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Lost terza serie, epilogo o prologo?

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Pochi giorni fa è terminata la terza serie di Lost, andata in onda su Fox in America e da me vista con i sottotiloli in Italiano.

Visto che la terza serie non è ancora andata in onda in Italia consiglio a quanti non l’abbiano vista in inglese di non leggere questo articolo perchè contiene numerose anticipazioni.

Dunque, la terza serie è terminata e il titolo prologo o epilogo credo che non potesse essere più azzeccato perchè, come sempre accade nelle ultime puntate di Lost, questa oltre a tanto amaro in bocca e curiosità ci ha lasciato un pò di tristezza nel cuore

L’ultima puntata è incentrata tutta su Jack; all’inizio della puntata il flashback sembrerebbe riferirsi ad un periodo di vita dell’attore fino ad oggi mai conosciuto, un periodo nero, buio, che mostra il lato peggiore del nostro eroe. Fino all’ultimo fotogramma i produttori ci fanno credere che Jack sia in un periodo di profonda depressione, che abbia iniziato a bere e che sia ormai dipendente da psicofarmaci, con la barba incolta e la casa in disordine… il periodo sembrerebbe allocarsi dopo il fallimento del suo matrimonio e con suo padre lontano, forse già in Australia ma… troppe cose non tornavano!

In tre serie mai avevamo visto Jack nella sua vita lontano dall’isola in queste condizioni. Una crisi di quelle dimensioni non poteva risolversi in breve tempo per cui l’immagine di Jack che deve tornare a prendere il padre morto, un Jack lucido, nel pieno delle sue forze sia mentali che psichiche strideva troppo con il Jack dell’ultima puntata; io personalmente ho trovato difficoltà a collocare temporalmente nel passato questo flashback… Ma ormai si sa, gli autori di Lost non finiscono mai per stupirci e alla fine della punatata, proprio negli ultimi fotogrammi ci svelano la verità, non è un flashback, non è il passato di Jack, bensì il suo futuro… è l’immagine di Jack tornato dall’isola, salvo, eroe ma con l’isola nella mente, convinto, non si sa bene perchè, di aver commesso un errore imperdonabile, convinto che debba tornare, che ormai Los Angeles non sia più casa sua.
Tutto ciò lo si capisce perchè… incontra Kate all’aeroporto, la cerca disperatamente per tutta la puntata finchè, dopo essere stato al funerale di qualcuno dei personaggi ma del quale non viene svelata l’identità, riesce a fissare con lei un appuntamento e le rivela la sua profonda depressione, il suo profondo convincimento di aver commesso un errore… che quello non era il loro destino.

L’immagine di Jack nel futuro, a mio avviso, copre e sovrasta ogni altro elemento della storia, risulta di second’ordine tutto, da Charlie che muore per salvare i suoi amici, a Desmond che rivede finalmente in un video Penny, a Jack che riesce a parlare attraverso un cellulare satellitare con una nave a largo dell’isola.

Il flashback futuro di Jack soverchia tutto e forse ci indirizza nel contenuto di quelli che saranno i prossimi episodi della serie ovvero visoni del futuro lontano dall’isola, simili a quelle avute da Desmond, scampoli di vita distrutta perchè ormai, in tutti loro, una breccia, un’esperienza unica, eccezionale ha prodotto delle mutazioni, dei cambiamenti.

A molte domande abbiamo avuto risposta ma ancora moltissimi interrogativi aleggiano sulla serie, in primis quanto visto su Jack è realmente il futuro oppure uno dei possibili futuri, è già tutto scritto, segnato oppure ha ragione John Locke gridando a Jack che quello non è il suo destino e poi domande come “Chi è Jacob?“, “Perchè John Locke rappresenta l’anti Ben per gli Altri?“, “Sono realmente tutti morti oppure la ragazza piovuta dal cielo mentiva?“, “perchè sull’isola non è possibile riprodursi?“, “perchè alcuni personaggi sembrano non morire mai?“.

Credo che mai nessun serial televisivo potesse essere più attinente allo spirito e alla filosofia di questo blog.

A presto con altre riflessioni sulla serie TV.

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è Solution Architect e Full Stack Developer specializzato nell’analisi, progettazione e realizzazione di sistemi complessi in ambito Transportation. Dal 2007 è anche blogger con il nickname "etrusco" che ha associato alla sua brand identity; cura personalmente i contenuti di molti altri blog, website e forum. Ha inoltre realizzato molte webapp e siti di ecommerce. La passione per internet, per i nuovi media e per la tecnologia in generale gli permettono di stare sempre al passo con i nuovi linguaggi e le più innovative metodologie di programmazione. Adora sua moglie, le sue due figlie, la fotografia analogica e questo blog.

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