Immaginiamo cosa accadrebbe alla nostra salute mentale se di punto in bianco tutte le persone a noi care, i conoscenti, i parenti smettessero di riconoscerci, di approvarci, di sostenerci.
Siamo solo ciò che noi percepiamo del nostro essere o siamo anche l'immagine che gli altri hanno di noi?
Mi spiego meglio, io "so " di esistere e questo mi differenzia da una bestia, da un animale che molto probabilmente non è dotato di tale consapevolezza sul proprio io. Ma questa consapevolezza che ho deriva anche dai riscontri oggettivi associati alla realtà che mi circonda.
Saluto un amico e lui mi risponde, significa che mi ha riconosciuto, che "sa" chi sono; questo avvalora la tesi sulla percezione che io ho del mio essere.
Chiedo un'informazione e qualcuno mi risponde, abbraccio il mio amore e lei fa altrettanto magari ammiccando un sorriso; insomma costantemente, sempre, ogni attimo del nostro vissuto assaporiamo gesti, parole, emozioni tese ad avvalorare l'idea che noi esistiamo.
Quando cessiamo di esistere?
O quando muoriamo o quando le persone e il mondo che ci circonda cessano di riscontrare la nostra esistenza, questa seconda ipotesi è assai peggiore della prima perchè mette in discussione la percezione stessa che noi abbiamo del nostro essere.
Ecco perchè non possiamo permettere che questo accada, a nessuno, men che mai ad un giovane scrittore di 28 anni che ha come unica colpa quella di aver scritto un libro, il suo libro, ed aver detto ciò che pensa, con libertà e passione.
Per questo dico a gran voce: "Siamo tutti Saviano", perchè ciò che oggi sta accadendo ad un nostro coetaneo domani potrebbe accadere a noi e noi ne saremmo complici se oggi non facessimo nulla!
Chi volesse aderire all'iniziativa "Siamo tutti Saviano" può iscriversi all'omonimo gruppo creato su facebook e lasciare un messaggio.
siamo tutti saviano;
Harry Potter e il principe mez ..
Pensiero
Storico
Stampa