotografiche</p>
<p>> <strong><a href="http://www.nikonclub.tv/clip-promo/index-reflex.php" target="_blank">Reflex</a></strong> Nikon ossia video descrittivi delle ultime novit&agrave; e funzionalit&agrave; nel mondo delle reflex digitali</p>
<p>> Nikon <strong><a href="http://www.nikonclub.tv/clip-promo/index-coolpix.php" target="_blank">Coolpix</a></strong> ossia video descrittivi delle ultime novit&agrave; e funzionalit&agrave; nel mondo delle fotocamere digitali compatte Coolpix</p>
<p>Ma non solo, in quanto vengono forniti moltissimi link ad altri video tutorial <a href="http://www.nikonclub.tv/web-gallery/" target="_blank">visti nel web</a> (<a href="http://www.youtube.com" target="_blank">YouTube</a> su tutti)</p>
<p>Insomma, un valido strumento visivo e molto intuitivo per migliorare ed approfondire la nostra conoscenza di tecniche fotografiche e reflex digitali.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pensando.it/public/post/nikonclubtv-unottima-alternativa-ai-corsi-fotografici-212.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pensando.it/public/post/nikonclubtv-unottima-alternativa-ai-corsi-fotografici-212.asp</guid>
	<dc:date>2009-01-28T15:33:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>etrusco</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[lloogg, finalmente un pò di chiarezza.]]></title>
	<description><![CDATA[<p>E' ormai da qualche settimana che l'ottimo servizio <strong>lloogg</strong> va a singhiozzi, a tal punto che negli ultimi giorni &egrave; costantemente off-line; ho cosi dovuto togliere lo script di monitoraggio perch&egrave; il blog si era rallentato troppo proprio a causa del server <a href="http://www.lloogg.com">www.lloogg.com</a> irragiungibile.</p>  <p>Per chi non lo sapesse lloogg &egrave; un servizio di monitoraggio in "real-time" degli accessi al proprio blog, utilissimo per comprendere quali sono i post che "tirano" di pi&ugrave;, le parole chiavi migliori, i motori di ricerca che portano pi&ugrave; accessi, i siti che maggiormente generano traffico. Oltre al "real-time" fonisce anche delle basilari funzionalit&agrave; statistiche (per giorno, settimana, mese ed anno) sul numero di accessi univoci e il numero di pagine visualizzate.</p>  <p>Insomma uno strumento indispensabile per ogni webmaster che voglia tener sempre sotto controllo il traffico diretto al suo web site/blog.</p>  <p>Come detto, per&ograve;, ultimamente &egrave; sempre e costantemente off-line, cosi parlando con l'amico <a href="http://www.acor3.it" target="_blank">acor3</a> ho scoperto finalmente l'arcano.</p>  <p>Marco mi ha inviato l'indirizzo del blog di uno degli "inventori" di lloogg <a href="http://invece.org/" target="_blank">Salvatore Sanfilippo</a> il quale sul suo ottimo <a href="http://zzimma.antirez.com/" target="_blank">blog</a> spiega le ragioni di questo disservizio in questo <a href="http://zzimma.antirez.com/post/lloogg-disservizi-futuro.html" target="_blank">articolo.</a></p>  <p>Praticamente nato quasi per gioco &egrave; diventato via via un servizio utilizzato sempre da un maggio numero di utenti, al punto che hanno dovuto prendere una decisione drastica..o chiudere definistivamente o migrare su nuovi server e per migrare su altri server (come si sa) servono i soldi.</p>  <p>Stanno quindi prendendo in seria considerazione l'ipotesi di mettere il servizio a pagamento, queste le ragioni:</p>  <blockquote>   <p>perche' e' triste? Non sono d'accordo. E' una follia quella a cui ci hanno abituati, che sul web tutto e' gratis.      <br />E' una manipolazione del mercato da parte dei big. E grazie a questa manipolazione ti ritrovi senza nessun concorrente di Gmail fatto da una piccola societa' che ti proporrebbe *davvero* innovazione, tanto per farti un esempio. Il "tutto gratis" e' una cosa che conviene solo in apparenza, in realta' mette una serie di applicazioni chiave nelle mani di pochi monopolisti, a discapito dell'utente che non puo' avere il meglio.       <br />p.s. tra l'altro e' gratis solo in apparenza. Quasi sempre ci va di mezzo qualcosa, ad esempio la tua privacy per prendere il caso di Gmail, che targhettizza gli adsense che vedi anche *altrove* grazie alla analisi (automatica, per fortuna) della tua posta.</p> </blockquote>  <p>Mi trovo in sintonia con quanto scritto da Salvatore (alias <em>antirez</em>) per cui se, come dicono, il prezzo dovesse aggirarsi intorno ai 9 euro l'anno.credo si possa comunque aderire.purch&egrave; venga riattivato al pi&ugrave; presto e cessino i disservizi!</p>  <p>Speriamo bene, lloogg mi manca.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pensando.it/public/post/lloogg-finalmente-un-po-di-chiarezza-211.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pensando.it/public/post/lloogg-finalmente-un-po-di-chiarezza-211.asp</guid>
	<dc:date>2009-01-24T00:20:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>etrusco</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Nikon D400...rumors e indiscrezioni del web.]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Ormai sembra "ufficiale", verso la fine dell'anno <a href="http://www.nital.it" target="_blank">Nikon</a> dovrebbe presentare la nuova <strong><u>D400</u></strong> che andr&agrave; a sostituire la sorella minore <u><strong>D300</strong></u>, e novit&agrave; salienti potrebbero essere:</p>
<p>Sensore da circa 14.8 megapixel CMOS mentre non &egrave; chiaro se sar&agrave; a formato pieno (FX) o a formato ridotto (DX), avr&agrave; quasi certamente le funzionalit&agrave; video gi&agrave; viste nella D90, ma pi&ugrave; simili a quelle della Canon 5D mark II (alta definizione 1080p 24 fps - stereo).</p>
<p>Questo il thread apparso sul sito <a href="http://nikonrumors.com/2008/12/10/nikon-d400-specs.aspx" target="_blank">Nikon Rumors</a> da parte di un utente anonimo:</p>
<p>Nikon D400<br />
MSRP $1,999.00<br />
Key Features:</p>
<ul>
<li>New 14.8 megapixel DX format CMOS sensor effective 14.3 megapixel</li>
<li>Self-cleaning sensor unit (low-pass filter vibration)</li>
<li>ISO 100 - 6400 (with boost up to ISO 25600 and down to ISO 50)</li>
<li>14-bit A/D conversion</li>
<li>Movie capture at up to 1080p 24 fps with stereo sound</li>
<li>Nikon EXPEED Plus image processor 30% faster than previous EXPEED image processor</li>
<li>Super fast operation (power-up 13 ms, shutter lag 40 ms, black-out 90 ms)</li>
<li>Kevlar / carbon fibre composite shutter with 200,000 exposure durability</li>
<li>Multi-CAM3500DX Auto Focus sensor (51-point, 15 cross-type, more vertical coverage)</li>
<li>Auto-focus tracking by color (using information from 1005-pixel AE sensor)</li>
<li>Auto-focus calibration (fine-tuning) now available (fixed body or up to 20 separate lens settings)</li>
<li>Vignetting control in-camera</li>
<li>Automatic chromatic aberration correction</li>
<li>Custom image parameters now support brightness as well as contrast</li>
<li>Seven frames per second continuous shooting (nine frames per second with battery pack)</li>
<li>3.0? 922,000 pixel LCD monitor</li>
<li>Live View with either phase detect (mirror up/down) or contrast-detect AF, face detection</li>
<li>‘Active D-Lighting’ (adjusts metering as well as applying D-Lighting curve)</li>
<li>Detailed ‘Control Panel’ type display on LCD monitor, changes color in darkness</li>
<li>Buttons sealed against moisture</li>
<li>Same ultra-fast startup and shutter lag as D700</li>
<li>Scene Recognition System (uses AE sensor, AF sensor)</li>
<li>Picture Control image parameter presets</li>
<li>UDMA compatible single CF card slot</li>
<li>Virtual horizon indicates if camera is level (like an aircraft cockpit display)</li>
<li>Extensive in-camera retouching</li>
<li>HDMI HD video output</li>
