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Per chiunque volesse affinare la propria attitudine alla “lettura” della fotografia, consiglio il seguente libro: La fotografia. Una storia culturale e visuale di Graham Clark
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La fotografia. Una storia culturale e visuale
9 Recensioni
La fotografia. Una storia culturale e visuale
  • Graham Clarke
  • Editore: Einaudi
  • Copertina flessibile: 281 pagine

Finito in pochi giorni, anzi divorato….molto bello, i cui argomenti principe sono la “filosofia” applicata alla fotografia, la storia della fotografia e la comprensione – lettura di una foto artistica.

Graham Clark inizia il libro con due ottimi capitoli introduttivi, “Che cos’è una fotografia” e “Come si legge una fotografia”, dopodiché analizza i vari stili fotografici, quali “La città” , “Il ritratto”, “Il Corpo”, “Il Reportage” etc… attraverso un saggio storico/filosofico, fatto di esempi concreti e fotografie di artisti famosi (Es: Diane Arbus, Ansel Adams, H.C. Bresson, …) che hanno segnato la storia ed il successo di questa splendida arte.

Solo per comprendere il “senso” del libro riporto una porzione del testo, a mio avviso illuminante in relazione alla comprensione, lettura ed analisi di una fotografia.

Si consideri la seguente foto “Gemelli Identici” di Diane Arbus:

diane-arbus

E’ una delle immagini meno controverse di questa fotografa e, almeno superficialmente, sembra abbastanza immediata. E’, per così dire, ciò che si dice di essere: l’immagine di due gemelle identiche. Man mano che la osserviamo e cominciamo a leggerla, tuttavia, le presunte certezze legate al soggetto lasciano sempre più spazio agli interrogativi, finché questa immagine non diviene un esempio perfetto della natura difficile del significato fotografico.

Prima di tutto, la nozione di gemelli identici ci fa pensare alla rassomiglianza speculare garantita dal dagherrotipo nel XIX secolo, e sottolinea l’idea della foto come documentazione fedele dell’originale. […] Ma <identico> rimanda a <identità>, e al ritratto di un sé limitato alla presenza superficiale di una singola immagine. Questi due aspetti rivelano un divario critico tra ciò che “vediamo” nella foto e ciò che ci viene chiesto di osservare. […] Non riusciamo a collocarle nel tempo e nello spazio, e abbiamo pochissimi indizi relativi al loro sostrato sociale e personale. […] Riflesso nella fotografia, dunque, cominciamo a capire che il significato, come accade ai linguaggi, non opera attraverso le somiglianze, ma tramite la differenza. […] Alla fine abbiamo una tale sensazione di diversità da mettere in dubbio la certezza del titolo, e tale diversità è di fondamentale importanza persino al livello più immediato: una gemella è “allegra”, l’altra è “triste, i nasi sono diversi, i visi sono diversi,  […] “Gemelle identiche” ci spinge dunque a riflettere sulla complessità insita nel messaggio fotografico, ma al tempo stesso sottolinea fino a che punto dobbiamo essere consci del ruolo del fotografo come arbitro del significato, colui o colei che attribuisce importanza.

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