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Sulla rivista computer foto (www.fotocomputer.it) ho letto un interessante articolo sul futuro della fotografia reflex in 3D.

L’idea che sta alla base del 3D è semplice quanto innovativa, si parte dall’osservazione del cervello umano il quale riesce ad elaborare la “profondità” (terza dimensione) grazie alle informazioni che gli arrivano dagli occhi; gli occhi sono due ed è grazie a questo “dualismo” informativo che il cervello riesce ad elaborare il più fedelmente possibile la realtà.

Per cui basterebbe utilizzare due obiettivi, due sensori ad altissima fedeltà ed un superprocessore in grado di sincronizzare ed elaborare le informazioni sulla luce catturata per riprodurre il più verosimilmente possibile il sistema umano.

La società che sta sperimentando il 3D è la Fujifilm, la quale ha sviluppato due supersensori CCD ad alta sensibilità e gestione del noise la cui tecnologia è stata denominata RPT (Real Photo Technlogy), il superprocessore in grado di sincronizzare le informazioni provenienti da due fonti luminose è stato chiamato RPP (Real Photo Processor).

La nuova reflex verrebbe inoltre dotata di un LCD da 2,8” e 230.000 pixel, in grado di gestire e modulare la direzione della luce sulle due diverse fonti di ingresso (obiettivi-occhi) dando cosi una visione “stereoscopica” dell’immagine anche in LiveView.


I “due occhi” della reflex aprirebbero nuove frontiere anche per quel che concerne il 2D, ad esempio scattare nello stesso momento con un grandangolo e con un supertele, o filmare e scattare contemporaneamente.

Ovviamente Fuji sta lavorando anche alla parte di stampa per dare anche al prodotto finale l’effetto tridimensionale voluto.

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