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Filosofia e scienza, dal perche’ al come.

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La scienza è infallibile? Possiamo fidarci ciecamente di essa e delle risposte che ci fornisce? Sono realmente risposte quelle che ci da? Ci spiega forse il “perchè” oppure ci descrive il “come“?

Su questi temi spesso mi sono interrogato e confrontato con altre persone, amici e colleghi. La cosa mi ha sempre affascinato perchè ritengo il mio sapere sempre in bilico tra la “certezza” e il “dubbio“, tra la “risposta” e la “domanda“. Certo è che riflettere sulla domanda e sulle possibili risposte è assai più interessante che avere la risposta in sè.

Giorni fa scrissi un articolo “Il Dr. House e la logica dell’abduzione” nel quale cercavo di far chiarezza (soprattutto a me stesso) su quelle che fossero le principali metodologie di approccio logico ad un problema, come strumento di analisi del problema stesso ma anche della realtà e soprattutto della nostra percezione della realtà. Di questi il metodo che forniva minor certezze era sicuramento quello “induttivo” ossia il metodo logico di ragionamento che porta alla definizione di una regola partendo dall’osservazione (inferenza ampliativa ma solo probabile).

L’esempio che feci era il seguente:

Supponiamo di sapere che una decina di fagioli bianchi provengano da un sacchetto con più di mille fagioli dei quali non conosco il colore, sarei tentato a dire che nel sacchetto “potrebbero” esserci tutti fagioli bianchi, in realtà non è detto che sia proprio cosi. Potrebbero esserci una parte di fagioli rossi, una parte di fagioli neri, etc… e che io per pura fortuna (o sfiga) ne abbia presi dieci tutti dello stesso colore (bianco).

Il metodo induttivo, quindi, ha come scopo l’analisi della realtà e l’osservazione degli effetti per arrivare, attraverso un percorso logico, a quelle che sono le probabili cause dell’effetto; si parte dall’osservazione e si cerca di determinare la causa che l’ha generato.

Torniamo all’esempio dei fagioli, supponiamo di ripetere l’osservazione per 10 anni, tutti i giorni a tutte le ore prendiamo dieci fagioli dal sacchetto ed analizziamone il colore. Se dopo 10 anni osservo che i fagioli estratti sono sempre bianchi allora posso, con una buona certezza, asserire che TUTTI i mille fagioli del sacchetto siano bianchi.
Reiterando il processo logico induttivo sono, per forza di cose, portato a formulare una teoria che si basi sull’osservazione del fenomeno stesso.

Questo altro non è che lo stesso ed identico metodo che gli scienziati utilizzano per formulare le loro teorie.

La scienza empirica, tutta, si fonda sul metodo logico “induttivo”; osservo, analizzo, sperimento e definisco una teoria che sia la più “universale” possibile, che sia sperimentabile anche in futuro e che riesca a spiegare qualunque tipo di fenomeno osservabile.

Facciamo un altro esempio, supponiamo di essere un gallo e di svegliarci tutte le mattine per dieci anni e di osservare che il contadino ci ha dato la nostra razione di cibo. Cosi come successo per i fagioli bianchi, anche in questo caso siamo portati ad ipotizzare che il cibo sarà nella nostra vaschetta anche domani, a definire quindi una sorta di “legge” in base alla quale saremmo portati a pensare che anche domani il cibo sarà al suo posto (cosi è accaduto per i dieci anni passati -> induzione).

Invece il giorno dopo ci svegliamo, il cibo non c’è più ed il contadino ci torce il collo!

Con questo esempio, tratto da un esempio di un filosofo, ho semplicemente voluto mostrare come l’induzione per sua natura sia un processo logico che non porta a certezze e che a differenza del metodo deduttivo può solo fornirci una descrizione della realtà attuale, ma nulla può dirci su come tale realtà sarà domani, su quello che accadrà o su quello che dovremmo attenderci in futuro.

Possiamo fare delle ipotesi, dei calcoli statistici, credere che anche domani il sole sarà dove è sempre stato e che il rosso sarà sempre rosso ma la certezza non potremmo mai averla perchè, come dimostrato, l’induzione non porta a ipotesi certe.

E la scienza?

Come già detto la scienza si basa proprio su tale metodologia, su tale approccio, sfruttando la logica induttiva per definire nuove leggi, tesi, norme e regole. Tali leggi regolano la nostra vita, le nostre percezioni e determinano il nostro sapere, spiegano perchè una mela cade con una accelerazione costante pari a 9.8m/s2, perchè il rosso è tale e perchè se ci tagliamo sentiamo una fitta di dolore.

Ma allora se fossimo come il gallo? Se domani ci svegliassimo e tutte le leggi conosciute cessassero di valere? Rifacendoci a tale “dimostrazione” logica basata sulla scarsa certezza del metodo induttivo dovremmo riformulare le nostre credenze e smettere di parlare del “perchè” ed affidarci anima e corpo al “come“!

E cosa significa passare dal “perchè” al “come“?

Significa semplicemente ridefinire il nostro sapere, pertanto credere che sia lecito dire che la legge di Newton non spiega “perchè” una mela cade bensi descrive “come” la mela cade e soprattutto lo descrive oggi sulla base della nostra attuale conoscenza. Infatti, oggi, i fisici contemporanei spiegano “come” una mela cade non più sulla base delle teorie di Newton ma su quelle di Einstein, e tali leggi saranno valide fintantochè non ci sarà una nuova legge che ridefinirà “come” possa cadere una mela.

Una legge sarà valida fino a prova contraria e tale legge non ci dirà mai “perchè” esiste un determinato fenomeno ma descriverà “come” tale fenomeno si palesi, ci appaia e sia da noi percepito.

Per concludere credo che la scienza, nella sua accezione del termine, non sarà mai in grado di definire con certezza i “perchè” del percepito e dell’esistente ma solo di fornire un ottimo strumento di conoscenza atto a comprendere “come” oggi sia e come, molto probabilmente, sarà domani.

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è Solution Architect e Full Stack Developer specializzato nell’analisi, progettazione e realizzazione di sistemi complessi in ambito Transportation. Dal 2007 è anche blogger con il nickname "etrusco" che ha associato alla sua brand identity; cura personalmente i contenuti di molti altri blog, website e forum. Ha inoltre realizzato molte webapp e siti di ecommerce. La passione per internet, per i nuovi media e per la tecnologia in generale gli permettono di stare sempre al passo con i nuovi linguaggi e le più innovative metodologie di programmazione. Adora sua moglie, le sue due figlie, la fotografia analogica e questo blog.

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