<li>Magnesium alloy body with connections and buttons sealed against moisture</li></ul>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pensando.it/public/post/nikon-d400rumors-e-indiscrezioni-del-web-210.asp]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.pensando.it/public/post/nikon-d400rumors-e-indiscrezioni-del-web-210.asp</guid>
	<dc:date>2009-01-23T16:40:09+01:00</dc:date>
	<dc:creator>etrusco</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Perchè di notte il cielo è buio? La risposta di BOOMERanG E LA NUOVA COSMOLOGIA]]></title>
	<description><![CDATA[<p>Immaginate di trovarvi in mezzo ad una giungla fittissima, alzando lo sguardo in alto vedrete solo ed esclusivamente foglie ed alberi e verde....di certo non vedreste l'azzurro del cielo!</p>
<p>Perch&egrave; allora di notte vediamo cos&igrave; tanto spazio "nero" (azzurro del cielo) rispetto alle stelle (foglie)? Se &egrave; vero, come &egrave; vero, che nell'universo ci sono infinite stelle e galassie che emettono luce allora perch&egrave; di notte il cielo non ci appare come una immensa ed indefinita miriade di stelle bianche? Perch&egrave; il cielo di notte non &egrave; bianco?</p>
<p>E' ormai dai tempi di <a href="http://www.keplero.org/2008/06/del-perch-di-notte-non-servono-gli.html" target="_blank">Keplero</a> che cosmologi, scienziati, pensatori e gente comune si interroga su questo dilemma "cosmolgico". Una risposta semplice e chiara ci viene data dal Prof. De Bernardis con uno splendido articolo dal titolo "<strong>BOOMERanG E LA NUOVA COSMOLOGIA</strong>" figlio del decennale esperimento appunto denominato <strong><a href="http://oberon.roma1.infn.it/boomerang/b2k/pressrelease.html" target="_blank">BOOMERanG</a></strong>.</p>
<p>L'articolo &egrave; stato pubblicato sulla rivista scientifica "<strong><a href="http://www.analysis-online.net/2003_4dic03.html" target="_blank">ANALYSYS Rivista di cultura e politica scientifica N. 4/2003</a></strong>"</p>
<p>Riporto, per brevit&agrave;, un estratto dell'articolo dal titolo "<strong>Archeologia dell'universo</strong>" che spiega proprio le cause che determinano la presenza di cosi tanto spazio "<em>nero</em>" nel cielo stellato.</p>
<p>Buona lettura</p>

<p><br />
<a href="http://www.analysis-online.net/" target="_blank">ANALYSIS</a> Rivista di cultura e politica scientifica N. 4/2003</p>
<p><a href="http://oberon.roma1.infn.it/boomerang/b2k/pressrelease.html">BOOMERanG</a><br />
E LA NUOVA COSMOLOGIA<br />
di <a href="http://scientiaemunus.provincia.parma.it/page.asp?IDCategoria=47&IDSezione=0&IDOggetto=18455&Tipo=GENERICO" target="_blank">Paolo de Bernardis </a> e <a href="http://www.uniroma1.it/eventi/documenti/pressrelease.pdf" target="_blank">Silvia Masi </a></p>
<p><em>Dieci anni fa iniziava il progetto BOOMERanG, destinato a realizzare la prima immagine<br />
 dettagliata dell’universo primordiale. In questo articolo vogliamo ripercorrere le tappe che<br />
 hanno portato alla realizzazione del telescopio e della navicella, ai suoi voli nella stratosferica<br />
 Antartica, alla prima misura delle tenui fluttuazioni di densit&agrave;, velocit&agrave; e temperatura<br />
 generate dalle oscillazioni acustiche del gas incandescente che formava l’universo primordiale.<br />
 Descriveremo l’impatto di queste misure sulla cosmologia, le prospettive che queste hanno<br />
 aperto e le nuove domande, passando per la recente, plateale conferma di tutti i risultati di<br />
 BOOMERanG da parte del satellite WMAP della NASA, per finire con il secondo volo<br />
 antartico di BOOMERanG, dedicato alla misura della debole polarizzazione della radiazione<br />
 primordiale, e con ipotesi di sviluppi futuri, in cosmologia e fisica fondamentale, ambiziose e<br />
 intriganti.</em></p>
<p><strong>ARCHEOLOGIA DELL’UNIVERSO</strong></p>
<p>È possibile osservare il passato<br />
dell’Universo sfruttando semplicemente il<br />
fatto che la luce si propaga a velocit&agrave;<br />
finita, ed impiega quindi tempi<br />
estremamente lunghi per attraversare le<br />
enormi distanze cosmiche. Ad esempio,<br />
