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Chi di noi non conosce o semplicemente ha ascoltato ed apprezzato canzoni come Gianna, ma il Cielo è sempre è sempre più blu, Berta Filava, Aida o Nuntereggae più?

Tutte queste e molte altre bellissime canzoni hanno un comune denominatore: il nome Rino Gaetano.

Artista poliedrico, atipico, ribelle, anticonformista e grande comunicatore morto a soli 31 anni il 2 Giugno 1981 in un incidente stradale su una strada romana, la Nomentana, il cui corpo martoriato fu rifiutato da ben cinque ospedali della capitale.

Il triste epilogo della sua breve ma intensissima carriera sembra calzare alla perfezione uno dei testi delle sue canzoni:

« …vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia che ce l’ha con me… »
(Rino Gaetano)

A Novembre ed in replica mercoledi prossimo andrà in onda una fiction prodotta dalla Rai proprio sulla vita del cantantautore calabrese vissuto a Roma nel quartiere Montesacro. Una Fiction che vede l’attore Claudio Santamaria interpretare il ruolo del Rino e che ha suscitato non poche polemiche soprattutto da parte della sorella Anna Gaetano, la quale ha definito la storia troppo romanzata, poco veritiera e incline a sottolineare un lato “oscuro” dell’artista, fatto di alcool e donne a lei sconosciuto, glissando sulla vera personalità di Rino da lei considerata scanzonata, dissacrante e solare.

A prescindere dalle polemiche che in questi casi sempre nascono, ho trovato la fiction ben fatta (forse una delle poche se non l’unica che ho visto in TV) e comunque interessante perchè mi ha permesso di conoscere più in profondità un personaggio controverso e geniale come Rino Gaetano, un cantastorie del popolo, un dissacratore di conformismi borghesi e bigotti, un personaggio molto Pasoliniano, nato dal nulla, dalla gente e che cantava per la gente, spesso incompreso e forse inespresso vista la tenera età in cui è morto.

La fiction è interessante non solo perchè mi ha permesso di approfondire e conoscere meglio Rino cantante, che spesso confondevo con Mino Reitano, ma anche perchè offre uno spaccato della società italiana degli anni ’70, con tutte le sue affascinanti congetture politico-filosofiche, con le sue contraddizioni e con i suoi drammi; società all’interno della quale era facile non riuscire a comunicare, a spiegare e a comprendere, in cui era d’obbligo schierarsi, pronunciarsi ma era praticamente impossibile farlo in maniera genuina ed originale.

Rino Gaetano amava giocare con le parole, si serviva di queste per comunicare, giocare, creare atmosfera e poesia, dissacrare e demoralizzare, ecco perchè ancora oggi le sue canzoni le ricordiamo, le cantiamo, le apprezziamo spesso senza sapere che dietro a quelle parole c’era un giovane calabrese emigrato a Roma, morto a soli 31 anni che amava cantare il popolo e gridare con forza che…. il cielo è sempre più blu.

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