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LostIn quante serie televisive, film, libri e fumetti abbiamo visto trattare il tema dello spazio-tempo? Moltissime!

Basti pensare alla mitica trilogia di “Ritorno al futuro“, per poi passare al serial televisivo “Heroes“, che faceva del controllo dello spazio-tempo uno dei super poteri di Hiro Nakamura; ma questi sono solo due esempi di una vastissima filmografia e letteratura in merito.

Ovviamente l’input, la novità sono da ascriversi al pensatore primo dell’idea di spazio-tempo, non solo dal punto di vista fisico ma anche filosofico-esistenziale ossia Einstein.

Da Einstein ad oggi, soprattutto negli ultimi venti anni, si sono succeduti film, libri e fumetti che avevano come tema principe un paradosso spazio-temporale, una macchina del futuro o del passato, delle capacità cognitive extrasensoriali legate al “tempo”, insomma da Einstein ad oggi passando per “il flusso canalizzatore” di ritorno al futuro di strada ne è stata fatta moltissima.

Però da ieri una nuova idea, in tema di concezioni e ipotesi fantastiche sullo spazio tempo e sulle sue implicazioni al reale, è stata introdotta nel ‘calderone’ cinematografico, tale merito va dato ai creatori di Lost.

ATTENZIONE POSSIBILE SPOILER SE NON HAI VISTO LA QUARTA SERIE


Non so quanti di voi abbiano visto la quinta puntata della quarta serie in inglese intitolata “4×05 – The Constant“, la costante! Una punta a dir poco eccezionale, innovativa che apre nuovi scenari e delinea quella che sarà la linea guida delle serie successive.

Insomma, finalmente sembra esserci “un costante“, un punto fermo, sicuro e certo tra l’isola (ed i suoi personaggi) ed il mondo esterno, questo punto fermo, questa “costante” altro non sono che la differenza spazio-temporale che intercorre tra i due mondi.

Sembrerebbe che l’isola fosse una sorta di “buco nero” caratterizzato da un campo elettro-magnetico fortissimo, dalle coordinate ben precise ossia 2.342 a 11 Hz per la macchina di Faraday.

Un luogo lontano non solo nello spazio ma anche e soprattutto nel tempo, difficilissimo da raggiungere se non tramite tali coordinate il cui significato, ovviamente, ci è ancora ignoto.

Chi è il protagonista dell’episodio?

Desmond! L’ulisse di Lost, già capace di visioni spazio-temporali sul futuro di Charlie, ma che questa volta si trova a vivere lui stesso in prima persona un paradosso, il tutto indotto o causato dalla fuga dall’isola stessa.

Desmond nell’attraversare lo spazio-tempo con un elicottero riesce a vivere un’esperienza unica nel suo genere: una migrazione del suo inconcio nel futuro, con continui vai e vieni; la cosa forte, innovativa come idea cinematografica, è che la linea temporale del protagonista, quella che sembra essere reale, non è quella relativa al Desmond dell’elicottero (dell’isola per intenderci), bensi a quella del Desmond di sei anni prima, ancora arruolato nell’esercito e che si era da lasciato con Penny (Penelope)…

Non vorrei svelare ulteriori novità in materia, la puntata è stata bellissima ed affascinante, degna di Lost. Una puntata che “riabilita” una quarta serie partita un pochino in sordina e dalla quale ci attendiamo tanto… non solo domande ma anche risposte, risposte ed ancora risposte.

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