l’immagine della galassia di Andromeda<br />
che ci arriva oggi &egrave; partita da Andromeda<br />
pi&ugrave; di due milioni di anni fa. Le immagini<br />
delle pi&ugrave; lontane Galassie che riusciamo a<br />
visualizzare sono partite diversi miliardi<br />
di anni fa.</p>
<p><strong>Possiamo sperare di portare<br />
 all’estremo questa “archeologia<br />
 dell’Universo” osservando l’origine stessa<br />
 dell’Universo?</strong></p>
<p><strong>Possiamo cercare di<br />
 raccogliere luce proveniente da regioni<br />
 tanto lontane che quando la luce &egrave; partita<br />
 l’universo era appena nato?</strong></p>
<p>La cosmologia moderna risponde<br />
affermativamente a questa domanda,<br />
sebbene con alcune limitazioni, dovute<br />
alla lenta evoluzione della geometria e<br />
dello stato fisico dell’universo. Sappiamo<br />
infatti che non si osservano galassie pi&ugrave;<br />
vecchie di una decina di miliardi di anni<br />
[Blackeslee, 2003]. Cercando di osservare<br />
Galassie pi&ugrave; lontane, anche con i pi&ugrave;<br />
potenti telescopi ottici, si trova solo il buio.<br />
Una evidenza, questa, ben nota ai<br />
cosmologi di tutti i tempi, gi&agrave; enunciata da<br />
Keplero, e denominata nell’800 “paradosso di Olbers”.</p>
<p>Tra una sorgente e<br />
l’altra il cielo &egrave; buio. La notte, il cielo &egrave;<br />
buio. Questa affermazione,<br />
apparentemente banale, ha in realt&agrave; un<br />
profondo e paradossale significato<br />
cosmologico. Il paradosso nasce dal fatto<br />
che se il cosmo fosse una distesa infinita di<br />
stelle (come voleva gi&agrave; Newton, per<br />
evitare il collasso gravitazionale di un<br />
universo statico e soggetto alla forza di<br />
gravitazione universale), allora<br />
osservando abbastanza lontano in una<br />
qualunque direzione dovremmo prima o<br />
poi incontrare una stella. Il cielo dovrebbe<br />
quindi essere uniformemente luminoso, a<br />
causa della luce proveniente da tutte le<br />
stelle vicine e lontane. Ma evidentemente<br />
non &egrave; cos&igrave;.</p>
<p>Solo con l’avvento della nuova<br />
teoria della gravitazione, la relativit&agrave;<br />
generale di <strong><a href="http://www.pensando.it/public/post/sullo-spazio-tempo-tra-fisica-e-filosofia-87.asp" target="_blank">Einstein</a></strong>, e con le osservazioni<br />
dell’espansione dell’Universo, fu possibile<br />
superare il cosmo statico di Newton,<br />
spiegare il paradosso di Olbers, formulare<br />
la cosmologia relativistica (anni 30), e<br />
introdurre poi la Fisica delle interazioni<br />
fondamentali (anni 50) per completare il<br />
quadro cosmologico di base valido ancora<br />
oggi. Le equazioni del campo di Einstein<br />
applicate ad un mezzo isotropo ed<br />
omogeneo autogravitante (Equazione di<br />
Friedmann) prevedono che esso evolva,<br />
addensandosi o rarefacendosi, e<br />
prevedono comunque una signolarit&agrave; di<br />
densit&agrave; (nel passato o nel futuro<br />
dell’evoluzione del mezzo). Se l’universo &egrave;<br />
un mezzo omogeneo (e la distribuzione a<br />
grande scala delle galassie ce lo conferma,<br />
almeno in prima approssimazione), allora<br />
la densit&agrave; delle galassie deve variare nel<br />
tempo, proveniendo da o evolvendo in<br />
uno stato a densit&agrave; infinita.</p>
<p>Le osservazioni di Wirtz prima [Wirtz 1922,<br />
1924] e di Hubble poi [Hubble 1929]<br />
dell’espansione dell’Universo erano<br />
quindi perfettamente compatibili con un<br />
universo isotropo ed omogeneo,<br />
infinitamente esteso, i cui mattoni<br />
costitutivi fossero la galassie. Si pu&ograve; allora<br />
ipotizzare una prima soluzione al<br />
paradosso di Olbers. Se la metrica di base<br />
dell’universo si sta espandendo, cio&egrave; tutte<br />
le lunghezze si stanno allungando, allora<br />
anche le lunghezze d’onda dei fotoni lo<br />
devono fare: i fotoni emessi molto tempo<br />
