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E’ di questi giorni la notizia che l’8 febbraio 2008 (venerdi) uscirà nelle sale italiane il film “Caos Calmo” tratto dall’omonimo libro di Sandro Veronesi vincitore del premio Strega 2006 , gli attori che lo interpreteranno sono Nanni Moretti, nel ruolo principale di Pietro Paladini, Valeria Golino, Isabella Ferrari, Alessandro Gassman, Kasia Smutniak e Silvio Orlando insomma un cast di ottimi attori che, alla luce del libro, sembrano realmente azzeccati.

Il libro non appena lo iniziai mi affascinò subito, per i temi profondi e al tempo stesso semplici e più che mai attuali come l’amore e la morte, il rapporto dei genitori con i figli, il rapporto che ogni individuo, ogni singola persona ha con se stesso e con la realtà che lo circonda, spesso inghiottito dalla frenesia del contemporaneità e che sempre più spesso si interroga su come bloccare, fermare, interrompere, anche solo per un istante, questa accelerata percezione dell’evolversi degli eventi e della vita stessa.

Caos Calmo” è la ricetta di Pietro Palladini il quale decide di fermarsi, bloccarsi dinanzi il fluire della vita ed attendere, aspettare con “calma” il momento del dolore che sembra non sopraggiungere mai, disorientandolo. Questa decisione nasce spontanea, in maniera quasi involontaria dopo la morte della fidanzata, con la quale si sarebbe dovuto sposare di lì a breve e con la quale aveva già una bambina di nome Claudia . La morte stessa della futura moglie avviene in circostanze particolarissime, Pietro è in spiaggia con il fratello ed insieme salvano due donne in procinto di annegare, mentre soccorre questa donna Pietro ha anche un’erezione, spontanea, improvvisa, incontrollabile e mentre accade tutto ciò la moglie muore, in casa, in maniera anch’essa improvvisa, inattesa cosi come improvvisa era stata l’erezione di Pietro. Questo il prologo della storia, l’incipit che fa da eco a tutto il libro.

Ed ecco che non appena inizia la scuola Pietro decide di accompagnare la figlia e di attenderla lì, sotto scuola, in macchina, senza andarsene…decide di non abbandonarla e per un giorno non va in ufficio. Il secondo giorno accade la stessa cosa, Pietro rimane sotto scuola ad attendere la figlia, e cosi il terzo ed il quarto e via via decide di farlo sempre, ogni giorno attende non solo la figlia ma anche il dolore, per quella terribile scomparsa, con un “Caos Calmo ” nella testa e nell’animo.

E cosi le giornate si succedono l’una all’altra e mentre i colleghi, i parenti ed i conoscenti lo passano a trovare per vedere “lo strano”, “il diverso” si verifica una sorta di magia… Pietro diventa il loro confessore, la persona che li ascolta, che li comprende, che li consiglia. Si inverte il tema, da “diverso” Pietro diventa “normale” e tutti gli altri che corrono da lui per parlare e confessarsi risultano “diversi”, coloro che ancora vivono la vita con frenesia, ansia, timore… Lui no, lui è sempre li ad attendere la figlia, immobile, fermo, in attesa, gli altri non hanno scampo!

Il libro è decisamente piacevole, ben fatto, fluido e dai temi interessanti; speriamo che il film non tradisca le mie (nostre) aspettative, che sappia evidenziare in chiave cinematografica le domande che dal libro emergono con forza, dure e terribilmente incisive.


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