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Curare o guarire?

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E’ di questi giorni una sentenza del tribunale di cassazione che condanna a 4 mesi di reclusione uno psichiatra in quanto un suo paziente, schizofrenico, ha commesso un omicidio.

La sentenza è ovviamente unica nel suo genere, come si dice spesso in gergo “farà giurisprudenza” creando un precedente, e sicuro che aprirà la strada verso azioni penali simili.

Di ciò se ne discuteva questa mattina su Radio 24 al programma “Viva Voce”, la discussione è stata molto interessante, in quanto il tema in oggetto consente di spaziare da temi come etica medica, deontologia, giurisprudenza ed etica sociale.

La prima riflessione che ognuno di noi dovrebbe porsi è la seguente: Il medico deve curare o guarire il proprio paziente?
Questo punto è a mio avviso di fondamentale importanza perchè noto sempre più spesso una tendenza a considerare la medicina come un’autoofficina. Ho un pezzo della macchina che non funziona, vado in officina, lo cambio e tutta torna a funzionare.

In medicina credo sia leggermente diverso, non possiamo “pretendere” che il nostro medico ci guarisca, ciò dobbiamo “pretendere” è che il nostro medico ci curi, utilizzando il protocollo più adatto alla nostra malattia, facendo tutto il possibile per ottenere un buon risultato; in fin dei conti il Dott. House insegna, noi medicina non l’abbiamo studiata, non siamo medici per cui dobbiamo fidarci di chi è medico di professione.

Detto ciò la mia paura è che in Italia, come al solito, si finisca per creare un circolo vizioso mediante il quale:
Il medico ha paura di possibili ritorsioni giuridiche per cui fa il minimo indispensabile per curare il malato il quale a sua volta vuol essere obbligatoriamente guarito perchè l’ha letto su internet, quindi denuncia il dottore che ha sempre più paura di agire….

La sentenza emessa non fa altro che peggiorare ancor più le cose, creare ulteriore scompiglio nella categoria e diffidenza tra le persone.

Come uscirne? La soluzione non è semplice dico solo che…io faccio software, non possiamo chiedere al medico di sviluppare in C#! Il medico faccia il medico al massimo delle sue potenzialità, il paziente…cerchi di fare il paziente al massimo della sua….”pazienza

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è Solution Architect e Full Stack Developer specializzato nell’analisi, progettazione e realizzazione di sistemi complessi in ambito Transportation. Dal 2007 è anche blogger con il nickname "etrusco" che ha associato alla sua brand identity; cura personalmente i contenuti di molti altri blog, website e forum. Ha inoltre realizzato molte webapp e siti di ecommerce. La passione per internet, per i nuovi media e per la tecnologia in generale gli permettono di stare sempre al passo con i nuovi linguaggi e le più innovative metodologie di programmazione. Adora sua moglie, le sue due figlie, la fotografia analogica e questo blog.

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2 Commenti

  1. Sirsly

    22 novembre 2007 a 09:30

    Concordo con te. Infatti adesso, tra i vari dott. House, gray anathomy etc etc, i pazienti credono di capirci di più, mettono in discussione tutto…mettono ansia nel medico e quest’ultimo che fa?…bè, nella maggior parte dei casi si para il così detto “culo”. Ma chi ha innestato questa specie di circolo vizioso? La maggior consapevolezza dell’uomo o l’arroganza di alcuni medici? L’avvocato che annusa subito un buon affare o il medico che si para dientro una malattia incurabile non diagnosticata in precedenza? and so on…

  2. alex

    22 novembre 2007 a 11:01

    Io farei distinzione tra malasanità (una realtà tutta italiana) ed etica professionale. Un buon medico, a mio avviso, dovrebbe agire secondo coscienza e secondo la propria esperienza, a prescindere dalle possibili azioni legali. Il paziente dovrebbe essere meno “prevenuto” e non pensare che il Dott. House sia dietro l’angolo… rimane il fatto che queste sono anomalie tutte italiane!

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