Buon Compleanno Ansel Adams

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Il 20 Febbraio 1902 nasceva Ansel Adams, il padre del Sistema Zonale, uno dei grandi fotografi nella storia della fotografia.

Non posso, ne io ne tutti gli amanti della fotografia, non ringraziare il padre del Sistema Zonale per le straordinarie scoperte in termini di sensitometria e comprensione dei processi che sono alla base della realizzazione di un negativo e di una stampa di qualità.

La sua “trilogia” di libri “La fotocamera”, “Il negativo” e “La stampa” sono da tempo nella mia libreria, letti più e più volte; la cosa straordinaria è che ad ogni lettura riesco a cogliere sempre qualcosa di nuovo, interessante ed applicabile alla fotografia sia essa analogica o digitale.

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  • Ansel Adams
  • Editore: Zanichelli
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  • Edizione n. 0 (12/01/1987)
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  • Ansel Adams
  • Editore: Zanichelli
  • Copertina rigida: 224 pagine

 

Per cui, buon compleanno Mister Adams!

3 Commenti

  1. Date per certe la sua apertura mentale alla sperimentazione e all’innovazione e la sua ansia di impiegare nuove tecnologie nel corso della carriera e dei libri, Adams nutrì un piccolo dubbio nei riguardi dello spessore della fotografia digitale (che oggi troverebbe probabilmente molto più intrigante, date tutte le potenzialità offerte da photoshop).
    Adams considerava l’incognita della durata di vita d’archivio di un immagine il maggior inconveniente della fotografia digitale e certamente si sforzò di assicurare alle sue stampe una vita più lunga possibile.
    Avrebbe quindi volentieri utilizzato la tecnologia digitale perchè avrebbe potuto fornirgli un grande aiuto nella realizzazione della sua previsualizzazione, se solo fosse stato soddisfatto della qualità e della longevità del prodotto finale.
    Nell’ampio contraddittorio tra i sostenitori della fotografia digitale e quelli dell’immagine tradizinale, vi sono coloro che tentano di congelare l’immagine di Adams dentro una cornice che lo vede come il monolite dell’Alta Sierra, ricordato per sempre attraverso ormai poche e classiche vedute della Yosemite Valley, e che vogliono eleggerlo supremo protettore della fotografia tradizionale. Questi non rendono giustizia alla persona di Adams stesso e dell’arte fotografica.
    Realizzò infatti anche splendidi ritratti, magnifiche immagini documentaristiche e commerciali, per non menzionare il campo architettonico e quello astratto.
    Predicava che ogni fotografo dovrebbe trovare la propria strada all’interno del viaggio della fotografia creativa.
    Il corpo del lavoro di Adams è molto più grande della Yosemite Valley e ci ha sempre esortati a cercare il nostro percorso personale, una volta compresi gli strumenti essenziali della fotografia.

    Spesso ho immaginato Adams ridere guardando legioni di fotografi che determinatamente usano lo stesso equipaggiamento, tecnologia, e seguono deferentemente i sentieri e gli stessi luoghi ed effettuano le foto che lui fece, cercando di imitarlo forse volendo diventare lui stesso. Ora, l’imitazione di un maestro può essere un ottimo sistema di apprendimento, ma la chiusura mentale e l’intolleranza verso ogni approccio diverso- considerato una forma d’arte inferiore- è esattamente il contrario di quello che il maestro avrebbe voluto che rimanesse impresso nella mente dei suoi allievi.

    Ansel Adams è morto, ma ancora vive indomabile il suo spirito di innovazione, di sperimentazione, di creatività.

    franco santi (allievo del M° Adams)

    rif. fs archivo

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