Home photo Reflex meccanica 35mm o Reflex digitale?

Reflex meccanica 35mm o Reflex digitale?

13 min di lettura
2
0
138

Mi sto pian piano avvicinando al mondo della fotografia per cui, prima di acquistare una reflex, ho iniziato a chiedere, informarmi, leggere e studiare ma soprattutto parlare con fotografi, appassionati e persone che da anni usano le reflex per Hobby, per passione o meglio ancora per lavoro.

Ho subito notato che non c’era assolutamente uniformità di giudizio da persona a persona, soprattutto in relazione alla domanda oggetto del post: “Reflex meccanica 35mm o Reflex digitale?“.

L’appassionato, l’amante della fotografia che da anni studia, prova e sperimenta continuamente nuove tecniche ma soprattutto che ha acquisito una sua linea, un suo modo ben specifico di fare fotografia, è assai scettico in relazione al digitale; questa persona adora la camera oscura, ama il rullino, l’attesa, il lavoro che si cela dietro quell’immagine.
Per queste persone la fotografia non è solo “scatta e vedi” per queste persone la fotografia è “pensa, rifletti, scatta ed inizia a sognare“, queste persone attendono che la magia esca nella speranza che il risultato sia quello atteso, che la luce abbia impresso nel giusto modo la pellicola, cosi come loro l’avevano pensato, sognato, desiderato. Per queste persone lo scatto è un gesto carnale, intimo, profondo da assaporare lentamente, con passione e desiderio estremo. Hanno passato la loro vita a sperimentare, gettando un’infinità di foto, strappandone altre, perdendo sonno e ore alla ricerca dello “scatto perfetto“, della giusta esposizione, della giusta apertura focale, del perfetto rapporto tra queste entità.

Ci sono poi i “nuovi pionieri del digitale“, come amo definirli io, ovvero quelle persone che hanno capito che il futuro della fotografia è il digitale (giustamente a mio modestissimo avviso). Queste persone non hanno nulla da invidiare a quelli appena descritti perchè anche loro provengono dalla 35 mm meccanica, anche loro hanno passato la loro vita dietro lo “scatto perfetto“, dietro rullini, attese, camere oscure…poi hanno avuto l’illuminazione e pian piano, probabilmente con molta diffidenza, come una persona che per la prima volta entra in un luogo a lui oscuro, ignoto e deve solo comprenderlo, studiarlo, familiarizzare con esso, l’hanno abbracciato.
Leggendo forum e discutendo con essi mi son reso conto che queste persone sono come degli “adulti” che non hanno gettato il loro giocattolo preferito dell’infanzia, il trenino elettrico, il soldatino di ferro, tutti hanno ancora la loro reflex analogica accanto alla digitale, mai e poi mai potrebbero venderla perchè dietro quell’oggetto c’è un insieme di ricordi, emozioni e passioni per le quali sarebbe impossibile definire un prezzo.

Ci sono infine i neofiti come me e… bè noi non siamo molto interessanti, abbiamo ancora tutto da imparare, studiare e sperimentare per cui l’unica nostra peculiarità è “la fame“, la voglia di apprendere e conoscere che ha poi animato questo mio post. A tal proposito consiglio il seguente articolo: http://www.nital.it/corso_foto_digitale/ , un’ottimo tutorial su tutto quello che c’è da sapere prima di iniziare a cimentarsi con la fotografia digitale e non solo.

Ma ora passiamo al tecnico, abbandoniamo le emozioni, le passioni e cerchiamo di capire se è meglio una fotografia scattata con una reflex digitale o una reflex meccanica a 35 mm.
Ovviamente io non ho le competenze tecniche per poter fare una analisi di questo livello, però ho trovato in rete una serie di articoli, uno in particolare, che hanno poi indirizzato la scelta da me fatta.
A mio avviso il migliore articolo è reperibile sul sito ufficiale della Nikon Italia www.nital.it, che mette a confronto il top analogico e il top digitale della gamma Nikon ed è raggiungibile al seguente link:
http://www.nital.it/experience/digitalevspellicola.php

Le macchine utilizzate per la prova sono le seguenti, riporto parte dell’articolo:

Per la prova ci siamo avvalsi della prima reflex prodotta da Nikon, la gloriosa Nikon F del 1959, qui proposta con l’ultima versione del mirino esposimetrico Photomic Ftn introdotto sul mercato nove anni dopo. Al suo fianco una delle ultime realizzazioni Nikon, il modello D200, l’anello di congiunzione tra il mondo digitale amatoriale e quello professionale di Nikon.

La prova è stata effettuata utilizzando, nel limite del possibile, stessi obbiettivi, stesse condizioni di luce, esposizione e di apertura del diaframma. I risultati? Riporto sempre un estratto dell’articolo:

Questo sembrerebbe il responso al termine di questa prima prova: il digitale vince su tutti i fronti.
….
Ripensando al passato e analizzando i risultati ottenuti da queste prove, il digitale si è confermato uno strumento assolutamente rivoluzionario, capace di portare un nuovo e superiore livello qualitativo pur sfruttando ottiche anche non specificamente progettate per esso. Il confronto ha evidenziato come il digitale, rispetto alla pellicola formato 135, possa garantire prestazioni che un tempo, con la pellicola, erano raggiungibili solamente con formati superiori, grosso modo quelle possibili con il 6×4,5cm.
Tuttavia non bisogna dimenticare che la pellicola è stata passata in uno scanner che, seppur di qualità elevata, potrebbe aver introdotto delle limitazioni nelle potenzialità assolute di cui è capace l’emulsione fotografica.

