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Non avevo mai parlato, credo, della mia passione calcistica sul blog. Questa volta però, per me e per tutti i tifosi della AS Roma, è un giorno particolare e decisivo per il futuro della nostra amata squadra.

La Roma è ufficialmente degli Americani, in particolare della cordata guidata da Thomas DiBenedetto a capo della cordata cui fanno parte anche James Pallotta, Richard D’Amore, Michael Ruane.

Questa la conferenza stampa a Boston, subito dopo le firme dei contratti.

Ma chi sono questi imprenditori? Vediamo il loro profilo professionale (fonte: romagiallorossa.it, tratto dall’articolo di R. ZANNI sul CORRIERE DELLO SPORT )

Thomas DiBenedetto, 62 anni com­piuti il 6 marzo, ha un tragitto pro­fessionale che si può dire abbia tocca­to quasi tutte le attività finanziarie e industriali. Oltre alla Boston Inter­nation Group, la Jun­ction e la Jefferson Wa­terman International, le più note, l’anno scorso si è aggiunta anche la Rou­te 2 Digital, dove ha fun­zioni di direttore esecu­tivo, società che investe in sport, media e tecno­logia. Durante la sua carriera ha spaziato dagli investimen­ti nel campo finanziario, poi telecomu­nicazioni, tecnologia, settori immobi-l­iario, minerario e biotecnologico. Ma prima di creare nel 1983 la BIG, la Bo­ston International Group, Mr. DiBe­nedetto si occupava di investimenti al­la Allen & Company Inc., Salomon Brothers e alla Morgan Stanley ed è stato anche nel consiglio di ammini­strazione del JFK Center for Business and Government alla Harvard Uni­versity. Dal 1984 è direttore alla Ale­xander’s Inc, società che si occupa prevalentemente del settore immobi­liario, mentre la Waterman, dove è presidente, è una società di consulen­za soprattutto per governi stranieri e multinazionali.

JAMES PALLOTTA – E’ il più giovane del gruppo e, appa­rantemente, anche il più ricco. E se vogliamo anche il più “italiano”. Ja­mes “ Jim” Pallotta ha 53 anni e la su fortuna l’ha fatta con gli “ hedge funds”. Conosciuto negli USA per avere fatturato ( per se stesso…) in un so­lo anno, era il 2005, la bel­lezza di 200 milioni di dol­lari, nell’ambito dell’alta finanza, degli investimen­ti ad alto rischio, Pallotta lì ha creato la sua fortuna che è stata valutata con nove zeri, vale a dire che ha toccato e superato il traguardo del miliardo di dollari. E’ anche il più italiano, perchè a Boston, dove è nato, se lo ricordano tutti a North End, la Little Italy, figlio di James e Angelina. Hanover Street, la strada più famosa del quartiere ita­liano bostoniano, l’ha visto crescere, James con le sorelle Carla e Christine che adesso possiedono un ristorante, sempre lì, al quale hanno dato il nome “ Nebo”. Mr. Pallotta ha studiato alla University of Massachusetts ( Bache­lor in Business Administration) e alla Northeastern ( Master) e poi ha spic­cato il volo verso la fortuna. Il succes­so l’ha toccato alla Tudor Investement Corporation, dove è rimasto dal 1993 al 2008, ma prima ancora è stato il vi­ce presidente della Essex Investment Management Company, quindi, suc­cessivamente presidente della Raptor Capital Management, un altro gruppo che si occupa sempre di investimenti, settore nel quale Pallotta ha accumu­lato una esperienza lunga quasi tren­t’anni che l’hanno trasfomato in uno dei manager più apprezzati in tutti gli States ( è tra i top venti).


RICHARD D’AMORE – Richard D’Amore da oltre trent’an­ni svolge la propria attività nel­l’ambito del “ venture capital”. Che cos’è? E’ quel finanziamento che si effettua mediante l’apporto di capi­tale di rischio, di solito sotto la forma di parte­cipazione di minoranza, generalmente orientato verso imprese che han­no un alto potenziale di crescita ed è portato a favorire lo sviluppo del­le stesse. Far prospera­re le società, di qualsia­si settore esse siano, è quindi la specialità di D’Amore, una esperien­za che potrà sicuramente trasferire anche all’interno della nuova azien­da calcio nella quale si è buttato as­sieme ai suoi soci. Waltham è la sua base, un’altra città che si trova non lontana da Boston, famosa per esse­re stato uno dei centri che diedero il maggiore contributo alla Rivoluzio­ne Industriale Americana. D’Amore si è laureato cum laude alla Northea­stern University nel 1975, Bachelor of Arts, mentre cinque anni dopo ha ottenuto un Master in Business Ad­ministration alla Harvard Universi­ty Graduate School of Business Ad­ministration. E’ stato uno dei fonda­tori, nel 1994, della North Bridge Venture Partners, società che ades­so ha in gestione un capitale di 3,2 miliardi di dollari e che ha due sedi, oltre a Waltham c’è anche San Ma­teo, in California.

MICHAEL RUANE – Non lontano da Boston, vive a Wen­ham, c’è Michael Ruane, fondatore, nel 1982, della TA Associates Realty, gruppo immobiliare che opera in 35 dei 50 stati degli USA e gestisce 9 milioni di metri quadrati di edifici a uso commer­ciale ai quali vanno ag­giunti 8.900 tra case e appartamenti. La società è valutata 8 miliardi di dollari, ma accanto all’at­tività immobiliare c’è an­che quella finanziaria, relativa alla gestione di fondi che vengono poi immessi sem­pre nel settore edilizio. Nell’agosto scorso, solo per fare un esempio, so­no stati raccolti 1,7 milioni di dolla­ri, attraverso una controllata, la Re­alty Associates Fund IX, che ha 25 investitori ed è una delle quattro so­cietà equity, azionarie, della società. Michael Ruane, prima di fondare la propria società, quasi trent’anni fa, era partner della TA Associates Ven­ture e consulente della Arthur Young & Company. Poi l’inizio di una lunga carriera di successo nel cam­po immobiliare, ma non solo, dal mo­mento che Mr. Ruane ha altri presti­giosi incarichi. Vive appunto a Wen­ham, antica cittadina fondata nel 1643 in Essex County a 40 chilome­tri a nord di Boston. Una località che ha ancora mantenuto intatto il fasci­no e i ricordi dei secoli scorsi e una tranquillità dovuta anche alla pre­senza di nemmeno 5.000 abitanti.

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