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Vista la grande incertezza che circola tra noi “dipendenti privati”, riporto uno schema molto chiaro, tratto dal sito di repubblica.it, che chiarisce bene le differenze in materia di articolo 18 su come è oggi e come sarà dopo la riforma Fornero.

 

COM’È OGGI

COME SARÀ

Licenziamento individuale per motivi economici *Il licenziamento individuale per motivi economici, riconosciuti come validi, è già previsto e non dà diritto né al reintegro né all’indennizzo.Non cambia
– fino a 4 dipendenti nell’arco di 120 giorni
Se invece il giudice ritiene non valido il motivo economico addotto dall’azienda, può decidere il reintegro del lavoratore. Sarà il dipendente, nel caso, a scegliere in alternativa l’indennizzo.Se invece il giudice ritiene non valido il motivo economico addotto dall’azienda, potrà decidere solo per l’indennizzo economico, che sarà tra le 15 e le 27 mensilità in base alle dimensioni dell’azienda, dell’anzianità del lavoratore e del comportamento delle parti
Se il motivo economico è addotto per mascherare un licenziamento disciplinare o discriminatorio, si ricade nelle due ipotesi qui di seguito.Il giudice non è chiamato a valutare il tipo di licenziamento, ma se dovesse valutare l’inesistenza dei motivi economici, scatterà l’indennizzo tra le 15 e le 27 mensilità
Licenziamento per motivi disciplinariSe il giudice riconosce validi motivi disciplinari, non scatta né il reintegro né l’indennizzoNon cambia
Come per i licenziamenti per motivo economico, il giudice che ritiene non valido il motivo disciplinare addotto dall’azienda, può decidere il reintegro del lavoratore. Sarà il dipendente, nel caso, a scegliere in alternativa l’indennizzo.Il giudice avrà di fronte due alternative:1. se il fatto imputato al lavoratore non è stato commesso o se non è un motivo previsto dai contratti di settore, e allora deciderà per il reintegro, in aggiunta al pagamento della retribuzione per tutto il periodo tra il licenziamento e il reintegro stesso.2. in tutti gli altri casi di motivo ingiustificato ci sarà l’indennizzo, che lo stesso giudice stabilirà tra le 15 e le 27 mensilità in base alle dimensioni dell’azienda, dell’anzianità del lavoratore e del comportamento delle parti
Licenziamento individuale per motivi discriminatoriSe il giudice non riconosce la discriminazione, il licenziamento resta validoNon cambia
Il lavoratore può impugnare il licenziamento e deve dimostrare davanti al giudice che è stato discriminatorio. Se il giudice ritiene fondato il ricorso, annulla il licenziamento e reintegra il lavoratoreNon cambia

 

* Questo tipo di licenziamenti prevederanno una procedura di conciliazione presso la Direzione territoriale del lavoro, dopo la quale al dipendente rimarrà la possibilità di ricorrere in tribunale

 

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