Ovviamente a sancire il verdetto finale non sono io ma un esperto della casa madre Nikon, leader nel mercato delle reflex sia analogiche che digitali… Il digitale vince sull’analogico non solo per la facilità d’uso, il risparmio in termini di rullini e di stampa ma vince anche in termini puramente qualitativi, di definizione e calore dell’immagine.

In conclusione, quello che ho capito da questa lunga avventura, che poi mi ha portato ad acquistare una reflex digitale Nikon D40x con obbiettivo NIKKOR 18-55 mm, è che spesso la qualità che si pensa sia maggiore nell’analogico rispetto al digitale deriva dal condizionamento emotivo del fotografo stesso il quale, dal mondo digitale, si sente quasi tradito, come se avere la facoltà di ammirare subito uno scatto tolga ad esso la magia e il piacere dello scatto stesso.

Bisogna comprendere che il processo foto-chimico di impressione della luce non è ne migliore ne peggiore di quello foto-fisico che avviene nel digitale, sono entrambe due processi di trasduzione della realtà, in un caso la luce impressiona una pellicola dalla quale, tramite un procedimento chimico, si ottiene la fotografia, nell’altro la luce va ad eccitare gli elettroni di un’area sensibile della stessa e, mediante un procedimento di compressione dell’informazione quindi informatico, si ottiene la fotografia.

In entrambe i casi si parla di “cattura di informazioni“, per cui maggior informazioni riusciamo a “catturare” e migliore sarà la qualità della foto, il soggetto principe è ovviamente la luce, questa va presa, catturata, e trasdotta in un formato, sia esso pellicola o file ed è sempre una “rappresentazione” distorta dal fotografo della realtà, nè analogico nè digitale sono reali, neanche il reale è tale perchè comunque filtrato dall’occhio umano che opera un processo del tutto simile a quello fatto dalla macchina fotografica, cambia solo ed esclusivamente come poi l’informazione venga trasdotta nel cervello, ma non dimentichiamoci mai che la fonte è sempre la stessa… LA LUCE.

La parola “fotografia” significa “scrivere con la luce” per cui ciò che conta è solo ed esclusivamente come il fotografo sappia rubarla dalla realtà e imprimerla in uno scatto, bloccando il tempo, fermando, per una frazione di secondo, lo scorrere continuo della realtà, fissando perennemente il lento fluire della nostra esistenza in tracce indelebili, senza tempo e senza passato.

Ti è piaciuto il mio articolo?

Ricevi tutte le novità dell'etrusco direttamente nella tua casella di posta

Non preoccuparti, non faccio spam!

è Solution Architect e Full Stack Developer specializzato nell’analisi, progettazione e realizzazione di sistemi complessi in ambito Transportation. Dal 2007 è anche blogger con il nickname "etrusco" che ha associato alla sua brand identity; cura personalmente i contenuti di molti altri blog, website e forum. Ha inoltre realizzato molte webapp e siti di ecommerce. La passione per internet, per i nuovi media e per la tecnologia in generale gli permettono di stare sempre al passo con i nuovi linguaggi e le più innovative metodologie di programmazione. Adora sua moglie, le sue due figlie, la fotografia analogica e questo blog.

Carica più articoli correlati
Carica più per Alessandro De Marchi
Carica più in photo

2 Commenti

  1. gianluca

    21 gennaio 2008 a 01:49

    ciaooo!!
    ho letto solo ora questo tuo bel post…
    Ed il relativo articolo della nital.

    Quello che secondo me manca in entrambi è un minimo di relativismo. Sono infatti convinto che la scelta tra le due opzioni dipenda dal “cosa devi/vuoi fare”.
    Io uso sia analogico che digitale… Ma non sempre porto con me le due macchine, quindi come scegliere?
    Per quel che mi riguarda opto per la pellicola ogni volta che non so che luce mi aspetta. Scelgo il digitale invece per tutto il lavoro “standard”.
    Se ad esempio devo fare un viaggio, mi porto la F100 con un po’ di pellicole.
    Se invece voglio fare le foto in un giorno di sole o in ambiente con luci controllate… Allora la d200 va benissimo.
    Anche se per chi come me ama la “sgranatura” di certe pellicole è molto difficile adattarsi al rumore del digitale…

  2. Alex

    21 gennaio 2008 a 10:48

    Ciao Gianluca
    secondo me hai perfettamente ragione…alcune imperfezioni tipiche dell’analogico sono impossibili da riprodurre con il digitale per cui…il tuo metodo è decisamente il migliore! Analogico o digitale? Tutti e due!!!! : - )
    Ciao

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Guarda anche

fotocamere analogiche usate: 7 splendidi modelli 35mm

Fotocamere analogiche usate: 7 splendidi modelli 35mm In questo articolo vi mostrerò 7 spl…