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Palio di Sant’Anselmo a Bomarzo, la storia ed il foto racconto

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Come da tradizione anche quest’anno il 25 Aprile si è svolto a Bomarzo il palio di Sant’Anselmo, un palio con le medesime regole del più blasonato Palio di Siena, ma non per questo meno attraente o spettacolare.

E come ormai da qualche anno mi sono attrezzato di reflex e ho cercato di cogliere l’attimo più attraente della corsa: “la mossa”  ovvero il momento nel quale il mossiere abbassa il canapo proprio mentre il cavallo “di rincorsa” da il via alla spettacolare giostra.

Quest’anno era con me una macchina a pellicola, la mia “nuovissimaNikon F100 con in pancia un bel rullo di ilford delta 100, esposta alla sensibilità nominale (100 ISO)

Sono riuscito a trovare un posto a dir poco splendido per fare foto, mi sentivo molto eccitato e decisamente “preoccupato” perché non avevo con me un corpo reflex digitale ergo…. non potevo sbagliare!

Sulla Nikon F100 ho caricato il mio tele Nikkor 70-300 3.5/5.6 AF-S con il VR attivo, ho impostato la reflex con autofocus continuo (per non rischiare di perdere uno scatto a causa di una mancata messa a fuoco) ed ho preventivamente misurato la luce per impostare la corretta coppia tempo/diaframma poi ho aspettato il momento giusto…

Il rullino l’ho sviluppato con ilford microphen in stock per 7 minuti, rivelatore che dovrebbe essere utilizzato per pellicole “veloci” ossia pellicole con minimo 400 ISO visto che la sua particolarità è proprio quella di ridurre la grana per le pellicole dai 400 ISO in su.

Ho comunque voluto provare questo rivelatore con la delta 100 perché avevo da sviluppare anche una fuji neopan 1600 ed alla fine ho optato per la soluzione “microphen” stock per tutte e due le pellicole, in questo modo ho ridotto i costi utilizzando 300 ml di rivelatore semplicemente aumentando del 10% il tempo di sviluppo per la delta 100 (sviluppata per seconda)

I risultati?

Ecco qualche scatto del Palio di Bomarzo 2010

Prima del Palio… mi sembra doveroso presentare il paese: Bomarzo

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Ed ecco il corteo storico…

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Gli spadaccini…

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Le prove prima della partenza…

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Un piccolo contrattempo…

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La preparazione…

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Pronti, partenza e via…si parte…

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Ma cosa è il Palio di Bomarzo? Riporto un estratto dell’articolo presente sul portale Festaroli di Bomarzo:

Da qualche tempo a Bomarzo i visitatori, nel periodo 24-25 Aprile aumentano di colpo perché attirati dal “Palio” che si corre tra le cinque contrade o rioni in cui è diviso il paese. Le contrade sono : Dentro, la più antica, Borgo, Poggio, Croci e Madonna del Piano.

La Corsa del Palio è stata ripristinata da poco ma da antiche fonti sappiamo che questo si correva già nel 1600. Anzi, a quell’epoca i palii erano due, uno il 24 e l’altro il 25 di Aprile, giorni in cui si festeggia il Santo Patrono di Bomarzo, il Vescovo Anselmo, che visse nei secoli bui delle invasioni gotiche e che, con il suo intervento, più volte salvò la “sua” popolazione.

Dagli antichi libri sappiamo che i palii venivano pagati in baiocchi e altre monete del tempo e che c’era un incaricato per organizzare questo avvenimento. Durante il trascorrere dei secoli, puntualmente, venivano corsi i palii, fino a che si ridussero a semplice corse di cavalli. Ma l’amore per le tradizioni e per queste nobili bestie che, sempre, furono vivi nell’animo dei bomarzesi ha fatto si che il 25 Aprile si rinnovasse la disputa che prevede, per il vincitore, un premio in denaro e per il rione l’assegnazione dello stendardo detto appunto “Palio”, dipinto ogni anno da un valente artista e che verrà poi, gelosamente custodito nella Chiesa del rione: S. Anselmo per il Dentro, Misericordia per il Borgo, Madonna delle Grazie per il Poggio, Cristo Risorto per le Croci, e Madonna del Piano per l’omonima contrada.

Il Pomeriggio del 25 Aprile si apre con una sfilata in costume cinquecentesco, accompagnata dalla locale Banda musicale, uscente dal Castello Orsini. Lungo il percorso la sfilata, che rievoca i personaggi del romanzo “Bomarzo” dello scrittore Manuel Muica Lainez si arricchisce di nuovi figuranti: ragazzi e ragazze in costume del luogo portanti il famoso “Biscotto di S. Anselmo” che, a fette, viene distribuito ai presenti, gli sbandieratori, i Priori dei Rioni con i loro stendardi, i fantini a cavallo, il Capitano del Popolo, figuranti del corteo delle città provenienti da zone limitrofe ed infine il trionfale carroccio trainato da una coppia di candidi buoi e portante il nuovo “Palio”. Il corteo, che quest’anno ha raggiunto le 250 unità, percorre le vie del paese addobbate a festa fino a giungere alla pista del Fossatello dove, tra applausi, trepidazioni, preghiere e scongiuri si corrono 5 giri. I cavalli sono montati da famosi fantini.

Si estrae a sorte l’ordine di partenza. Il mossiere dirige la gara e dà il via! E’ un attimo! La preparazione del Palio, durata circa un intero anno, si consuma brevemente, le trombe squillano, i figuranti del rione vincitore abbandonano i loro posti, il pubblico va in delirio, il fantino vincitore viene portato in trionfo, il cavallo è accarezzato, baciato, quasi idolatrato, si ride, si piange, è la “Vittoria”!

E con la gioia iniziano gli allegri sfottò ai rioni perdenti. Le campane suonano, si ritorna festanti in Chiesa, dove il palio la sera del 23 era stato presentato, dove il 24 era stato posto in mostra, dove sulla piazza della quale era avvenuta il 25 l’estrazione e l’assegnazione dei cavalli ai rioni e ora si ringrazia il Santo. La Festa è finita, ieri la processione e i fragorosi fuochi artificiali, oggi la corsa della quale si parlerà a lungo, se ne rivedranno le mille foto e le riprese, si litigherà fino alla riappacificatrice cena che si terrà sulla piazza del rione vincitore alla quale parteciperanno, festanti, tutti e poi si ricomincerà a pensare al prossimo Palio.

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2 Commenti

  1. adolfo.trinca

    5 maggio 2010 a 18:47

    un bel reportage, ci potevi mettere due fotine affogate nel testo no 🙂

  2. etrusco

    6 maggio 2010 a 13:58

    si….

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