C’era una volta un paese folle


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C’era una volta un paese folle in cui era possibile morire senza ragione, senza motivo

C’era una volta un paese folle in cui era possibile morire in un parcheggio di autogrill prima di correre allo stadio con i propri amici.

C’era una volta un paese folle in cui, per un nulla, si brandisce una pistola e si corre, si corre e si grida, si grida e si spara, si spara e si uccide.

C’era una volta un paese folle in cui la morte di un ragazzo veniva strumentalizzata, da tutto e da tutti, da destra e da sinistra, dall’alto e dal basso.

C’era una volta un paese folle in cui al dolore di una famiglia si sommava la follia, la devastazione e lo squadrismo di pochi.

C’era una volta un paese folle o forse no, perchè un paese folle ha ancora una parvenza di valori, la follia.

Dedicata a GabboDJ, un blogger/DJ che non conoscevo.

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Informazioni su etrusco

Da sempre appassionato di tecnologia ed informatica, dal 1998 ho fatto di questa mia passione una professione. Oggi sono un professionista IT specializzato nell'analisi, progettazione e realizzazione di web application orientate ai sistemi GIS e di vehicle tracking (AVL-AVM system) sia in ambiente open source che in ambiente Microsoft . Adoro mia moglie, mia figlia, la fotografia analogica e questo blog.

5 pensieri su “C’era una volta un paese folle

  1. A'mìo

    “C’era una vola” o forse “C’é” esiste, è reale che si perda la vita in un soffio, purtroppo!

  2. A'mìo

    “C’era una volta” o forse “C’é” esiste, è reale che si perda la vita in un soffio, purtroppo!

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