Ho letto con molta molta attenzione i post di acor3, mago e Wodka40 anche perchè l'argomento è di quelli interessanti, complessi e soprattutto che riguardano la vita di tutti noi, le nostre scelte, il nostro futuro, la nostra soddisfazione non solo professionale ma anche personale: il lavoro, o meglio il lavoro precario!
La parola "lavoro precario" è ormai decisamente inflazionata, soprattutto da chi cerca voti per la prossima settimana, si parla continuamente di precariato, lavoratori "atipici" (...zzo significa), cococo, cocopro, pippiripì e bububu! Ma soprattutto si parla di come risolvere il precariato in Italia, come far diventare un lavoratore "atipico" in un lavoratore...."tipico".
Ora la domanda che non posso non pormi è la seguente: Perchè cercano di cancellare dal mondo del lavoro le figure "atipiche" solo in campagna elettorale e soprattutto perchè chi cerca di risolvere il problema è chi il problema l'ha creato, chi ha introdotto queste nuove figure "professionali", chi ha detto "è il mercato belli....rimboccatevi le mani"!!!
Qualcosa non torna soprattutto nel nostro mondo, tra le figure professionali legate al mondo dell'informatica o come si suol dire nel mondo dell' "INFORMATION TECHNOLOGY", dei "SENIOR CONSULTING", degli "IT MANAGER".....insomma di tutti quelli a cui hanno cucito addosso un bel nome roboante ma che poi in realtà fanno i programmatori o i progettisti di software e/o dati!
Come si sarà capito anche io lavoro presso una società di informatica e mi ritengo discretamente fortunato... lavoro a tempo indeterminato, ho quindi potuto fare un mutuo, programmare un matrimonio...nonostante ciò l'aria che si respira mangiando "pane e bit" è quella della continua precarietà, del continuo "occhio al mercato" ma soprattutto del continuo "occhio alla carta d'identità"....perchè il tempo passa!
Come dice acor3, che conosco benissimo e stimo molto avendo lavorato con lui, una persona potrebbe investire su se stessa, specializzarsi, informarsi ed aggiornarsi continuamente, aprire una Partita Iva e mettersi in proprio; ci vuole coraggio, spirito d'iniziativa, capacità imprenditoriale ma....
...se ti ritrovi fuori da un'azienda a 45 anni con tre figli, un mutuo da pagare e la spesa da fare giornalmente...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se ti ritrovi nel mondo del mercato oggi a venti/venticinque anni e nessuna azienda si degna di farti crescere, apprendere e conoscere...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se nessuna azienda vuol più fare contratti di "freelance" a soggetti con Partita Iva ma solo contratti a tempo determinato...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se non hai le spalle coperte da un papà imprenditore, da uno zio avvocato e da un nonno medico...non credo sia semplicissimo intraprendere!
...se sei nato in una "favelas italiana" (e ce ne sono tantissime) ...non credo sia semplicissimo intraprendere!
Potrei farne infinità di esempi, ma quello che conta e che va ribadito è che ci hanno derubato di alcune fondamentali speranze che sono in primis il diritto al nostro futuro, alla nostra felicità e alla nostra serenità. Siamo tutti "schiavi moderni", per usare un termine alla Grillo, ci hanno pian piano tolto ogni speranza e noi non abbiamo fatto nulla!
Ci hanno scippato il TFR e noi zitti, ci hanno tolto le pensioni e noi zitti, ci hanno fatto contratti svilenti e noi zitti, ci hanno reso macchine utili solo a consumare e noi zitti, ci hanno tolto l'anima e fornito un cellulare e noi sempre zitti, fermi... e dopo che ci hanno calpestato gli abbiamo detto "TI PUOI ANCHE MUOVERE....E NOI SEMPRE ZITTI, FERMI!" ... neanche Mario e Saverio nel film "Non ci resta che piangere" avrebbero saputo far meglio nei confronti di Savonarola!
Ed allora? Come andare avanti? Cosa fare?
... io... non lo so!
Ciò che vedo e che mi duole è l'appiattimento generalizzato della cultura, dell'interesse per la conoscenza, per il sapere, non ci si stupisce più per nulla, non si ama più, non si sogna più, si parla per frasi fatte, risentite e riascoltate un'infinità di volte (come forse anche questo mio post).
Il politico di turno dice in TV "A è bello e B è brutto" e ti ritrovi al bar a parlare con un tuo amico che ti dice "A è bello e B è brutto" ed allora come posso spiegare io a chi mi risponde che "A è bello e B è brutto" che utilizzando questo linguaggio non risolve i miei problemi, non mi aiuta a capire, a comprendere, non mi fa crescere.... Dove sono finite la capacità di analisi e di critica? E la consapevolezza?
Se ormai l'unico valore è quello del furbetto di quartiere la guerra è persa in partenza, alla radice, nella base...
...ecco perchè sono critico nei confronti della società nel suo insieme, perchè sono convinto che la colpa è solo la nostra e di nessun altro, perchè ci siamo fatti derubare l'anima e gli abbiamo detto "ti puoi anche muovere"!
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mercato;
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Lost quarta stagione, al via l ..
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