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Best Practices in camera oscura per evitare il mal di schiena

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Riporto un interessante post dell’utente mjrndr del forum analogica.it sulle “best practices” per evitare il mal di schiena in camera oscura.

Il post completo è consultabile a questo link

Buona Lettura

Sono un fisioterapista e mi occupo ormai solo di problemi di mal di schiena e postura e , visto che la maggior parte dei problemi al rachide derivano da posizioni mantenute nel tempo piuttosto che da sforzi, il modo migliore per affrontarli spesso è apportare piccole modifiche al ns ambiente per evitare di sovraccaricare la schiena.
Purtroppo la camera oscura porta a assumere una postura (lieve flessione del rachide, necessaria per avviciarsi al piano di lavoro, con le braccia protese in avanti a compiere movimenti molto fini) che può causare problemi in due zone del rachide :

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Partiamo dalla zona lombare

Nel momento in cui ci incliniamo in avanti mettiamo in carico i dischi intervertebrali e la muscolatura.
Se tuttavia la muscolatura lombare è abbastanza forte da reggere senza problemi, il disco può invece diventare una fonte di dolore.
Questo perché la flessione genera una spinta verso l’esterno della massa del disco (freccia rossa) può portare alla formazione di protrusioni ed ernie discali.

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Questa forza è tanto maggiore quanto è la distanza delle braccia dal corpo.
Capisco che possa sembrare strano che il solo fatto di impugnare un foglio col braccio teso ed il busto flesso in avanti possa essere significativo, pero il principio meccanico che c’è alla base è quello del braccio di leva in cui la lunghezza di quest’ultimo aumenta esponenzialmente la forza generata al fulcro.

Per questo problema c’è (una volta tanto) una soluzione abbastanza semplice ed efficace, cioè il posizionare un piede in avanti su un lieve rialzo
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Questo compensa lo spostamento del baricentro e scarica il peso sulla gamba e non sul disco.
In soldoni mettete un qualsiasi rialzo davanti a dove siete, ed appoggiatevi sopra un piede.

Zona dorsale- cervicale ( cioè da poco sotto le scapole fino alla base della nuca)

In questa zona invece i problemi sono quasi sempre di origine muscolare, questo perché i muscoli tra le scapole devono contrarsi per stabilizzare la scapola quando allunghiamo il braccio e flettiamo la testa in avanti.

Le zone che più ne risentono sono

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  1. i fasci superiori del trapezio quando teniamo la spalla verso l’orecchio
  2. la zona intersecapolare quando operiamo con il braccio in avanti ed il collo flesso.

In questo caso le posizioni sono necessarie al lavoro in camera oscura e tutto quello che possiamo fare è cercare di minimizzare il carico che esse generano sulla nostra zona cervicale.

il principio è semplicemente quello di evitare il più possibile di allungare le braccia e di sollevare le spalle.

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Per fare questo dobbiamo cercar di avere il nostro piano di lavoro all’altezza del gomito ( più basso costringerebbe a fletterai troppo , più alto a sollevare le spalle) e di lavorare il più possibile vicino al margine del tavolo per evitare di allungare troppo le braccia.

Spero di essere stato abbastanza chiaro, nel caso chiedete pure altre delucidazioni. Questi sono semplicemente delle accortezze per la buona salute della schiena, sono però più efficaci di quanto la gente pensi.

Provateci!

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è Solution Architect e Full Stack Developer specializzato nell’analisi, progettazione e realizzazione di sistemi complessi in ambito Transportation. Dal 2007 è anche blogger con il nickname "etrusco" che ha associato alla sua brand identity; cura personalmente i contenuti di molti altri blog, website e forum. Ha inoltre realizzato molte webapp e siti di ecommerce. La passione per internet, per i nuovi media e per la tecnologia in generale gli permettono di stare sempre al passo con i nuovi linguaggi e le più innovative metodologie di programmazione. Adora sua moglie, le sue due figlie, la fotografia analogica e questo blog.

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