fa arrivano all’osservatore oggi con una<br />
lunghezza d’onda pi&ugrave; lunga di quella che<br />
avevano alla sorgente. Da blu possono<br />
diventare rossi (per una espansione<br />
dell’universo di un fattore due tra<br />
emissione e ricezione) da visibili possono<br />
diventare infrarossi o addirittura<br />
microonde.</p>
<p>Questo fenomeno viene<br />
denominato <strong><em>redshift</em></strong>, per sottolineare lo<br />
spostamento verso il rosso della luce delle<br />
sorgenti lontane. Ecco perch&eacute; i pi&ugrave; potenti<br />
telescopi ottici non riescono ad osservare<br />
galassie lontanissime: i fotoni prodotti<br />
dalle galassie pi&ugrave; lontane sono diventati<br />
infrarossi e quindi non vengono pi&ugrave;<br />
ricevuti. In realt&agrave;, questa &egrave; una<br />
spiegazione solo parziale del paradosso.<br />
Anche conducendo osservazioni con<br />
telescopi infrarossi non si riescono ad<br />
osservare galassie pi&ugrave; lontane di redshift 5<br />
o 6. Si osserva inoltre che le galassie pi&ugrave;<br />
lontane (e quindi osservate in epoche pi&ugrave;<br />
antiche) sono anche morfologicamente e<br />
spettralmente molto diverse da quelle<br />
vicine. Se ne conclude che anche le<br />
galassie hanno una loro evoluzione,<br />
nascono addensando materia circostante,<br />
vivono producendo diverse popolazioni di<br />
stelle, modificando la loro composizione<br />
chimica e fisica e interagendo con il mezzo<br />
circostante.</p>
<p>Osservare a redshift maggiori<br />
di 5 o 6 significa scandagliare regioni di<br />
spazio cos&igrave; lontane e remote nel tempo che<br />
le galassie non si erano ancora formate.<br />
Ma la materia che costituisce le galassie<br />
doveva essere presente anche allora !<br />
Come potremmo osservarla ? Dobbiamo<br />
usare telescopi infrarossi o addirittura a<br />
microonde, per essere sensibili a<br />
lunghezze d’onda abbastanza lunghe.<br />
Dobbiamo inoltre aspettarci radiazione<br />
diffusa, prodotta da materia non ancora<br />
strutturata, e quindi approssimativamente<br />
isotropa. La fisica di base ci permette di<br />
formulare previsioni ancora pi&ugrave; precise su<br />
ci&ograve; che dovremmo osservare. Sappiamo<br />
che un gas in espansione adiabatica<br />
(isolata) si raffredda. Anche l’Universo in<br />
espansione si deve raffreddare. Ci<br />
aspettiamo quindi una densit&agrave; ed una<br />
temperatura dell’universo tanto pi&ugrave;<br />
elevate quanto pi&ugrave; indietro andiamo nel<br />
tempo.</p>
<p>Ci deve quindi essere stata una<br />
fase in cui l’universo era caldo quanto il<br />
sole: un gas incandescente ad alcune<br />
migliaia di gradi di temperatura. Prima di<br />
allora l’universo non era trasparente alla<br />
luce. In un gas incandescente (un plasma),<br />
i fotoni vengono continuamente diffusi<br />
dagli elettroni liberi, procedendo lungo<br />
direzioni casuali da un elettrone al<br />
successivo (random-walk). Impedendo la<br />
propagazione in linea retta della luce si<br />
impedisce la propagazione delle immagini<br />
luminose. Solo raffreddandosi sotto alcune<br />
migliaia di gradi l’universo permetter&agrave; la<br />
formazione di atomi neutri<br />
(ricombinazione) che interagiscono molto<br />
meno con la luce. L’Universo diventa cos&igrave;<br />
trasparente alla luce, e permette le<br />
osservazioni astronomiche.</p>
<p>Abbiamo quindi un limite invalicabile di tipo fisico<br />
per le nostre osservazioni dirette<br />
dell’Universo primordiale. Non possiamo<br />
osservare com’era l’universo prima del<br />
momento della ricombinazione, perch&eacute;<br />
l’universo era opaco prima di tale epoca.<br />
Si pu&ograve; calcolare quanto tempo un gas<br />
incandescente in espansione, composto<br />
principalmente di idrogeno ionizzato e<br />
luce, impiega a raffreddarsi, fino a<br />
permettere, ad una temperatura di 3000<br />
