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“Sono nato in circostanze particolari…”

E’ così che inizia “Il curioso caso di Benjamin Button”, film tratto da un racconto degli anni ’20 di Scott Fitzgerald su un uomo che nasce ottantenne e la cui età scorre al contrario, un uomo come tutti noi, incapace di fermare il tempo.

Il film è un drammatico a tinte romantiche, diretto da David Fincher, candidato a 13 premi oscar e la cui visione mi positivamente impressionato.

A prescindere dalla trama che ormai credo tutti conoscano ossia una persona che nasce vecchia e muore neonata, la cui vita scorre temporalmente in maniera inversa rispetto alla nostra, il film mi è piaciuto non solo per l’ottima fotografia (un seppia delicato che ricalca ottimamente l’atmosfera romantico/evocativa dei primi anni di Button) ma anche per i notevoli spunti di riflessione esistenziali che il film stesso evoca.

Il soggetto principe, a mio modesto avviso, è la diversità e la possibilità di realizzare se stessi proprio nella consapevolezza di tale diversità. I personaggi attraverso i quali Benjamin esprime il suo modo di intendere la vita, la felicità e la realizzazione esistenziale sono tutti personaggi marcatamente caratteristici ed evocativi.


Ecco cosi che il marinaio riesce, a modo suo, ad esprimere tutta la sua vena artistica, la silenziosa amante riesce finalmente ad attraversare la manica a nuoto seppur anziana , la matrigna ad essere mamma, l’anziana signora ad essere musicista e cosi via per ogni altro personaggio che riesce, nella sua diversità, ad esprimersi per ciò che è e soprattutto per ciò che desidera essere.

Attraverso questi personaggi di contorno lo stesso Benjamin costruisce la sua esistenza nella piena consapevolezza del suo essere diverso, anzi è proprio a questo che si aggrappa per trovare la forza di andare avanti e realizzare appieno il suo disegno di felicità e realizzazione interiore.

Il tutto a prescindere dal tempo e dal suo inesorabile moto, sia che si vada in un verso sia che si vada nell’altro, la realizzazione del “sè” rimane sempre un traguardo il cui raggiungimento dipende solo ed esclusivamente da noi e dalle nostre scelte, spesso dure, altre volte dolci, di tanto in tanto inevitabili.

Una plauso all’ottima Cate Blanchett per la sua splendida interpretazione ed a Brad Pitt, finalmente nei panni dell’anti eroe, per la sua maturazione professionale.

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