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In un mondo che si muove alla velocità della luce, in cui i social network sono ormai entrati a far parte del nostro quotidiano, non solo in termini ludici ma anche professionali, è sempre più importante essere presenti online ed esserlo bene.

Oggi è importante esserci

E’ quindi fondamentale curare quello che in gergo tecnico viene definito “Personal Branding” ovvero la strategia che individuiamo per cercare di evidenziare quelli che sono i nostri punti di forza e che dovrebbero distinguerci da tutti gli altri utenti in termini di “cosa sai fare, come lo sai fare, quali benefici porti e perché gli altri dovrebbero sceglierti
(Rif. personalbranding.it)

Fare Personal Branding equivale quindi ad impostare una strategia comunicativa che punti sulla valorizzazione di una cosa molto semplice: noi stessi e le nostre capacità.

Il tuo Personal Brand è la ragione per cui un cliente, un datore di lavoro o un partner ti sceglieClick To Tweet

Ci sono molti testi, sia cartacei che in formato elettronico, consultabili in tal senso, io vi consiglio questi cinque → I cinque libri che ogni blogger dovrebbe leggere (nel 2014)

Klout e lo score

Fare Personal Branding è quindi strettamente correlato anche al concetto di influenza online ovvero alla capacità attrattiva e di influenza che noi ed il nostro brand abbiamo in relazione alla nostra rete di contatti.

Klout è un servizio web che offre analisi statistiche proprio in tal senso ovvero sulla portata della nostra influenza online


Potremmo quindi definirlo uno strumento che in qualche modo riesce a misurare se stiamo facendo correttamente “personal branding” e se i contenuti che pubblichiamo quotidianamente (articoli, immagini, video, tweet, post, … ) hanno o meno una buon impatto sulla nostra rete di contatti.

In pratica Klout analizza i nostri profili (Facebook, Twitter, Google+, Linkedin, Instagram, … ) e valuta, con un complesso quanto sconosciuto algoritmo, quanto siamo “influenti” online assegnandoci un punteggio.

Vengono analizzati i seguenti indici: rete di utenti (amici, contatti, follower, … ), retweet, like, condivisioni, commenti e tantissimo altro ancora.

In tal senso vi consiglio questo ottimo articolo su wired → leggi l’articolo

Proprio sulla base di questi indici viene definito un Klout Score personale che va da 0 a 100.

Considerate che la media dei Klout score va da 20 a 40, intorno a 60 il profilo comincia ad essere considerato mediamente influente, sopra a 70 si è considerati dei veri e propri “influencer” ossia dei veri e propri punti di riferimento per il web, in grado anche di indirizzare e quindi influenzare le tendenze (e soprattutto gli acquisti) degli utenti online.

Per la cronaca Justin Bieber ha 99, Barack Obama 87 ed il Dalai Lama 85, io ho un Klout Score di 59 per cui c’è ancora molto da lavorare.

klout score etrusco

In Italia non è ancora molto conosciuto, in America, invece, sta diventando un vero e proprio standard e moltissime aziende prima di assumere una persona ne analizzano il Klout Score per verificare quanto il candidato sia influente o meno online.

Pregi e difetti della piattaforma

Come tutti i software che cercano di definire degli indici utilizzando dei parametri ha sia pregi che difetti.

I principali pregi, a mio modo di vedere, sono:

  • la semplicità con la quale si riesce ad ottenere un indice di influenza
  • il fatto che stia diventando un vero e proprio standard
  • la possibilità di connettersi a (quasi) tutte le piattaforme social

Io ad esempio ho riscontrato problemi solo con il mio profilo Flickr, per il resto sono riuscito a connettere alla piattaforma tutti miei account.

Ovviamente nella piattaforma vedo anche dei difetti, i principali sono:

  • può essere “manipolato” con delle tecniche che permettono di alzare il Klout score
  • l’algoritmo non sempre assegna dei punteggi congruenti → leggi questo articolo

Conclusioni

Come tutti gli indici va preso per quello che realmente è ossia una semplificazione in ottica web 2.0

Usiamolo quindi correttamente, senza pigiare troppo sull’acceleratore, per capire in prima istanza quanto realmente sia “buona” la nostra presenza online e la strategia di Personal Branding che abbia intrapreso, cerchiamo però di non dargli troppo credito e valore (almeno fino a quando, anche in Italia, non verrà utilizzato prima dei colloqui)

Che te ne pare di Klout? Lo utilizzi per monitorare la tua strategia di Personal Branding?

Riferimenti
https://klout.com
http://it.wikipedia.org/wiki/Klout
http://www.personalbranding.it/personal-branding-online/
http://alexbraunstein.com/2011/06/01/why-your-klout-score-is-meaningless/
http://www.wired.it/internet/social-network/2013/12/11/intervista-joe-fernandez-klout-leweb/

 

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