gradi, la combinazione degli ioni in atomi<br />
neutri di idrogeno. Ci vogliono circa<br />
400000 anni. Sembra un tempo lungo, ma &egrave;<br />
solo un cinquantamillesimo dell’et&agrave;<br />
attuale dell’universo, pari a circa 14<br />
miliardi di anni. Ci &egrave; precluso ricevere<br />
immagini da epoche ancora pi&ugrave; remote,<br />
almeno usando i fotoni. Possiamo<br />
investigare solo indirettamente le epoche<br />
primordiali, e ne parleremo pi&ugrave; avanti.</p>
<p>La possibilit&agrave; di ricevere la luce<br />
presente nell’universo quando era 50000<br />
volte pi&ugrave; giovane &egrave; comunque<br />
entusiasmante. Secondo l’equazione di<br />
Friedmann l’universo si espande circa<br />
1000 volte tra allora e oggi. La radiazione<br />
allora in equilibrio termico con la materia<br />
(radiazione di corpo nero a circa 3000<br />
gradi) aveva una lunghezza d’onda di<br />
massima emissione di circa 1 micron. Oggi<br />
tutti questi fotoni devono avere una<br />
lunghezza d’onda 1000 volte pi&ugrave; lunga,<br />
quindi di circa 1 millimetro. Ci aspettiamo<br />
quindi oggi un fondo di radiazione nelle<br />
microonde (CMB, Cosmic Microwave<br />
Background), con una distribuzione<br />
ancora di corpo nero, ma a temperatura<br />
circa 1000 volte inferiore: circa 3 gradi<br />
Kelvin.</p>
<p>Questa &egrave; la luce mancante nel<br />
paradosso di Olbers ! Questo fondo di<br />
radiazione &egrave; stato effettivamente misurato<br />
per la prima volta nel 1965 da Arno<br />
Penzias e Robert Wilson, e subito<br />
interpretato come il residuo fossile<br />
dell’universo primordiale. Da allora,<br />
misure sempre pi&ugrave; raffinate ne hanno<br />
confermato la natura di corpo nero fino ad<br />
una precisione di una parte su 10000,<br />
grazie all’esperimento FIRAS sul satellite<br />
COBE della NASA, nel 1992 [Mather at al.<br />
1990]. È quindi determinato<br />
sperimentalmente che nel nostro universo<br />
per ogni barione ci sono circa un miliardo<br />
di fotoni: i 400 fotoni per centimetro cubo<br />
del corpo nero che costituisce la<br />
radiazione di fondo a microonde. Questo<br />
fatto ha una grande importanza nei primi<br />
minuti di evoluzione dell’universo,<br />
quando, a temperature dell’ordine del<br />
MeV, avvengono le reazioni nucleari che<br />
producono i nuclei pi&ugrave; semplici (He, Li, D)<br />
a partire dalle particelle elementari. La<br />
velocit&agrave; di queste reazioni dipende</p>
<p>fortemente da quanti fotoni sono presenti,<br />
perch&eacute; a queste temperature i fotoni<br />
possono fotodisgregare i nuclei appena<br />
formati: con un miliardo di fotoni per ogni<br />
barione ci aspettiamo una produzione di<br />
elio di circa il 25% rispetto all’idrogeno, e<br />
tracce di Deuterio e Litio. Nelle nubi in cui<br />
non si sono ancora formate stelle, queste<br />
abbondanze primordiali devono essere<br />
rimaste inalterate: la loro osservazione<br />
rappresenta quindi una conferma<br />
indipendente dello scenario del Big Bang<br />
Caldo, introdotto da George Gamow negli<br />
anni 50 e fin qui descritto.</p>
<p>Oggi la teoria del Big Bang Caldo<br />
rappresenta il modello standard di<br />
riferimento per la Cosmologia. Basandosi<br />
su un’ipotesi (l’omogeneit&agrave; e l’isotropia<br />
dell’universo a grande scala) e su tre<br />
osservazioni fondamentali (espansione<br />
dell’Universo, fondo a microonde e<br />
abbondanze primordiali), permette di<br />
spiegare un grande numero di evidenze<br />
sperimentali indipendenti con una teoria<br />
relativamente semplice.</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.pensando.it/public/post/perche-di-notte-il-cielo-e-buio-la-risposta-di-boomerang-e-la-nuova-cosmologia-209.asp]]></link>
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	<dc:date>2009-01-16T20:29:53+01:00</dc:date>
	<dc:creator>etrusco</dc:creator>
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